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sabato 18 ottobre 2014

"Cupcake club" - Meaney Roisin


Editore NEWTON COMPTON EDITORI  
Pagine 373
Prezzo 9,90 EURO
Prezzo ebook 3,99 EURO
Anno prima edizione 2012
Genere: Narrativa Rosa

Hannah è una vera maga in cucina: torte, pasticcini e dessert prelibati non hanno segreti per lei. Sin da bambina, il suo sogno è sempre stato quello di aprire un negozio dove vendere gustose e coloratissime cupcake. E finalmente sta per realizzarlo: il Cupcake Club sarà una novità assoluta per la tranquilla cittadina irlandese di Clongarvin, e lei è pronta a lavorare sodo perché sia un successo. Ma proprio il giorno prima dell'inaugurazione, la vita di Hannah viene sconvolta: il suo fidanzato, Patrick, le

confessa di essere innamorato di un'altra e va via di casa. All'improvviso, il coronamento di un sogno sembra coincidere con il peggiore degli incubi. Hannah non può fare altro che rifugiarsi nel suo dolce mondo di pan di spagna appena sfornato, glasse al caffè, vaniglia, gocce di cioccolato e nocciole tostate. E dal bancone del suo negozio osserva la vita degli abitanti di Clongarvin, che continua a scorrere tra nuovi amori, pettegolezzi e colpi di scena. Ma presto Hannah scoprirà che anche per lei il destino ha in serbo una dolcissima sorpresa.






Questo libro, in formato ebook, mi è stato regalo dal mio ragazzo all'epoca in cui mi regalò anche il kindle. Credeva di farmi un regalo gradito, vista la mia passione per i libri, ma probabilmente non si era reso conto che io preferisco di gran lunga il formato cartaceo. Comunque dopo due anni (ho dato la precedenza a qualche libro cartaceo) ho finalmente letto questo ebook. Ad essere sincera lo avevo iniziato già tempo fa, quando non avevo altri libri per le mani, ma poi l’avevo accantonato perché altri libri erano subentrati. 
Qualche giorno fa mi ero trovata nella situazione di dover scegliere un libro di passaggio, cioè una lettura che mi tenesse impegnata il tempo sufficiente per arrivare a lunedì e alla mia lettura di gruppo. Quindi scelsi questo: “Cupcake club”.
Il libro si apre con la protagonista, Hannah, che viene lasciata dal suo ragazzo Patrick, proprio la sera della cena per i festeggiamenti dell’inaugurazione del suo nuovo negozio di cupcakes. Momento sbagliato per la traumatica rivelazione! Comunque un po’ turbata e con il cuore a pezzi, Hannah raggiunge lo stesso la cena, seduta nel taxi di Wally.
Quando ho iniziato a leggere questo romanzo ho pensato subito che era pieno di personaggi le cui storie si alternavano nella narrazione, poi andando avanti ho capito che quei personaggi in realtà erano pochi perché praticamente erano gli unici abitanti della cittadina, in quanto tutti gli avvenimenti, fidanzamenti, incidenti, litigate, tradimenti avvenivano tra di loro. Ma che coincidenze! E sì che mi pareva di aver capito che fosse una cittadina bella grande, con un negozio di scarpe, bar, ristoranti, stazione dei taxi, eppure, allora, come è possibile che i personaggi siano sempre legati tra di loro da tutte le vicende che accadono?
Adesso vi faccio un esempio. Hannah viene lasciata da Patrick perché lui, traditore, ha messo incinta un’altra donna, Leah, la quale non solo è la massaggiatrice da cui Hannah aveva comprato un massaggio per Patrick, ma è la figlia di un’amica della madre di Hannah! Piccolo il mondo, eh?
Volete un altro esempio? Alice e Tom, da sempre amici nonché colleghi di lavoro dei genitori di Hannah, hanno un incidente in auto che coinvolge il nipote della dipendente di Hannah. Sono giunta a pensare che conoscere Hannah porti un po’ sfortuna, tutte le persone che conosce alla fine si mettono in qualche guaio!
Insomma, penso che la scrittrice abbia giocato un po’ troppo a Tetris con la trama, è tutto un po’ troppo incastrato. Ci sono, però, anche altri dettagli che testimoniano la poca plausibilità nella costruzione della trama.
Hannah ha un negozio di cupcakes però la cucina la fa installare a casa sua, così tutti i giorni fa avanti e indietro con il furgone … comprare direttamente un negozio con cucina? Hannah compra il negozio, in parte, grazie all’eredità del nonno, ma dice che i soldi non sono comunque sufficienti e ha dovuto quindi aggiungerne dei suoi, chiedendo anche dei prestiti, ma se avesse comprato direttamente un negozio fornito di cucina, le spese sarebbero rimaste le stesse, l’affitto sarebbe stato maggiore, certo ma avrebbe risparmiato nel comprare attrezzature già presenti nel negozio. L’unico motivo che giustifichi questa scelta è l’assenza in città di un negozio effettivamente provvisto di cucina.
Un’altra cosa un po’ strana è il fatto che Hannah cucini circa centoquaranta tortine al giorno, dicendo che tanto le persone non le mangiano a colazione ma magari dopo un pasto. Io non so voi, ma io cupcakes li mangio soprattutto a colazione e per merenda! Però magari in quella città ci sono altre tradizioni.
Il modo di scrivere, passando dal punto di vista di un personaggio a quello di un altro, rende la lettura veloce e piacevole. Il testo è chiaro, a parte le sviste sopra citate.
I personaggi, nel complesso, sono abbastanza delineati sia caratterialmente che fisicamente. Ho amato la descrizione dell’aspetto di Leah durante la maternità, mi è venuto in mente un omino Michelin!
Traendo le somme, ho trovato questa lettura alquanto piacevole. Il testo andrebbe un po’ modificato, ma per una lettura di passaggio è più che accettabile.
Consigliato a chi vuole prendersi una pausa da una lettura impegnativa all'altra, o a chi ama i cupcakes (Hannah li fa anche al lime!).
Assegno al libro:
3 stelle su 5

