Translate

martedì 30 giugno 2020

Book Recap Giugno


Giugno.
Questo mese non sono riuscita a leggere praticamente nulla di ciò che mi ero prefissata di leggere.
Ho letto più che altro libro per le collaborazioni con le case editrici.
A luglio, però, rimedierò e mi dedicherò soprattutto ai libri che ho accumulato.
La lettura di giugno che più mi ha sorpresa è "Le imperfette" non mi aspettavo che mi piacesse così tanto.
Tuttavia non è la lettura più bella del mese, sotto vedrete la classifica.
Mi ha deluso molto, invece, un libro la cui idea di base è intrigante ma secondo me è stata realizzata male. Sto parlando di "I delitti dei nove cieli".

Tutte le recensioni qui: link

Statistiche

Libri letti: 18
Numero di pagine lette: 7.325
Voto complessivo delle letture: 7+
Recensioni negative: 1/18

Miglior copertina


Classifica


lunedì 29 giugno 2020

Recensione: "La figlia del diavolo" - Lisa Kleypas


Editore Mondadori
Genere Romanzo

Finalmente è uscita la traduzione del quinto libro della serie "Ravenel", una delle poche serie che ho letto nell'ordine giusto! Cosa rara per me!
Questa serie mi sta facendo impazzire, motivo per cui, quando ho visto questa uscita, sono corsa a prendere il libro.
"La figlia del diavolo" riprende gli eventi accaduti nel terzo libro ma nel corso della storia si riallaccia al quarto.
Protagonista di questa serie è Weston Ravenel: fratello di Devon, ex libertino esuberante, ora grande lavoratore che non teme di sporcarsi le mani insieme ai suoi uomini.
Personaggio principale oltre a West, è Phoebe, sorella di Gabriel (protagonista nel libro "Il diavolo in primavera").
Phoebe è una giovane madre e vedova.
Il suo amato marito e migliore amico da sempre, Henry, è morto dopo essere stato malato per tutta la vita.
La lascia con due figli piccoli da crescere: l'esilarante Justin e il dolce Stephen.
Phoebe esce dal lutto andando al matrimonio di suo fratello con una Ravenel, ed è lì che incontra il cugino della sposa: West.
Phoebe lo conosceva già, non di persona ma per sentito dire.
West, da ragazzo, tormentava il marito di Phoebe e lei, ovviamente, ce l'ha con lui per aver reso un inferno la vita scolastica di Henry.
Tuttavia, quando Phoebe vede West rimane stupita. Lei si aspettava un ubriacone grande, grosso e scansafatiche invece si ritrova davanti un giovane affascinante che si dà un gran da fare con l'organizzazione del matrimonio.
Con il passare del tempo, Phoebe scopre che West è un gran lavoratore, è lui che si occupa della tenuta, è lui che va in campagna con i contadini. Non è più il libertino di una volta anche se, quei ricordi tormentano ancora West.
Lui infatti vorrebbe avere la reputazione immacolata per poter essere degno di qualcuna tipo ... Phoebe.
"La figlia del diavolo" ha una narrazione che si alterna tra il punto di vista di Phoebe e quello di West.
Nel testo verrà dato spazio anche ai genitori di Phoebe, li conosceremo più da vicino.
L'ironia è un particolare presente non solo in questo libro ma in tutti quelli della serie, tuttavia questo libro in particolare ha una trama un po' debole.
Gli altri personaggi della serie hanno quasi tutti una storia accattivante alle spalle, Phoebe e West a confronto sono piuttosto comuni. Le loro vite non suscitano particolare interesse, non hanno nulla di eclatante, se non alcuni dettagli.
La trama non è tra le più originali della serie motivo per cui questo libro non è tra i miei preferiti.
Lo trovo meno affascinante degli altri, però mi è piaciuto ugualmente, l'autrice è brava a trasmettere emozioni, a far immedesimare il lettore con i suoi protagonisti.
"La figlia del diavolo" è un romanzo a tratti dolce, divertente, passionale, turbolento.
Io vi stra-consiglio questa serie. Io l'adoro e non vedo l'ora di leggere anche il prossimo e (di regola) ultimo libro: "Chasing Cassandra".
Ogni libro delle serie può essere letto singolarmente, non è necessario leggerli tutti, io però vi consiglio di recuperarli. In ogni libro si parla di personaggi presenti negli altri volumi, quindi per evitare spoiler vi conviene leggere tutta la serie.
Tanto si legge in attimo, è così travolgente che una volta iniziata, fermarsi è difficile.

