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lunedì 27 marzo 2017

Recensione: "Emma in love" - Lidia Ottelli


Editore Newton Compton
Pagine 288
Prezzo cartaceo 5,90 EURO
Prezzo ebook 3,99 EURO
Anno prima edizione 2017
Genere Romanzo Rosa


Emma, dopo mesi di estenuanti ricerche, ha
finalmente trovato lavoro: è appena stata assunta da un’importante agenzia pubblicitaria e, come se non bastasse, il suo capo, Davide Romeo, è un uomo bellissimo. Un motivo in più per andare a festeggiare con le amiche! Dopo una serata di bagordi, però, Emma si risveglia in un letto che non è il suo. Lei non ricorda nulla della serata precedente, men che meno chi sia il ragazzo che le dorme accanto. Imbarazzatissima, sguscia via e cerca di lasciarsi la brutta avventura alle spalle. Il lavoro ingrana e il rapporto con il capo va a gonfie vele tanto che qualche tempo dopo Emma si ritrova a fare la babysitter al piccolo Francesco, e così, a sorpresa, conosce Andrea, il figlio maggiore… che però è proprio il ragazzo con cui ha trascorso quella famosa notte di cui non ricorda un singolo istante…

Emma ha ventisei anni, capelli castani, occhi azzurri, ironica, amante dei romanzi erotici e senza lavoro.
Vive con sua sorella ed è determinata a trovare lavoro  il suo principe azzurro o come dice lei "anche verde andrebbe bene, basta che sia un uomo che mi prenda tra le sue forti braccia, mi porti nel suo bellissimo regno e mi ... scopi fino a farmi perdere la ragione."
Insomma, è un tipetto molto particolare che grazie a un lifting al suo curriculum riesce a trovare lavoro come segretaria presso l'azienda di marketing pubblicitario Romeo&Romeo.
Emma, rimane subito folgorata dal fascino di Davide, il suo capo, uomo "alto, moro, occhi verdi, elegante, parla con voce così ... così autoritaria ma allo stesso modo tranquillizzante e sensuale."


"Romeo, Romeo perchè sei tu, Romeo! Rinnega la tua ditta e sbattimi sulla scrivania come se non ci fosse un domani."

Emma non ha ancora un ragazzo, ma almeno si è trovata un lavoro e per festeggiare esce fuori con le sue tre amiche: Patrizia, Daniela e Manuela.
In un locale, però, in preda all'alcool, confessa a uno sconosciuto (Andrea) cosa vuole dalla vita (oltre ad essere sculacciata) e senza rendersene conto e senza più averne ricordo, il giorno dopo si sveglia nel letto di Andrea e in fretta e furia, fugge via il più silenziosamente possibile.
Cerca di accantonare lo spiacevole evento e tornare a concentrarsi sul suo capo sexy che una sera, l'invita a casa sua.
Emma pensa subito a un incontro galante, in realtà Davide vuole solo che lei faccia da baby sitter al suo secondo figlio.
Emma però conoscerà anche il primogenito, a dire il vero lo picchierà con una paletta delle mosche, e ad essere sinceri, lei lo conosceva già. Il primo figlio di Davide, è Andrea.

"Voglio un amore passionale, travolgente, di quelli che ti prendono l'anima e non ti mollano più ... e mi piace essere sculacciata ..."

Un romanzo in cui passione e amore si amalgamano a una doppia dose di ironia.
La protagonista, Emma, è un personaggio impacciato, lontano dall'essere lo stereotipo della donna seducente, il suo più grande pregio è la simpatia e dopo che si sono conosciuti i suoi genitori dall'indole estremamente disinibita, non si può che pensare che in fondo, è vero che la sua vita è tutta un po' un casino.

"Io ho un super potere ... quello di incasinarmi la vita" e ubriacarsi senza ritegno!

Il testo è scritto con grande allegria, a tal punto che questo eccesso di umorismo rovina l'atmosfera romantica e le scene più intime.
Più che innamorarvi, tra queste pagine sorriderete e penserete che infondo non bisogna necessariamente essere belle e provocanti per ottenere la propria fetta di felicità e che anche le principesse più disastrose possono avere il loro lieto fine.
Un libro spiritoso, piuttosto vicino alla realtà, dai personaggi multipli che tuttavia non spiccano per l'originalità dei caratteri.
Una lettura piacevole e veloce, a cui assegno:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Il mio cuore è nelle sue mani, qualunque sia il nostro destino, sento di amarlo."

