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venerdì 31 ottobre 2014

Speciale Halloween

31 Ottobre è ...
Il complemorte di Nick-Quasi-Senza-Testa
La scelta dei campioni del Torneo Tremaghi 
L'anniversario di un'amicizia iniziata in un modo alquanto insolito
L'apertura della camera dei segreti (seconda volta)
La morte dei genitori di Harry 
La promessa di un "sempre"



No, ma dai davvero? Anche quest'anno ci tocca travestirci?




giovedì 30 ottobre 2014

Costumi librosi per Halloween

Anche quest'anno Halloween è arrivato e per prepararvi alla vostra serata "Dolcetto o scherzetto" in stile libroso, eccovi alcuni travestimenti da personaggi letterari.

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Versione "dolce"                                                                                          













DOCTOR WHO

Dalek                                                                                                  Angelo piangente














Cabina                                                                                             Dottore



HARRY POTTER

Fleur Delacour                                                                                 Dissennatore













Bellatrix                                               Fred e George Weasley













TRUCCHI

Stregatto











                                           Vampiro

Doppia bambola
















sabato 25 ottobre 2014

"Promessa di sangue" - Victory Storm


Editore ELISTER EDIZIONI
Pagine 182
Prezzo ebook 4,99 EURO
Anno prima edizione 2014
Genere: Horror e narrativa gotica
Link all'acquisto:http://www.amazon.it/Promessa-sangue-Victory-Storm-ebook/dp/B00MWH695Y

Sono passati due anni dall'ultimo incontro tra Vera e Blake.
Tuttavia Vera non si è mai dimenticata del suo grande amore e dopo mille ricerche finalmente lo ritrova, ma il vampiro che avrà davanti è molto cambiato e non la ama più.
Riuscirà Vera ad abbattere quel muro che li divide e a riavere l'uomo della sua vita?







Il motivo di base per cui non amo particolarmente le saghe, è perché prima o poi, dopo averti fatto compagnia così a lungo, dopo averti quasi convinto che resteranno con te per molti pomeriggi avvenire, finiscono. Ed è di quel vuoto che lasciano che ho paura. Temo che una volta finita di leggere la saga, quella mia convinzione di aver trovato dei nuovi amici si sbricioli. Ho il terrore di quell'ansia che ti prende quando scopri che è tutto finito, quella fobia che ti assale quando realizzi che non c’è più un seguito da attendere, che non c’è più un dopo, un “cos'altro accadrà?”, perché la saga è finita.
Ed è con un dispiacere enorme che sono giunta a recensire l’ultimo volume della trilogia di sangue.
Non ho affatto nascosto la mia esuberanza nel scoprire questa saga moderna ma con un pizzico di gotico classico, ed è con altrettanto entusiasmo che confermo le mie primi impressioni che si erano formate alla lettura del primo volume.
Blake, sopraffatto dal dolore, ha cancellato dal suo cuore l’amore dirompente che provava per Vera, andandosene per sempre da lei.
Vera, però, non accetta la decisione drastica di Blake, e per ben due anni, lo fa cercare dai licantropi e dai vampiri che fanno parte della sua Confederazione.
Quando però trovano Blake, Vera si rende conto che è completamente cambiato, incurante di ciò che Vera prova per lui, Blake lascia che la sua natura vampira, egocentrica e senza scrupoli, prenda il sopravvento, portando a casa di Vera, ogni notte, una vittima o una vampira diversa.
Vera è sopraffatta dai problemi, da Blake che non ne vuole più sapere niente di lei, dall'Ordine che cerca in continuazione di scovare il covo dove la Confederazione risiede per poterla smantellare definitivamente, dall'invasione che mette a repentaglio sia la vita di Vera che quella di Blake.
In questo ultimo libro, gli eventi di susseguono uno dietro l’altro, senza dare il tempo al lettore di riprendere fiato. Tra queste ultime pagine, troviamo una Vera determinata, un Blake crudele e indifferente, una nuova organizzazione votata a cambiare le cose. Troviamo combattimenti, sotterfugi, rivelazioni e per finire in bellezza, un nuovo grande inizio.
Di questi tre libri, a parte la trama travolgente, ho amato tantissimo l’evoluzione di Vera. Nel primo libro è una ragazza indifesa, tranquilla, malata e alla fine di quest’ultimo volume, è diventata una donna cosciente, responsabile, combattiva. Vera ci viene trasmessa come un personaggio reale, in grado di crescere, di modificare il suo carattere, in breve, un personaggio in cui noi possiamo immedesimarci.
Tra tutti i personaggi del libro, però, il mio preferito è di sicuro Harold, il vampiro valletto più efficiente del mondo, imbattibile nel pulire! E’ entrato direttamente nella mia TopTen dei personaggi preferiti.
L’abilità della scrittrice di creare e plasmare così tanti personaggi, di farli crescere e modificare a seconda degli eventi che accadono, rende questa trilogia sensazionale!
Benché in quest’ultimo libro quasi tutti gli eventi si svolgano nella sede della Confederazione o in quella dell’Ordine, trovo la lettura estremamente attiva, scorrevole e intrisa di emozioni e coraggio.
Ho trovato il primo attacco alla Confederazione un po’ troppo improvviso e precipitoso per come la trama era stata creata, ma la ritmicità del testo non ti da il tempo di soffermarti troppo e ti catapulta nel pieno della storia, rendendoti impossibile smettere di leggere.
In conclusione, sono estremamente triste per la fine di questa saga, ma ringrazio la scrittrice e la casa editrice Elister, per avermi dato l’opportunità di sentire la mancanza di questi personaggi e della loro formidabile storia.
Dopo tanti anni di insulsi vampiri vegetariani, ecco finalmente la mia storia gotica con un tocco di rosa. Una storia dove i protagonisti non hanno paura di ciò che sono, ma accettano ciò che la vita ha serbato loro, scegliendo di vivere seguendo la loro natura, ma rispettando ciò che erano prima.
Leggete questa trilogia con la consapevolezza che vi entrerà nel cuore, fatevi travolgere dalla sua storia e non abbiate paura dell’impatto emotivo che vi assalirà quando finirà, perché come dice Alfred Tennyson: “È meglio aver amato, e perso /Che non aver mai amato.”
Assegno al libro: 
5 stelle su 5

