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giovedì 23 settembre 2021

Recensioni: "La serie di Oxford" - "Philo Vance e il delitto al castello" - "Il metodo del dottor Fonseca"


"Il metodo del dottor Fonseca" di Andrea Vitali

Pagine 192
Genere Giallo

Originalità 6
Trama 5
Narrazione 5
Personaggi 5
Descrizioni 5
Ambientazione 6
Finale: Basta che sia finito

Voto Finale: 5

Una mattina l'ispettore viene chiamato dal suo capo, il responsabile della sua sezione investigativa. Gli dice di preparare la valigia, deve andare a Spatz, in montagna, a quanto pare un minorato mentale ha ucciso la sorella. Il sospettato non si trova ma contano di arrestarlo presto, l'ispettore deve solo andare là per confermare l'arresto.
Una volta a Spatz però l'ispettore si trova di fronte un caso più complesso del previsto.
Scopre l'esistenza di una clinica per casi disperati. Sorge su terra morta, un'area grigia tra due confini.

👉 La narrazione è essenziale, non troppo puntigliosa ma precisa. I personaggi sono ben descritti.
Il testo è narrato dal punto di vista dell'ispettore.

👉 Le indagini non sono niente di eccezionale o elaborato, lasciano abbastanza a desiderare.

👉 La parte più avvincente del libro è proprio la clinica avvolta da un'aura di mistero. 

👉 A mio avviso l'autore non è riuscito a sviluppare al meglio la trama e soprattutto non mi ha convinta la narrazione. 

👉Questo è il primo libro di Vitali che leggo e non mi ha entusiasmata, non vi ho trovato nulla di interessante a parte la clinica.

"Philo Vance e il delitto al castello" di S. S. Van Dine
Vol. Finale della serie

Pagine 123
Genere Giallo

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 6
Personaggi 7
Descrizioni 6
Ambientazione 7
Finale: Non scontato

Voto Finale: 7

Il procuratore distrettuale Markham contatta l'amico Philo Vance perchè il vecchio Rexon ha bisogno del loro aiuto.
Rexon ha organizzato una serie di feste per il ritorno del figlio ma gli ospiti lo preoccupano, teme che qualcuno possa rubare la sua collezione di smeraldi.
Ecco quindi che Philo e Markham si recano nel castello di Rexon ma il mattino dopo il loro arrivo, uno dei custodi viene trovato morto.

👉 I gialli di Van Dine mi piacciono perché sono chiari, dettagliati e l'attenzione è sempre sulle indagini, senza troppe divagazioni sulla vita dei personaggi. 

👉 Il caso viene descritto chiaramente, non vengono celati indizi. Ciò che sa Philo lo sappiamo anche noi. Il lettore ha quindi tutti gli indizi per risolvere il caso. 

👉 Nonostante questo, però, l'autore non ci serve la soluzione su un piatto d'argento. Non mancano i colpi di scena e soprattutto, il finale non è scontato.

"La serie di Oxford" di Guillermo Martínez 
Vol.1 Le indagini del professor Seldom

Pagine 197
Genere Giallo

Originalità 7
Trama 6
Narrazione 7
Personaggi 7
Descrizioni 6
Ambientazione 6
Finale: Ingiusto

Voto Finale: 7+

Un dottorando di matematica argentino si trasferisce a Oxford. 
Affitta una stanza da Mrs Eagleton, una fragile signora anziana con un'affascinante nipote: Beth.
Un giorno, davanti la porta di casa, il nostro protagonista incontra Arthur Seldom, un genio della logica.
Seldom si trova lì perché aveva ricevuto un biglietto con su scritto quell'indirizzo e uno strano messaggio: "Il primo della serie".
Quando i due entrano i casa trovano la signora Eagleton morta. 
Seldom pensa che un assassino lo stia sfidando. In uno dei libri che ha pubblicato si parla dei delitti seriali e a quanto pare qualcuno vuole dimostrargli di essergli superiore.