Review Party "Il segreto del mercante di libri (Il mercante di libri maledetti Vol. 4)" di Marcello Simoni


Editore Newton Compton
Genere Thriller storico

Marcello Simoni rispolvera la serie "Il mercante di libri maledetti" scrivendo il quarto volume.
La serie è così composta:
1. Il mercante di libri maledetti
2. La biblioteca perduta dell'alchimista
3. Il labirinto ai confini del mondo
4. Il segreto del mercante di libri
Non è essenziale aver letto gli altri libri per apprezzare al meglio questo. Io non li ho ancora letti ma non ho avuto problemi a immergermi nelle mille avventure contenute nel "Il segreto del mercante di libri".
Non amo molto i libri ambientati nel Medioevo ma Marcello Simoni è uno dei pochi scrittori che riesce a farmi apprezzare questo periodo storico.
Ma parliamo del libro.
Simoni ci porta nella Spagna del 1.232, per la precisione, ci porta nel monastero di San Miguel de Escalada.
Ignazio da Toledo, il nostra protagonista, è approdato lì con i suoi libri e famigli.
Ad accoglierlo c'è l'abate Leocadio.
Ignazio è al monastero per incontrare il magister Sarwardo, il motivo di quell'appuntamento è un consulto a proposito di una reliquia.
Ignazio è un mercante esperto di reliquie e quando Sarwardo gli mostra un disco, poco più grande di una moneta, con sopra delle incisioni, lui non tarda a capire di cosa si tratta.
Il disco è in realtà un amuleto che parla della caverna, quella perduta, quella che la leggenda dice nascondere al suo interno sette giovani che dormono da duecento anni: i Sette Dormienti immersi in un sonno fuori dal tempo.
Un mistero antico che tocca culture diverse.
Ed è proprio per la caverna che il magister vuole l'aiuto di Ignazio.
Prima di saperne di più, però, i due vengono interrotti dall'arrivo di Pedro Gonzalez, nemico di Ignazio, venuto a dare al nostro protagonista una serie di brutte notizie.
Da questo momento la narrazione si divide, non seguiremo solo le gesta di Ignazio ma anche quelle della sua famiglia.
Viaggeremo quindi con la moglie, ma anche con il figlio e in parte con la nuora.
Ignazio e la sua famiglia ci porteranno in posti diversi, all'inseguimento di uno e più arcani.
Numerose avventure aspettano il lettore tra le pagine di questo libro, molti misteri sono celati tra le pagine.
Un amuleto che porta a una caverna.
Una chiave per accedere a un vecchio segreto.
I pericoli non mancheranno, uno sorgerà perfino dal passato ... i Veggenti sono tornati.

"Uno spirito cui non importa nulla se non obbedire all'imperativo di uccidere."

Ai misteri si mischiano una moltitudine di battaglie e scontri all'ultimo sangue.
Il finale lascia intendere che ci sarà un seguito e la curiosità in merito è tanta.
Nel libro ci sono anche semplici e curiosi disegni che aiutano a immaginare meglio certi particolari espressi nel testo.
La cosa che apprezzo di più dei libri di Simoni è tutto lo studio che c'è dietro ad ogni storia.
Inoltre, anche i misteri e gli enigmi sono alcuni degli aspetti più accattivanti dei suoi libri.
Se amate i libri che vi fanno viaggiare nel tempo, se amate le storie piene di enigmi e peripezie, questa serie fa per voi.

domenica 28 giugno 2020

Recensione: "Fiore di roccia" - Ilaria Tuti

 