- "Amarlo ... fa male (...)."

- "Sono diventata una specie di ricattatrice professionista."

domenica 26 marzo 2017

Cosa c'è di nuovo nella mia libreria - Marzo -

Per la rubrica:

Prima della fine di Marzo, non potevo saltare l'appuntamento con la rubrica in cui vi parlo dei miei ultimi arrivi librosi.
Questo mese, ho ricevuto libri dalla Newton Compton, dall'Astoria, dalla Garzanti e ... scopritelo qui sotto!


"La ragazza del dipinto"
di Ellen Umansky

Vienna, 1939. Mentre lo spettro della guerra terrorizza l’Europa, i genitori di Rose Zimmer cercano disperatamente un modo per lasciare l’Austria. Non riuscendoci, decidono di salvare almeno la loro giovane figlia. Rose viene così affidata a degli sconosciuti e portata in Inghilterra. Sei anni più tardi, quando la guerra è finalmente terminata, Rose tenta di ricostruire la propria vita devastata: si mette quindi alla ricerca di un quadro di Soutine, appartenuto alla madre, e al quale la donna era legatissima. Dopo essersi trasferita a Los Angeles e aver trascorso lì la propria vita, Rose si imbatterà nuovamente nelle tracce di quel dipinto, diventato per lei quasi un’ossessione, e in Lizzie Goldstein, che ne è entrata in possesso dopo di lei. Tra Lizzie e Rose nasce un’amicizia inaspettata, destinata però a interrompersi bruscamente quando le due donne si troveranno di fronte a una verità dolorosa: un segreto che ha a che fare con il quadro di Soutine e che è rimasto nascosto per tanti anni… Una prosa cristallina per una storia che parla di nostalgia, dolore, perdita e perdono.

"Finalmente noi"
di Tijan

Samantha ha diciassette anni e pensa di avere una vita perfetta. Brava a scuola, un fidanzato innamorato, delle amiche fedeli. Ma quando un giorno rientra in casa, sua madre, con gli occhi bassi, le confessa di aver lasciato suo padre per un altro uomo: lei e Samantha si trasferiranno a casa sua. Ma il peggio deve ancora venire, perché Sam sarà obbligata a vivere con le persone che odia di più al mondo: Mason e Logan Kade, i figli del nuovo compagno della madre. Li conosce di fama, ma lei non ci ha mai voluto avere nulla a che fare. Campioni di football, attaccabrighe, ribelli, con una ragazza diversa ogni giorno. I più temuti del liceo. I primi giorni in casa, Sam decide di evitarli. Anche se avverte sempre su di sé gli occhi magnetici di Mason. Prova a resistere, ma giorno dopo giorno è più difficile. Perché sotto il suo sguardo si sente come non si è mai sentita, come nessuno l’ha mai fatta sentire. Mason è l’unico che la sa capire, che conosce la strada per il suo cuore. Ma la loro è una storia che sembra impossibile: le loro famiglie si oppongono, e a scuola hanno tutti contro. Finché un segreto terribile non cambierà completamente i loro destini… 
Inizialmente autopubblicato, Finalmente noi ha scalato le classifiche del «New York Times».  Passioni proibite, tradimenti inconfessabili, un amore da togliere il respiro fanno di Finalmente noi il romanzo da non perdere per nessun motivo al mondo.

"Morte di una moglie perfetta: I casi di Hamish Macbeth"
di Beaton M.C.

I casi di Hamish MacbethIl poliziotto Hamish Macbeth ha una trentina d’anni, è alto, magro, ha occhi azzurri e lunghe ciglia, e una grande zazzera di capelli rossi. Le relazioni sentimentali non sono il suo forte, anche se le donne lo attraggono sempre, in particolare Priscilla, figlia di un ricco possidente che lo detesta (lei, dal canto suo, non ne apprezza la mancanza di ambizioni).Vive nella stazione di polizia di Lochdubh, che significa “lago nero” in gaelico, si pronuncia “lochdu” e si trova nelle Highlands. Per meglio mantenersi, alleva un po’ di pecore e galline (nel recinto della stazione di polizia) e coltiva un orticello. A volte pesca il salmone di frodo, per mangiarselo, ma più spesso per darlo in regalo o per corrompere qualcuno.Considerato pigro e sfaccendato da alcuni suoi concittadini, Hamish teme che venga chiusa la stazione di polizia di Lochdubh, ritenuta inutile dal suo superiore e arcinemico ispettore capo Blair, invidioso dei successi che ottiene il suo sottoposto. Anche per questo Hamish spesso viene lasciato fuori dalle indagini e si trova quindi costretto a lavorare ai margini dei canali ufficiali, utilizzando la “naturale curiosità delle Highlands”, la conoscenza dei luoghi e l’istinto.Tra il 1995 e il 1997 furono mandate in onda tre serie tv incentrate su Hamish, di cui M.C. Beaton non fu per niente soddisfatta. Tuttavia, la serie ebbe un grande successo e diede visibilità ai romanzi. A oggi gli episodi sono più di trenta e l’autrice puntualmente ne scrive uno all’anno, come fa con quelli su Agatha Raisin.


