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giovedì 3 marzo 2016

Recensione: "L'ultima corsa" - Lucia Rizzo


Editore Bibliotheka Edizioni
Pagine 124
Prezzo cartaceo 10,00 EURO 
Prezzo ebook 0,99 EURO 
Anno prima edizione 2015
Genere Giallo

Il rimbombo di uno sparo in un’aula vuota, un corpo
fumante ancora a terra ed un biglietto. Questo è tutto ciò di cui la detective Alessandra dispone per indagare sulla morte del prof. Montecchi. L’aiuteranno nel’indagine il suo nuovo partner Manuel ed Elena, studentesse ed aspirante scrittrice, che si trovava a poche aule di distanza la mattina dell’omicidio.
Lucia Rizzo ci parla di amore e di morte in un romanzo che unisce la detection poliziesca all’introspezione psicologia, i meandri dell’anima e i turbamenti del cuore. Anche perché, come dice Elena, una delle protagoniste della vicenda: “...si uccide sempre per amore, per amore dei soldi, per gelosia. Forse si uccide sempre per amore perché l’amore è l’unica forza capace di farci impazzire”.
Per questo L’ultima corsa è molto più che un romanzo thriller, ma una splendida indagine dell’interiorità umana, l’analisi dolorosa, angosciante, malinconica ed autunnale dei sentimenti che scandiscono le nostre giornate, delle frasi che lacerano il cuore, delle storie sentimentali che possono sfociare in drammatiche inquietudini. Di quell’amore che, se negato, può diventare più freddo della morte stessa.

La nostra indagine ha inizio nel più classico dei modi: con un cadavere e una pista da seguire.
Siamo in una scuola e le lezioni non sono ancora iniziate, il professore di turno non vuole decidersi ad arrivare.
Gli studenti si spazientiscono e fanno per andarsene quando, in un’aula anonima, viene finalmente ritrovato l’insegnante disperso.
È stato ucciso.


Alessandra, la nostra detective, viene subito chiamata ad investigare sull’omicidio del prof. Montecchi, e il primo indizio che trova è una misteriosa citazione di Shakespeare.
Cosa vorrà mai dire? E perché hanno ucciso il professore?
Alessandra inizia subito a darsi da fare, e al suo fianco troviamo il suo nuovo assistente Manuel, e a sorpresa, Elena, una studentessa – scrittrice che la nostra detective incontrerà durante le indagini.
Una storia accattivante, raccontata in modo semplice, non troppo acuta e misteriosa, ma la cui narrazione quasi poetica ci stupisce positivamente e ci trasporta nel pieno del romanzo.
Il libro è scritto in modo dolce e pacato, è come se l’autrice ci sussurrasse flebilmente la storia e ci mostrasse lei stessa gli eventi che più caratterizzano la trama.
Il testo non è abitato da molti personaggi, ma i pochi che ci sono trovano tutti il loro spazio nella storia.
Nessuno è escluso, tutti i personaggi hanno il loro attimo di gloria e una parte nel testo in cui la fanno da protagonisti.
Una lettura veloce ma intensa, che saprà come estasiarvi con le sue parole precise e melodiose.

Un giallo che più che sull’indagine vera e propria, vuole puntare l’attenzione sulla situazione vissuta dai personaggi, sulle loro vite e i loro passati.
Un racconto lungo un centinaio di pagine che è riuscito nel suo intento di tenermi compagnia senza annoiarmi.
Un libro a cui assegno:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "Le uniche persone che valeva la pena incontrare stavano incollate nelle pagine dei libri."

- "La chiamiamo realtà ed altro non è che frustrazione."

- "Non dimenticherò mai i miei fantasmi, vorrei solo non collezionarne di altri."

3 commenti: