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venerdì 28 febbraio 2014

"Il diario del vampiro, La furia" - Lisa Jane Smith


Editore NEWTON COMPTON
Pagine 223
Prezzo 12,90 EURO
Prezzo ebook 3,99 EURO
Anno prima edizione 2009
Genere: Horror e narrativa gotica 

Vertici di un fatale triangolo d'amore, Elena e i due vampiri fratelli Stefan e Damon hanno un unico destino. Ora che Elena ha ceduto al fascino del crudele Damon, ora che l'odio di Stefan per il fratello sembra ormai inestinguibile, i tre dovranno stipulare una tregua e unire le loro forze, per affrontare una terribile e oscura minaccia. Una furia malvagia che potrà essere sconfitta soltanto da un'alleanza solida. Odio e amore, sangue e vendetta: sono questi i marchi che segnano la paurosa nuova avventura e ne sigillano la sorte.






Terzo libro della saga "Il diario del vampiro".
In questo nuovo volume, incontriamo ed impariamo a conoscere una nuova Elena. Dopo un'incidente in auto, Elena muore e a causa del sangue dei fratelli Salvatore che ha ingerito, si tramuta e diventa anche'essa un vampiro. Incerta, Elena inizia a compiere i primi passi verso una nuova vita, una vita come predatrice.
Con l'aiuto dell'affascinante Stefan e del misterioso Damon, Elena riesce convivere con la sua nuova natura, ma un Grande Potere è in agguato.
Nessuno riesce a capire chi trami nel fitto della boscaglia, all'oscuro, nascosto dalle tenebre.
Inizia una caccia al potere, che smaschererà un finto professore di storia, che scatenerà l'ira degli animali, che porterà morte e un finale tragico e a dir poco: a sorpresa.
Cosa succederà ai fratelli Salvatore e alla nuova versione di Elena?
Leggete e lo scoprirete, per ora accontentatevi di sapere che rispetto agli altri volumi della collana, questo risulta essere un pò più carente. I colpi di scena si susseguono ma la lettura non è veloce e accattivante come nei precedenti volumi. In ogni caso, non si possono non fare i complimenti alla scrittrice, abile sognatrice ed esperta in colpi di scena.
Riassumendo, al libro assegno un buon:

4 su 5 stelle

Ecco alcune frasi dal libro:

- "E Matt aveva ragione ad avere paura. Loro appartenevano alla specie dei predatori; lui a quelle delle prede. Il loro compito vitale era ucciderlo."

- "Quanto dolore era racchiuso in quelle pagine. Quanti progetti, quanti segreti, quanto bisogno. Era la storia di una ragazza che si era sentita sola e smarrita nella propria città, nella propria famiglia. Che era andata in cerca di ... qualcosa, qualcosa che non aveva mai trovato."

- "... una tale eccitazione e affinità con lui. Come se lui conoscesse la fiamma che ardeva dentro di lei come nessuno prima d'allora."

- "Era come la sua immagine riflessa all'infinito negli specchi di quel corridoio nel sogno."

- "Qui non c'era rabbia, né odio, ma un amore che sembrava non dovesse avere mai fine."

giovedì 20 febbraio 2014

"Morte a Pemberley" - P.D. James


Editore MONDADORI
Pagine 348
Prezzo 18,50 EURO
Prezzo ebook 6,99 EURO
Anno prima edizione 2013
Genere: Giallo storico 

Inghilterra, 1803. Sono passati sei anni da quando Elizabeth e Darcy hanno iniziato la loro vita insieme nella splendida tenuta di Pemberley. Elizabeth è felice del suo ruolo di padrona di casa ed è madre di due bellissimi bambini. La sorella maggiore Jane, cui lei è legatissima, vive nelle vicinanze insieme al marito Charles, vecchio amico di Darcy, e il suo adorato padre, Mr Bennet, va spesso a farle visita. Ma in una fredda e piovosa serata d'ottobre, mentre fervono gli ultimi preparativi per il grande ballo d'autunno che si terrà il giorno successivo, l'universo tranquillo e ordinato di Pemberley viene
scosso all'improvviso dalla comparsa di Lydia, la sorella minore di Elizabeth e Jane. In preda a una crisi isterica la giovane donna urla che suo marito, l'ambiguo e disonesto Wickham, non gradito a Pemberley per la sua condotta immorale, è appena stato ucciso proprio lì, nel bosco della tenuta. Di colpo, l'ombra pesante e cupa del delitto offusca l'eleganza e l'armonia di Pemberley, e i protagonisti si ritrovano loro malgrado coinvolti in una vicenda dai contorni drammatici.






