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sabato 25 aprile 2015

"L'egoismo del respiro" - Giada Strapparava


Editore LETTERE ANIMATE 
Pagine 347
Prezzo ebook 1,99 EURO
Anno prima edizione 2015
Genere: Thriller 


Cuoco in una tavola calda a Sacramento, ottimo amico per i colleghi e quasi un figlio per i titolari. Una vita normale e soddisfacente se non fosse per l'innato istinto omicida e un personale senso di giustizia: Colton Miller è un'anima selvaggia, che ama uccidere i peccatori e che si diverte a cercare lo sgomento negli occhi delle sue vittime, decifrandone gli ultimi inutili pensieri;
un'ombra tormentata dagli orribili e confusi ricordi d'infanzia, in cui la violenza tocca gli apici dell'inconscio e si mischia all'angoscia più profonda. Ma il passato non è l'unica cosa da cui scappare. C'è qualcos'altro, lì fuori: una minaccia. Un'entità che inizia a tormentarlo; qualcuno disposto a schiacciare chiunque si metta sulla propria strada. In tutto questo chi è la vittima e chi il carnefice? Ma sopratutto, dove finisce l'agonia e inizia il piacere?!








La storia di cui vi sto per parlare non può essere descritta con l’aggettivo “comune”.
Colton, è il cuoco della tavola calda Hall Bar ed è … un serial killer!
Il suo macabro hobby è uccidere peccatori, uomini che hanno tradito la moglie, vagabondi che di notte si trasformano in ricchi scorbutici, donne che si insinuano nei matrimoni altrui, ma la sua furia, a volte, si abbatte anche sugli amici …
Il suo passato è costellato di buchi neri, per qualche sconosciuto motivo, Colton non riesce a ricordare la sua infanzia, la sua famiglia, l’evento che gli ha fatto dimenticare ciò che era.
Vive un’esistenza solitaria, quando non lavora si diverte ad uccidere, non ha una famiglia (e forse era meglio così, visto come andrà a finire), ha l’HIV, si sente forte, infallibile, questo fino a quando nella sua vita entra prepotentemente un altro killer.
Sfortuna o karma? Ora è Colton la preda, un cacciatore più brutale di quanto lui sia mai stato gli sta dando la caccia.
La citazione di Osho ad inizio libro riesce a racchiudere perfettamente il cuore del libro: “L’egoismo fa parte della tua natura, lo devi accettare” e Colton la sua natura perversa l’accetta senza rimorsi.
Un libro disumano, pieno di psicopatici, intriso di odio e follia.
Alcune descrizioni sono imprecise e confuse, e nonostante il libro sia stato corretto più volte, alcuni errori persistono.
Inoltre, non capisco come sia possibile che così tanti serial killer coesistano nella stessa città, neanche fosse Starling City! Sinceramente, se nella mia città ci fossero degli assassini che sventrano donne incinte e si cibano delle loro carni, beh io mi trasferirei immediatamente! 
Il protagonista, Colton, ha come minimo un disturbo bipolare! E' dolce e appassionato con la sua nuova ragazza e brutale con le sue vittime. E' gentile ed educato con i suoi colleghi, che lo considerano, tra l'altro, uno di famiglia, ma quando esce dal lavoro si trasforma in un killer spietato senza pietà. Un personaggio decisamente singolare!
La scrittrice, alla fine dei ringraziamenti, scrive una frase alquanto inquietante: “L’egoismo del respiro non è fantasia, sono io.”
Beh, ho trovato questo libro macabro e perverso, non ho idea di come si possa anche solo immaginare una brutalità simile, e spero tanto che quella frase sia stata scritta in senso metaforico, altrimenti c’è da preoccuparsi sul serio.
I libri dovrebbero regalare sogni, non incubi. Questo libro di incubi ve ne regalerà parecchi!
Un lettura decisamente ben lontana dall'essere descritta con il termine “rilassante”
Dracula era perverso, ma anche i serial killer in questo libro non sono da meno, e la cosa che più mi fa ribrezzo, è che Colton ed i suoi compagni di omicidi non sono creature demoniache, ma esseri umani senza anima. Non so di chi avere più paura.
Se siete impressionabile, deboli di cuore o facilmente influenzabili: NON leggete questo libro! A tutti i coraggiosi che vorranno intraprendere questa lettura, invece, non mi resta che augurargli: buona lettura!
Assegno al libro: 
3 stelle su 5 

Dal libro: 

- "Le persone finiscono per richiamare la morte. (...) Non capiscono che dono è la vita e cosa tengono tra le mani. Non comprendono l'infinita meraviglia che giace nel loro respiro, in un battito di ciglia."

- "La gente possiede tutto, possiede l'indispensabile per sopravvivere, eppure si ostinano a desiderare di morire, perchè la loro esistenza non è abbastanza appagante. E' questo che mi spinge a uccidere le persone."

- "E' il dolore che fa cambiare le persone."

