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venerdì 22 marzo 2019

Recensioni Letture di Gruppo: "Il caso dei libri scomparsi" - "Stoner"


Senza farlo apposta, entrambe le letture di gruppo di marzo sono state drammatiche.
Nel senso che in entrambi i libri, i protagonisti vivono situazioni che si possono riassumere con lo slogan "maiunagioia".
Non ho amato molto queste letture, "Stoner" l'ho proprio odiato! "Il caso dei libri scomparsi" invece, non è male anche se non straordinario.

"Il caso dei libri scomparsi" di Ian Sansom

Editore Tea
Genere Giallo

Israel Armstrong si trasferisce a Tundrum, in Irlanda perché è stato assunto come bibliotecario.
Peccato che la biblioteca sia stata appena chiusa.
Israel si reca quindi negli uffici del Consiglio di Tundrum  per saperne di più sul disguido inerente il suo nuovo posto di lavoro.
Da una "scoppiettante" Linda Wei, scopre che la biblioteca non è stata chiusa completamente, è stata solo modificata.
La biblioteca, infatti, non sarà più all'interno di un edificio ma sarà ... mobile.
Israel dovrà gestire una biblioteca circolante e di questa cosa, lui non è affatto felice.
Decide però di accettare (di nuovo) l'incarico solo per poche settimane e solo perché così gli pagheranno il biglietto di ritorno.
La chiusura della biblioteca, però, è solo l'inizio dei guai di Israel. Seriamente, a questo protagonista ne capitano di tutti i colori! È un continuo susseguirsi di sciagure.
"Il caso dei libri scomparsi" è un libro tragicomico, a un certo punto non sapevo se ridere o piangere! Pantaloni bruciati, documenti distrutti, il letto invaso dalle galline, sterco ovunque (soprattutto su Israel), occhiali rotti, vogliamo poi parlare del bibliobus? Un catorcio ambulante!
Israel poi è l'ultimo arrivato ma a quanto pare, i problemi li deve risolvere tutti lui, come, ad esempio, l'incidente dei libri scomparsi.
Quando Israel va prendere i libri da mettere sul bibliobus, si accorge che questi sono spariti.
Chi ha rubato i libri? Ma soprattutto, come fa a far entrare 15.000 libri nel bibliobus? (Questa cosa non l'ho ancora capita).
Rispecchiarsi in Israel è molto facile. Lui è uno di noi, è un lettore appassionato che non va mai in giro senza libri.

"Fin da piccolo Israel era stato tormentato dal terribile timore di essere rinchiuso da qualche parte e di non avere con sé qualche libro da leggere."

Ha le tasche del soprabito piene di libri, è cresciuto leggendo di tutto, "... era di quelli che cominciavano a leggere senza che nessuno se ne rendesse conto o lo notasse, a cui piacevano i libri senza che i genitori intervenissero ... dall'animo intelligente, schivo, appassionato e sensibile, pieno di sogni e idee ..."

"Ho la testa piena di libri"

"Il caso dei libri scomparsi" è un libro pieno di personaggi irritanti, a partire da Linda, che non fa che mangiare e ruttare tutto il giorno.
I personaggi non fanno poi che esclamare in continuazione "see", "ahia" e "ach", inutile dire che mi hanno infastidita.
Israel ha una pazienza infinita, io sarei fuggita a gambe levate da Tundrum, il paese degli scocciatori.
L'indagine sui libri scomparsi si conclude in modo prevedibile. Nonostante questo sia un libro giallo, il caso dei libri non è il fulcro della storia. Sono i personaggi, le disavventure di Israel la parte principale del testo. Ovviamente, anche l'amore per i libri è un aspetto importante di questo racconto.

"I libri erano sempre lì ad aspettarlo."

Devo ammettere che la copertina è molto più accattivante della storia.
Questo è il primo libro di una serie che non sono certa di voler continuare.