sabato 25 marzo 2017

Lettura di Gruppo Recensione: "Il bello della vita" - Dan Rhodes


Editore Newton Compton
Pagine 384
Prezzo cartaceo 16,90 EURO
Prezzo ebook 4,99 EURO
Anno prima edizione 2012
Genere Narrativa Straniera

La giovane Aurélie studia
all’Accademia di Belle Arti di Parigi e conduce una vita abbastanza regolare. Fino a che il suo professore le chiederà di realizzare un bizzarro progetto creativo sulle conseguenze di alcune azioni e la combinazione tra volontà e casualità. Le conseguenze di un semplice gesto nel bel mezzo di una brulicante piazza parigina in un momento qualsiasi scateneranno una serie di avvenimenti che trasformeranno per sempre la vita di Aurelie e quella di coloro che la circondano. Tra notti alcoliche, incontri con personaggi bizzarri e coincidenze esilaranti, Aurélie percorrerà le strade di una Parigi magica e imprevedibile. In questa folle, straordinaria avventura la accompagnano l’amica Sylvie e il professor Papavoine, suo tutor nell’originale progetto che ha dato origine a tutto. Un libro divertente e romantico, ironico e geniale, in cui Dan Rhodes ci fa assaporare ancora una volta, con la sua eccezionale, dirompente scrittura, la vertiginosa bellezza della vita.

Aurélie è una studentessa dell'Accademia di Belle Arti di Parigi che deve presentare il suo progetto artistico.
Impressionata dalle grandi idee degli altri studenti, decide di proporre al professore Papavoine qualcosa di molto particolare.
Il suo intento è scegliere una persona a caso, tramite il lancio di un sasso, e seguirlo per una settimana intera per registrare la sua vita nell'arco di quel tempo.
Il professore, che ormai ha inserita la risposta automatica per tutti gli studenti, gli fa gli auguri per la buona riuscita del progetto e la lascia andare non senza prima averle dato il suo numero.
Ed è così che Aurélie lancia il suo sasso per dare inizio al suo progetto da stalker, ma contrariamente alle sue aspettative, non si limita a sfiorare una persona, ma colpisce dritto in faccia un neonato, che prontamente, parte a piangere.
La donna che lo accompagna si rigetta come una furia sulla povera Aurélie che con rassegnazione si piega alla predica.
Però, una volta che la donna con il bambino sente del progetto di Aurélie, decide di lasciarle il bambino per l'intera settimana. E così, nel giro di pochi minuti, Aurélie si ritrova responsabile di un bambino di cui conosce a malapena il nome (impronunciabile per i francesi): Herbert.

"Gli ho lanciato un sasso addosso per sbaglio e sua madre, per punizione, vuole che me ne occupi per una settimana."

Ah questi francesi! Così spontanei!

Preso il bambino, Aurélie va poi a confidarsi con la sua amica Sylvie, una ragazza che cambia lavoro ogni giorno e che come scopo nella vita ha quello di trovarsi un marito!
Sylvie sa bene che tipo d'uomo cerca, e non ha problemi a lasciarsi alle spalle candidati inadatti.

Ne ha seppelliti (letteralmente) due!

In quei giorni, Sylvie è occupata con una coppia di turisti cinesi e il loro interprete, gli Akiyama, genitori di due stupendi esemplari di figli, e Lucien, il cui sogno è sposare una donna cinese.
Se questi personaggi vi sembrano folli, aspettate di conoscere Le Machine, un ragazzo che porta in giro per il mondo il suo tour artistico "Life".
In cosa consiste? Beh ... principalmente nello stare nudo su un palco e defecare davanti alle persone!
Ma quando leggerete il libro, vedrete che questa mia descrizione è piuttosto riduttiva.
Dietro a questo suo spettacolo c'è un "perché" molto più grande e profondo, così come dietro ad ogni follia che prende vita tra queste pagine.