👉 Una serie di delitti impercettibili, che nessuno crederebbe omicidi se non fosse per i biglietti. 

👉 Uno Sherlock Holmes versione matematico. 

👉 Interessanti i riferimenti a fatti e opere reali, come il cruciverba di Turing e il libro di Buzzati in cui si parla a quanto pare di Seldom.

👉 La soluzione ... beh mi sono lasciata incastrare facilmente. Il finale vero e proprio mi ha lasciato però un po' di amaro in bocca. Non vince sicuramente la giustizia.
 

giovedì 16 settembre 2021

Recensioni: "Diversity Hotel" - "Hotel du Barry" - "Origami Blues"


"Origami blues" di Sarah Clain

Pagine 224
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 5
Narrazione 5
Personaggi 5
Descrizioni 6
Ambientazione 6
Finale: La parte più bella

Voto Finale: 5
Lingua: Francese

Flo (Florence/Firenze) è una piegatrice di carta, lei fa gli origami, ha anche un negozio dove li crea e li vende. 
Un giorno, mentre è in un locale con Sandy, sua amica e collega, nota un uomo così affascinante che deve distogliere lo sguardo per non rimanerne abbagliata.
Sandy le dice che l'uomo era venuto anche al negozio e infatti, qualche giorno dopo ritorna da loro.
Ha bisogno degli origami di Flo per un matrimonio, lui è il testimone.
Flo sta bene da sola ma quando l'uomo le chiede di uscire per discutere del lavoro, non riesce a dire di no.

👉 Il libro non parla solo di Flo ma anche un po' della sorella: Rebecca, che con il figlio si trasferisce in Ungheria per lavoro ma in realtà cerca ...

👉 La storia parla del presente ma anche del passato di Flo. Nel testo infatti ci sono piccole parti che raccontano di quel passato che ancora la tormenta. Flo vive proprio nel passato, è un'ombra nel presente, la testa sempre ancorata a quello che le è successo. Vive in modalità automatica. 

👉 La trama è un po' debole, non avvengono chissà quali avvenimenti. Si smuove solo sul finale, dove sono concentrare le varie svolte e sorprese.
Nella parte iniziale, in pratica, presentano solo i personaggi.
La ciliegina sulla torta sono le pagine e pagine che raccontano solo del matrimonio dove l'uomo fa da testimone. 

👉 La narrazione è a scatti. Un attimo prima sono a cena e quello dopo è mattina e si risvegliano a letto. Non viene raccontato tutto per filo e per segno ma ci sono spesso dei buchi. 

👉 La storia d'amore poi lasciamo perdere. Flo e l'uomo affascinante stanno insieme ma chissà perché, non si conoscono, non parlano mai di se stessi. Flo poi non gli chiede mai nulla perché "non sono affari suoi". Cioè stai con quell'uomo ma la sua vita non è affare tuo ... ok. E lui, d'altro canto, non le dice nulla per paura di farla scappare. 
Il problema non è il fatto che non riescono ad aprirsi ma quel loro amore basato sul niente. 

👉 Alla fine, l'unica cosa davvero interessante è il segreto di Flo, il resto è pura noia.

"Diversity Hotel" di Luca Zanforlin 

Pagine 228
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 5
Personaggi 7
Descrizioni 6
Ambientazione 6
Finale: 😢

Voto Finale: 6+

Luca ha trentacinque anni ed è mantenuto dal padre.
Un giorno, però, un avvocato lo chiama per dirgli che suo padre vuole che gestisca un hotel nella periferia di Milano. Se non lo farà non gli darà più un soldo.
Luca decide di accettare il lavoro ma solo per sabotare l'hotel. Sceglierà i peggio condomini disponibili, gli emarginati, coloro che la società non vede di buon occhio. Con un po' di fortuna, il quartiere avrebbe presto chiesto la chiusura dell'hotel.
Ed ecco quindi che Luca affitta appartamenti a: Chantal, una giovane Lolita con l'aspetto di Moira Orfei, un transgender con il pallino per la chirurgia estetica. La Carla, un'anziana e saggia benestante. Poi ancora Alex, un ragazzo gay, anonimo che lavora per un'associazione che si occupa dei diritti della comunità lgbt. Infine Ebo e Fabiola, lui un ragazzo di colore, immigrato, lei una ragazza di centodieci chili bullizzata sui social.

"Bene, dopo una favolosa trans, una vecchia alcolizzata e un frocio ci mancava l'arrivo di Fiona con Shrek nero."

👉 La particolarità di questo libro è che ci sono più dialoghi che testo narrato. A parte l'inizio e la fine, gran parte del libro è formato dai dialoghi tra i vari personaggi. Ci sono loro nella sala da pranzo che parlano delle loro vite e di come il mondo li vede.
Effettivamente sono pochi gli eventi e concentrati soprattutto ad inizio e fine storia.
Questo aspetto ha reso la lettura più lenta. Tutti questi dialoghi non mi hanno entusiasmata molto.

👉 Sicuramente importante è il messaggio che vuole mandare.

"Ora rispondete voi: chi ha deciso un giorno che i gay, o i trans, le lesbiche o i neri valessero meno degli altri? E su quali basi?"

👉 Ancora una volta sono rimasta senza parole davanti all'indifferenza delle persone e alla cattiveria verso il diverso. Le persone diventano sempre più disumane, gli scivola tutto addosso, la coscienza va in coma e il menefreghismo è alle stelle.

👉 Questo libro mi è piaciuto per i contenuti ma non per la forma. 

"E come se fa' a non ama' chi ti accetta pè quello che sei?"

"Hotel Du Barry. La festa è appena cominciata" di Lesley Truffle 

Pagine 333
Genere Narrativa

Originalità 8
Trama 8
Narrazione 7
Personaggi 7
Descrizioni 7
Ambientazione 8
Finale: Lo avevo intuito

Voto Finale: 8

Istruzioni su come appendere una neonata al filo del bucato e renderla ricca.
Nei primi decenni del ventesimo secolo, all'Hotel du Barry, dentro a dei mutandoni appesi al filo dei panni, viene trovata una neonata.
Il personale dell'Hotel du Barry decide di tenerla. La viziano fin da subito, dandole una zuppiera d'argento come culla.
Un giorno, però, il proprietario dell'albergo: Daniel du Barry, viene a conoscenza della bambina e decide di adottarla, dato che è gay e il suo matrimonio è solo di facciata.
Ecco a voi: Caterina (Cat) Anastasia Lucinda du Barry (chiamata così in onore dello champagne preferito da Daniel).
Ed è così che un'orfana è stata trasformata in un'ereditiera.
Ma ... c'è dell'altro. 
Cat cresce con la sua famiglia dell'hotel du Barry, una sera però, durante una festa nel giardino d'inverno, Daniel precipita giù dal tetto.
Omicidio o suicidio?

👉 Una trama davvero ricca di personaggi e avvenimenti. Il libro non solo racconta di Cat e dell'hotel ma ci offre anche un mistero da risolvere.

👉 L'hotel è l'ambientazione principale. Sorge in una delle vie più prestigiose di Londra, è il massimo dell'eleganza e della raffinatezza. I ricchi che dopo la guerra vogliono solo divertirsi, prendono d'assalto l'albergo e nelle sue camere si danno alla pazza gioia. 
La parte più affasciante dell'hotel è però il labirinto, il doppio basamento, il regno del personale.

👉 Daniel, il proprietario, è un uomo generoso, fa di tutto per aiutare i meno fortunati. Lui è anche simpatico, non se la prende mai e considera i dipendenti come la sua famiglia.

👉 La moglie di Daniel, Edwina, al contrario è una serpe, tanto che il suo parrucchiere le ha bruciacchiato il cuoio cappelluto (per sbaglio eh!). Tutto l'hotel è contro di lei, forse anche perché è così severa con Cat, voleva anche mandarla in collegio, per non averla sempre tra i piedi.

