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venerdì 9 marzo 2018

Recensione: "Quello che rimane" - Paula Fox


Editore Fazi
Pagine 206
Prezzo cartaceo 16,50 EURO
Prezzo ebook 9,99 EURO 
Anno prima edizione 1970
Genere Narrativa Straniera

New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l'innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita. Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Un incidente all'apparenza insignificante, che però innesca una strana reazione a catena: nell'arco di un weekend, mentre la ferita di Sophie si fa sempre più preoccupante, si succedono una serie di fatti spiacevoli e si dipana quella che minuto dopo
minuto, pagina dopo pagina, diventerà per i Bentwood una sorta di piccola e misteriosa tragedia, costringendoli a rimettere in discussione non solo il loro matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza. Come scrive nell'introduzione Jonathan Franzen, a una prima lettura "Quello che rimane" è un romanzo di suspense, che però si trasforma in altro a ogni successiva lettura, riuscendo sempre a sorprendere il lettore.

Vogliamo riassumere il libro in un'unica frase? Eccola: tutta colpa del gatto.
Di quel gatto ingrato che ha morso Sophie.
Sullo sfondo di una New York proiettata verso gli anni Ottanta, ci infiltriamo nella vita matrimoniale della signora e del signore Bentwood.
Otto Bentwood, già di malumore per i suoi problemi con il socio Charlie Russel, accoglie malamente la decisione della moglie di dare da mangiare a un gatto randagio.
Nonostante le remore del marito, Sophie pensa che dare del latte al famigerato gatto sia una buona idea ... almeno fino a quando, il famelico felino, non si alza sulle zampe per affondare i suoi affilati denti nella mano della signora.


Sophie, imbarazzata per l'accaduto, vuole minimizzare, tanto che all'inizio non rivela nulla al marito. E' sempre più chiaro però, che la ferita si sta infettando e ... beh, da questo momento in poi, di cose ne accadono diverse.
Nell'arco di un solo fine settimana, accadono ai Bentwood strani, insoliti e non sempre piacevoli eventi. E il tutto, scatenato da quel piccolo ma dirompente morso di gatto.
Morso che ci porta ad analizzare il rapporto coniugale dei Bentwood e che li spinge a mettere in discussione le loro vite.
"Quello che rimane" è una storia di debolezze umane, quelle di chi lascia e poi ricorda che solo non ci vuole stare. E' una storia di errori, di legami che si perdono nello scorrere dei giorni. E' la storia di un'amicizia finita (o forse mai iniziata?). E' una storia che si focalizza su entrambi i coniugi, una storia che ci permette così di conoscergli da vicino, di capire quali erano i loro sogni e qual è invece ora la loro vita.
Flussi di pensieri ci permettono di entrare nella mente di Otto e Sophie, di conoscere ciò che non sono pronti a dire a voce.
"Quello che rimane" è un libro non dei più travolgenti, ma permette di analizzare da vicino i suoi personaggi.
E' una lettura, tutto sommato, veloce, anche se non delle più amabili.
Mi è piaciuto scivolare nella vita di Otto e Sophie, conoscere appieno la loro mente, nonostante la loro storia non sia particolarmente esaltante.
Ritengo quindi che questo testo sia ottimo per quanto riguarda l'analisi dei suoi personaggi, ma un po' carente in quanto vicende narrate, per questo assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "L'amore fisico è tutto materiale grezzo. Ecco perchè tutti se ne preoccupano tanto adesso."

- "Dormiamo insieme tutta la notte abbracciati, e io mi sveglio durante la notte e sono felice. E' un modo di amare, non è vero, Sophie?"

- "Ti porti il mondo addosso, Sophie."

2 commenti: