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venerdì 21 settembre 2018

Ti consiglio ... cinque telefilm che adoro


Per la rubrica:

Per la rubrica "Ti consiglio" oggi voglio parlarvi di cinque serie tv, non legate a libri, che ho decisamente amato!
Sono alcune delle mie serie tv preferite, alcune sono state trasmesse in tv, altre sono su Netflix.
Sono di generi diversi, la maggior parte però sono serie poliziesche.



"The good doctor" è una serie tv america del 2017, con protagonista Shaun Murphy, giovane medico autistico, specializzando in chirurgia.
Il tutto si svolge nel dipartimento di chirurgia del San Jose St. Bonaventure Hospital, all'interno del quale, con grandi difficoltà, Shaun viene accettato come specializzando.
Shaun ha la Sindrome del savant, in pratica ha una serie di ritardi cognitivi ma compensati da una memoria eccezionale, cosa che gli torna molto utile con il suo lavoro.

Il telefilm è composto da due stagioni, la prima è andata recentemente in onda su Rai 1, la seconda è prevista per il prossimo anno.
Sinceramente, è difficile non amare Shaun, è un personaggio molto particolare, a modo suo, piuttosto simpatico.
Affezionarsi a lui è estremamente semplice.

Consigliato a chi ama le serie sui medici, ricche di emozioni.




"Young Sheldon" è una serie tv americana del 2017, spin-off e prequel della serie The Big Bang Theory.
Il telefilm è incentrato sull'infanzia di Sheldon Cooper, personaggio brillante e assolutamente comico per i suoi modi di fare rigidi.
Sheldon è un piccolo genietto che concepisce la vita in un modo del tutto particolare.

Il telefilm è attualmente composto da due stagioni, l'ultima deve ancora uscire in Italia.
In onda su Infinity TV.
Se amate The Big Bang Theory allora amerete senza dubbio anche questa serie.
A essere sincera, io preferisco questa alla serie principale, la trovo molto più divertente.

Consigliata a chi ama le serie incentrate sulle famiglie e a chi cerca qualcosa di ironico.




"Delitti in paradiso" è una serie tv brittanico - francese del 2011, con ruota attorno a un gruppo di poliziotti che indaga su omicidi avvenuti a Saint Marie.
Gli ispettori cambiano di stagione in stagione ma la trama è sempre la stessa: uno o più omicidi che la polizia del luogo deve risolvere.

Il telefilm è composto da sette stagioni, l'ultima è uscita in Italia proprio quest'anno. 
In onda su Fox Crime e Rai 2.
Questa serie mi piace molto per via della sua location caraibica e per i suoi personaggi più o meno fissi.
L'agente Dwayne Myers è l'unica figura che non viene mai cambiata, per fortuna! Lui è uno dei personaggi più divertenti del telefilm. A seguire, i vari ispettori in giacca e cravatta che sull'isola si sentono decisamente fuori luogo.

Consigliato a chi ama le serie poliziesche e le ambientazioni esotiche.




"Lethal Weapon" è una serie tv americana del 2016, con protagonisti due detective singolari.
Martin Riggs, ex Navy Seal, è un uomo alcolizzato tormentato dal suo passato. Lui è un poliziotto spericolato, non ama seguire le regole, motivo per cui viene messo in coppia con Roger Murtaugh, responsabile padre di famiglia che tenta di mitigare il carattere burrascoso del collega.

Il telefilm è attualmente composto da due stagioni, già uscite in italia in tv.
Riggs e Murtaugh sono due personaggi molto ironici, di guai ne combinano molti ma è anche vero che sono due detective straordinari, sprezzanti del pericolo.

Consigliato a chi ama l'avventura, le serie poliziesche e le commedie.




"Lucifer" è una serie tv americana del 2016, che ha come protagonista il diavolo in persona.
Lucifer, annoiato dal suo lavoro, scappa dall'inferno e si trasferisce sulla terra, a Los Angeles, dove si ritrova a collaborare con la detective Chloe Decker.
Oltre a risolvere crimini, gestisce anche il suo night club, il"Lux".