- "(...) un inspiegabile bisogno di uccidere chi non meritava di vivere."

- "Il giusto e il sbagliato sono solo dei preconcetti creati dall'uomo per giustificare le sue scelte."

- "Papà ha preso un grosso impegno da oggi in poi. Per tutta la tua vita si occuperà di te, ogni ora della tua vita. Quando sarai più grande capirai che è l'impegno più bello che potesse prendere."

BookTag - Libri (e dintorni) dalla A alla Z

Per la rubrica:

Miei cari Lettori, sono stata nominata dal blog Ladra di libri ed invitata a fare questo simpatico giochino.
In pratica, ad ogni lettera  dell'alfabeto corrisponde una domanda librosa alla quale devo rispondere. 
Alla fine, nominerò a mia volta altri 4 blog per questo simpatico giochino.
Quindi ... VIA!Si inizia con le domande!

A ⇨ Un autore con la A maiuscola (quello di cui hai letto più libri):

Jane Austen! Ho letto tutti i suoi libri, sia quelli completati che quelli solo abbozzati.

B ⇨ Bevo responsabilmente, mentre leggo:

Tè, tè, tè e ancora tè! Sono peggio del Cappellaio Matto! Anche a me si è fermato l'orologio sull'ora del tè!

C ⇨ Confesso di aver letto:

La saga di Twilight e i libri di Moccia, da ragazzina mi piacevano.

D ⇨ Dovrei smettere di:

Comprare sempre più libri ... no, scherzo! Non smetterò mai di comprare nuovi libri!

E ⇨ E-reader o cartaceo:

Cartaceo, l'e-reader solo per i libri che non hanno il formato cartaceo ma solo ebook.

F ⇨ Fangirl impenitente di:

Jane Austen, Harry Potter, Jane Eyre e Doyle.
G ⇨ Genere preferito e che di solito non leggi:

Leggo di tutto, ma soprattutto narrativa straniera. Leggo di meno il genere erotico e fantascienza ... (a volte i due generi potrebbero essere confusi :P)

H ⇨ Ho atteso a lungo per:

Leggere Orgoglio e pregiudizio ed Harry Potter, quando mi intestardisco sull'idea che un libro non mi piace, mi ci vuole un bel pò per cambiare opinione ed andare oltre i miei pregiudizi.

I ⇨ In lettura al momento:

L'egoismo del respiro di Giada Strapparava

L ⇨ Luogo preferito per leggere:
In poltrona, anche se un luogo è uguale all'altro, alla fine. Non importa il posto, ciò che conta è avere un libro da leggere.

M ⇨ Miglior prequel di sempre:

Ho letto solo l'Hobbit, credo.

N ⇨ Non vorrei mai leggere:

Libri scritti da star del cinema o cantanti .. penosi! A ognuno il suo mestiere.

O ⇨ Once more (un libro che hai riletto tante volte, ma rileggeresti ancora):

Orgoglio e pregiudizio. Unico libro che ho riletto. Non mi piace rileggere i libri.

P ⇨ Perla nascosta (un libro che non ti aspettavi fosse tanto bello):

L'ombra del vento. Non ringrazierò mai troppo i miei Lettori per avermelo consigliato.

Q ⇨ Questioni irrisolti (un libro che non sei riuscita a finire):

Il signore degli anelli. Sono a metà, ma giungerò alla fine, dovesse servirmi una vita intera!

R ⇨ Rimpianti letterari (serie interrotte o libri perduti che non potrete finire di leggere):

Delitti e misteri di Miss Fisher, in Italia sono stati pubblicati solo 3 volumi della saga.

S ⇨ Serie iniziate e mai finite:

Il diario del vampiro, non finisce più! E' peggio della storia infinita!

T ⇨ Tre dei tuoi antagonisti preferiti:
Non mi viene nessuno in particolare. 

U ⇨ Un appuntamento con: (personaggio di fantasia)
Mr Darcy o se proprio è impegnato, Mr Rochester!

V ⇨ Vorrei non aver letto:

Non rimpiango nulla. Se prima non leggo il libro non posso sapere se mi piacerà o meno, quindi non rimpiango nessuna delle mie letture, anche le peggiori. Sono felice di averli letti, così alla fine posso dire con certezza che non mi piace.

Z ⇨ Zanna avvelenata (quel finale che proprio non vi è mai andato giù):

Il Grande Gatsby. 

Ecco i blog che nomino:

venerdì 24 aprile 2015

Un tè con ... Seb Kirby

Per la rubrica: 

Per il nostro tè, oggi abbiamo come ospite lo scrittore Seb Kirby, autore della serie thriller di James Blake.


Attualmente, in Italia, è disponibile solo il primo libro della saga di Blake, in inglese sono disponibili altre tre opere. 