Tutti coloro che hanno amato "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen si ritroveranno incantati da questo nuovo romanzo.
Se volevate sapere cosa sarebbe accaduto ai nostri personaggi preferiti, ora lo saprete.
Sono passati sei anni da quel fatidico giorno in cui Mr. Darcy e Mr. Bingley sono convogliati a nozze con le affascinanti sorelle Bennet.
Elizabeth vive felicemente a Pemberley con il marito e i suoi due figli mentre Jane abita poco distante da loro con il consorte Bingley.
Una vita agiata e serena fino a quando Lydia, la sorella minore di Jane ed Elizabeth, arriva a Pemberley trafelata e in preda al panico annunciando a tutti la morte del marito: Mr Wickham.
I signori Wickham, lontani dall'essere ben accetti a Pemberley, portano scompiglio nella vita delle famiglie, immischiandoli in una morte sospetta e in indagini ingarbugliate.
Chi ha ucciso Mr. Wickham?
Lo scoprite solo leggendo.
Per quanto mi riguarda, ho apprezzato molto questo libro, non solo perché ha risposto alle mie domande riguardo al futuro dei Darcy, ma soprattutto perchè la scrittrice è riuscita a catturare un pò dello spirito della Austen e ad arricchirlo con un pò mistero.
Una trama interessante e un linguaggio fluente, assegno un bel:

4 stelle su 5

Frasi dal libro:

- "Era opinione comune delle donne di Meryton che Mr e Mrs Bennet di Longbourn fossero stati fortunati riguardo alla sistemazione di quattro delle loro cinque figlie."

- "Soffermandosi un momento davanti alla finestra e cercando di accantonare le preoccupazioni della giornata, Elizabeth lasciò che i suoi occhi si posassero su quella bellezza familiare, ma sempre mutevole, che aveva il potere di calmarla."

- "Lydia era sempre stata avventata e indifferente a tutto quanto non la riguardasse personalmente, ed era chiaro fino a che punto fosse ansiosa, come lo era Wickham, di scuotersi di dosso la polvere dell'Inghilterra." 

giovedì 13 febbraio 2014

"Un viaggio chiamato vita" - Banana Yoshimoto


Editore FELTRINELLI
Pagine 187
Prezzo 7,00 EURO
Anno prima edizione 2010
Genere: Narrativa straniera 

La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi. In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Dalle emozioni del primo amore alla scoperta della maternità, dalle piramidi egiziane alla Tokyo degli anni settanta. Con la consueta
leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell'esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento. E così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di Tokyo al tramonto luccicante della Sicilia, e che un contenitore pieno di alghe diventa l'occasione per esplorare il dolore della perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale "viaggio della vita", fatto di promesse e di incontri, di stupore e di meraviglia, di malinconia e di sofferenza. Dalle pagine di questo libro, l'autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri esseri umani, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto.






In questo libro sono racchiusi preziosi ricordi, frammenti di una vita vissuta, attimi racchiusi tra le pagine di un libro nella speranza di renderli immortali.
Un viaggio attraverso la vita della scrittrice, un viaggio alla scoperta di nuove culture, di idee diverse, di sentimenti travolgenti.
E' come avere l'opportunità di prendere per mano la scrittrice e di accompagnarla attraverso i ricordi, rivivendo con lei la sua vita.
Dal primo amore alla maternità, dalle piramidi a Tokyo, attraverso le sensazioni e le emozioni della scrittrice, si ha l'opportunità di vedere la vita dal suo punto di vista, di fare un salto indietro nel tempo per rivivere attimi che non torneranno mai più.
Una lettura profonda in quanto si va a leggere della vita della scrittrice, ma non del tutto fluida.
La scrittrice salta da un momento all'altro ed è facile perdersi tra le pagine del libro.
Non è una lettura accattivante ma è speciale perché solo la scrittrice può descriverti quelle emozioni che ha provato vivendo.
Assegno al libro:
  3 stelle su 5

Frasi dal libro:

- "Un viaggio, per quanto terribile possa essere, nel ricordo si trasforma in qualcosa di meraviglioso."