Il telefilm è composto attualmente da tre stagioni, l'ultima deve ancora uscire in Italia (si pensa che uscirà entro la fine dell'anno).
In onda su Premium Action e Netflix.
La cosa più bella di questo telefilm è Lucifer stesso. Lui è un personaggio esilarante, molto diverso dallo stereotipo di diavolo che siamo soliti immaginare. Non è crudele, anche se ha poteri straordinari. Lucifer è giusto, non sopporta le ingiustizie e ama/odia Chloe per l'effetto che ha su di lui.

Consigliato a chi cerca una serie divertente, con qualche scena horror e d'azione.


Recensione Lettura di Gruppo: "Una morte perfetta" - Angela Marsons



Editore Newton Compton
Pagine 381
Prezzo Cartaceo 9,90 €
Prezzo Ebook 1,99 €
Prima Pubblicazione 2016
Genere Thriller

Il laboratorio di Westerley non è un posto per i deboli di cuore. Si tratta di una struttura che studia i cadaveri in decomposizione. Ma quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio lì il corpo ancora caldo di una giovane donna, diventa chiaro che un assassino ha trovato il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Quanti dei corpi arrivati al laboratorio sono sue vittime? Mentre i sospetti di Kim si fanno inquietanti, una seconda ragazza viene aggredita e rinvenuta in fin di vita con la bocca riempita di terra. Non c’è più alcun dubbio: c’è un serial killer che va fermato il prima possibile, o altre persone saranno uccise. Ma chi sarà la prossima vittima? Appena Tracy Frost, giornalista della zona, scompare improvvisamente, le ricerche si fanno frenetiche. Kim sa bene che la vita della donna è in grave pericolo e intende setacciarne il passato per trovare la chiave che la condurrà all’assassino. Riuscirà a decifrare i segreti di una mente contorta e spietata, pronta a uccidere ancora?

Nella recensione sono inseriti alcuni commenti fatti dai lettori durante la lettura di gruppo.

Come gran parte delle storie della Marsons, anche questa affonda le radici nel passato, tutto ha infatti inizio nel 1996, anche prima ad essere precisi.
Sono quegli eventi ad influenzare il presente di tante persone, tra cui quello della detective ispettore Kim Stone.
Come "premio" per un arresto ben riuscito, Kim e la sua squadra, vengono mandati a fare un "viaggetto" nella struttura a Wall Heath, al cui interno vengono fatte ricerche forensi.
In pratica, in quell'edificio, vengono esaminati i cadaveri in decomposizione, studio che può essere d'aiuto alla polizia.
"Io non credo di essere preparata psicologicamente per le autopsie dettagliate a Westerley." (Sara).
Lì, tra tanti cadaveri, Kim ne trova uno estraneo, uno che non appartiene alla struttura.

"Oh, ispettore, solo tu potevi trovare un cadavere qui."

I resti sono quelli di una donna sconosciuta, di una donna a cui è stata massacrata la faccia.
"Mi sono sentita male a immaginare la scena." (Cristina).
Questo è il primo di una serie di delitti raccapriccianti su cui Kim inizia ad indagare senza sosta.
La Marsons descrive come sempre scene da brivido, scene così reali che si riesce a percepire il terrore della vittima.


In questo quarto thriller della serie che vede protagonista la detective Kim Stone, ritroviamo molti dei personaggi che già abbiamo avuto modo di conoscere nei libri precedenti.
Per esempio, è stato per me un enorme piacere tornare a leggere dei battibecchi tra il super paziente sergente Bryant e l'ispettore Kim.
Sempre tagliente è invece il medico legale Keats e che bomba la dottoressa A, archeologa forense che aiuterà nelle indagini.

"Pochi mortali sono in grado di affrontarvi entrambe contemporaneamente."