1. Quando ha iniziato a scrivere? Cosa l’ha spinta a farlo?

Da studente ho scritto poesie e sono stato autore di un paio di romanzi, ma non era il momento giusto, suppongo. Ho sempre amato i libri e la lettura. La necessità di scrivere non mi ha abbandonato nemmeno quando ho intrapreso una carriera accademica come scienziato. Diciamo che è maturata con il tempo. Quando ho avuto la possibilità di scrivere a tempo pieno, mi è sembrato naturale farlo, come una cosa che avrei voluto fare per tutta la vita.

2. Cosa vuole trasmettere al Lettore tramite i suoi libri? C’è un messaggio segreto che ha cercato di inviare ai Lettori tramite i suoi testi?

Io non credo che ci dovrebbero essere messaggi nascosti. Una storia deve avere una propria identità, la propria esistenza ed essere interpretata in modi diversi da coloro che la leggono, sulla base della loro visione del mondo. Detto questo, c'è un commento interessante dell’autrice Esther Freud che ha detto: “Fidatevi dei vostri lettori. Non tutto deve essere spiegato. Se si conosce davvero qualcosa e le si dà vita, la capiranno anche loro. “ Penso che si tratti, per l’autore, di un buon modo per esprimere le sue credenze e suoi valori, piuttosto che inserirli in un messaggio “astratto”, slegato dalla logica della storia. Credo fortemente che la disuguaglianza e l'ingiustizia non debbano trovare posto nel mondo moderno in cui vi sarebbe abbastanza ricchezza per tutti. Quindi, se questi valori emergono dalle mie storie, in qualsiasi modo che sia rilevante per l’esperienza di ogni lettore, ne sono felice.

3. Come è nato il suo libro “La verità celata”? Cosa o chi l’ha ispirato?

Tutto è iniziato quando, come parte del mio lavoro scientifico, stavo visitando un collega a Lisbona in Portogallo e mi ha mostrato come i raggi ultravioletti possono essere utilizzati per vedere l'immagine sotto la superficie di un dipinto, rivelando il lavoro nascosto che molti artisti fanno sulla tela prima di realizzare il dipinto finale. Questo è stato il catalizzatore che ha provocato la catena di eventi ne La verità celata. Volevo approfondire cosa può succedere se questa idea dei disegni nascosti in un'opera d'arte fosse stata presentata come una metafora per l'occultamento di altri segreti.

4. Quale dei suoi personaggi le assomiglia di più? Oppure c’è un po’ del suo carattere in ognuna delle sue creazioni?

Ho il sospetto che ogni autore vorrebbe identificarsi con i personaggi buoni delle loro storie. Ci sono certamente una serie di esperienze di vita che condivido con James Blake. Ma poi sono sicuro che lui condivida anche esperienze con altre persone che ho conosciuto. Alla fine, penso che questo lo renda un individuo unico nel suo genere. Penso che una cosa simile valga per molti degli altri personaggi della storia.

5. Sta già scrivendo un altro libro? Di cosa parlerà?

Ci sono altre due storie della serie James Blake. Monica R. Pelà sta attualmente lavorando alla traduzione italiana del secondo libro della serie. Si intitolerà L'OMBRA DELL’INGANNO e dovrebbe essere disponibile entro l'inizio dell'estate.

6. Molti scrittori sono anche grandi Lettori, legge molto? Quali sono i suoi libri preferiti?

Leggere è un buon consiglio per chiunque voglia diventare un autore. Leggere di tutto. Scoprire come scrivono gli altri. Poi fai la tua parte. Per fare un esempio in un altro campo, il grande trombettista jazz Miles Davis iniziò la sua carriera ascoltando e cercando di suonare la tromba come Clark Terry. In seguito divenne uno dei più grandi innovatori del jazz in quello strumento. La tradizione, in questo caso della tromba, è proseguita ed è stata aggiornata ai tempi nostri. Questo processo di rinnovamento è una cosa naturale nel jazz. Tali idee non sono così riconosciute per iscritto ma l'analogia è comunque un valido esempio. Quindi, sì, io leggo e ho letto molto. Vi risparmio il mio imbarazzo nel citare gli autori a cui sto pensando e con i quali farei confronti infondati con quello che ho potuto realizzare finora. Ma se dovessi scegliere tre nomi, mi piacerebbe elencare Charles Dickens, Jean-Paul Sartre e Ray Bradbury.

7. Lei ha ottenuto la medaglia di “Best selling author” su Amazon. C’è un suggerimento che vuole dare ai neo-scrittori che si auto-pubblicano attraverso Amazon? Qual è il segreto per riuscire a vendere?

Questa risposta potrebbe essere un intero libro a parte! Il punto importante da enfatizzare è che nel self publishing, gli store online come Amazon o iBook di Apple o Nook semplicemente distribuiscono il libro. L'autore rimane l'editore e deve assumersi tutte le responsabilità che un editore tradizionale assume. Questo include la correzione delle bozze e l'editing, il disegno della copertina, il marketing e la promozione. Alcuni di questi compiti possono essere dati all’esterno (l’editing e il disegno della copertina, per esempio), ma molto rimane all'autore. In genere gli autori spendono tanto tempo su questi compiti quanto quello dedicato alla scrittura. Un libro non venderà se tutti questi compiti non sono svolti professionalmente. E, naturalmente, è utile avere un romanzo ben scritto e una storia interessante da raccontare.