Serie "Le storie del bibliobus di Tundrum"

Il caso dei libri scomparsi
Cosa è successo a Mr. Dixon
Due uomini e un furgone
Galeotto fu il libro

Commenti dalla lettura di gruppo:

Francesca: "Io l'ho trovato carino, non quel libro che ti fa ridere di gusto ma una risata causata dal disagio! Nel complesso non mi è dispiaciuto, anche i vari ach e see rendevano il tutto molto surreale."

Antonella: "L'ho trovato molto carino, mi aspettavo un romanzo totalmente diverso. Ma non mi è dispiaciuto per nulla.😀"

Paola: "Appena finito. Non sono mai stata così contenta di terminare un libro. Se leggevo ancora un altro See gli davo fuoco."

Michela: "Due risate per Ted e grazie al cielo che l'autore lo ha infilato. Il libro è scritto sul nulla, anzi sui see e ach, per poi finire in due righe? Dall'odio all'amore in quattro righe? No dai... 👎"

Marina: "Appena finito! Beh, non so che dire, la storia non è male, ma lo stile non mi è piaciuto granché. Ripetizioni, ach, see ecc.. comunque credo che di fondo ci siano anche problemi nella traduzione. Sono felice di averlo finito. 😅"

Francesca: "Finito! Solitamente romanzi con una scrittura lenta e descrittiva fatico a finire di leggere, ma grazie all'humour presente ho fatto meno fatica e tutto sommato non mi é dispiaciuto, anche per l"idea della trama in sé."

Roberta: "Finito e contenta perché non ce la facevo più tra see ahia e ach. Trovato curioso all'inizio ma non è mai partito veramente, mi aspettavo un libro completamente diverso. Mi ha delusa molto. Peccato poteva essere migliore!!!!"

Marianna: "Mi aspettavo qualcosa di più dal titolo e dal personaggio. Israel molto immaturo e anche insipido, trama scialba e finale molto scontato."

Manuela: "Mamma mia che delirio! Credo di poter affermare che è stata la lettura più noiosa, trascinata è inutile che abbia mai letto. 😖😖😖"

Elena: "Ho visto recensioni molto contrastanti su questo romanzo, personalmente mi ha divertito questo romanzo, con un umorismo puramente inglese. Al povere Israel succede di tutto e di più, mi ha fatto molta tenerezza ed ho fatto il tifo per lui fino alla fine. Mi sono piaciuti anche gli altri personaggi di questo romanzo, che sembravano inventarsi di tutto per ostacolarlo e rendergli la nuova vita difficile."

Maria: "Un libro sicuramente comico per l'assurdità delle sfortunate situazioni che colpiscono il protagonista, ma che non mi ha coinvolto più di tanto. Brillante il personaggio di Linda Wei."

Daiana: "Sono certa che in un altro periodo sarebbe stato diverso, ma è un libro che purtroppo non ho saputo apprezzare;
Uno stile prolisso che mi invogliava a saltare le righe per non perdermi nelle lunghe descrizioni e proseguire la narrazione.
Non ho saputo amare il protagonista, Israel, e la strampalata storia non mi ha convinta."

Marina: "Non lo avrei letto di mia iniziativa. Inizialmente irritante e noioso. Non l'ho trovato entusiasmante per miei gusti anche se dopo un po' ti abitui ai vari elementi che si incontrano durante la lettura. Il finale mi è sembrato incompleto."

Federica: "All'inizio si fa odiare per lo stile troppo ripetitivo, alla fine piace per lo stile troppo ripetitivo e al di fuori dal coro.
La storia è leggera, la trama già sentita, un poco scontata, ma anche poco importante per un libro che mi dà l'idea di puntare più sul 'modo che sul contenuto."

Ilaria: "Questo libro mi ha ricordato “Tanto rumore per nulla”, praticamente una commedia degli equivoci. Divertente, si legge bene; sicuramente non un best seller, però mi è piaciuto. Consiglio per una lettura leggera e senza grandi aspettative."

