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lunedì 20 novembre 2017

Ti prescrivo un libro


Nuovo appuntamento, nuova prescrizione, questa volta con Jennifer.

Per partecipare:

Essere lettori fissi del blog.

Scrivetemi per e-mail (cler.bergamini@gmail.com) o sulla pagina facebook le risposte a queste domande:

- Qual è il vostro genere letterario preferito?
- Qual è lo stato d'animo che avete più spesso ultimamente?
- Quale parola scegliete tra: natura, animali, castello, città, vacanza, mistero, fantasia?
- Cosa cerchi in un libro?

Verrete pubblicati a partire dal prossimo lunedì.
Jennifer mi scrive:

"Ciao! Ho appena letto della rubrica "Ti prescrivo un libro" e, visto che sono sempre alla ricerca di nuovi libri, vorrei proprio sapere cosa mi prescriveresti. 
I miei generi preferiti sono thriller e thriller-psicologici.
Stato d'animo...be' direi che sono ansiosa ultimamente. 
La parola che scelgo è mistero.
In un libro cerco una raffica di emozioni, sia positive che negative. Deve tenermi sempre sull'attenti, sveglia. 
Adoro i personaggi con una vita straziata, personaggi "rotti" che cercano di riscattarsi, o semplicemente personaggi molto molto particolari, più unici che rari. 
Mi prendono molto le ambientazione nordiche o dell'Inghilterra, Scozia ecc. Boschi, periferia e paesini piccoli.
Ti ringrazio in anticipo! Tra l'altro trovo che questa idea sia grandiosa!"

Quando ho letto il tuo messaggio mi è subito venuta in mente una serie di cui ho letto da poco l'ultimo capitolo.
Il primo libro io non l'ho letto, ma gli altri due sono a dir poco strepitosi.
Parlo della saga thriller:


"Urla nel silenzio"
di Angela Marsons

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere.
Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo…

domenica 19 novembre 2017

Recensione: "Mrs Palfrey all'hotel Claremont" - Elizabeth Taylor


Editore Astoria 
Pagine 197
Prezzo cartaceo 16,00 EURO 
Prezzo ebook 8,99 EURO
Anno prima edizione 1971
Genere Narrativa Straniera

All'Hotel Claremont vive un gruppo di eccentrici anziani che hanno in comune due grandi nemici: la noia e la morte. Rimasta vedova, Mrs Palfrey decide di andare a passare i suoi ultimi anni in albergo e così approda al Claremont, dove intende rimanere almeno un mese, ma forse, si dice, per sempre. Un bel giorno, in seguito a una caduta durante una passeggiata, viene soccorsa da Ludo, un giovane che si guadagna da vivere in tanti modi in attesa di diventare uno scrittore. Tra i due sboccia una simpatia e ciascuno vede nell'altro un motivo di interesse. Mrs Palfrey lo presenta ai suoi compagni d'albergo come il nipote, acquisendo in tal modo una certa considerazione da parte degli altri, che vivono nello spettro della solitudine e dell'abbandono. Ludo vuole farsi un'idea della vecchiaia e infatti, alla fine, scriverà un romanzo dal titolo Non era concesso morire lì. Ma nel corso della
loro relazione entrambi rifioriscono, Mrs Palfrey ricordando la propria vita, e Ludo cominciando a capire cosa significhi l'amore. Il passare del tempo, l'invecchiamento, i compromessi che facciamo, il nostro continuo bisogno di essere accettati sono alcuni dei temi che risuonano in questo romanzo inusuale e ironico, che ci mostra come la vecchiaia sia una fase della vita in cui ricompense e felicità sono più importanti dell'inevitabile conclusione.

L'hotel Claremont ospita una cricca di anziani niente male.
E' un albergo per pensionati, in cui soggiornano clienti che vivono lì ormai da anni.

"Mrs Palfrey arrivò all'Hotel Claremont una domenica pomeriggio di gennaio."