8. Cosa significa per lei scrivere? È un modo per evadere dalla realtà o un semplice lavoro?

La scrittura è ormai un’attività a tempo pieno. Eugène Ionesco disse una volta: "La vita di uno scrittore consiste o nello scrivere o a pensare cosa scrivere." Credo di non essere troppo lontano da questo.

9. A chi ha fatto leggere per primo i suoi libri?
A nessuna persona in particolare.

10. Ebook o cartaceo? Quale dei due formati preferisce?

Mi piacciono entrambi. I due formati non si escludono a vicenda. In effetti, la crescita degli ebooks ha portato ad un aumento dell’amore per la lettura di cui hanno beneficiato anche i libri cartacei. La stessa cosa accade anche nella musica, con i formati analogici e digitali. Le persone sviluppano un interesse e godono della musica tramite il download di musica digitale, al tempo stesso cresce l'interesse per le forme analogiche come i dischi in vinile (che ora stanno vivendo un ritorno di popolarità). Per i libri sta accadendo qualcosa di simile.

Desidero ringraziarla per l’intervista e augurarle ogni successo.

"Oro rosso" - Tom Hillenbrand


Editore ATMOSPHERE LIBRI 
Pagine 243
Prezzo cartaceo 16,00 EURO 
Prezzo ebook 6,99 EURO
Anno prima edizione 2015
Genere: Giallo 



Dal momento che lo chef lussemburghese Xavier Kieffer è apprezzato dal più celebre critico gastronomico di Francia, è sempre invitato agli eventi più esclusivi. Ma la cena lussuosa al museo d'Orsay, organizzata dal sindaco di Parigi, termina dopo l'antipasto: Ryuunosuke Mifune, il più famoso cuoco di sushi in Europa, improvvisamente muore. La diagnosi è avvelenamento da pesce. Ma Kieffer, un abile detective dilettante, è scettico e scopre rapidamente le contraddizioni del caso. Si tuffa nel mondo della cucina giapponese rendendosi conto che ci sono pesci più costosi dell'oro - e più preziosi di una vita umana.








“Oro rosso” è il secondo thriller culinario che vede come protagonista il cuoco lussemburghese Xavier Kieffer.
Non mento nel dire che questa è la prima volta che sento parlare del genere “thriller culinario”, un giallo i cui misteri si basano sul cibo e sulla cucina.
In questo libro, Xavier vieni invitato dalla ragazza ad una cena speciale nel museo d’Orsay, organizzata dal sindaco di Parigi. Ryuunosuke Mifune, il più celebre cuoco di sushi in Europa, preparerà per pochi, speciali invitati, una cena tra le più ricercate ed eccelse. Peccato che muoia subito dopo l’antipasto!
Il sindaco di Parigi, messo all’angolo dai giornalisti per aver utilizzato uno dei musei più famosi di Parigi per una sua cena personale, incarica Kieffer di scoprire come è morto il prestigioso chef.
Kieffer, che nel primo volume della saga indaga sulla morte di un critico morto nel suo ristorante durante il pranzo, accetta l’incarico che lo porterà perfino su un’isola anonima vicino all’Italia.
Il libro ha una narrazione attiva, Kieffer si sposta tra la Francia e il Lussemburgo, passando per l’Italia, ed anche il Giappone riveste un posto importante in questa storia.
Le descrizioni dei luoghi sono molto dettagliate ed evocative. Io sono stata a Parigi e quel viaggio ha fatto nascere in me un odio viscerale nei confronti di quella città, però, devo dire, mi è stato molto utile, perché ora so ambientarmi perfettamente nella Parigi che più amo: quella dei libri. La Parigi contenuta fra le pagine di questo libro è precisa e reale, la descrizione del museo d’Orsay è meravigliosa, mi sembrava di essere ritornata tra quelle opere d’arte uniche al mondo.
Un altro aspetto che ho apprezzato del libro, sono le innumerevoli informazioni che dà in merito all’allevamento, alla vita e alla preparazione del tonno pinna azzurra. Molto curiosi sono anche gli accenni sull’arte del sushi.
Oltre a tutto questo, nel libro, però, ci sono alcune parti che mi sono piaciute di meno.
Come la maggior parte degli chef, anche Kieffer non è di certo un convinto animalista, anzi!
Le descrizioni di alcune pratiche barbarie legate alla cucina, mi hanno disgustata oltre ogni modo, ed io non sono vegetariana! Mi chiedo: è mai possibile che non si possa cucinare senza imbottire oche di cibo o annegare uccellini nell’Armagnac?
Spero che questa caratteristica del libro riesca a sensibilizzare un po’ le persone, rendendole più umane verso gli animali. Non si può, nel 2015, parlare ancora di specie in via di estinzione a causa dell’ingordigia dell’uomo! Si può essere sia onnivori che umani.
In complesso, ho trovato il libro soddisfacente, alcuni espedienti che Kieffer ha adottato durante le indagini mi sono parsi un po’ strani ma diversi dal solito. Il finale non mi ha colpito più di quel tanto, penso che il punto di forza di questo libro, siano tutte le nozioni che dà in merito alla cucina giapponese e, nel preciso, a riguardo del tonno pinna azzurra.
Un genere vecchio di secoli, rivisitato ed attualizzato. Consigliato ai buon gustai, a chi ignora le atrocità che vengono commesse in cucina e a chi piace il sushi!
Assegno al libro:
4 stelle su 5