"Stoner" di John Edward Williams 

Editore Fazi
Genere Narrativa

Attenzione, nella prima parte ci sono alcuni piccoli spoiler. Inseriti solo per argomentare la mia opinione.

Stoner è nato in una piccola fattoria del Missouri.
Dopo le superiori, il padre lo sprona ad andare alla Columbia University, alla facoltà di agraria.
Al secondo anno, però, Stoner lascia agraria e inizia a frequentare il corso di filosofia, storia antica e letteratura inglese.
Dopo la laurea in lettere, Stoner rimane all'università, diventa un'insegnante. In pratica passerà il resto della sua vita in quell'università.
Tra una lezione e l'altra, Stoner trova anche il tempo di sposarsi con una riluttante Edith.
Credevo non esistesse un personaggio più odioso di Daisy del libro "Il grande Gatsby" ma mi sbagliavo. Edith la supera alla grande!
Lei è una donna detestabile, opprime e punisce il marito per il fatto di averla voluta sposare, come se fosse colpa di Stoner se lei gli ha detto di "sì" all'altare! Inoltre, usa la figlia per i suoi ignobili piani, insomma, Edith è una vipera.
Durante la lettura ho odiato lei per la sua meschinità e Stoner perché la lascia fare!
All'inizio compativo Stoner, provavo compassione per lui, poveretto, se la prendono tutti con lui, il titolo del libro non dovrebbe essere "Stoner" ma "Tutti contro Stoner". Lui non è che faccia chissà che per attirare tutte queste inimicizie ma non fa nemmeno nulla per respingerle! Ed ecco perché dal provare pena per lui ho iniziato a disprezzarlo, per il semplice fatto che non reagisce.
Il libro, comunque, vanta una lunga serie di personaggi disprezzabili. Non se ne salva uno!
Questo è il motivo principale che mi ha spinta a odiare questo libro!
Non vedevo l'ora di finirlo!
Questo testo non è altro che una lunga serie di soprusi e sfortune a non finire!
Ma gliene andasse bene una a Stoner! Una!
Il "maiunagioia" è stato inventato per lui!
"Stoner" racconta la lunga e travagliata vita di Stoner, appunto, e benché la narrazione sia elegante, raffinata, la trama l'ho trovata pesante, piatta e tragica.
Io non riesco a capire come abbia fatto questo libro a suscitare così tanto entusiasmo. Già la sinossi non mi convinceva ma ho letto il libro incuriosita dalle tante recensioni positive, tuttavia non sono proprio riuscita a vedere il fascino di questa storia.
Penso che questo libro sia uno di quelli che o ami o odi, senza vie di mezzo, è un libro a cui non puoi rimanere indifferente.
Io l'ho odiato.

"Una guerra non solo uccide qualche migliaio, o qualche centinaio di migliaia di giovani. Uccide anche qualcosa dentro le persone, qualcosa che non si può più recuperare."

Commenti dalla lettura di gruppo:

Ilaria: "Secondo me le recensioni super positive traggono in inganno. Mette un'angoscia assurda, ti chiedi che cavolo gli succederà di brutto in seguito e infatti al peggio non c'è mai fine 🤦🏼‍♀️"

Carla: "Io non vedo l'ora che passi un po' di tempo per poterlo rileggere."

Paola: "Io l'ho adorato. Non escludo di rileggerlo ancora più avanti."

Maria Francesca: "Io ero partita tutt'altro che convinta da una trama e una prima pagina che sottolineavano una vita piuttosto "piatta e desolata". Invece ho finito per appassionarmi alla storia del protagonista. È vero che gliene capita una dopo l'altra, che certi personaggi, a partire dalla moglie, sono così odiosi da rendere inconcepibile la troppa bontà - per non dire remissività - di William; ma forse è proprio questa sua caratteristica che ha fatto scattare una sorta di empatia verso il personaggio. Un libro bello e ben scritto."