Mrs Palfrey è l'ultima arrivata.
E' una vedova alquanto elegante, con alle spalle numerosi viaggi.
Con un po' di titubanza si unisce al gruppo degli ospiti che vive all'hotel in pianta stabile.
Parlo di Mrs Burton, sempre appresso al suo whisky, Mr Osmond, l'unico uomo di casa sempre alla ricerca di compagnia maschile, poi ancora Mrs Post, in attesa perenne di ricevere visite,  infine Mrs Arbuthnot, con la sua fastidiosa artrite.
La vita al Claremont è piuttosto solitaria, il massimo dello svago per i nostri vecchietti è l'andare a vedere il nuovo menù del giorno, che alla fin fine, mostra sempre gli stessi piatti.
Mrs Palfrey è una novità e infonde un po' di emozioni nei veterani dell'hotel.
Le visite sono merce rara al Claremont e tutti si chiedono quando Mrs Palfrey ne riceverà una, quando suo nipote andrà a trovarla.
La nostra protagonista fa del suo meglio per trovare delle scuse, ormai ha capito che al nipote non interessa affatto andarla a trovare.
Fortuna che ne trova uno di scorta!
Incontra Ludovic per caso, quando per un brutto tiro della sorte, cade a terra e si ferisce una gamba.
Ludo la vede da casa sua e subito le presta assistenza.
E' un ragazzo povero, che si mantiene grazie a un'eredità, in attesa di finire il suo libro e pubblicarlo.
E dato che a Ludo farebbe comodo un invito a cena e dato il caso che proprio a Mrs Palfrey servirebbe un ospite all'hotel ... perchè non far passare Ludo per suo nipote?

"'Grazie,' disse. Intendeva per la stanza, la visita, le camicie da notte, e anche per lui, perchè c'era."


Benché il libro sia scritto con una narrazione piatta, la trama riserva non pochi attimi simpatici, che ruotano attorno a questo gruppo di insoliti protagonisti.

"'E un'altra domenica è andata,' disse rapidamente Mrs Post, per coprire una scoreggia. Aveva presenza di spirito."

La lettura di questo libro è veloce soprattutto per la storia singolare che racconta.
Il tipo di scrittura può sembrare monotono ma i protagonisti del racconto mostrano tutti peculiarità interessanti.
Nel corso del testo, altri vecchietti si aggiungeranno al gruppo del Claremont, offrendo anche qualche nuovo svago.
L'autrice, di tanto in tanto, si ferma anche a descriverci meglio i personaggi, soffermandosi sul loro passato e sulle loro fisionomie.
Il finale, benché amaro, non lo trovo inadatto, anzi, riserva alcuni attimi di dolcezza.
Concludo assegnando al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 2 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Il tempo passava, si poteva dimostrare che passava, anche se non succedeva quasi niente."

- "Sai com'è, se alla gente non mostri un po' di apprezzamento fin dall'inizio, almeno ogni tanto, poi muore di disperazione oppure diventa Hitler."

- "All'improvviso si sentì affaticata, stanca d'amore."

giovedì 16 novembre 2017

Review Party: "Caravaggio enigma" - Alex Connor


Editore Newton Compton
Pagine 335
Prezzo cartaceo 10,00 EURO 
Prezzo ebook 4,99 EURO
Anno prima edizione 2017
Genere Storico

Il giovane Michelangelo Merisi da Caravaggio è
cresciuto come un reietto. Cacciato dalla famiglia, ancora adolescente è stato costretto a fuggire da Milano perché accusato di omicidio. Quando arriva a Roma, solo e senza un soldo, scopre presto che l’accecante bellezza della città nasconde anche un aspetto pericoloso e sinistro: sopravvivere nel quartiere degli artisti significa destreggiarsi tra ricchi committenti e spietati criminali. Sotto la protezione del potente cardinale del Monte, Caravaggio inizia la sua turbolenta ascesa, intrecciando una relazione con la musa Fillide, “la più famosa puttana di Roma”. Con la gloria cresce però anche la sua arroganza, e Caravaggio si troverà a un bivio dal quale non potrà più tornare indietro. Di nuovo nella polvere, di nuovo in fuga, con una taglia sulla testa. Tra gli splendori dell’arte e i violenti piaceri della carne, questa è la travolgente, enigmatica storia di un uomo fuori dal comune.