Inoltre, c'è un grande ritorno, abbiamo infatti l'occasione di incontrare di nuovo Daniel Bate, figura che abbiamo incontrato nel primo libro "Urla nel silenzio" e che con Kim ha fatto scintille.
In questa nuova avventura compare nuovamente anche Tracy Frost, la "giornalista locale e rompiballe a livello nazionale".
Tracy avrà questa volta un ruolo meno marginale e più importante nella storia.
Porterà a Kim un vecchio caso irrisolto, quello di un uomo sconosciuto trovato con le dita mozzate.

"Il suo interesse non era esclusivamente dovuto al mistero delle dita mancanti, ma scaturiva dal fatto che nessuno lottava per le persone comuni."

Il tema centrale, questa volta, è il bullismo, un problema, purtroppo, ancora molto attuale.
Come sempre poi, i cadaveri abbondano, dato anche il fatto che questa volta, il tutto, si svolge in una struttura che lavora proprio con i cadaveri.
Kim, in questo libro, è più ironica che mai. Adoro il suo personaggio, è estremamente umana, lei non giudica le persone, le capisce.
"Non vuoi più catturare l'assassino per amore della giustizia" lei lo fa per loro, per le vittime.
Kim è infatti molto empatica, forse perchè lei stessa ha avuto una vita difficile, vita che non mancherà di essere raccontata, in parte, anche in questo libro.
Ogni thriller della serie contiene un tassello per ricostruire la storia della sua infanzia, storia travagliata, affatto facile.
"Si ma che sequela di sfighe ha avuto questa povera donna nella vita? Se decide di andare a Lourdes per farsi benedire, trova chiuso per ferie! 😂" (Angela).
Questo libro mi ha poi portata a rivalutare alcuni personaggi noti e proprio per questo mi piacciono i libri della Marsons, perchè ti spingono a pensare non tanto al caso ma alle persone, al modo in cui vengono giudicate e bollate per i loro sbagli, per i loro problemi.
La Marsons, con la contrapposizione tra i capitoli riguardanti la vita dell'assassino e quelli delle indagini, spinge il lettore a rivalutare le proprie opinioni, a soffermarsi ad analizzare meglio le situazioni prima di criticare.
Nei suoi libri, arrivi perfino a provare pietà per l'assassino perchè l'autrice non si limita a mostrarti il mostro ma anche ciò che lo ha reso tale e spesso si scopre che prima di essere carnefice, spesso è vittima.
Una cosa che non mi piace di questi libri, però, è il finale. Io li trovo tutti uguali, programmati secondo lo stesso schema.
Kim mai una volta che riesca a fare un arresto come si deve, prima deve sempre essere picchiata e la pistola, per lei, è decisamente un optional!
"Se non la picchiano/legano/rinchiudono prima di arrestare il colpevole non è contenta 😂 Secondo me lo fa per far sentire utili un po' anche gli altri." (Angela).
Insomma, sui finali, la scrittrice potrebbe lavorarci un po' di più, oltre che su alcuni dettagli lasciati in sospeso. Per esempio: perchè la madre dell'assassino ha fatto quel che ha fatto?
"Invece io ho trovato assurdo la spiegazione del custode andato di matto in ospedale." (Cristina).
Onore al merito però, per la scelta dei colpevoli. Ogni volta, la Marsons, mi lascia a bocca aperta.
"Pensa che io metto nella lista dei sospettati tutti quelli che compaiono in un libro, anche il gatto o il pappagallo. Questo colpevole però mi era sfuggito 😅" (Roberta).
Anche con "Una morte perfetta" la Marsons ha dimostrato la sua enorme bravura nel tessere una trama intrigante impreziosita da colpi di scena elettrizzanti.
Sul gruppo, siamo tutti rimasti soddisfatti da questa nuova avventura di Kim, un concentrato di scene raccapriccianti e indagini brillanti.
Ricordo poi che i libri possono essere tranquillamente letti senza seguire l'ordine di pubblicazione, come ho fatto io e come hanno fatto anche alcuni lettori del gruppo. L'unico filo guida che collega i libri è Kim e il suo passato, storia che comunque viene ripresa quasi in tutti i libri.
Assegno al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 3 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo:

Monica:
"A me è piaciuto molto, e il finale non me lo sarei mai aspettato."