- "La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l'amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive."

- "Non siamo nati per lavorare incessantemente, carichi di rabbia, senza fermarci mai, con la sensazione che ci manchi qualcosa, come se avessimo buttato via la nostra vita, mentre ci affrettiamo verso la morte in preda a un senso di inadeguatezza."

- "Cos'è successo a tutti? C'è proprio bisogno di distinguersi dagli altri?"

- "Tutte le cose di questo mondo un giorno non ci saranno più. E non importa quanta voglia avremo di andare: non si potrà più andare. E allora in questa vita voglio accumulare tantissimi ricordi."

"Il grande Gatsby" - Francis Scott Fitzgerald


Editore FELTRINELLI
Pagine 230
Prezzo 8,00 EURO
Anno prima edizione 2011
Genere: Classico 

Il grande Gatsby ovvero l'età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New
York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy... Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità. Proprio come andava accadendo allo stesso Fitzgerald, ex casanova ed ex alcolizzato alle prese con il mistero di un'esistenza ormai votata alla dissoluzione finale.







La storia del grande Gatsby viene racconta dal suo amico, forse anche unico: Nick Carraway.
Il personaggio di Gatsby è avvolto nel mistero, nessuno con certezza sa da dove venga quest'uomo. Ognuno ha la sua versione e nessuno sa chi sia veramente.
Nessuno sa veramente come abbia fatto a divenire ricco ma tutti amano le sue feste, alle quali lui quasi mai si vede.
Un uomo pieno di mistero, elegante e solo.
Storia di un uomo che era nessuno e che è divenuto uno degli uomini più ricchi che si siano mai visti. Storia di un amore interminabile che porterà Gatsby al di là della ragione.
In questo viaggio alla riconquista dell'amore perduto, lo affiancherà Nick, che altri non è che il cugino dell'affascinante Daisy, l'unica donna che Gatsby abbia mai amato.
Balli, ricchezza, coraggio, scelte, tutto per di riconquistare Daisy, una ragazza conosciuta in un tempo in cui Gatsby non era altro che James Gatz, figlio di poveri contadini.
Una facciata, un impero costruito solo ed esclusivamente per lei, per Daisy, donna ormai sposata che di coraggioso non ha ormai più nulla.
Riuscirà Gatsby a coronare il sogno della sua vita e a fuggire con Daisy? Non vi resta che leggerlo.
A parer mio, la lettura è stata piacevole, carica di mistero e di amore. Una leggera nota di delusione mi è però rimasta. Daisy mi ha deluso in tutto, è uno dei personaggi che più ho odiato.
Il libro si appresta ad essere una lettura piacevole e interessante. Un linguaggio fluente e per niente pesante.
Non vi resta che farvi trasportare dalle parole dell'autore Fitzgerald e a me non resta che assegnare al libro:

      4 stelle su 5

Frasi dal libro:

- "James Gatz: era questo il suo nome vero, o almeno quello legale. Lo aveva cambiato a diciassette anni, nel momento in cui ebbe inizio la sua carriera: quando vide lo yacht di Dan Cody gettar l'ancora nella secca più insidiosa del Lago Superiore"

- "La prima sera che sono andato a casa di Gatsby ero uno dei pochi ospiti effettivamente invitati, credo. La gente non veniva invitata - ci andava."

- "Ma ad ogni parola lei si ritirava sempre più in se stessa, finché lui rinunciò e soltanto il sogno morto continuò a battersi mentre il pomeriggio svaniva, cercando di toccare ciò che era di più tangibile, sforzandosi, infelice e senza disperazione, di raggiungere la voce perduta di là dalla stanza."

- "E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia ... e una bella mattina..."

"Elogio della Follia" - Erasmo


Editore ACQUARELLI (GIUNTI DEMETRA)
Pagine 160
Prezzo 4,50 EURO
Prezzo ebook 1,49 EURO
Anno prima edizione 1994
Genere: Filosofia 


Erasmo, con "Elogio della Follia", guarda e invita a guardare alla demenza del mondo con occhi nuovi: nella consapevolezza che la realtà è quella che è e, in fondo, ci sono sempre delle "ragioni" in quello che gli uomini fanno - come non tarderà a sottolineare il Machiavelli - per cui vale forse la pena di dar credito alla "follia".