"Molte persone avevano detto che nel guardarlo si erano rese conto di quanto potesse essere semplice la vita e quanto invece la loro fosse stipata, e avevano deciso di sfrondare un po' dei loro beni materiali, e ridurre le loro ambizioni."

Un tripudio di personaggi bislacchi, con tutte le loro stranezze passeggiano tra le parole di questo libro dandoci una visione quasi surreale di una Parigi fuori di testa!
Perchè è questo che penserete quando inizierete a leggere: ma sono tutti matti!
Insomma come si può dare via un bambino a una perfetta sconosciuta? Come si fa
ad andare a vedere uno che piscia e caga su di un palco? Come è possibile innamorarsi perdutamente di una persona che si è solo vista in foto? Vogliamo poi parlare della sfida contro un uccello a chi trattiene più il respiro?
Insomma, un agglomerato di pazzi! Ma ... ma ... ma ... non è solo questo.
"Il Bello della vita" è un romanzo anticonformista, che riesce a disgustarci e poi a strabiliarci, ribalta completamente le nostre percezioni iniziali con semplici motivazioni del perché i personaggi agiscono in quel modo.
I protagonisti sono pazzi solo fino a quando non capiamo i loro perché.
E infine scopriamo che il bello della vita forse non è altro che il ricredersi, il cambiare idea, il capire, lo sbagliare, l'avere pregiudizi, il parlare a sproposito, l'essere circondato da pazzi che una volta capiti i loro intenti diventano improvvisamente persone sensate!

"E' quel tipo di opera che non può essere espressa a parole, ed è anche questo a renderla così straordinaria. E' e basta."

Nell'arco di tempo di una settimana, conosciamo decine di personaggi diversi, su cui creiamo decine di opinioni diverse.
I miei preferiti?
Sylvie, il personaggio più singolare di tutti, è una ragazza realista, sincera e concreta al limite del brutale. Non vuole vincoli tranne quello del matrimonio.
C'è poi Aurélie che tira sassi per passione e che bacia sconosciuti sognando il lieto fine.
Di Le Machine e delle sue feci non voglio parlarvi, ma sappiate che alla fine, saprà come stupirvi!

"(...) tentare di spiegare Life sarebbe stato come tentare di spiegare la vita."

Tutti i personaggi ci vengono poi delineati con precisione, tanto che è impossibile
perdersi tra i dedali della storia, stare dietro ad ogni vicenda è più facile del previsto, dato anche che sembra che a Parigi tutto sia legato da un filo invisibile.
I personaggi si incontrano casualmente, intrecciando le loro storie per dare a vita ad altre più grandi.

"Fino a quel momento era stato un viaggio insolito, con persone che si innamoravano di fotografie e via discorrendo, ma non vedeva cos'avrebbe potuto fare se non lasciare che accadesse."

Se ancora non lo avete capito, ho amato (ma anche gli altri lettori della lettura di gruppo), questo romanzo folle e inusuale che mi ha dato tanto e strabiliato ancora di più!
Lo consiglio con grande trasporto, e gli assegno:

- Trama: 5 - Narrazione: 4 - Personaggi: 5 - Cover: 5 - Finale: 4 -

5 Wonderland su 5

Commenti dalla Lettura di Gruppo:
Gruppo Lettura --> Letture di Gruppo Mensili

Patrizia:
"Mi è piaciuto perché si vede in azione il destino. Poi è un libro strambo, assurdo. Il capitolo sul presidente mi è sembrato una presa in giro non da poco! Ed è la parte che mi è piaciuta meno."

Sandra:
"L'ho trovato assolutamente folle e geniale. Il modo in cui tutto si incastra , i singoli personaggi ,le ambientazioni. All'inizio mi aveva spiazzato,quasi infastidito in alcuni punti ma alla fine capisci che tutto ha un senso . È scritto benissimo , sono veramente contenta di averlo letto."