Alcune frasi dal libro:

- "Meglio un'illusione che non avere più nulla per vivere."

- "L'indifferenza indica la fine di un amore, non la sofferenza."

- "Cos'è successo di così speciale da renderti così felice?" (...)
"Ho pulito il laboratorio di Groocho. (...) Sono anche riuscito a spolverare lo stesso Groocho!" gridò al colmo dell'entusiasmo Harold orgoglioso di se stesso agitando in aria il suo inseparabile spolverino.

- "Ero precipitato nell'inferno ed era tutta colpa mia."

venerdì 24 ottobre 2014

"Lo strano caso dell'apprendista libraia" - Deborah Meyler


Editore GARZANTI
Pagine 348
Prezzo 16,40 EURO
Prezzo ebook 9,99 EURO
Anno prima edizione 2014
Genere: Narrativa straniera 

Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d'inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l'occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno.
Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitatra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio: non sa più se è quello che vuole davvero.


Come può un Lettore resistere a un libro il cui titolo è “Lo strano caso dell’apprendista libraia”? Ebbene, è semplice, non può.
Appena ho visto questo titolo tra gli scaffali della libreria mi è subito venuta voglia di acquistarlo, quando poi è stato scelto per la mia lettura di gruppo, allora non avevo più motivo per resistergli.
Contrariamente da ciò che il titolo potrebbe suggerire, questo non è un giallo ma un testo di narrativa che racconta dell’attimo in cui prendiamo coscienza di chi siamo e di che cosa vogliamo.
Esme si è trasferita a New York grazie a una borsa di studio per la Columbia, in città conosce Mitchell, ragazzo dal carattere complesso di cui finisce per innamorarsi.
Quando Esme si rende conto di essere incinta, una valanga di scelte e preoccupazioni le piovono addosso. Deve abortire? Ha ottenuto una borsa di studio per l’università che vuole frequentare, si è trasferita dall’Inghilterra apposta, ed ora deve mettere tutto da parte per il figlio dell’uomo che lei ama ma che l’ha lasciata? E come fare per i soldi?
Sommersa dai dubbi, Esme capisce che le sono rimaste due scelte: abortire e continuare con la sua vita, oppure tenere il bambino e rivoluzionare la sua esistenza. Con la scelta stretta al cuore, Esme raggiunge “La Civetta”, la libreria in cui va sempre quando vuole rilassarsi, sentirsi felice e nel posto giusto. Per un fortuito caso, appeso alla vetrina, c’è un foglio in cui è scritto che cercano personale, senza perdere tempo, Esme entra e la sua nuova vita ha inizio.
La mia opinione su questo libro si può riassumere con questa frase di Amleto, in cui mi sono imbattuta durante la lettura: “Niente è buono o cattivo se non è tale nel nostro pensiero.”
Questo non è un libro semplice, come apparentemente può sembrare. Racchiude in sé, infatti, un messaggio più profondo: la vita non è come la vuoi tu, ma come scegli che sia. Esme vorrebbe finire gli studi all'università, e diventare magari professoressa universitaria, ma si imbatte nella scelta tra avere un bambino o meno, e lei sceglie, e sono le scelte che fa che spingeranno la sua vita verso una via o l’altra.
Questo non è un testo che ha propriamente un finale lieto, ma c’è la descrizione di una vita nella sua complessità. Quello che questo libro ti trasmette è la comprensione di quanto le nostre scelte formino la nostra vita.
Quindi, riprendendo la frase di Amleto, credo che i lettori possano amare o ignorare questo libro. Alcuni vedranno le sfumature filosofiche, altri passeranno oltre, ma sta a noi, al nostro pensiero, decidere se questo, in definita, è un ottimo libro, oppure se è solo l’ennesima storia banale che ci propinano in questi tempi.
Certamente questo non è un libro perfetto, i salti da un evento all'altro, da un tempo all'altro, sono molto marcati e a volte fanno perdere il lettore nel flusso del tempo, la protagonista non ha un carattere forte e il più delle volte si lascia incantare dalle chiacchiere di Mitchell, ma nonostante questo, trovo che il libro contenga il giusto mix di semplicità e accortezza.
Mi piacciono i riferimenti ad altri testi presenti nel libro, e anche le canzoni, che il collega di Esme, Luke, cita e suona con la sua chitarra.
In questo libro sono descritti personaggi singolari, vittime e artefici della loro vita.
Un libro che nasconde tra le parole il suggerimento che, ebbene sì, un libro, o in questo caso, una libreria, può cambiarti la vita.
La scrittrice ha scritto questo libro perché (sua citazione): “A un certo punto della mia vita ho pensato che, dopo tutta la felicità che i libri mi hanno regalato, non volevo più essere solo il destinatario del dono di qualcun altro, ma volevo provare io stessa a creare qualcosa di altrettanto magico.”
A mio parere, un dono magnifico, che mi ha fatto pensare a quanto i libri possano essere importanti, e a quanto le nostre scelte sono le vere protagoniste della nostra vita.

--> Questo libro è diventato famoso grazie al passaparola delle librerie indipendenti Americane.

Assegno al libro: 
3 stelle su 5

Frasi dal libro:

- "Sono tutta la mia vita. Questi libri sono tutta la mia vita."

- "Lo sa cosa dice Calibano quando vuole rubare la magia di Prospero? Prima ricorda di levargli i libri: senza libri, è uno sciocco come me."

- "Perciò assicurati di amarlo. Perché il resto non conta un bel niente."

- "L'intera città è ricoperta di bianco e le solite regole non valgono più. Non mi voglio muovere, non voglio che esista il tempo. Voglio solo vivere in un mondo che è stato appena ricoperto di neve."

- "Ci sono volte in cui sei consapevole di essere vivo, consapevole che vivere è doloroso, non perché è terribile ma perché è meraviglioso."

- "Le librerie devono sopravvivere perché la gente le vuole, Esme. Tu devi fidarti che la gente continui a volerle, non imbrogliare la gente per convincerla a volerle."

- "Dovrebbero esserci un milione, un trilione di azioni come questa ogni ora, minuscoli gesti di gentilezza che non notiamo neppure, ma che provano il nostro altruismo, la generosità che è in tutti noi. Costruiamo il nostro essere con l'amore, offrendolo o ricevendolo. Tutto il resto non conta niente."

lunedì 20 ottobre 2014

"La dodicesima notte o quel che volete" - Shakespeare William


Editore OSCAR MONDADORI
Pagine 200
Prezzo 9,00 EURO
Anno prima edizione 1602
Genere: Classico - Teatro 


E' la storia di due gemelli fra loro somigliantissimi, Viola e Sebastiano, che vengono separati da un naufragio presso le coste dell'Illiria. Viola si vestirà con abiti maschili e si farà chiamare Cesario, andando a lavorare come paggio presso il duca Orsino. Finirà con l'innamorarsi del suo padrone il quale ama, non riamato, la contessa Olivia, che si innamora del suo bel paggio Viola/Cesario.








