Translate

lunedì 23 settembre 2019

Recensioni Letture di gruppo: "Miss Billy" - "Intervista col vampiro"


"Miss Billy" di Eleanor Porter

Editore Cignonero
Genere Romanzo

Quando la zia muore, Billy, una fanciulla di diciotto anni, si ritrova sola.
La cosa più simile a un parente che ha è il migliore amico del suo defunto padre, William Henshaw, al quale deve il suo nome.
Magari potrebbe andare a vivere con lui?
Tentare non nuoce e in fretta e furia, gli scrive per chiedergli ospitalità.
William vive con i suoi fratelli nella torta, una casa chiamata così perché divisa in piani/strati.
William, quarant'anni, collezionista compulsivo, vive al terzo.
Cyril, trent'anni, studioso convinto, musicista burbero, grande amante della tranquillità, vive al quarto piano.
Bertram, ventiquattro anni, pittore amante delle comodità, occupa invece il secondo piano.
Al primo piano della torta ci sono i salotti e la biblioteca, al piano terra è ubicata la sala da pranzo e la cucina, in cui regna indiscusso Dong Ling, il cuoco cinese e Pete, una sorta di maggiordomo anziano e fedele.
I tre fratelli hanno inoltre una sorella, che vive poco distante da loro.
Quando William riceve la lettera di Billy si consulta subito con i fratelli e insieme (più o meno) decidono di prendere il ragazzo con loro.
Ragazzo, ho scritto bene, loro credono, infatti, che Billy sia un maschio.
Quando William si accorge dell'errore va in tilt!

"Pensi che noi, cinque uomini, possiamo badare a una ragazza di diciotto, distratta, carina, con le guance arruffate e i capelli rosa?"

L'arrivo di Billy nella torta agita un po' tutti.

"Dong Ling sta attraversando quel che suppongo sia una crisi isterica cinese; e Pete sta dondolando come un pendolo in salone, mormorando "Buon Dio, liberaci!" a ogni respiro."

Pete è decisamente il più traumatizzato, lo è soprattutto quando vede Billy mettere il suo animaletto nel seggiolone per farlo sedere a tavola!
Billy è un personaggio comico, lei è impulsiva e odia la solitudine. Forse è un po' troppo ingenua.
Investe la torta e i suoi abitanti con la sua allegria coinvolgente.
La prima parte del libro l'ho divorata in una notte! Ho letto fino alle tre tanto ero presa dalla lettura.
Mi sono divertita tantissimo. Si sentivano le mie risate echeggiare per i corridoi bui e solitari di casa.
Poi ho iniziato la seconda parte e parte dell'entusiasmo iniziale è scemato.
La scrittrice mette il turbo e va avanti veloce saltando molti anni, li riassume in poche parole.
Se la prima metà era all'insegna delle risate, nella seconda, a spadroneggiare sono le incomprensioni.
La prima parte è fresca, esilarante, coinvolgente, la seconda è pesante, quasi snervante.
Un peccato, dato l'inizio travolgente.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Federica: "Un libro particolare che non sono riuscita a capire se mi sia piaciuto o meno.
Tra i pro c'è lo stile, scorrevole, una scrittura pacata di quelle che catturano senza bisogno di lasciarti sulle spine, in più mi ricordava molto i libri che ho letto da ragazzina.
I contro...la storia. Devo dire che pur avendo dei personaggi ben delineati e piacevoli, l ho trovata un poco inconsistente."

Marina: "Libro particolare,non riesco a decidere se mi piace o no. L'ho trovato talvolta pesante, non scorrevole, ho apprezzato più la seconda parte."

Valentina: "Il libro mi non mi è dispiaciuto, la prima parte secondo me brilla più della seconda e ho trovato che la protagonista sia un po' troppo infantile (anche da grande). "

Manuela: "Ma sì dai, tutto sommato è stata una lettura piacevole. All’inizio l’ho trovato un po’ assurdo... lo “zio William” i suoi fratelli e la “Torta” i loro modo assurdo di parlare, ma poi mi sono abituata e affezionata."

Rossana: "Mi sono piaciute le descrizioni di questi fratelli cosi "strampalati", mi sembra quasi di vederli nella loro casa-torta. Billy mi è sembrata un po' rigida, senza passione. Strani i personaggi del cuoco, del maggiordomo, e della zia Hannah (mi ricorda un po' la zia ricca di Piccole Donne).
È stato come se non capissi realmente la dimensione del libro. Poi tutto ha avuto senso quando ho letto che è stato scritto nel 1911. Forse un film avrebbe dato quell'aria di " bel classico" che supera la scrittura un po' povera e con uno stile inusuale; come nel caso di Pollyanna, non ho letto il libro ma mi ricordo il film."

Sonia: "Una storia scorrevole, scritta bene e appassionante! Piacevole e simpatico, un libro che alla fine risulta un vero tuffo nel passato sia per la storia, per i diversi personaggi e per lo stile utilizzato."

Lucy: "Scritto Bene, considerato il periodo storico dell autrice.
Piacevole da leggere come storiella, più adatto per ragazze in età preadolescenziale.
L' ho trovato scontato già dai primi capitoli, palese fin da subito quale piega e finale avrebbe preso la sua vita."

Loredana: "Scritto nel 1911, ha uno stile estremamente semplice e molto scorrevole. E' anche breve, 156 pagine appena, ma lo ricorderò come una delle letture leggere più pesanti che abbia mai fatto."

Marina: "Romanzetto, favola, storiella... mah, sicuramente scritto bene, piacevole per passare un pomeriggio in compagnia di una ragazzina che riesce, beata lei, a vedere il mondo guardandolo solo dal suo lato più bello."

Marina: "Libro molto carino, scorrevole e piacevole nella narrazione. Ho amato tutti i personaggi con esclusione forse proprio solo di Kate."

Roberta: "Bellissima lettura. Libro molto scorrevole e ben scritto. Billy mi è subito piaciuta come lo zio Willy e tutta la famiglia. Carina l'idea della casa torta.
Mi è salita l'ansia quando la Storia si è ingarbugliata con i vari fratelli ma per fortuna il finale si è risolto nel migliore dei modi e l'ho sperato fino alla fine.....finalmente un bel libro!!!!!"

Marianna: "Bel libro, ironico, divertente e leggero. La prima parte mi é piaciuta di più, concordo. Nel personaggio di Billy ho ritrovato un po' la Pollyanna della mia infanzia, eroina infantile, sfortunata ma caparbia e altruista. Kate come personaggio mi ha un po' infastidito, il mio preferito è stato Cyril. Bella lettura di gruppo, grazie Claudia"

Elisa: "La storia di Billy non mi ha fatta impazzire se devo essere sincera. All’inizio parte abbastanza bene per perdere di interesse via via che il racconto prosegue. La storia d’amore alla fine è poco sviluppata è abbastanza ripetitiva. Un libro leggero ma che lascia poco che probabilmente non consiglierei."

Cristina: "Libro davvero carinissimo, una lettura piacevole , leggera, frizzante da leggere tutta d'un fiato, una commedia d'altri tempi."

Elvira: "Eleanor H. Porter, autrice di Pollyanna, scrisse questa storia nel 1911 e bisogna tenerne conto per apprezzarne la leggerezza e la casta vivacità della trama e della lingua. I personaggi a mio avviso sono tratteggiati discretamente senza quelle orrende macchie moderne, oramai tanto ricercate, in una commedia romantica d’altri tempi. L’atmosfera è scanzonata senza pretese, ma ci sono momenti di confidenza interessanti come quando si affronta il dolore dell’uomo adulto ferito nell’intimo dalla mancata paternità o dalla vedovanza e lo scorbutico che vorrebbe condividere le sue doti umane. Ho apprezzato che ci si focalizzasse per un attimo sulla vulnerabilità maschile. Odiosa invece l’invadenza della saccente Kate e spassosa la parlata della nonnetta Anna. Fuori contesto – o per lo meno poco approfondita – la voglia di essere d’aiuto per la comunità cercando di alleviare le pene dei più deboli.
L’ ho letto in velocità e con piacere. Lettura estiva consigliata."

Viviana: "Il romanzo mi ha emozionata e divertita allo stesso tempo! In Billy ho rivisto il mio carattere vivace e invadente ma allo stesso tempo sincero!"

Ellen: "Questo libro , per me , è stato di veloce lettura fino a metà , poi non l' ho trovato un gran che, anche se il racconto ha un lieto fine.
Ecco, l'ambientazione l'ho associata al film di Pollyanna."

Roberta: "Una storia davvero divertente anche se forse un po' troppo utopistica se mi soffermo a pensare allo stile di vita e agio dei protagonisti."

Stefania: "Non è il mio genere, l’ho trovato comunque abbastanza piatto e scontato. Ho visto che è antecedente alla pubblicazione di Pollyanna, dove vengono trattati gli stessi temi ma con maggiore spessore e profondità."

"Intervista col vampiro. Le cronache dei vampiri" di Anne Rice 

Editore Tea
Genere Gotico

Il titolo non poteva essere più appropriato.
Louis, un vampiro, racconta la storia della sua vita a un giornalista.
Inizia dalla sua trasformazione, retrocedendo al 1791.
Parla della sua famiglia, della loro vita nelle piantagioni in Louisiana, del fratello minore così devoto che Louis ha fatto costruire per lui una cappella.
Louis parla anche di ciò che per tanto tempo lo ha tormentato: la sua mortalità, la sua umanità.
Era combattuto, doveva lasciarsi andare, cedere alla dannazione oppure resistere ai suoi istinti?

"E chi altri ci offrirebbe una briciola di amore, una briciola di compassione o di misericordia? Chi altro, conoscendoci come ci conosciamo, potrebbe fare qualcosa di diverso dal distruggerci? Eppure noi possiamo amarci."