Gresi: "Per quanto mi riguarda, mi è piaciuto proprio per questa posizione scomoda che giorno dopo giorno Storner è costretto a vivere, sebbene voluta. Per non parlare la profondità di come è stato scritto. Questo è stato uno dei tanti fattori che mi hanno indotta ad amare Stoner e la sua triste storia."

Monica: "Io l'ho adorato e sono d'accordo con Maria Francesca su tutto... Edith odiosa al massimo... Mi sono affezionata a Stoner... Finalmente un libro diverso dai soliti con le trame tutte uguali."

Chiara: "Secondo me è un libro che si gusta per le descrizioni dei sentimenti che sono comuni a molti, al di la della storia del protagonista che effettivamente è piatta e banale. E' scritto molto bene, anche in traduzione. Io per non rileggerlo ho ascoltato l'audiolibro letto da Sergio Rubini, merita."

Marina: "Ho trovato la narrazione spesso lenta e in alcuni punti avrei voluto entrare nel libro, scuoterlo e dirgli di reagire. Credo che Stoner non entrerà mai nella mia classifica dei top, ma devo ammettere che in qualche modo mi ha colpita."

Marisa: "Un libro come pochi che sa dare pathos e sentimento a una vita quasi piatta e anonima, che nonostante tutto non toglie dignità ad un grande personaggio."

Elisa: "A me non è piaciuto granché. L’ho trovato un po’ lento, a tratti ripetitivo. Alcuni passaggi mi sono piaciuti un po’ di più ma nel complesso non è un libro che consiglierei. In molte parti mi ha quasi innervosita, mi ha fatto venire voglia di scuoterlo!"

Manuela: "Questo romanzo è piatto, con una storia lineare come una strada appena asfaltata. Tutto il libro resta avvolto da un alone di tristezza, in un qualcosa che deve succedere e non succede mai. Eppure non sono riuscita a staccare gli occhi, rimasti incollati fino all’ultima parola."

Monica: "Un libro bellissimo, molto profondo, mi ha coinvolto profondamente, l'ho divorato non vedevo l'ora di mettermi a letto per poter continuare la lettura nel silenzio più assoluto.
Lo stile di scrittura è ottimo, mi è sembrato di essere lì per spiare Stoner nella sua vita quotidiana.. Alla fine del libro ci si rende conto che siamo tutti, ognuno a modo suo come il protagonista."

Antonella: "Non ero molto convinta da questo libro, nonostante i commenti super positivi!
L'ho trovato molto pesante e lento.. Una storia che ha del surreale, Stoner incapace di prendere qualsiasi decisione, un matrimonio infelice con una donna che ho odiato dopo la seconda riga, una figlia remissiva come lui..
Il finale molto toccante, visto che le sfighe le attirava come una calamita..
Mi ha lasciato l'amaro in bocca...e credo di non averlo capito sino in fondo, ma forse non era il momento giusto per leggerlo."

Irene: "Una vita inetta e passiva, anonima senza gioie e con tanti turbamenti, ai quali non cerca neanche di porvi rimedio. Emarginato, solo, inetto, tanti sono gli aggettivi che gli si addicono. Alla fine del libro non si può provare che pena per lui. Nonostante non mi abbia travolto, e per tre quarti di libro anche un po’ annoiato i punti di riflessione sono molti."