Angela:
"Come sempre i libri della Marsons mi tengono incollata alle pagine e mi ritrovo a finirli molto più in fretta di qualsiasi altro libro!
La trama principale anche in questo caso mi è piaciuta molto, e come sempre è riuscita a farmi odiare l'assassino per la sua brutalità ma allo stesso tempo provare una grandissima pena per lui per tutti i traumi che ha subito durante l'infanzia.
La trama secondaria mi è piaciuta un po' meno.
Kim Stone è come sempre miss perfezione che tutto sa e tutto può, tranne per gli ultimi capitoli in cui come sempre riesce a farsi cogliere di sorpresa dall'assassino anche quando è lì che lo aspetta.
Amo Bryant sempre di più, e in questo libro ho visto tanti accenni al rapporto simbiotico che ha instaurato con Kim. Lui in fondo è l'unico che la capisce e sa come parlarle, l'unico che per lei c'è sempre e che fa di tutto per aiutarla anche quando lei per orgoglio non vuole. Sono complementari. E hanno un rapporto bellissimo."

Cristina:
"Il libro ha fatto il suo dovere, l'ho divorato perché curiosa di sapere chi era l'assassino e non il movente perché è abbastanza intuitibile. Mi ha ricordato anche troppo il film San Valentino di sangue 😅. Aggiungo che secondo me lascia un messaggio importante cioè quello che certe cose, traumi infantili e atti di bullismo soprattutto psicologico lascia traccia indelebili che segnano la vita per sempre. Ho trovato anche delle pecche mi sarebbe piaciuto se la Marson avrebbe chiarito e approfondito certi argomenti , alcune cose, lascia il lettore curioso e senza una spiegazione."

Sara:
"Anche io ho adorato questo libro, per me era il primo della Marsons e devo dire che il suo stile mi piace molto. Divorato in pochissimo, ora non vedo l'ora di recuperare gli altri."

Elisa:
"Adoro la Marsons ed anche questa volta non ha deluso le mie aspettative! Avvincente, inquietante, accattivante, un bel cocktail di sensazioni ed emozioni. La curiosità di capire se i miei sospetti fossero giusti o meno, di sapere chi si celasse dietro i cadaveri ha fatto sì che ancora una volta divorassi il libro! E niente come sempre non ci ho azzeccato in niente 🤣 sarei proprio una pessima detective."

Roberta:
"Stavolta mi ha proprio sorpresa, l'assassino era l'ultima persona che avrei mai immaginato. Bello, molto bello. Kim ha quella scorza dura che si è creata intorno eppure un empatia e una sensibilità che instaura con le vittime molto intensa."

martedì 11 settembre 2018

Recensione: "Il mistero della casa del tempo" - John Bellairs


Editore Dea Planeta
Pagine 165
Prezzo Cartaceo 16,00 €
Prezzo Ebook 8,99 €
Prima Pubblicazione 1973
Genere Fantasy

È una tiepida sera di fine estate quella in cui Lewis Barnavelt, dieci anni e una valigia consumata tra le mani, si ritrova davanti al cancello di una casa misteriosa. La sua nuova casa. Da quando i genitori sono morti in un terribile incidente d’auto, nulla è più stato come prima. Lewis si è lasciato tutto alle spalle e si è trasferito dall’altra parte del Paese. A casa dello zio Jonathan. Non l’ha mai conosciuto, ma quello che ha sentito dire di lui non gli piace per niente. Lo zio Jonathan è sempre stato il più eccentrico della famiglia, un fumatore incallito e un giocatore d’azzardo. E ora dovrà prendersi cura di lui. Ciò che aspetta Lewis però supera ogni immaginazione: una casa che nasconde passaggi segreti, sortilegi e illusioni, e uno zio che si dedica all’occultismo e alla magia insieme alla stravagante vicina. Lewis non riesce a credere ai propri occhi e comincia a cimentarsi con le arti magiche in prima persona. Almeno fino alla notte di Halloween. La notte in cui commette uno spaventoso errore, riportando in vita la crudele e potente strega che abitava nella casa prima dello zio. Serenna Izard. Serenna è tornata per un motivo: portare a termine un vecchio e diabolico piano. Molti anni prima, infatti, la donna aveva costruito insieme al marito un orologio stregato, capace di distruggere l’umanità intera, e lo aveva nascosto nelle mura della casa. Ora toccherà a Lewis trovare l’orologio e, forse, salvare il mondo. Un fantasy dalla grande forza immaginifica, un classico pubblicato per la prima volta nel 1973 che ora è diventato uno straordinario film con Jack Black e Cate Blanchett.