Solitamente, quando si scrive una recensione, si parte dall'inizio, stavolta però, io parto dalla fine, cioè dallo scritto di Victor Hugo a fine testo.
Hugo, a proposito di Shakespeare scrive: " Shakespeare è il seminatore di turbamenti: a ogni parola un'immagine, un contrasto, il giorno e la notte. (...) Shakespeare non ha ritegno, né limiti, né lacune, quello che gli manca è la mancanza. (...) Egli si dà, si spande, si prodiga, non si vuota perché non può. Gli è impossibile esaurirsi, si riempie e si vuota, poi ricomincia. (...) E' uno di quei geni intenzionalmente mal trattenuti da Dio perché vadano feroci e a pieno volo nell'infinito. (...) Riempono un secolo, poi scompaiono. Allora non è più un solo secolo che rischiarano, ma l'umanità (...)."
Shakespeare è un autore destinato a non tramontare mai per la sua capacità di usare la semplicità con grandiosità. Shakespeare quando scrive sceglie con un'attenzione maniacale le parole da usare. Chiama ogni cosa con il suo nome, puramente, semplicemente. Il modo con cui lo scrittore gioca con le parole, il suo comandarle e adoperarle a suo piacimento, contribuisce a rendere le sue opere geniali. 
L’ironia, la sorte e le parole d’amore, sono tutti elementi che si fondono insieme per dar vita ad opere eccelse che i lettori non si stancheranno mai di leggerle, come lo stesso autore spera, attraverso le parole del buffone: “La commedia è finita, e speriamo che piaccia ogni dì.”
“La dodicesima notte” porta un titolo assai enigmatico. Si può pensare, infatti, che si riferisca alla notte dell’Epifania, serata in cui l’opera fu recitata per la prima volta per il duca Orsino e la regina Elisabetta, ma questo sembra molto improbabile. Al contrario, si pensa invece, che lo scrittore, assegnando questo titolo, voleva alludere ai dodici giorni tra il Natale e l’Epifania, periodo durante il quale, gli studenti dell’Inns of Court celebravano una specie di carnevale durante il quale eleggevano un re che emanava leggi effimere e sovvertitrici dell’ordine stabilito. In breve, con questo titolo, Shakespeare voleva suggerire la natura irreale, immaginaria, sovvertitrice dell’opera. Un titolo che spinge quindi il lettore a non tenere troppo in conto il titolo stesso e che suggerisce l’inafferrabilità della commedia.
Quest’opera parla di due gemelli, Viola e Sebastiano, che a causa di un naufragio si credono rispettivamente morti. Viola si traveste da uomo e finisce per servire il duca Orsino divenendo il suo paggio. Il duca, innamorato di Olivia, invia Viola da quest’ultima per comunicargli l’ennesimo messaggio d’amore del duca. Olivia, non solo non ne vuole sapere niente del duca ma, ben presto, si innamora di Viola che lei crede essere un uomo.
Il fratello di Viola, Sebastiano, viene salvato da Antonio e una volta giunto in città si imbatte in Olivia che lo scambia per Viola.
A queste vicende amorose fanno da scenario le burle che Sir Tobia e Fabiano, con l’aiuto del buffone e della domestica Maria, mettono in atto a discapito di Andrea e del servitore Malvolio, entrambi pretendenti alla mano di Olivia.
Insomma, un’altra opera ingarbugliata e assolutamente ironica che porta la firma del grande William Shakespeare. Come farne a meno?
Consiglio di leggere quest’opera per il suo linguaggio ricercato, per la sua trama intrigata e perché, semplicemente, non si può resistere a Shakespeare.

--> Questo volume dell'edizione Oscar Mondadori presenta il testo originale in inglese a fronte e a fine libro, uno scritto di Victor Hugo.

Assegno al libro:

5 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- Viola: "(...) Infelice me, che oso
cercare un'altra a chi correi mio sposo."

- Malvolio: "(...) l'infermità che rovina il saggio
spesso migliora il matto."