Il saggio è suddiviso in 69 capitoli in cui è la Follia a parlare.
In ogni capitolo la Follia parla di sé, di come essa è ovunque e in tutti.
E' un saggio che vuole aprire gli occhi di fronte alla realtà, non vuole colpire o aggredire nessuno ma la sua grandezza sta nel modo con cui spiega, in modo pacato e a volte umoristico, quanto la follia faccia parte della nostra quotidianità, e di quanto essa ci rappresenti.
Inizia subito parlando delle sue origini, di come è nata e di come è divenuta comune nella vita degli uomini. Poi passa alle sue caratteristiche e arriva a spingersi fino alla Chiesa e come essa faccia parte di quel mondo.
Un saggio che mi ha tenuta impegnata, semplice ma di grande significato. Ideale per sorridere un pò e utilissimo per allargare la mente.
Numerosi sono i riferimenti ad altri grandi filosofi e alle Sacre Scritture stesse, ma tutto al puro scopo di dimostrare quanto la follia sia ovunque.
Un'opera sublime, fine e impossibile da non leggere.
Merita:
5 stelle su 5

Alcune frasi dal libro:

- "Tutti mi fanno la corte e i miei benefici suscitano il divertimento generale. Ma in tanti e tanti secoli a nessuno è mai passato per la testa di scrivere, come atto di riconoscenza, un encomio della pazzia."

- "Dunque fra i saggi e i folli l'unica differenza è questa: i folli sono assai più felici. La loro condizione è privilegiata prima di tutto perché tanta felicità se la procurano grazie ad una sola modesta convinzione e secondariamente perché vivono in beata compagnia, il che non è un vantaggio di poco conto! Non c'è infatti piacere del quale si possa godere da soli."

- "Dovete sapere, signori, che già Platone aveva intuito qualcosa di simile, quando scrisse che il furore amoroso è fonte di massima gioia. Colui che ama profondamente non vive più per sé, ma per l'amato. E quanto più si allontana da sé per darsi all'altro, tanto più grande è la sua gioia. Quando l'anima cerca di liberarsi dal corpo e non è più padrona dei sensi si parla giustamente di una forma di pazzia."

- "Leggo sui vostri volti che vi aspettate, a conclusione del mio discorso, un epilogo. Ma non sarete davvero così fuori di testa da pensare che possa ricordare tutto il fiume di parole che ho riversato davanti a voi?"

"Sogno di una notte di mezz'estate" - Shakespeare William


Editore MONDADORI (collana Oscar classici)
Pagine 200
Prezzo 8,50 EURO
Anno prima edizione 1998

Genere: Classico 

Fate e folletti popolano il mondo fantastico di questa commedia di Shakespeare, lieve e raffinata, in cui amori e tradimenti si susseguono con comicità e grazia incantevole. Dalla bellissima Titania, regina delle fate, innamorata perdutamente di un uomo dalla testa d'asino, al comico e irresistibile Bottom fino al capriccioso folletto Puck, i cui errori nel somministrare i filtri d'amore muovono le sottili trame della vicenda. Una commedia lieve e briosa, ricca di improvvisazioni e colpi di scena, che inaugura un nuovo tipo di rappresentazione nel panorama shakespeariano.