👉 Ciò che mi ha affascinata è il fatto che nell'hotel nessuno giudica l'altro. Mary (cameriera) per esempio continua ad amare Sean anche se questi come secondo lavoro "intrattiene" le clienti dell'hotel.

👉 Non è un vero e proprio gialli, è un testo di narrativa con un pizzico di mistero. Non ci sono indagini vere e proprie. Ad essere affascinante è proprio l'hotel e quel giro di vite che lo rende vivo.

martedì 14 settembre 2021

Sondaggio Lettura di Gruppo Di Ottobre








Recensione Lettura di Gruppo: "Stanotte guardiamo le stelle" - Alì Ehsani


Pagine 270
Genere Narrativa

Originalità 8
Trama 8
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 7
Finale: Umanità vs Disumanità

Voto Finale: 8

Kabul, 1997.
Una sera, Alì (otto anni) torna a casa ma raggiunta la sua via si accorge che la sua casa non c'è più, al suo posto ci sono solo macerie.
Mi sono sbagliato? Ecco cosa pensa Alì prima di sedersi e aspettare che qualcuno lo trovi.
Dopo poco arriva suo fratello maggiore: Mohammed. Gli dice che no, non ha sbagliato casa, un razzo l'ha distrutta e ha ucciso i loro genitori.

"Ah" Ridatemela! Altrimenti come faccio?"
(riferito alla madre morta)

Devono andarsene da Kabul.
Inizia così un viaggio lungo cinque anni, un viaggio dall'Afghanistan all'Italia, la terra promessa.

"Ho sempre pensato che la guerra fosse ovunque, non avevo mai visto nient'altro."

👉 Il libro parla del viaggio di un bambino di otto anni e del suo fratello più grande, di circa diciotto anni. Parla di questi due fratelli che sognano l'Europa e una bottiglia di Coca- cola e di afghani a cui manca la Kabul di un tempo ma hanno paura della Kabul di oggi.
A raccontare la storia è Alì e nel testo si rivolge spesso al fratello. 
Il racconto è autobiografico.

👉 Mohammed è un fratello eccezionale e estremamente responsabile. Non si limita a dare il minimo al fratello, lui vuole per Alì il meglio. Lavora perché vuole mandarlo a scuola e per questo lo vuole portare in Europa perché solo lì può dargli una vita e un'istruzione. 

👉 Il libro mostra l'essere umano dietro la parola emigrato, vuole mostrare al lettore cosa significa essere una persona in cerca d'aiuto e in fuga dalla guerra. Ti mostra che non è giusto che due bambini restino senza casa e genitori. Non è giusto che debbano poi fuggire sul tetto di un furgone o sotto a un tir. Non è giusto che debbano dire cose come "ora papà torna" per evitare di far sapere che sono soli e non essere quindi molestati. Non è giusto che vengano derubati e usati per ricattare altri. Questo libro mostra anche che non è giusto essere obbligati a professare una religione e non è giusto essere picchiati per questo. 

"Sono degli scemi, parlano tutto il tempo di dio e poi ammazzano la gente."

Un libro che ti mostra che di cattivi ce ne sono di più nella realtà che nei film.
E in questa guerra di cattivi ce ne sono molti. Non solo i talebani ma anche coloro che si approfittano dei disperati, coloro che rubano a chi non ha più nulla se non le scarpe che ha ai piedi e gli tolgono pure quelle.

👉 Alì durante il viaggio conosce due mondi contrapposti: uno miseramente disumano e uno infinitamente umano.
In uno Alì incontra persone che vogliono solo approfittarsi di lui e nell'altro si imbatte in persone che nella loro genuina generosità lo aiutano senza chiedere nulla in cambio perché a loro volta sono stati aiutati quando ne avevano più bisogno. La generosità è contagiosa. 
Disumanità vs Umanità.

👉 L'unica pecca del libro è che, a parer mio, l'autore non ha approfondito molto le dinamiche della guerra. Si è mantenuto in superficie senza approfondire l'argomento.