Dal libro: 

- "Parigi in primavera non gli sembrava affatto quella meraviglia che credeva la maggior parte delle persone."

- "(...) il preambolo del piacere supremo che la gastronomia francese potesse offrire. O, a seconda dei punti di vista, della barbarie più odiosa commessa dall'uomo in nome della buona cucina."

- "La mia fede è stata messa a dura prova negli anni. In realtà credo solo a ciò che vedo."

Prossimamente in libreria e sul nostro blog - Maggio

Per la rubrica: 

Novità in casa:

Coralba Capuani
IL CUORE ASPRO DEL SUD

San Donato al Monte, Abruzzo, 1861. Tre grandi storie sono destinate a incontrarsi sullo sfondo di un'Italia appena unificata. La contessa Lucretia, vedova, vive sola con la sua inserviente Imelda. Giovani briganti si nascondono tra i monti per impedire l'arrivo dei piemontesi e il loro capo è Nicola, promesso sposo di Ada, una giovane abitante di San Donato. Intanto il tenente Corrado, originario del Nord, si stabilisce al paese prendendo il posto del defunto marito di Lucretia. Le loro storie sono destinate a incrociarsi in seguito a un traumatico evento: il tentato omicidio ai danni di Imelda. Che cosa nasconde questa donna dall'apparenza così impeccabile?
Tra amori indelebili e passioni inconfessabili, l'autrice delinea una storia nella Storia, un intreccio meravigliosamente orchestrato che commuove dall'incipit fino allo straordinario finale.


Annarita Pizzo
L'ECO DEL MIO CUORE 

Gennaio 1895. Una ragazzina poco più che tredicenne partorisce un maschietto in una casa misteriosa su una collina vicino Sanremo. Non le sarà mai più concesso di guardare suo figlio in volto. Gennaio 1920. Orazio ha venticinque anni appena compiuti quando sale su un treno per rincorrere un fantasma del suo passato. Non sa nulla della sua vera madre, delle sue radici, ma sa per certo che la risposta a tutte le sue domande è nascosta a Sanremo, tra un brefotrofio dalle tante contraddizioni e una nobile famiglia piena di oscuri segreti.
L’autrice ci regala una storia forte, sconvolgente, attraversata da tutte le sfumature della luce e del buio. Un viaggio nel lato più oscuro dell’animo umano, attraverso gli spettri di un passato ignoto che chiede prepotentemente di essere conosciuto.

Link libro: L'eco del mio cuore

Novità in casa: 
Manuela Dviri
UN MONDO SENZA NOI


La “mia” Shoah, quella di molti ebrei italiani, è mia madre ragazzina che non trova il suo nome nel tabellone dei voti a scuola, perché gli ebrei sono a parte. Che non può ricevere un otto, perché i voti degli ebrei non possono superare quelli degli “ariani”. È mio padre, che fino alla morte conserva il telegramma dell’amico Bruno, che gli dice di usare la sua casa, in caso di bisogno. Prima delle leggi razziali, prima della Vergogna, mia madre, mio padre, i nonni, gli zii, i cugini, erano normali cittadini italiani. Finché non divennero “di razza ebraica”, e persero il lavoro, la dignità, la sicurezza, e infine rischiarono anche la vita: la scelta fu scappare, oppure morire. Qualcuno fu deportato. Qualcuno non tornò. Poi, mio padre e mia madre si conobbero in un campeggio ebraico, nel dopoguerra, e riconquistarono la “normalità”. Grazie a loro sono qui. A raccontare. Di loro e degli altri.