Loriana: "Devo ammettere che all’inizio il libro non mi ha coinvolto troppo: racconto lento, personaggio quasi insignificante che fa tutto quello che gli dicono gli altri, ha una vita banale, scialba per certi versi. Poi la storia si accende, Stoner prende vita, si appassiona al suo lavoro, trova l’amore, diventa più consapevole di se stesso e dei suoi desideri e alla fine diventa anche un bravo insegnante.
È un romanzo che va assaporato lentamente."

giovedì 21 marzo 2019

Recensione: "La donna scomparsa" - Sara Blaedel


Editore Fazi
Pagine 316
Prezzo ebook 7,99 €
Prezzo cartaceo 16,00 €
Genere Thriller

"La donna scomparsa" è il terzo libri di una serie thriller che adoro.
Protagonista della saga è Louise Rick, detective che si occupa dei casi di persone scomparse.
I casi di cui si occupa Louise sono complessi perché collegati a fatti avvenuti nel passato.
In questo libro facciamo un passo indietro, fino al 1996.
L'indagine, questa volta, riguarderà Louise da vicino.
Lei ed Eik, il suo collega, si sono fidanzati e sono andati a vivere insieme.
Ciò è un problema infatti, al lavoro, viene comunicato loro che se vogliono continuare a stare insieme, uno dei due deve trasferirsi. Non possono più lavorare insieme.
Dopo questo annuncio, Eik esce dall'ufficio e va dal tabaccaio con il cane.
Non fa più ritorno.
Dopo due ore, il cane è ancora legato fuori dal negozio ma di Eik non c'è traccia.
La sua scomparsa viene denunciata ufficialmente e ad indagare sulla sua sparizione è Louise.
Durante le ricerche, Louise scopre molte cose su Eik che ignorava.
Poco tempo dopo, Eik viene ritrovato, è in Inghilterra ... in prigione.
L'imminente e turbolenta partenza di Eik ha a che fare con la recente morte della sua ex ragazza, Sophie Parker, scomparsa diciotto anni prima durante un viaggio in barca.
Un caso internazionale terrà impegnata Louise, un caso incentrato su un tema complesso e molto attuale: il suicidio assistito, l'aiuto medico e amministrativo che viene dato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio.


Nel testo, l'argomento, viene largamente trattato, sia sotto l'aspetto religioso che medico e sociale. Viene inoltre dato spazio ai punti di vista del paziente, del medico, dei parenti. Tutto l'elaborato processo del suicidio assistito (parte burocratica e pratica) viene spiegato minuziosamente.

" ... riteneva importante battersi per il diritto di decidere individualmente quando morire."

Il caso su cui Louise indaga è come sempre avvincente.
Louise deve fare una vera e propria corsa contro il tempo. Gli omicidi si accumulano, il mistero si infittisce ed Eik, in Inghilterra, non le è da aiuto.

"Li stanno facendo fuori, uno dopo l'altro."

Questa volta ho individuato facilmente il colpevole, ritengo però che il punto di forza di questo libro non sia tanto l'indagine, che è comunque accattivante, ma il tema alla sua base, cioè il suicidio assistito.
Questo argomento dà molto da pensare e penso che sia stato trattato molto bene nel libro, soprattutto per il fatto che viene data voce sia ai pensieri di chi è contrario sia di chi è a favore.
"La donna scomparsa" è preceduto da "Le bambine dimenticate" e "La foresta assassina". Potete benissimo non rispettare l'ordine di pubblicazione ma io consiglio di leggerli in ordine per seguire l'evoluzione della vita privata di Louise.
Assegno al libro:

4 Wonderland su 5

mercoledì 20 marzo 2019

Recensione: "Wolves Coast" - Ornella Calcagnile


Editore Dunwich Edizioni
Pagine 198
Prezzo ebook 3,99 €
Prezzo cartaceo 14,90 €
Genere Fantasy

Emily Owen decide di partire da sola verso Wolves Coast, un paesino immerso nella natura, per ritrovare se stessa.
Proprio lì incontra Howi Brant, un ragazzo con il quale lega subito.
Emily però non sa che lui e la sua "tribù" nascondono un segreto.
Le cose si complicano quando arriva Juri Gardner, rivale della tribù di South Coast che abita dall'altra parte del paesino.
Juri si scontra con gli abitanti di Wolves Coast e non lascia in pace Emily, il perché di questa angheria lo scoprirete solo leggendo.