Ѐ il 1948 quando Lewis Barnavelt, orfano di dieci anni, va a vivere dallo zio Jonathan a New Zebedee.
Jonathan van Olden Barnavelt è un tipo piuttosto inusuale, nelle tasche del gilè ha pipe e catenelle di graffette.
Vive in una villa di pietra a tre piani con la facciata sovrastata da un'alta torretta.
Passa molto tempo con la vicina di casa, la signora Zimmermann, appassionata origliatrice, con la quale gioca spesso a poker.
Lewis, nonostante i timori iniziali, si trova bene con lo zio e la signora Zimmermann, gli piace molto anche la sua nuova casa ... anche se, un po' strana lo è, succedono cose strane da quelle parti.
La villa antica è piena di orologi ticchettanti, sembra essercene uno anche dentro ai muri!
Vogliamo poi parlare delle carte per il poker? Sono carte della società dei maghi! E le piramidi nella giungla animata all'interno di uno specchio?
Per quale motivo, poi, lo zio va in giro di notte con una torcia tirando pugni alle pareti?


Una notte, Lewis, pedina lo zio al fine di dare una risposta ai tanti dubbi che lo assillano e ciò che scopre, ha dell'incredibile.
Non solo lo zio e la signora Zimmermann sono dei maghi, ma la casa stessa in cui vivono, cela segreti incantati.
La villa apparteneva a un losco occultista, uno stregone malvagio che si dilettava con la magia nera.
Tutto precipita, però, quando Lewis si cimenta con una magia che non dovrebbe mai essere praticata.

"Lewis si sentiva stringere ovunque dalle maglie sempre più intricate del mistero, della paura e della tensione."

"Il mistero della casa del tempo", già pubblicato con il nome "La Pendola Magica" (1975) e "La Pendola Stregata" (1999), è un breve racconto fantasy, ambientato in una cittadina idilliaca: New Zebedee. Antiche case riccamente decorante che spiccano per le loro peculiarità uniche, fanno da sfondo alle avventure di Lewis.
Le ambientazioni sono descritte molto bene, tanto che immergersi in questi scenari è semplice e piacevole.
I personaggi nel libro non sono molti, ma tutti hanno la caratteristica di essere piuttosto buffi e inconsueti.
Lewis è un bambino grassottello e abbastanza imbranato. Lo zio è un mago non proprio eccellente e i battibecchi che ha con la signora Zimmermann sono davvero simpatici.
"Il mistero della casa del tempo" è un libro imporporato di meraviglie, meraviglie che solo la magia può creare.


Detto questo, devo aggiungere però che il libro è narrato con fare piuttosto veloce, tutta la storia si riduce a un centinaio di pagine, il racconto non si dilunga troppo, anzi, si va sempre dritti al punto, senza troppi fatti messi all'unico scopo di riempire le pagine.
Il finale, poi, è deludente, niente epiche battaglie, niente scontri magici, finisce tutto in poche azioni, affatto impressionanti.
Il libro di Bellairs è però davvero ricco di fantasia, anche se la sua trama non la si può definire propriamente geniale.
Sono davvero curiosa di vedere il film omonimo tratto da quest'opera, al cinema a partire dal 31 ottobre 2018.
Il film è diretto da Eli Roth e tra gli attori, spiccano Cate Blanchett e Jack Black.
Ho grandi aspettative, secondo me sarà un film fantastico.
Qui sotto vi lascio il trailer.