Giovanni Negri
IL VIGNETO DA VINCI

Nella Milano che vive l’attesa febbrile del-l’Expo, la scomparsa del professor Attilio Scienza, a sole due settimane dal suo discorso inaugurale della grande manifestazione, non è certo una buona notizia. Perciò al Viminale hanno subito pensato a lui: schivo, in perenne conflitto con i giornalisti che non ama, di poche chiacchiere e molti fatti, Cosulich è l’uomo che risolve i casi in tempi record. Il commissario si mette sulle tracce dello scienziato e subito comprende che il movente si cela in una scoperta di Scienza, ma le piste sono tante: la ricerca e il business agroalimentare globale, la genetica, gli ogm, in un turbinio di personaggi – ambigui o pittoreschi ma sempre avidi – che ruotano intorno all’evento di risonanza mondiale. Su tutte, Cosulich è però affascinato dall’interesse dello studioso per il vigneto appartenuto nel lontano Rinascimento a Leonardo da Vinci. Quasi un’ossessione, quella di Scienza, per il giardino nel pieno centro di Milano dove il genio produsse realmente il suo vino, mentre dipingeva l’Ultima cena. Saranno una lettera anonima e un crescendo di misteri a spingere Cosulich in un tunnel senza tempo ma dai protagonisti odierni e tutti molto, troppo interessati all’Expo. La malavita organizzata e un noto tycoon russo, un imprenditore dell’olio senza scrupoli e la giovane e ambiziosa assistente del professore, scienziati attempati e donne fatali: sono loro, forse, a conoscere la drammatica verità. Loro: tutti potenzialmente colpevoli, mentre il tempo per risolvere il caso scorre inesorabile.
Novità in casa: 
Fazil' Iskander
CONIGLI E BOA

Che cosa accadrebbe nel Regno dei conigli e nel Regno dei boa se un giorno un semplice coniglio cominciasse a ragionare con la propria testa e mettesse in dubbio secolari usanze di morte? Quali conseguenze potrebbe scatenare il suo tentativo di ribellarsi allo status quo? Un giorno il Ponderatore, un coniglio con il compito di meditare sulle cose, si rende conto per caso che i suoi simili si lasciano inghiottire dai boa perché impietriti dal terrore, non per la capacità dei serpenti di ipnotizzare le proprie vittime. Ma proprio chi dovrebbe essere felice di quella scoperta, il Re, vuole che le cose restino invariate. E se quella menzogna e il terrore nella sua forma più subdola fossero l'unico modo di mantenere il potere e l'equilibrio fra le specie? In Conigli e boa Fazil' Iskander ci presenta un apologo ironico, una favola filosofica sui rapporti fra il potere e le persone, fra terrore e realtà, fra verità e menzogna. Paragonato per toni e ispirazione alla Fattoria degli animali di George Orwell, è diventato un classico pedagogico fin dai tempi della sua pubblicazione di clamoroso e inaspettato successo.

                                     Carmine Mari 
IL REGOLO IMPERFETTO


Rogerius, figlio del maestro Giovanni, morto in Terrasanta durante la crociata di Federico II sulle tracce di un medicinale prodigioso ricavato dalla muffa di una bacca, è un brillante studente della scuola medica nella Salerno del 1239. Si trova invischiato in una strana vicenda, diventando la vittima delle trame di un incapace magister, Ugo da Marcina, e dell’arcidiacono Vittore, inquisitore apostolico presso la curia vescovile. Nel frattempo, sullo sfondo di una città corrotta e decadente, si muove Arnaldo degli Arsenali, un “parvenu” senza scrupoli che scatena una vera e propria guerra contro Raimondo di Puglia, cavaliere di Federico II e reggente della città, cercando di aizzare la popolazione facendo leva sulla superstizione. Fa da sfondo la lotta tra papa Gregorio IX e Federico II, quest’ultimo indebolito per le guerre che sta combattendo contro i comuni del nord Italia. Hermann Von Salza, gran Maestro dell’ordine dei Teutoni, è l’ultima speranza dell’imperatore di evitare la bolla papale. Ma Von Salza è ammalato ed è costretto a recarsi a Salerno per affidarsi alle cure dei medici della scuola, prima di affrontare il papa. Nonostante gli sia stata tolta ogni speranza, Rogerius decide di scardinare le congetture dei suoi accusatori. Tra gli appunti di studio reduci dalla missione di suo padre, scopre un vecchio quaderno delle ricordanze (per ottenere il farmaco efficace e non velenoso è necessario un regolo con una combinazione numerica), che lo aiuterà a ricomporre il puzzle dei fatti e del mistero che avvolge il miracoloso elisir. Spinto dall’amore per la medicina e per la bella Rebecca, riuscirà laddove altri nemmeno osano tentare.