- Viola: "No, cuore veggente; ma per il morso
più vorace dell'inganno, non sono quel che paio."

- Tobia: "Su,su, andiamo a farci un vin brulé,
è troppo tardi per andare a letto. Forza, cavaliere, forza!"

- Buffone: "L'avete detto, signore. Che tempi!
Una frase è appena un guanto di capretto
per uno che sa parlare: fa presto 
a voltarne il dritto al rovescio e il
rovescio al dritto."

sabato 18 ottobre 2014

"Le fiabe di Beda il Bardo" - J.K.Rowling


Editore SALANI
Pagine 127
Prezzo 10,00 EURO
Anno prima edizione 2008
Genere: Fantasy 

Il volume "Le Fiabe di Beda il Bardo" raccoglie storie scritte per giovani maghi e streghe. Sono state popolari favole serali per secoli, perciò "Il Pentolone Salterino" e la "Fonte della Buona Sorte" sono altrettanto familiari a molti studenti di Hogwarts quanto Cenerentola e la Bella Addormentata nel Bosco lo sono
ai bambini Babbani (non magici). È un volume lasciato da Albus Silente a Hermione Granger nel settimo e ultimo libro della serie, "Harry Potter e i Doni della Morte", e rivela indizi cruciali per il compimento della missione di Harry volta alla distruzione degli Horcrux di Lord Voldemort. Questa edizione include le "Fiabe", tradotte dalle rune originali da Hermione Granger e illustrate dalla stessa Rowling, ma anche i commenti del Professor Albus Silente, su gentile concessione dell'Archivio dei Presidi di Hogwarts. Il volume è pubblicato su iniziativa del Children's High Level Group (CHLG), istituzione benefica inglese fondata da J. K. Rowling e dalla parlamentare europea Emma Nicholson, allo scopo di migliorare la vita dei bambini disagiati in tutta Europa.







“Le fiabe di Beda il Bardo” sono fiabe tipiche del mondo dei maghi. Compaiono per la prima volta nel settimo volume della saga di Harry Potter, quando Albus Silente, il più grande mago e preside che Hogwarts abbia mai avuto, lascia in eredità questo piccolo volume alla brillante studentessa Hermione Granger. Ora, questa studentessa, di origini babbane, non aveva idea di chi fosse Beda il Bardo, né tanto meno conosceva nessuna delle fiabe raccontate nel suo piccolo volume, al contrario di Ron, altro studente, che era nato invece in una famiglia di maghi.
“Le fiabe di Beda il Bardo” contengono cinque storie che in questo volume vengono commentate, una ad una, dallo stesso Albus Silente.
Le storie, che vedono come protagonisti maghi e streghe, hanno lo scopo di educare i giovani maghi, spingendoli verso la morale che sta dietro ad ogni storia.
L’introduzione di questo libro, a cura della scrittrice (la Rowling non Beda il Bardo) è una delle migliori che io abbia mai letto. Sintetica, concentrata e illuminante.
Nell’introduzione possiamo anche scorgere i tre motivi per cui vale la pena leggere questo libro che conta poco più di cento pagine. La curiosità legata alle storie che vengono narrate alle giovani menti del mondo della magia; la nostalgia nei confronti di un grande mago la cui scomparsa ha lasciato milioni di lettori in lacrime e infine, ma non meno importante, la soddisfazione di avere tra le mani una copia del libro che aiutò Harry a capire.
Di per sé questa non è una lettura accattivante, ma è immancabile per coloro che non si sono limitati a leggere Harry Potter, ma per colore che, bensì, lo hanno amato e che tuttora aspettano una lettera chiusa nel becco di un gufo.
“Le fiabe di Beda il Bardo” è un libro che non può assolutamente mancare nella libreria di un vero mago.

--> L’acquisto di questo libro contribuisce ad aumentare i fondi che l’associazione Lumos investe a sostegno dei bambini e del loro futuro.

Assegno al libro:
4 stelle su 5

Dal libro:

- "Questo scambio epistolare segnò l'inizio della lunga campagna di Lucius Malfoy per sollevarmi dalla posizione di Preside di Hogwarts, e della mia per sollevare lui da quella di Mangiamorte Preferito di Lord Voldemort."

- "Ma la Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle."

- "Ma chi di noi avrebbe mostrato la saggezza del terzo fratello, se avessimo avuto la possibilità di scegliere fra i tre Doni della Morte?"