Voglio iniziare la recensione facendo subito una precisazione.
Sugli store e sulla copertina stessa del libro, c'è scritto che il testo appartiene al genere "thriller".
Fino a qui, nulla di strano, anzi, bellissimo! Non vedevo l'ora di immergermi in questa storia piena di misteri e ... ma misteri dove?! Quelli alla base dei quadri del pittore? Nulla che non sia menzionato in qualsiasi sua biografia.
Insomma, fanno passare il libro per un "grande thriller", pieno di segreti ma ... mi avranno dato una copia fallata perchè io il libro l'ho finito, ma il thriller non l'ho visto. Probabilmente giocava a nascondino e io non sono riuscita a trovarlo!
Quindi, cancellate l'idea iniziale che vi siete fatti sul libro, cancellate il thriller, questo è un testo storico, narrato in versione romanzata, ma è un puro e semplice riassunto di quella che è stata la vita del pittore.

"Milano era una città pericolosa, divisa tra la ricchezza e la minacciosa indigenza, in bilico sulla propria distruzione."

La storia inizia nel 1576, a Milano, dove vive un giovane Caravaggio di cinque anni che viene accusato dalla madre di aver portato la peste in città.
Già da questo, avrete capito che la vita del celebre pittore non era affatto semplice.
Certo, nemmeno lui, però, ha contribuito a rendere le cose facili!
Ma andiamo con ordine.
Il padre di Caravaggio muore a causa della pesta e il resto della famiglia deve affidarsi alla generosità della marchesa Costanza Colonna che da quel momento prende sotto la sua ala protettrice il piccolo Caravaggio e lo aiuterà a farsi largo nel mondo dell'arte.
Fu lei ad indirizzarlo verso la pittura, lo seguì durante tutto il suo percorso, non lo abbandonò nemmeno quando si trasferì a Roma, alla ricerca del successo.

"Michele, dimentica gli scontri o l'idea di diventare un soldato. Dimentica un futuro da scalpellino. Tu, bambino mio, diventerai un pittore."

Ora, dovete sapere, che Caravaggio era sì un grande artista, ma aveva anche un pessimo carattere!
Aveva un'anima turbolenta, era violento, irascibile, praticamente i guai se li cercava! Non riusciva a tenere a freno la lingua, era orgoglioso, litigava con chiunque ed era sempre pronto a sguainare la spada.
Insomma, a un certo punto, tifavo per i poliziotti! Va bene che aveva i suoi problemi, ma davvero, sembrava che ci provasse gusto a rovinare quel poco di successo che era riuscito ad ottenere!

"Ero un ragazzo di diciassette anni con i riflessi fulminei, senza paura, e una rabbia che mi portavo dietro dall'infanzia."

Non era decisamente una persona facile, ma una cosa di lui l'ho apprezzata, cioè la sua idea di arte.
Nel libro si legge di come Caravaggio prenda ispirazione dai bassi fondi di Roma e Milano.
Le sue Madonne hanno il volto di prostitute, i suoi angeli quello di semplici servi, Caravaggio dipingeva il mondo che aveva intorno, un mondo concreto, povero, cruento, abitato da gentaglia, protettori, tenutarie.

"Altri, invece, avrebbero visto ciò che vedeva lui: l'arte nata dalla vita vera, che la descriveva e che, così facendo, ne prometteva un'altra al di là delle strade sporche."


I suoi quadri erano scomodi benché straordinari!
Caravaggio non era uomo da mezze misure, non amava i compromessi, era ciò che era, nel bene e nel male.

"Mi chiedete per chi dipingo? Per il mio nome. Perchè è il mio destino."

L'autrice riesce poi a donarci una chiara idea della situazione storica dell'epoca senza rendere troppo pesate il testo.
Ci mostra una visione tetra e brutale della chiesa, una religione che punisce, che uccide invece che perdonare e tendere una mano.