Irene:
"Ecco questo io lo definiscono uno dei libri più strani o strambo che abbia mai letto... all'inizio pensavo che l'autore mi stesse prendendo in giro... non potevo crederci a tutte quelle cose... però proprio per questo mi ha conquistata!!! Da un certo punto in poi ho letto continuamente volevo sapere tutto!! Quindi assegno a questo libro in base al tuo punteggio un bel 5 perché è un libro diverso dal solito!!!!"

Sandra S.:
"Mi è piaciuto tutto, le parti che mi hanno fatto sorridere e quelle in cui avrei volentieri strangolato qualcuno. I personaggi ben costruiti nelle loro eccentricità o superficialità. Una storia mai banale, anzi con una costruzione geniale. Finalmente un libro non scontato e con un finale che lega storia e personaggi in modo completo senza lasciar nulla al caso. Se dovessi dare un voto avrebbe il massimo."

Marianna:
"Un libro scottevole,irinico e fuori dalle righe. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la caratterizzazione dei personaggi, riga dopo riga l'autore ti trascina nella storia e non riesci ad abbandonare il libro, anche se alcune azioni di Aurelie o di Le machine ti sembrano fuori da ogni logica. La copertina è super.
Il personaggio più antipatico è stato Silvie troppo superficiale e frivolo. Alcune scene della performance The Life abominevoli, ma il finale ha in suo perché. Il colpo di scena finale mi ha tenuto col fiato sospeso...
Un altro aspetto positivo è stata la descrizione di una Parigi un po' bohemien tra un film di Woody Allen e Il meraviglioso mondo di Amelie. Nel complesso il mio voto è 8 /9"

Martina:
"È scritto meravigliosamente, la follia delle situazioni e dei personaggi mi ha fatto pensare ad "Alice nel paese delle meraviglie".
Fino al capitolo cinque era un caos totale, ma appena sono entrata nel vivo della trama non mi sono fermata più, non vedevo l'ora di sapere dove andava a parare l'autore."

Claudia:
"L'ho finito stanotte e devo dire che ho rivalutato il libro. Nei primi capitoli l'ho trovato caotico, senza senso, un po' come "il meraviglioso mondo di Amélie". Inizialmente Le Machine mi faceva abbastanza ribrezzo, ma poi leggendo la sua storia ho capito la sua performance. Su Aurélie ho qualche riserva, è un personaggio che avrei voluto sopprimere (tifavo Sylvie XD), ma che per certi versi riesce a farsi voler bene. Ottima lettura anche questo mese!"

Silvia:
"A me all'inizio è piaciuto ma piano piano mi sono ricreduta. Il libro è scritto bene ma la storia non ha nessun spessore e quando prende la piega soap opera, li non ce l'ho fatta più."

Carmela:
"È stato un libro incredibile,ho letto un po' nauseato i primi capitoli....pensando a cosa mi era capitato tra le mani...ma più leggevo ,più mi veniva voglia di saperne di più di Aurelie, ma soprattutto conoscere le motivazioni di Le machine in una trama delirante ,che poi si rivela perfetta,commovente ,che si dipana perfettamente...."

Barbara:
"Finito! È ufficialmente il libro più folle che abbia mai letto. Eppure, alla fine, tutto ha un senso..."

Francesca:
"Finito! Tutto sommato, mi è piaciuto! La cosa che ho apprezzato di più è come fosse tutto concatenato, nulla lasciato al caso...un libro costruito molto bene secondo me!"

Dal libro:

- "Fino a quel momento non aveva idea di aver aspettato qualcuno per tutta la vita, ma capì di averlo fatto, e quel qualcuno era lei."

- "Fu la cosa più rara: un bacio senza istigazione."

- "Guardò nel buio quella creatura bellissima, strana e innocente che aveva imparato ad amare."

Recensione: "Il serpente di fuoco" - Massimiliano Prandini - Sara Bosi


Editore Delos Digital
Pagine 218
Prezzo ebook 3,99 EURO
Anno prima edizione 2016
Genere Fantasy


Solo un antico rito può salvare Città del Sole.
Sono necessari un sacrificio e un assassino: il sangue del primo farà sgorgare l'acqua e la punizione del secondo terrà in vita la sorgente per i prossimi mille anni. Ma per resistere ai tormenti che lo attendono, l'assassino deve essere vestito con la pelle del Serpente di Fuoco, un animale mitico che nessuno a memoria d'uomo ha mai visto. Amber ha quindici anni e non è mai uscita dal palazzo cisterna che fornisce acqua alla città, il suo compito è curare il Giardino dell'Ombra, un orto officinale attraverso cui il Re, suo padre, cura le malattie del popolo. Dammar è un esploratore, passa la maggior parte del tempo a verificare i confini del deserto per sincerarsi che nulla disturbi l'isolamento del Popolo del Sole e coltiva in segreto un'amicizia che va contro le leggi della sua gente. Amber e Dammar non si conoscono, ma il disseccarsi della sorgente li condanna a essere sacrificio e assassino, un destino a cui pare impossibile sfuggire. Ma se nessuno ha mai visto il Serpente di Fuoco, sarà davvero necessario completare il rito per salvare Città del Sole?