Frasi dal libro:

- "Ma il pensiero della casa buia e vuota che la aspettava, il pensiero di tornare in una casa dove non c’era nessuno, il pensiero di tutte quelle domande senza risposta fu come una pugnalata. Alzò il bicchiere e bevve così velocemente che un po’ di vino rosso traboccò finendo sul suo terribile abito nero. Nessun problema, non aveva intenzione di indossarlo ancora. Lo odiava, e sarebbe stato ricordato come l’abito che indossava quando Patrick aveva rotto con lei. Era l’abito della rottura. Come avrebbe potuto guardarlo ancora senza ricordarsene?"

- "Salvò le apparenze. Che, ovviamente, erano l'unica cosa che contava."

- "Lei lo comprendeva, ecco. Capiva le sue stupide battute, gli perdonava la sua assoluta mancanza di puntualità, lo prendeva in giro per la sua totale ignoranza in fatto di moda e tollerava che considerasse inutile i soldi. Lui era se stesso con lei, e lei lo capiva."

- "A noi. - disse - che forse, dopotutto, non saremo costretti a sposarci tra di noi."

7 commenti:

  1. Libro da cui rifuggo! Ecco a cosa servono le recensioni, a capire se qualcosa proprio non fa per noi!

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  2. No, no e no! D: assolutamente no! Non fa per me!

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  3. Sinceramente non mi ispira più di tanto! Già lo conoscevo, però non so se lo leggerei, ora com ora. Nemmeno come lettura di passaggio! Però mai dire mai nella vita!

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    1. io l'ho iniziato una decina di volte, poi finalmente l'ho finita e non è tanto male

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    2. Davvero? Ci proverò allora!

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