"Il quadro stava dicendo a Roma che Caravaggio non condivideva le dottrine della chiesa, che la strada verso Dio passava dal contatto con la gente di strada."


Una cosa che ho fatto durante la lettura e che consiglio anche a voi di fare, è quella di andare a cercare su internet i quadri citati, così da notare quanto l'autrice sia stata precisa e accurata nelle descrizioni.
Quindi, alla fin fine, cosa penso di questo libro?
E' sicuramente un bel thriller romanzo storico, che ripercorre la vita di Caravaggio, i suoi successi, i suoi amori, i suoi mille problemi.
Getta luce non solo sulla sua vita ma anche sulla sua arte, ci svela piccole e grandi curiosità, aneddoti singolari.
La scrittrice rappresenta Caravaggio e la sua storia in modo piuttosto fedele, gli eventi, i quadri, perfino il caratteraccio dell'artista corrisponde alla realtà.
Per questo continuo ad affermare, che questo non è altro che una biografia romanzata, un romanzo storico abbastanza pertinente alla realtà.
E' stata una bella lettura, molto interessante, burrascosa in certi punti, più romantica e passionale in altri.
Se vi piace il genere e siete curiosi di conoscere meglio Caravaggio, sono pronta senza dubbio a consigliarvi questo libro, a cui assegno:

- Trama: 3 - Narrazione: 4 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Mercanti e scalpellini, mogli o meretrici, cosa importava alla peste di quale fosse la loro estrazione sociale?"

- "L'implacabile ragazzino dagli occhi neri che un giorno avrebbe ereditato il più grande pittore italiano trascorse con sua madre le lunghe ore delle streghe di una luna calante."

- "Volevo essere amato, ma odiavo chiunque mi amasse."

- "Caravaggio vuole cambiare per sempre l'idea di pittura."

mercoledì 15 novembre 2017

Recensione in anteprima: "Solo noi nell’universo" - Elle Eloise


Editore Delrai Edizioni
Pagine 400
Prezzo cartaceo 16,50 EURO 
Prezzo ebook 2,99 EURO
Anno prima edizione 2017
Genere Romanzo Rosa

“Il suo nome è come una profezia. La mia profezia. La voglio, voglio cogliere ogni angolo di luce, ogni zona d’ombra, ogni sfumatura, ogni parola, ogni silenzio, tutto ciò che tiene nascosto agli occhi degli altri lo voglio per me. E io voglio provare a fare la stessa cosa, regalare a lei tutto ciò che ho, compreso il mio cuore, compresa la mia anima.”

Guardare la vita con l’occhio della cinepresa è come trasformare la realtà in una favola. È questa
l’intenzione di Samuel quando al corso di Laboratorio di Regia viene assegnato un cortometraggio. Ciò che non si aspetta di trovare è un gruppo affiatato di amici che lo capiscono e condividono con lui la stessa passione per il cinema. Ma è l’amore a sorprenderlo e a trasformarsi in un incredibile imprevisto. Mia è una ragazza timida, chiusa in se stessa, e con una cotta stratosferica per lui. Lei che lo aveva già notato, che vive per il cinema e che soffre di balbuzie. Samuel invece non nota subito la ragazza che gli ha raccolto la penna, ma ne rimane affascinato a poco a poco, perché lei nasconde un universo pieno di stelle tutto da esplorare e riesce a far diventare ogni istante un piccolo momento di perfezione.

Questo è il quarto e ultimo volume della saga "How To Disappear Completely".
Io (ovviamente, come mi capita sempre con le serie) non ho letto i precedenti volumi, ma vi posso assicurare che il libro mi è parso ugualmente comprensibile e chiaro.
Attenzione, però!
Questo libro contiene piccoli spoiler sul primo volume della saga. Entrambi, infatti, si basano sullo stesso gruppo di personaggi, ma l'attenzione viene posta a turno, su protagonisti diversi.
Quindi consiglio di iniziare da "Apri gli occhi e comincia ad amare" per godere appieno la storia.
Questo libro ruota attorno a Sam, il fratello di Max (di cui non vi parlerò per non rovinarvi la lettura del primo capitolo della saga).
Sam va all'università e al corso di Laboratorio di Regia incontra Mia.
In realtà, si imbatte in questa ragazza già in precedenza, ma non fa caso a lei.
Mia è il classico personaggio che passa inosservato.
E' timida, balbuziente, veste in modo singolare e ha una passione per gli orologi vintage.
Porta sulle spalle un peso enorme, peso che spesso le lascia tracce sul corpo.
Ha avuto un'infanzia complicata e un'adolescenza tremenda, che hanno eroso il suo carattere, rendendolo fragile.

"Sembra una fanciulla d'altri tempi, con i suoi vestiti vintage e i monili antiquati."

Sam, invece, è un ragazzo scontroso, irascibile, schivo, burbero, introverso.
Preferisce le scappatelle nei bagni, all'amore vero.
Ed è proprio da una di queste scappatelle, che Sam è distratto e non nota subito Mia, già innamorata persa di lui!
E' a causa di un lavoro di gruppo che i due si avvicinano, che Sam si accorge dell'esistenza di Mia.

"Ho pensato che continuassi a commettere gli stessi errori: innamorarmi di qualcuno che non ricambia."
Mia, Sam e i loro amici di scuola, formano un gruppo non dei più spensierati, ognuno di loro ha i suoi problemi, i suoi incubi.
Mia è un personaggio che ha scatenato in me emozioni contrastanti.
La sua balbuzia mi ha innervosita non poco! Avrei voluto spronarla, farle un'iniezione di vitalità.
Le brutte esperienze l'hanno condizionata molto e spesso, mentre leggevo, mi veniva voglia di incoraggiarla, di dirle di essere forte, perchè ne era in grado! Doveva solo innescare la scintilla di quel fuoco assopito dentro di sè.
Io amo personaggi forti, decisi, Mia non compare quindi tra le mie eroine, ma capisco il perchè della sua fragilità.
Lei, però, non è l'unico personaggio "complicato" del libro. Diciamo che un po' tutte le figure del testo hanno la loro mole di ombre.
E' come se con la sua scrittura, l'autrice volesse puntare l'attenzione sui lati nascosti dei personaggi, quelli bui che più li fanno soffrire, e sottolineasse poi come questi non riescano, alla fin fine, ad abbattere i nostri protagonisti. Li aiutano a crescere, a trovare la forza per andare avanti.
Insomma, non è il più lieto e felice dei libri, ma è stato emozionante vedere come i vari personaggi riuscissero a convivere con le esperienze peggiori della loro vita e a tentare di trovare la loro parte di serenità.
Molto bello, poi, il "murales" di Mia, il suo piccolo diario, il suo universo in camera.
E proprio questo mi ricorda quanto questo libro sia pieno di tristezza ma anche di numerose altre emozioni.
Non c'è solo il dolore tra queste pagine, ma anche amicizia, amore, nuovi inizi.
E' stata una lettura intensa e per la maggior parte del testo, piacevole.
Non mi è piaciuto forse il troppo spazio dato al progetto del gruppo di Mia e Sam, ma nulla di tedioso, l'ho letto con mena passione, ma l'ho letto.
In conclusione, posso dire di aver apprezzato il libro e di essere quasi tentata di leggere, se non tutti i libri della serie, almeno il primo, per completare la storia che ho intravisto in parte in questo testo.
Assegno, infine, al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Woderland su 5

Dal libro:

- "Sembra sempre lontano, come se non fosse mai concentrato sul qui e ora."

- "Arriva un momento in cui capisci che devi dire addio, un momento in cui aprire una porta significa chiuderne un'altra, la più difficile."

- "Ma più rifletto e più mi rendo conto di una cosa: non esiste un solo modo di amare, non esiste solo il mio modo di amare."

- "Di come l'invisibile dia il senso al visibile."