Fin dalle prime pagine ho notato una certa somiglianza tra la trama di "Wolfes Coast" ed "Eclipse". Sembra quasi uno spin-off della saga "Twilight", la protagonista, tra l'altro, assomiglia anche a Bella, sono simili fisicamente, imbranate uguali, entrambe hanno genitori divorziati e se ne vanno da sole in paesini un po' sperduti.
Questo aspetto del libro mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca ma ciò non mi ha impedito di godermi la lettura. Lettura che, nonostante tutto, mi è piaciuta.
"Wolves Coast" è un racconto basato sugli Hania, spiriti guerriero-bestia, metà uomini e metà lupi.
La storia è narrata da due diverse voci, quella di Howi Brant, il ragazzo della tribù di South Coast e quella di Emily Owen, la turista appena arrivata in città, che vivrà un'estate davvero "selvaggia".
Questo tipo di narrazione è interessante perché si riescono a comprendere meglio i sentimenti di entrambi i protagonisti.


I personaggi sono forti, decisi e pronti a tutto pur di difendere le persone che amano e il loro territorio.
Un susseguirsi di eventi, emozioni, trasformazioni mi hanno tenuta incollata alle pagine.
Per quanto riguarda la parte finale, l'ho trovata un po' affrettata, non voglio scendere nei particolari ma si passava velocemente da una situazione all'altra. Avrei preferito un finale costruito meglio.
Assegno al libro:

3 Wonderland su 5
Recensione a cura di

sabato 16 marzo 2019

Recensioni: "La confraternita di Boulevard d'Enfer" - "Il ritorno nella foresta. Warrior cats" - "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio"


"La confraternita di Boulevard d'Enfer" di Claude Izner 

Editore Tea
Genere Giallo Storico

"La confraternita di Boulevard d'Enfer" è il settimo libro della serie letteraria "Le indagini di Victor Legris".
Victor Legris è un libraio che non resiste al richiamo delle indagini. Quando un caso, per un motivo o per l'altro, attira la sua attenzione, lui non ha pace fino a quando non risolve il mistero.
Questa sua mania coinvolge anche la sua famiglia, alcuni componenti si lasciano trascinare da lui nelle indagini, altri invece tentano di dissuaderlo o a volte, di salvarlo da situazioni pericolose.
In questo nuovo capitolo della serie, Victor è alle prese con una nuova indagine.
L'inizio del libro è confuso, una serie di nomi e nomignoli ti stordisce e ti fa perdere il filo conduttore della storia, motivo per cui vi riporto qui sotto un piccolo indice dei nomi dei nuovi personaggi:

Bonneval Ida/ Semicroma: cantante lirica
Bonneval Mathurin/ Splash: acquaiolo, padre di Ida
Bosquet Suzanne/ Entre-Deux: senza professione
Legris Emile/ Furetto: libraio
Malpeyre Hugo/ Dàgli: filosofo
Vendel Donatien/ Pistone: impiegato ferroviario
Vigheux Maxence/ Max Aurecchia: operaio fonditore
Briquebec Déodat/ Greenwich: custode dell'osservatorio
Ducoudray Reine/ Trottola: commerciante
Decoudray Lazare/ Trottolino: commerciante, marito di Reine
Sernin Virgile/ Pigliamosche: ristoratore
Sorbier Ernest/ Polka Piquet: insegnante di danza
Voisin Evariste/ Prataiolo: funghicoltore

Loro sono i tredici componenti della confraternita "A Piè Zoppo", società fondata da Legris Emile, zio di Victor.
Nel 1895, nella dimora di Hugo, è in corso un raduno di questa confraternita. Proprio mentre brindano al compianto Emile, la caduta di alcuni meteoriti attira la loro attenzione.
Meteoriti che, involontariamente, danno inizio a una serie di omicidi.