Hans Tuzzi
LA FIGLIA PIÙ BELLA
Editore: BOLLATI BORINGHIERI

Giugno 1986. Mentre tutta l’Italia segue i mondiali di calcio, una ragazza viene trovata affogata in una roggia nelle campagne di Abbiategrasso: non è un incidente, ma l’assassino non ha abusato sessualmente della vittima. Con grande sollievo di Fiorenza, l’indagine, partita male, viene affidata a Melis. Che sa bene come, in questi casi, i primi sospetti si devono concentrare sulla cerchia dei famigliari. I quali, però, nella loro cascina isolata fra i campi, non soltanto forniscono solidi alibi l’uno con l’altro, ma sembrano sinceramente provati dal dolore. L’attenzione del commissario si sposta perciò sulla ricca cittadina, dove tutti, o quasi, conducono una vita apparentemente esemplare ma dove in realtà ciascuno ha i propri più o meno inconfessabili segreti, in uno spaccato di vita di provincia della quale Tuzzi raffigura vizi privati e pubbliche virtù. Non mancano poi le lettere anonime, a schizzar fango e sospetti ora su questo ora su quello, arrivando persino a gettare ombre sul passato della povera ragazza morta alla quale, forse, qualcuno aveva promesso una carriera da attrice cinematografica. Coadiuvato da personale di polizia a lui sconosciuto, Melis non sottovaluta nessuna traccia, eppure qualcosa gli dice che le origini del delitto vanno cercate altrove. Ma dove? Lentamente, si delinea una possibile pista. Una brutta, sporca pista. Sulla quale Melis lancia i suoi abituali collaboratori, gli agenti della sua Squadra: e D’Aiuto, Ferrini e Giovannini si dimostrano pari alle aspettative, anche se la soluzione del caso si presenterà improvvisa e amara – una crudele smentita a ogni raziocinio investigativo.

Prossimamente su questo blog le recensioni ai libri:

giovedì 23 aprile 2015

"1984" - George Orwell


Editore OSCAR MONDADORI 
Pagine 336
Prezzo cartaceo 10,00 EURO 
Anno prima edizione 1949
Genere: Classico 


L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.







Questo libro, in un modo o nell’altro, ci riguarda tutti. Parla di un periodo, di un mondo dispotico in cui le persone non sono nemmeno libere di amare, odiare o protestare.
I cittadini del Grande Fratello devono amare solo il Grande Fratello, devono odiare i paesi nemici contro cui combattono perché così dice il Grande Fratello, devono seguire le regole, non ribellarsi, non pensare, devono essere dei burattini comandati dal Grande Fratello.
Cos’è il Grande Fratello? Più o meno quello che è oggi il nostro reality show, solo allargato su scala mondiale.
Ogni cittadino dell’Oceania, nella sua casa, ha uno schermo dal quale il Grande Fratello lo spia, lo controlla, guarda attentamente ogni suo passo, ogni sua parola, nella speranza di trovare quel minimo, insignificante motivo per farlo arrestare dalla psicopolizia, un organo governativo che pretende di controllare il pensiero di ogni cittadino.
Il Grande Fratello non è solo lo Stato, è anche il genitore che ti dice cosa è giusto e cosa è sbagliato, è il guardiano che ti controlla, è la tua mente, il tuo pensiero, il tuo inconscio, la tua anima.
Se il Grande Fratello ti dice che 2+2 fa cinque, allora tu cittadino dirai e crederai che 2+2 fa veramente cinque.
Se il Grande Fratello ti dice che il vostro paese è da sempre in guerra contro l’Estasia, nonostante tu sappia benissimo che per gli ultimi cinque anni siete stati sempre in guerra contro l’Eurasia, tu crederai e prenderai per atto vero e accertato, che siete da sempre in guerra contro L’Estasia.
Non importa cosa tu credi, pensi, ami o odi, il Grande Fratello è l’unica cosa che conta.
“1984” è l’ultima opera scritta da Orwell. Fin dalle prime pagine, il libro ti cattura, ti obbliga a leggerlo, è come se ti volesse costringere a renderti conto che il regime dittatoriale e manipolatore del Grande Fratello non è qualcosa del tutto inventato.
Questo testo ha una missione: mostrare ai Lettori di ogni epoca quello che potrebbe accadere.
La realtà descritta nel libro non è qualcosa di assolutamente assurdo, soprattutto se prendiamo atto del fatto che effettivamente un mini “Grande Fratello” lo ha inventato proprio la nostra televisione!
La morbosità con cui il governo dell’Oceania controlla i suoi cittadini è scioccante, lo Stato del futuro è davvero quello in cui ci governano come burattini facendoci cadere in uno stato perenne di “guerra fasulla” solo per avere una scusa se c’è la crisi?
Orwell, dopotutto, non aveva visto male, il suo futuro, si è forse già avverato, ma da bravi burattini, non ce ne siamo nemmeno accorti.
L’importanza di questo libro non sta nella trama in sé, ma nell’effetto che questa trasmette al Lettore.
Paura per le verità che racconta, orrore verso un mondo senza umanità, sconforto per un popolo che non vuole più combattere.
Il libro finisce con un successo/insuccesso, che mi ha fatto domandare: davvero Orwell è morto pensando a questo futuro?
Avrei tanto voluto che Orwell si illudesse e che inserisse nel libro un po’ di speranza.
Un racconto eccellente e curato, che trasmetterà tanto a chi saprà ascoltare.
Un libro consigliato a chi ha smesso di illudersi, al quale assegno:  
                       
4 stelle su 5

Dal libro: 

- "Gli parve una cosa curiosa che si potessero creare i morti e non i vivi (...)."

