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martedì 7 giugno 2022

Recensione: "Il caso Alaska Sanders" - Joël Dicker


Vol. 3 Marcus Goldman

Pagine 602
Genere Giallo

Originalità 8
Trama 7
Narrazione 9
Personaggi 8
Descrizioni 9
Ambientazione 8

Voto Finale: 8

È il 1999 quando una piccola città del New Hempshire viene sconvolta dal ritrovamento del cadavere della giovane Alaska.
Lei era nuova del posto, aveva trovato subito lavoro alla stazioni di servizio, è lì vicino che viene trovata.
All’epoca, al caso lavorò Gahalowood, il sergente con cui Marcus Goldman ha collaborato durante il caso Harry Quebert.
È proprio il sergente la congiunzione che unisce quel vecchio caso e Marcus.
A quanto pare non avevano arrestato le persone giuste, li avevano incastrati.
A undici anni di distanza, l'interrogativo che tutti ancora si pongono è: chi ha ucciso davvero Alaska?

👉La storia è raccontata dal punto di vista di vari personaggi, ci sono anche rapporti della polizia e testimonianze varie.
Presente e passato si alternano. Sulla scena un numero non indifferente di attori, i personaggi infatti sono vari ma facili da ricordare perché tutti ben delineati.

👉 Alaska è un personaggio complesso, difficile da capire. Dicono che è una ragazza d’oro, gentile, grande lavoratrice ma poi ecco che lascia il suo ragazzo senza un briciolo di tatto. Voleva fare l'attrice eppure è andata a nascondersi in quella piccola città. È un mistero da risolvere.

👉 Ci sono dei collegamenti pazzeschi, non solo legati al caso ma anche agli altri libri di Joel Dicker. Non è necessario averli letti per comprendere questo, forse l'unico da leggere prima è "La verità sul caso Harry Quebert" per comprendere meglio alcuni personaggi.

👉 In questo libro vediamo un Marcus alla deriva, perso. La mancanza di Quebert, tutto quel successo lo hanno reso un vagabondo che non sa dove andare. L'ambientazione cambia spesso infatti, lo seguiamo con piacere nel suo viaggio continuo.

"Ognuno sopravvive come può in questo mondo di merda."

👉 I libri di Dicker sembrano fatti con lo stampino. Ho trovato molte somiglianze tra questo libro e quello su Quebert. Inoltre ci sono un po’ troppi suicidi e un’attenzione particolare per le auto (anche in Quebert era un dettaglio importante).

👉 Anche questa volta ho scoperto il colpevole prima della rivelazione finale, almeno l’ho individuato verso la fine e non all’inizio come con Quebert. Il bello dei gialli di Dicker però è che anche se trovi subito l’assassino, sono ugualmente piacevoli da leggere. E non è poco, alla maggior parte dei gialli senza fattore sorpresa non rimane nulla, si afflosciano come castelli di carta colpiti da un soffio di vento. Quelli di Dicker hanno invece così tante rivelazioni, colpi di scena, indagini che non riesci a staccarti. Infatti l’ho divorato!

 

2 commenti:

  1. Ciao, adoro Dicker e sono davvero curiosa di leggere questo suo ultimo romanzo :-)

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