"Sogno di una notte di mezz'estate" è una delle commedie del celebre William Shakespeare ed anche la mia preferita in assoluto.
La storia è suddivisa in cinque atti e presenta tre storie intrecciate tra di loro.
Tutto ha inizio dall'amore di due ragazzi, Lisandro e Demetrio, per la bella Ermia. Entrambi la amano ma lei ama solo ed unicamente il bel Lisandro.
Demetrio, nonostante la sua passione per Ermia, si ritrova ad essere amato da Elena, amica di Ermia.
La storia si intreccia quando il padre di Ermia con l'appoggio del duca di Atene, le impone di sposare Demetrio. Lei, per fuggire all'imposizione, fugge con il suo amato Lisandro nei boschi, seguiti da Demetrio che a sua volta è seguito da Elena.
Qui ha inizio la seconda vicenda.Vicenda che riguarda Oberon, re degli elfi, e la moglie Titania, regina delle fate.Entrambi si ritrovano nei boschi per i festeggiamenti dell'imminente matrimonio di Teseo, duca di Atene con Ippolita, regina delle Amazzoni.Tra Oberon e Titania però ha inizio una lite per il servo indiano di lei. Entrambi lo vogliono come loro servo e siccome Titania non acconsente a darlo a Oberon, egli per vendicarsi, le spreme sugli occhi il succo del fiore vermiglio di Cupido che la farà innamorare del primo che passa. Oberon così spera di ottenere il servo, in quanto Titania si innamorerà follemente di un altro essere, diminuendo in tal modo le sue attenzioni per il servo.
Nel medesimo momento, una compagnia di artigiani, tra cui compare l'attore Bottom, si ritrova anch'essa tra i boschi. Sempre a causa dei festeggiamenti dell'imminente matrimonio del duca, la compagnia di artigiani vuole mettere in scena una rappresentazione popolare che parla di Piramo e Tisbe.
Tutte queste vicende, che di per sé hanno in comune solo il matrimonio del duca di Atene, resterebbero eventi individuali se non fosse per l'intervento di Puck, servitore di Oberon.
Egli è stato ingaggiato dal re degli elfi affinché lo aiuti nel suo intento di incantare Titania, ma egli commette un errore.
Oberon, vedendo i quattro giovani che stanno girovagando per i boschi, decide di aiutarli ed ordina a Puck di spremere sugli occhi di Demetrio il succo del fiore affinché egli si innamori di Elena.
Puck però sbaglia e invece di spremere il fiore sugli occhi di Demetrio, lo spreme su quelli di Lisandro, facendolo perdutamente innamorare di Elena.
Nel frattempo però, essendo un folletto birbante e amante degli scherzi, Puck decide di trasformare la testa di Bottom in quella di un asino e proprio lui sarà il primo essere che Titania vedrà e di cui si innamorerà.
Oberon, intanto, accorgendosi dell'errore di Puck, verserà il succo anche sugli occhi di Demetrio così che ora, entrambi i ragazzi, sono innamorati di Elena.
Tutte le storie sembrano svolgersi per il peggio, Puck riuscirà a rimediare a tutte le sue malefatte?
Il matrimonio, si farà o non si farà?
Una commedia fantastica, un intreccio fine e ben condotto. Parole sublimi e una storia non comune.
Un linguaggio dei più fini, non sempre facile da capire ma che merita tutta la nostra attenzione.
Un libro in cui il mondo dei sogni e la realtà si alternano, una storia in cui l'impossibile diventa parte della quotidianità, un posto dove l'irreale e l'effettivo possono coesistere.
Nel versione Mondadori è presente anche l'opera originale in inglese, un'aggiunta ben apprezzata. Un pò troppi saggi introduttivi, a mio avviso, ma si possono pur sempre saltare. Ben accetta la cronologia sulla vita e le opere dello scrittore.
Detto questo, non posso non assegnare al fantastico Shakespeare:

        5 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- Ippolita: "Quattro giorni si tufferanno in un baleno nella notte,
quattro notti svaniranno in sogno;
e la luna, arco d'argento
teso nel cielo, sarà spettatrice
la notte della nostra festa."

- Puck: "Hai indovinato:
io sono quell'allegro vagabondo notturno,
il giullare di Oberon, e lo faccio sorridere
quando inganno la foia dello stallone ben pasciuto
nitrendo come una giovane puledra;
talora m'acquatto nel boccale di una comare
in forma di mela selvatica, e quando beve le balzo sulle labbra, rovesciando
la birra sulla sfiorita pappagorgia."

- Elena: "Tu mi attiri, il tuo cuore di pietra è una calamita -
ma non attiri semplice ferro, perché il mio cuore
è saldo come acciaio. Rinuncia alla tua forza d'attrazione
e io non avrò la forza di seguirti."

- Puck: "Se noi ombre vi abbiamo irritato,
non prendetela a male, ma pensate
di aver dormito, e che questa sia
una visione della fantasia.
Non prendetevela, miei cari signori,
Perché questa storia di ogni logica è fuori:
noi altri non v'offriamo che un sogno;
della vostra indulgenza abbiamo bisogno."