"«Uno strano fenomeno celeste ha seminato il panico non lontano dal villaggio di Domont."

Alla libreria di Victor, intanto, si festeggia l'arrivo di Daphné, la nipotina di Kenji.
A proposito di nuovi arrivi, alla libreria c'è anche un nuovo commesso: Siméon, ultimo di una serie di sfortunati apprendisti.
Alla libreria si respira aria di pace fino a quando un articolo sul giornale attira l'attenzione di Victor. Il librario - detective riconosce il nome di due dei componenti della congrega dello zio. I due sono stati uccisi e questo fatto gli porta alla mente un altro evento singolare: la sua mansarda è stata messa a soqquadro e un foglio è stato rubato, quello che conteneva proprio i nomi dei componenti della società "A Piè Zoppo".

"Continua, sei sulla via dell'avventura e del mistero."


Le morti si susseguono tragicamente, qualcuno ha preso di mira la società dello zio di Victor, ma chi? E perché?
"La confraternita di Boulevard d'Enfer" è un giallo storico che accosta indagini intriganti alla quotidianità alla libreria Elzévir.
Di questa saga amo il fatto che la trama sia inserita in un contesto storico reale.
In questo libro, ad esempio, parte integrante della storia è l'incidente ferroviario della stazione di Parigi Montparnasse del 1895 e la condanna di Oscar Wilde è sulla bocca di tutti.
In questa saga, Parigi viene descritta in tutta la sua grandezza, in questa storia non viene mostrata solo la Parigi elegante fatta di dimore sontuose e vie alla moda, trovano spazio anche le vie fatiscenti, meno conosciute, povere e pericolose.
Canzoni, filastrocche popolari trovano come sempre spazio nella trama.
L'ambientazione si sente con prepotenza, aspetto che amo di questa serie.
Il caso non è eccessivamente brillante ma è riuscito ugualmente a tenermi incollata alle pagine.
"La confraternita di Boulevard d'Enfer" è l'ultimo libro della serie in mio possesso. Non so se acquisterò anche gli altri cinque volumi, mi dispiacerebbe però non completare la serie.

Serie "Le indagini di Victor Legris"

1. Il mistero di rue des Saints-Peres
2. La donna del Père-Lachaise
3. Il delitto di Montmartre
4. L'assassino del Marais
5. Il rilegatore di Batignolles
6. Il talismano della Villette
7. La confraternita di Boulevard d'Enfer
8. La casa abbandonata di rue Corvisart
9. I segreti dell'Opera
10. Scarpe scure sul Quai Voltaire
11. Mezzanotte all'impasse du Cadran
12. Il drago del Trocadéro

"Il ritorno nella foresta. Warrior cats" di Erin Hunter

Editore Sonda
Genere Narrativa per ragazzi

"Il ritorno nella foresta" è il primo libro della saga "Warrior cats", saga che racconta le avventure di alcuni gatti selvatici.
Ruggine, il nostro protagonista, è un ex gatto domestico, accolto nel clan del tuono.
Nella foresta ci sono quattro clan: quello del tuono, quello della tenebra, quello del vento e quello del fiume. C'è poi un quinto clan, quello della stella, la tribù dei guerrieri celesti che veglia su tutti i clan.
Il clan della stella è posizionato nella via Argentea, ogni stella della costellazione è un guerriero.
I clan sono in lotto tra di loro, ciò che preme loro maggiormente è proteggere i proprio confini e i propri cuccioli.
Quando Ruggine viene accolto nel clan del tuono, gli viene assegnato un nuovo nome: ZampadiFuoco, nome non definitivo.
Nel libro si legge dell'apprendistato di ZampadiFuoco, delle consuetudini dei clan, delle inimicizie. Non mancheranno scontri, battaglie, intrighi e tradimenti!
All'inizio avevo decisamente sottovalutato questo libro. Libro che capitolo dopo capitolo mi ha coinvolta sempre più.
La storia è accattivante nella sua semplicità, è narrata con ritmo incalzante, i nomi sono forse l'aspetto che disturba maggiormente. Ce ne sono così tanti che confondono un po' le idee, fortunatamente ad inizio libro c'è la lista dei gatti suddivisi per clan.
Non mancano, inoltre, le mappe dei territori.
Quando ho iniziato a leggere il libro non avevo intenzione di continuare la saga ma ora ho cambiato idea.
"Il ritorno nella foresta" è un libro colmo di sfide, onore e menzogne, non vedo l'ora di vedere cosa mi attende nel prossimo capitolo della serie!