Il suo creatore, Lestat, non aveva questo problema, lui era un vampiro convinto, non aveva problemi a lasciarsi andare.
Louis e Lestat sono molto diversi. Il primo è compassionevole, il secondo crudele.
Il personaggio più inquietante di tutti, però, è la piccola Claudia, una bambina eterna.
Una piccola di cinque anni che Lestat ha trasformato e ha donato a Louis.
La loro figlia immortale.

"Sarebbe stata per sempre il demone bambino."


Claudia è un personaggio contorno, triste e al contempo inquietante. La sua mente cresce ma lo stesso non fa il suo corpo.
Ha necessità da adulto, ha pensieri, ragionamenti, atteggiamenti da adulto ma il suo corpo sarà sempre quello di una bimba, un bimba che uccide senza rimpianti.
Questo personaggio è ispirato alla figlia di Anne Rice, morta di leucemia da piccola.
L'autrice ha fatto rivivere la figlia nei suoi libri, l'ha resa immortale.
Tutti i vari personaggi del libro mi hanno affascinata per motivi diversi, il testo in sé però non mi ha entusiasmata.
È molto introspettivo.
Si analizzano molto i sentimenti, i pensieri dei personaggi.
Largo spazio viene dato alla discussione sulla mortalità e l'umanità.
Per tutto il libro sembra che i personaggi non facciano altro che parlare.
C'è poca azione, più che altro concentrata nella parte finale.
I vampiri della Rice sono poi molto particolari, diversi da quelli che ci mostrano in tv o di cui si parla nei libri di recente pubblicazione.
Non hanno poco o niente di magico. Sono immortali, difficili da uccidere, in pratica funziona solo il fuoco o la decapitazione. Possono vivere benissimo bevendo sangue animale e una o due vittime umane a notte sono più che sufficienti.
I vampiri della Rice vivono unicamente di notte e di giorno dormono nelle bare.
La cosa che se ne vanno in giro con la bara sotto il braccio quando si trasferiscono fa un po' ridere, questo particolare poteva essere cambiato.
Questi vampiri, però, non sono molto "tosti".
Louis, in particolare, fa proprio pena come vampiro.
Lestat è più forte ma ha il carattere capriccioso di un adolescente.
La migliore, strano ma vero, è proprio Claudia!
"Intervista col vampiro" non mi ha entusiasmata molto, la narrazione è lenta e sinceramente non ho molta voglia di proseguire la serie.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Rossana: "Non avevo mai letto libri sui vampiri, o perlomeno niente al di fuori di Twilight, e questa lettura non ha incontrato il mio gusto.
Mi sono annoiata, troppo lungo, troppi monologhi, non ho apprezzato le scene "di morsi e di sangue" mentre invece ho trovato buoni gli spunti psicologici sulla ricerca di sé e sulla non accettazione della nuova condizione di Louis. Ma non è stato abbastanza.
Ho letto che la scrittrice è considerata una straordinaria visionaria e che questo libro ha generato una nuova mitologia del vampiro. Ma a me non è piaciuto.
Ho visto che c'è anche il film con un cast stellare......magari ci riprovo."

Marina: "Forse uno dei rari casi in cui mi è piaciuto più il film del libro, ma l'ho trovato davvero pesante, anche se la RICE scrive molto bene. Che dire? Leggetelo in un momento di euforia, perché sarete trascinati nella depressione... ma il giudizio è mio ed é assolutamente soggettivo."

Lucy: "Ben scritto.
Come tutti libri di questa autrice, ricco di psicologia, filosofia.
Amo il genere, quindi lo reputo un buon libro.
Descrizioni dettagliate di molti luoghi ed eventi.
Può risultare noioso in alcuni tratti, ma utili per conoscere i tre personaggi su cui tutto ruota.
È la mia seconda lettura di questo libro, non cambio opinione.
Mi è piaciuto in adolescenza, rinnovo il mio stesso pensiero di allora."

Carmela: "Commentare un libro con cui ho iniziato il filone dei vampiri non è semplice,ho riletto con piacere questo libro ,ho notato le "pecche"che più o meno avete notato tutte,ma per me rimane bellissimo,fermo restando che questo romanzo NON si può scindere dal film.Senza aver visto il film non si riesce a capire la differenza tra questo e tutto il resto della saga"

Rita: "Louis non ha mai accettato l'inevitabilità dell'omicidio, nutrirsi di vite umane per la sua stessa sopravvivenza... è tormentato....
Odia Lestat e quando finalmente decide di lasciarlo, lui che fa ...pur di tenerselo vicino?? ...decide di trasformare in vampiro una bambina di 5 anni... la piccola Claudia.
Lestat è un mostro....
Comunque il libro mi è piaciuto, anche se totalmente diverso dagli altri che ho letto fino ad ora... è mancato il ritmo, a tratti è stata una lettura un po' troppo lenta... ma mai noiosa!
Ora manca il film."

Nessun commento:

Posta un commento