Assegno ora al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 4 - Cover: 4 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

domenica 9 settembre 2018

Ti consiglio: Tre vecchi film tratti da libri


Per la rubrica "Ti consiglio" oggi vi propongo tre vecchi film legati ad altrettanti tre libri piuttosto carini (anche se, a dire il vero, a me non è piaciuto poi molto "L'insostenibile leggerezza dell'essere").
Qui sotto troverete alcuni dettagli sui film e sui libri, non mancheranno i trailer (o un piccolo estratto quando il trailer non è disponibile).
In volo per un sogno tratto da La signora Harris - Paul Gallico
Commedia del 1992, diretta da Anthony Shaw.

Il film parla di una donna delle pulizie che vola a Parigi per comprarsi un abito di Dior.
Durante il viaggio, la signora travolgerà le vite di coloro che incontrerà.

Il film è stato interpretato da Angela Lansbury, Diana Rigg, Omar Sharif.


A Parigi, a Parigi! Nella testa della signora Harris risuona battagliero il grido che la sta portando Oltremanica, alla conquista della ville lumière e del suo bottino: l'abito del quale non può proprio fare a meno. Perché la più che matura vedova londinese, di umili natali e ancor più umile professione, è stata folgorata sulla via della "haute couture" mentre svolgeva le mansioni di donna di servizio nell'abitazione della sua cliente più aristocratica: dentro "l'armoire" della lady era comparso il vestito più bello che Ada Harris avesse mai visto, e alla bellezza non si resiste. Cuore impavido e spirito indomito, la fragile signora Harris si è armata così del suo cappottino spigato, della borsetta marrone di finta pelle imbottita di risparmi, dell'improbabile cappellino ornato da un fiore più grande di lei, e si è imbarcata sul volo per Parigi, destinazione Avenue Montaigne: la Maison Dior. La britannicissima signora non ha fatto però i conti con i pregiudizi e lo snobismo. Ma niente può fermarla, perché Ada ha un cuore grande, un'immaginazione sconfinata e l'anima candida di una donna perbene. E per questo che anche a Parigi il suo bottino più grande saranno l'affetto e la generosità delle persone ben felici di darle una mano.

L'insostenibile leggerezza dell'essere tratto da L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera
Film drammatico, erotico del 1988 diretto dal regista Philip Kaufman.

Praga (nell'allora Cecoslovacchia),1968. Il film racconta le storie degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi durante la cosiddetta Primavera di Praga.

Il film è stato interpretato da Daniel Day-Lewis, Juliette Binoche, Lena Olin.


"Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere" (Italo Calvino). "Chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell'aria, tra il fantastico e il possibile: mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla "compassione" verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Così accade nel romanzo: Tomás ama Tereza, Tereza ama Tomás: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz; quasi come nelle Affinità elettive si forma il perfetto quadrato delle affinità amorose". (Pietro Citati).

Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno) tratto da Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop - Fannie Flagg 
Film drammatico del 1991, diretto da Jon Avnet.

Sud degli Stati Uniti. La trama ruota attorno alla vita di diversi personaggi degli anni trenta, alla ricerca di una cura contro le insidie dell'esistere moderno.
I temi principali della storia sono l'amicizia e l'amore.
Quattro donne, quattro storie e due generazioni a confronto.

Il film è stato interpretato da Jessica Tandy, Kathy Bates, Mary Stuart Masterson e Mary-Louise Parker, e la stessa autrice Fannie Flagg ha partecipato alla stesura della sceneggiatura.


Vero e proprio caso editoriale, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un piccolo capolavoro che molti lettori hanno scoperto e amato anche grazie all'omonimo fortunato film dei primi anni Novanta. Coniugando uno humour irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c'è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un'isolata località dell'Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell'esistenza.