- "Costantemente, nello stomaco e nella pelle, albergava una sorta di protesta, la sensazione di essere stati defraudati di qualcosa a cui si aveva diritto."

- "Finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diventeranno coscienti della loro potenza."

- "Il passato veniva cancellato, la cancellazione dimenticata, e la menzogna diventava verità."

- "Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi se l'aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro."

- "(...) non riuscirete nel vostro intento. Qualcosa vi sconfiggerà. La vita vi sconfiggerà."

"Facemmo l'amore una notte di Maggio" - Domenico Andrea Schiuma


Editore LETTERE ANIMATE
Pagine 133
Prezzo ebook 0,99 EURO 
Anno prima edizione 2015
Genere: Narrativa italiana 

Nicola Mastrogiovanni vive un'infanzia difficile. La piccola casa in cui abita si trova in un condominio in cui la convivenza con i vicini è piuttosto difficile. La madre, Rosalba, è una donna dal carattere piuttosto docile e remissivo. Simone, il padre, è un operaio dal temperamento estremamente duro e maltratta la moglie. A causa del clima che si respira in casa, Nicola Mastrogiovanni non riesce a creare rapporti di amicizia con gli altri bambini che conosce. Quando frequenta la seconda elementare, il padre, frustrato dalla perdita del lavoro, dalla casa-bettola in cui vive e dall'amore ormai svanito per la moglie, scappa. La madre vive un periodo durissimo e Nicola sente il dovere morale di aiutarla. Rosalba apre una tabaccheria. Nicola, studente non molto brillante, quando può va ad aiutarla. Al termine degli studi superiori, Nicola inizia a lavorare a tempo pieno nella tabaccheria. Nel frattempo, ha sviluppato con la madre un rapporto di complicità malato, quasi maniacale, che gli impedisce di aprirsi alle altre persone. Eppure, a Nicola piace ascoltare quello che le altre persone si dicono. Questo è il suo vizio. Origlia le conversazione degli altri, in tabaccheria, fuori dal negozio, anche quando sta semplicemente passeggiando con la madre.Ben presto, Rosalba si ammala e muore. Nicola è ormai adulto, ma per lui il dolore per questa perdita è fortissimo. A un mese e mezzo dal decesso, non riuscendo a distrarsi dalla sofferenza per la madre, prende una decisione radicale: chiude la tabaccheria per un mese e parte. Destinazione: l'ultima fermata del primo treno. Nicola arriva così a Bari. Il primo giorno, sfogliando un giornale locale, legge un articolo riguardante un uomo scomparso da un paesino della provincia.
Nicola esplorerà la città, scoprendone gli angoli più belli e interessanti. Ma non perderà il vizio di origliare le conversazione delle altre persone.







Il Signor Nicola Mastrogiovanni è un giovane antico senza età che ama le storie. Gli piacciono così tanto che un giorno, dopo la morte della madre, prende un treno qualsiasi che lo porta casualmente a Bari dove inizia a girovagare per la città alla ricerca di una storia da ascoltare.
Il Signor Nicola è un grande ascoltatore, peccato che di storie non ne senta nessuna, alle sue orecchie arrivano solo brontolii e ciance sui pasti e lo sport.
Una sera, però, quando ormai aveva perso la speranza, fortunatamente, il Signor Nicola si imbatte in una coppia, e seduto su una panchina poco distante, si accinge ad ascoltare una storia d’amore e di tristezza.
Il signor Nicola, da come viene descritto, appare come un sessant’enne in crisi di mezza età che si innamora di una ventenne semplicemente ascoltando la sua storia.
Questo testo mi ha riportato alla mente un piccolo libro scritto da Dostoevskij: “Notti bianche”.
Un uomo che vaga per la città alla ricerca di un sogno: vivere la sua storia d’amore, o in questo caso trovare una storia da ascoltare.
Come il sognatore di Dostoevskij, anche il nostro signor Mastrogiovanni vagabonda nella notte (solo nei week-end), e finisce con l’innamorarsi della bella e giovane narratrice.
Più ci penso, più trovo questo testo una versione allungata e modernizzata di quella di Dostoevskij, che a suo tempo non è che mi avesse colpita più di quel tanto.
Per più di metà racconto non ho fatto che chiedermi quando sarebbe arrivata la parte interessante. L’inizio è alquanto lento e anonimo, poi, verso pagina 50, finalmente arriva la parte clou del libro: il Signor Mastrogiovanni trova la sua storia! Curiosa ma niente di eclatante.
Il testo è scritto in modo cadenzato e semplice, la trama è ben delineata ma non è niente di innovativo.
In breve, assegno al libro:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "Voi andate, se volete, noi rimaniamo qua, a fare finta che il tempo possa fermarsi adesso, e fingere di essere più forti del destino, (...)."

- "Rimanevamo in silenzio, mentre gli altri facevano chiasso, ma noi, in realtà, non sentivamo nulla."

- "Aveva vissuto la sua vita sulla scia di quella della madre e delle storie degli altri."