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lunedì 23 febbraio 2015

"Il fango sullo stivale" - Marco Marchi


Editore PROSPETTIVA EDITRICE 
Pagine 137
Prezzo cartaceo 12,00 EURO 
Prezzo ebook 4,99 EURO
Anno prima edizione 2014
Genere: Narrativa italiana


"Venti racconti che fotografano l'Italia di oggi, con le sue contraddizioni, l'Italia che cambia senza cambiare, che procede senza muoversi, che è ma che vorrebbe essere altro, attraverso una narrazione che ha il sapore dei testi di Giorgio Gaber e di Fabrizio De Andrè. Il lettore leggerà di un giornalista minacciato da un'organizzazione terroristica, di una riflessione sulle missioni militari all'estero, di un'allucinazione politica, di tematiche sociali che si incontrano tutti i giorni sui giornali. Sono tutti risvolti della stessa medaglia, narrati a volte con ironia e a volte in tono crudo, a seconda del contesto, ma senza presunzione e senza analisi accademica."







“Il fango sullo stivale” compare per la prima volta nel mondo letterario nel gennaio 2014.
Questo libro, contenente vari racconti a sfondo politico, economico, di ordine pubblico, in modo ironico e con vari sottintesi, vuole far aprire gli occhi ai Lettori di fronte a un’Italia in rovina.
Attraverso le pagine di questo libro, lo scrittore, mostra un’Italia di disoccupati, inetti e disonesti.
Con un modo di scrivere semplice e intuitivo, Marchi ci fa leggere le storie di politici indecisi e incapaci, di un governo in subbuglio, di italiani disoccupati che non fanno nulla per cercare di cambiare le cose.
Alcune delle storie sono enigmatiche, altre molto dirette, il cui significato nascosto appare subito chiaro.
Nonostante il tema trattato, il libro non appare affatto pesante e noioso, la lettura scorre serenamente portando con sé il suo messaggio implicito. L’Italia sta precipitando e se non arrestiamo noi la sua caduta, nessun’altro lo farà, sicuramente non i politici strapagati che passano le giornate ad ideare nuovi partiti fasulli.
Sostanzialmente questa non è né una lettura comune né un libro avvincente, ma l’approccio usato dallo scrittore ha reso questo testo curioso e interessante.
Consiglio questa lettura a chi vuole una sana dose di realtà, a chi accetta la verità con stoicismo e a chi non sa chi votare alle prossime elezioni.
Assegno al libro:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "I dirigenti comunisti amavano le masse ma erano ricchi, che razza di comunismo era?"

- "La verità è sempre forte."

- "(...) la vita non è un incantesimo (...). Non ci sono incantesimi da rompere nè formule magiche da recitare. In un modo o nell'altro si va avanti."

- "(...) non sarebbe mai diventato un ministro, aveva ancora una coscienza ed era il difetto più grande che un politico italiano poteva avere."

- "Se io fossi Dio creerei un mondo fatto solo di bambini che non cresceranno mai."

- "Siamo tutti una sinfonia che qualcuno sta suonando, non so dove e non so per quanto tempo, ma quando essa finisce le sue note sono volate via nell'aria, però resta uno spartito, una traccia. Potrete suonare la stessa melodia con qualunque strumento, ma sarà la stessa melodia."

9 commenti:

  1. Libro di un certo peso, non so se sono pronto per queste letture serie.

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    1. Per me lo sei, da quanto ho capito durante questa sfida (che fortunatamente sta per finire) mi sembri un ragazzo profondo e molto intelligente!

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  2. :/ non penso faccia per me... non riuscirei a leggerlo con la dovuta attenzione.

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  3. Sono sempre indecisa se affrontare letture così attuali, perché temo che chi scrive non sia capace di essere critico e obiettivo abbastanza per analizzare lucidamente la realtà che ci circonda. Però la tua recensione mi solleva molto :) forse non è così difficile trovare dei libri che parlino di "oggi" in maniera illuminante.

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    1. Bellisimo commento e molto veritiero! Ti appoggio

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    2. Io rimango veramente indecisa!

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  4. Nah anche questo credo prorpio che non faccia al caso mio!

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    1. "(...) la vita non è un incantesimo (...). Non ci sono incantesimi da rompere nè formule magiche da recitare. In un modo o nell'altro si va avanti."
      Però citazione verissima!

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  5. no non mi piace per niente.

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