Serie "Warrior cats"

1. Il ritorno nella foresta
2. Fuoco e ghiaccio
3. I segreti della foresta
4. Prima della tempesta
5. Un sentiero pericoloso
6. L'ora più buia

"Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" di Amara Lakhous

Editore e/o
Genere Narrativa

Questo è il libro delle verità.
Le verità di Parviz, iraniano che ama i piccioni e odia profondamente la pizza e che a suo dire, è stato licenziato proprio per via di questa sua intolleranza.
A Shiraz, Parviz aveva un ristorante, una famiglia, in Italia lavora come lavapiatti e il suo unico amico è Amedeo.

"Ero su ... in paradiso ... a Shiraz, felice con mia moglie e i miei figli, mentre adesso sono giù ... nell'inferno, soffro di nostalgia."

Questo è il libro delle verità.
Le verità di Amedeo, l'amico di tutti, l'unico sempre pronto ad aiutare gli altri, colui che tutti credono essere italiano, conosce Roma meglio dei tassisti.
Le verità di Benedetta, portiera prevenuta che non vede di buon occhio gli stranieri e che ha un rapporto morboso con l'ascensore. Non è molto brava in geografia, scambia iraniani per albanesi, bengalesi per pakistani e peruviani per filippini.
Questo è il libro delle verità.
Le verità di Elisabetta, innamorata pazza del suo cane.
Le verità di Sandro, proprietario del bar Dandini.
Le verità di Abdallah, venditore di pesce, l'unico che conosce il passato di Amedeo.
Le verità di Stefania, moglie di Amedeo. Lavora in un'agenzia turistica e insegna l'italiano agli immigranti.
Le verità di Antonio, che considera Roma la città dei pigri (Antonio è di Milano).
Le verità di Johan, ragazzo olandese che vuole girare un film: "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio".
Le verità di Maria Cristina, originaria di Lima, badante tormentata dalla povertà, oppressa dalla solitudine. Mangia in continuazione, la televisione è la sua migliore amica, non può vivere senza.
Questo è il libro delle verità. Le verità degli inquilini del palazzo in piazza Vittorio. Inquilini ossessionati dall'ascensore.

"Mi sono domandato se ci voglia un permesso di soggiorno apposito per usare l'ascensore."

Ascensore dentro al quale viene trovato il cadavere del Gladiatore. Questo libro, infatti, è anche un giallo: chi ha ucciso veramente il Gladiatore?

"La maggior parte delle beghe tra inquilini derivano dall'ascensore."


"Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" è un libro sensazionale, un monologo su un'Italia piena di pregiudizi, razzista, un'Italia che non ascolta, confusa, diffidente.
Questo libro ti mostra quanto è facile giudicare erroneamente, quanto facile è puntare il dito contro chi non conosciamo davvero.
"Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" si focalizza sul micro mondo di piazza Vittorio, sui suoi abitanti.
Questa è una lettura che fa riflettere, smuove la coscienza e il pensiero.
Il libro mi è stato consigliato da una lettrice della Book Challenge e in effetti, è stata una lettura davvero travolgente.
Il testo è breve ma di grande impatto, ho adorato questa lettura perché dà ad ogni personaggio il suo piccolo spazio.