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lunedì 22 febbraio 2016

"L'ombra del Serpente (File JE60754 saga Vol. 1)" - Isabel Giustiniani


Editore Amazon
Pagine 285
Prezzo ebook 2,99 EURO
Prezzo cartaceo 8,98 EURO 
Anno prima edizione 2015
Genere Romanzo Storico  


Cairo, Gennaio 2011
L’egittologa inglese Amberlee Braxton, nel corso del progetto The Global Egyptian Museum, si imbatte in una vecchia scatola sulla quale riconosce la calligrafia del celebre archeologo Howard Carter. Lo splendido serpente in oro e gemme preziose, celato in seguito a uno scandalo insabbiato durante la scoperta della tomba di Tutankhamon e che Amberlee cataloga come reperto JE 60754, si rivela essere un individuo dotato di coscienza.
Inizia così il racconto del più insospettabile testimone degli eventi della Storia,
viaggiatore millenario accanto ai protagonisti del passato, ora al seguito dei crociati di re Sigismondo d’Ungheria, ora al polso della giovane Salomè. Pugnale tra le mani di santi e peccatori - vittima e carnefice egli stesso - passa da mercanti di schiavi, cavalieri e spie, fino a guardare negli occhi il basileus Manuele II, imperatore di Costantinopoli. Un viaggio nei secoli il cui unico scopo è ritrovare il Dio Che Cammina Tra Gli Uomini, quel Gesù di Nazareth incontrato tanto tempo prima sulle rive del Mare di Galilea.
Ma i moti di insurrezione in Egitto, a lungo sopiti, arrivano a travolgere le vite di tutti, esplodendo nelle manifetazioni in Piazza Tahrir e portando alla deposizione del presidente Hosni Mubarak. Il Museo Archeologico del Cairo è vittima di un clamoroso furto durante il quale vengono trafugati vari oggetti appartenuti al più famoso dei faraoni. Nella stessa notte il Serpente scompare e il file JE60754 viene cancellato. Amberlee ne possiede però l’unica copia completa e, sullo sfondo della primavera araba, inizierà una fuga sulla scia insanguinata di omicidi e manovre di poteri occulti disposti a tutto pur di entrare in possesso del segreto del Serpente.
Apri il File JE60754 ed entra nell'avventura.

Leggendo la trama del libro, mi era parso di capire che questo fosse un thriller dalle sfumature storiche, la cui storia narrava delle avventure dell’egittologa Amberlee alle prese con il misterioso e potente manufatto a forma di serpente, catalogato come reperto JE 60754.
Andando a leggere il testo, però, mi sono resa conto che gran parte del libro, invece che parlare della scomparsa del manufatto avvenuta nel 2011, ne racconta invece le vicissitudini, le varie avventure vissute di secolo in secolo accanto a molteplici e diversi personaggi.
Questo, più che un thriller, è un’opera storica che ci porta fino ai tempi di Gesù di Nazareth.
Il libro è narrato soprattutto dal punto di vista del manufatto che a volte assume le sembianze di un bracciale e a volte di un pugnale.


Questo magnifico oggetto, che rappresenta “il dio vivente”, ha la straordinaria capacità di pensare, di provare sentimenti, in poche parole ha vita propria.
Con competenza, questo serpentello gioiello, ci accompagna attraverso la storia, facendocela vivere in prima persona.
Il testo si snoda con disinvoltura sotto il nostro sguardo attento, si legge facilmente anche a causa delle innumerevoli vicissitudini che si susseguono velocemente e che mai ci fanno annoiare.
Numerosi personaggi, uno dopo l’altro, fanno la loro comparsa nel racconto, dandoci l’impressione di essere su un’immensa giostra secolare.
Gli avvenimenti storici vengono descritti con molta cura e attenzione ai particolari.
Non c’è che dire, un libro ideale per coloro che amano i testi di ambientazione storica.


L’unica critica che posso innalzare alla scrittrice, è l’aver dato più peso alla storia del manufatto piuttosto che a quella di Amberlee.
Questo, però, è solo il primo volume, forse nel prossimo, la scrittrice dedicherà più spazio al lato thriller dell’opera, piuttosto che a quello storico.
Una lettura, tutto sommato, ricca di avventure e retroscena intriganti.
Un libro a cui assegno:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "Ero affascinato dalle interpretazioni fatte sulle parole di questo Dio misterioso, ma non fui stupito della cosa in sé."

- "Libertà, era la parola che pronunciava sempre con sognante desiderio, con reverenza, quasi possedesse il potere magico di portarla via da quel luogo che rappresentava per lei solo una prigione."

- "L'eco di quell'orrenda e laida risata mi penetrò come un ferro incandescente, inondandomi la mente con il fiume dei ricordi del passato."

3 commenti: