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martedì 14 maggio 2019

Recensione: "La ragazza che leggeva nel metrò" di Christine Féret-Fleury


Editore Sperling & Kupfer
Pagine 130
Prezzo ebook 9,99 €
Prezzo cartaceo 17,90 €
Genere Narrativa


Siamo a Parigi, la Parigi moderna, attuale.
Juliette è solita prendere sempre lo stesso metrò per andare al lavoro.
Durante il tragitto non può fare a meno di osservare i lettore intorno a lei.
Scruta i loro movimenti, le loro emozioni durante la lettura.
Un giorno, però, Juliette decide di cambiare la sua routine. 
Quella decisione apparentemente innocua sconvolgerà la sua vita.
Scende qualche fermata prima della sua, azione che le fa incontrare la piccola Zaide e un posto speciale contrassegnato da una targa con scritto sopra "libri senza limiti".
È un luogo speciale, pieno di libri e polvere.
Al suo interno, Juliette si imbatte in Soliman, il padre di Zaide. Lui è un uomo particolare, prigioniero di quel suo posto magico, pieno di storie e magia.
Soliman e Zaide sono due personaggi avvolti dal mistero. Da dove vengono? Qual è la loro storia?

"Si era trincerato, volontariamente, in una fortezza di carta ..."

Soliman non perde tempo e propone subito a Juliette di diventare una Liberalibri.
In pratica, Juliette deve trovare i lettori giusti per i libri che Soliman le affida. Deve dare i libri alle persone che ne hanno bisogno.

"Parlava di libri come di esseri viventi ... di vecchi amici, a volte temibili nemici, alcuni nelle vesti di adolescenti arroganti e altri di vecchie signore che agucchiano il loro ricamo davanti al caminetto. A suo dire, sugli scaffali di una libreria si trovano eruditi scorbutici e fanciulle innamorate, furie scatenate, assassini potenziali, esili ragazzi di carta che porgono la mano a fragili fanciulle, la cui bellezza si dissolve a mano a mano cambiano le parole per descriverla."

"La ragazza che leggeva nel metrò" è un elogio alla letteratura. Sono tantissimi i titoli di libri nominati nel testo. Troverete quindi tanti consigli, alcune citazioni e ovviamente la storia di Juliette, una lettrice appassionata come noi.
"La ragazza che leggeva nel metrò" mostra la bellezza del leggere, quanto meraviglioso può essere il perdersi tra le pagine di un libro. Mostra anche il potere delle storie, il potere di farci viaggiare stando fermi in poltrona.
Tuttavia, ci ammonisce anche a non rimanere incastrati in quelle pagine. Questo libro ci spinge sì a leggere ma anche a vivere, a viaggiare, a uscire dalle nostre stanze piene di libri.
"La ragazza che leggeva nel metrò" ha però una trama relativamente piatta, non ci sono eventi particolari, niente che ti lasci con il fiato sospeso, niente che ti spinga a leggere con ansia il libro per scoprire cosa accadrà nella pagina seguente.
Mentre leggevo il libro mi sembrava di essere circondata dalla nebbia, spesso mi perdevo tra le parole perché il testo non riusciva a canalizzare la mia attenzione.
La narrazione è ricca di eleganza, di frasi che riflettono quella che è realmente la vita di un lettore.
Il motivo principale per cui ho assegnato al libro un voto un po' basso è appunto la trama. Non mi ha coinvolta come speravo.
Di positivo, però, ha che è una lettura veloce e semplice. Se la trama mi avesse appassionata maggiormente l'avrei finito in pochissimo tempo, tanto è scorrevole la scrittura. Invece ho impiegato qualche giorno e solo perché mi imponevo di rispettare determinati ritmi.
Non ho amato molto questa storia, ma chissà, forse a voi piacerà di più.
Assegno al libro:

3 Wonderland su 5

4 commenti:

  1. Peccato! Pensavo si trattasse di una lettura bella e indimenticabile 😔

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    Risposte
    1. Lo credevo anch'io, la trama e la copertina mi hanno dato un'idea del libro fuorviante. Non mi ha coinvolta come credevo.

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