Editore Longanesi
Genere Narrativa

Quando ho scoperto che non era il seguito di "Ninfa dormiente" il mio entusiasmo è sceso sotto zero.
Non avevo aspettative negative in merito a questo libro ... le avevo tetre! Mi aspettavo una spiacevole lettura, poi l'ho iniziato e ... che meraviglia di libro!
Ilaria Tuti si discosta momentaneamente dalla sua serie poliziesca per richiamare i nostri cuori e la nostra attenzione su un pezzo di storia dimenticato.
Ilaria Tuti ci fa fare un tuffo nel passato, nel giugno del 1915, durante la prima guerra mondiale.
Siamo a Timau, un paesino di montagna italiano, abitato da donne, bambini e anziani.
Gli uomini sono tutti a combattere e le donne si danno da fare per allevare i figli e lavorare.
Alle donne di Timau viene chiesto di fare anche qualcos'altro.
I battaglioni nella zona Carnia hanno bisogno di qualcuno che porti loro tutte le provviste necessarie.
Questo aiuto lo hanno chiesto agli abitati di Timau, alle donne stanche e ai bambini affamati e tra questi, le uniche in grado di rispondere all'appello sono le donne.
Loro sono le uniche ad avere forza sufficiente per quel tipo di lavoro.
Ma hanno il coraggio di andare al fronte, in mezzo alla battaglia, rischiando la vita?
Con il favore delle tenebre, le donne di Timau si riuniscono per decidere cosa fare. Rispondere o meno a quella richiesta di aiuto?
La prima a decidere è Lucia, la mamma (un po' di tutti), lei vuole aiutare, vuole portare da mangiare agli uomini, ai ragazzi sulle montagne, perché se non lo fanno loro, nessun altro lo farà.
Loro sono l'unica speranza per chi combatte al fronte.
Ed ecco che, ispirate da Lucia, anche le altre accettano.
Viola, l'esuberanza e l'entusiasmo.
Caterina, la saggezza.
Maria, con le preghiere sempre sulle labbra.
E Agata, la nostra narratrice.
La vita degli alpini dipende da loro, da queste donne che conoscono le montagne meglio di chiunque altro, donne che quasi ogni giorno percorreranno sedici chilometri di vette per portare i rifornimenti ai soldati, e lo faranno arrampicandosi con le gerle sulle schiene, piene di armi, esplosivo, lettere, con le cinghie che entrano loro nella pelle, i piedi lividi, la schiena scricchiolante, il fazzoletto in testa, le gonne lunghe, i gomitoli in tasca per fare la maglia durante la salita.
Loro sono le Portatrici, donne coraggiose e tenaci, a cui nemmeno un capitano può dare ordini, donne che si sono guadagnate il loro posto nella storia con la fatica, la solidarietà, l'umanità.
Loro erano la speranza, la solidarietà, la forza che brillavano in mezzo ai cambi di battaglia.

"Dio è qui ed è donna."

Ilaria Tuti ci ricorda l'esistenza delle portatrici con una narrazione coinvolgente che incanta, parola dopo parola.
I paesaggi sono così ben descritti che si ha quasi l'impressione di essere lì, tra quelle montagne, tra quei sentieri, su quel fronte, tra i soldati, con le portatrici.
Uno degli aspetti più belli del libro è l'aiuto che ognuno (o quasi, gli infami esistono anche in tempi di guerra) dà a modo suo. Anche se minimo, in molti tentano di fare la loro parte.
Il titolo ha un significato ma non ve lo dirò, non vi voglio togliere la sorpresa, lo leggerete nel testo, vi dirò solo che è un significato bellissimo.
"Fiore di roccia" è un libro sulla guerra e il coraggio, sull'amicizia e l'amore, sul male e l'umanità.
La storia è in parte vera e in parte romanzata.
Alcuni personaggi sono ispirati a persone reali, come il prete del paese e Lucia.
Agata e la sua storia sono invece un mezzo per parlare delle portatrici.
Ilaria Tuti non poteva scrivere libro più stupendo per omaggiare queste splendide donne.