Città del Sole è un insediamento che sorge nel mezzo del deserto.
Gli abitanti hanno un re che più che altro è un dottore che cura i casi più gravi.
La figlia, la principessa Amber, si occupa invece del Giardino dell'Ombra, dove si coltivano le piante per le medicine.
Amber non è mai stata fuori da palazzo, conosce solo quella decina di persone che lo abitano, compreso Jasper, il figlio del Magistrato alle Acque.
Città del Sole, dipende totalmente dall'acqua e dalla sorgente da cui essa arriva.
Si narra che Città del Sole, non sia sempre vissuta dell'insediamento attuale, ma che si posti man mano che la sorgente finisce.
Per trovarne una nuova, serve il Vul Dulak e la pelle del Serpente di Fuoco.
Ovviamente, non può mancare poi un sacrificio!
A sostenere con convinzione questa leggenda è il sacerdote di Città del Sole, anche chiamato il bruciato per via dei numerosi riti della scottatura a cui ha partecipato. E quando l'acqua in città inizia a mancare, superstizioni o meno, il Vul Dulak va cercato, l'antico rito va effettuato.
Amber non ne vuole sapere di dare ascolto a tali sciocche leggende, tanto che non si è nemmeno mai sottoposta al rito della scottatura, tramite cui i bambini vengono esposti per un giorno intero a Vebrah (il sole).
Ma se l'acqua viene mancare, cos'altro si può fare?
Un libro pieno di tradizioni, grandi ideali e spregevoli riti.
Un racconto che segue le vicende di vari personaggi, che finiscono poi con l'incatenarsi l'uno all'altra.
Evocative e dettagliate descrizioni ci portano tra le strade di Città del Sole, nel deserto e tra il popolo Koi Koi.
Una storia coinvolgente, ricca di tensione, dalla scrittura fluida e appassionante, che però mi ha lasciato l'amaro in bocca.
Ero curiosa di conoscere la fine, ho letto con interesse la storia ma una volta preso atto della conclusione, sono rimasta delusa, mi aspettavo un finale migliore.
Nonostante questo, ho sfogliato con piacere questo testo fantasy, pieno di curiosi dettagli.
Assegno quindi al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 2 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Amber piange e i suoi singhiozzi salgono verso le stelle indifferenti."

- "Non sarò la loro vittima e non ti permetterò di diventare un assassino."

- "Sapere è diverso da vedere. Finché non hai visto, ciò che sei convinto di sapere può cambiare."

venerdì 24 marzo 2017

Recensione: "Solo l'Amore" - Francesca Lesnoni


Editore Amazon
Pagine 155
Prezzo ebook 2,99 EURO
Anno prima edizione 2016
Genere Narrativa


Lucia è scomparsa... nessuno sa che fine abbia
fatto la dolce sorella di Carlo, unico indizio un biglietto:
"Non preoccupatevi, sto bene. Vado dove ho sempre desiderato essere, da che ho memoria..."
Nessuno però si preoccupa realmente della sparizione di Lucia tranne Pier che, innamorato da sempre di lei, decide di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi alla misteriosa ricerca.
Per sua fortuna Pier potrà contare sull'aiuto di alcune persone, come i signori Dardi, due amabili vecchietti, che gli consegneranno dei bigliettini scritti da Lucia; o Luigi, un sapiente tappezziere con la passione per la lettura, che lo aiuterà a mettere ordine nei suoi taccuini pieni di appunti e divagazioni; o l’amatissimo padre che, al momento opportuno, saprà cogliere una traccia importante…
Ma, prima di trovare Lucia, Pier dovrà confrontarsi con una diversa percezione di sé e degli altri, rivisitare la propria vita, comprendere qual è il suo vero sogno...
Grazie al suo intelligente umorismo e piccoli colpi di scena, Pier si ritroverà su un aereo diretto a Parigi.
Sarà lì che finalmente rincontrerà Lucia?

Pier ha una cinquantina di anni e lavora come architetto.
Quando scopre che Lucia, amica d'infanzia, amore della sua vita e sorella del suo migliore amico è scomparsa, si prende un anno sabbatico per tentare di ritrovarla.

"Ammettere di essere fragili è il primo passo passo per diventare forti."

Non è stata rapita, perchè alle spalle, Lucia si è lasciata un biglietto di commiato, motivo che evita ai
suoi cari di spaventarsi troppo.
Pier però vuole ritrovarla e inizia quindi la sua ricerca, un viaggio che lo porterà tra persone, ricordi, dipinti e che animerà la sua fede.
Ecco il cuore pulsante del libro, il percorso compiuto da Pier, gira tutto attorno a questa sua ricerca, a questa sua voglia di ritrovare Lucia, che lo porterà a rivivere giorni ed emozioni passate.
Più che un'indagine, quella di Pier, è però una contemplazione della vita, che lo porta a ripercorrere la sua esistenza, per ritrovare anche un pò se stesso.
Questo è un libro che si può definire introspettivo, dove il Lettore, seguendo il protagonista, sprofonda in riflessioni diverse e personali.
A seconda poi dei gusti personali, questo può piacere o meno.
A mio parere, il testo divagava troppo, indugiando su fatti secondo me secondari, preferivo una maggior attenzione al "caso di Lucia" piuttosto che non ai ricordi. Questo però è una mia opinione soggettiva perchè so bene che il libro non è un giallo ma bensì un testo di narrativa.
Non ho amato quindi la trama di per sè, a mio parere tergiversava troppo, mi aspettavo qualcosa di più coinciso.
Quindi non penso tanto che il racconto sia pessimo ma più che altro che non sia di mio gradimento, per via di un mio gusto personale.
Perchè poi il libro è scritto con cura, le descrizioni sono accurate, le scrittura è dolce e fluida, è un buon testo, però bisogna amare il genere. Io prediligo storie più attive, questa è più un flusso di pensieri legate a vicende personali del protagonista e per questo non mi ha entusiasmata molto.
Ho deciso quindi di fare una media tra il mio parere personale e la visione oggettiva che ho del libro.
Gli assegno quindi:

- Trama: 2 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "I libri sono vivi nel momento in cui qualcuno li legge."

- "I colori m'invadono, mi entrano dentro sino ad arrivare al cuore."

- "Mi sono reso conto che la Montagna che stavo scalando non era quella dei ricordi, ma quella quella della vita."

5 COSE CHE ... 5 elementi essenziali che valuto nell'acquisto di un libro

Per la rubrica:

Dopo aver saltato il precedente appuntamento con questa rubrica, rieccomi qui ad affrontare il tema "5 elementi essenziali che valuto nell'acquisto di un libro".
Di solito mi bastano meno di cinque elementi per decidere se acquistare o meno un libro, a volte me ne basta uno solo, ma vedrò di rispettare tutti e cinque i punti.

1. Copertina


Ciò che mi attira maggiormente in un libro è senza dubbio la copertina, quindi se l'immagine non mi convince non degno il libro di uno sguardo.
Al contrario, a volte è capitato che acquistassi un libro unicamente perchè mi piaceva la copertina, senza nemmeno aver letto la trama, o per lo meno, averla sfogliata solo velocemente.

2. Il titolo


Se la copertina di un libro non mi piace ma il titolo è una vera opera d'arte a sé, beh allora potrei lo stesso dare una chance al volume.
Mi piacciono i titoli poetici, filosofici, pieni di carisma e originali.
Non resisto a un buon titolo.

3. Prezzo


Ultimamente compro solo ed esclusivamente libri usati quindi direi che il prezzo è fondamentale nella mia scelta di acquistare o meno un libro.
Gioco sempre al ribasso. Se il libro viene più di 4,00€ (arrivo massimo a 10,00€, ma solo per i libri che voglio davvero tanto) lo metto in lista d'attesa fino a quando non lo troverò a un prezzo minore.
A volte, però, succede che il libro sia introvabile, in quel caso cerco di non essere troppo fiscale per la questione del prezzo.

4. Se è un libro singolo o appartiene a una saga
Ho una lista infinita di letture da fare e tendo ad evitare di impegolarmi con trilogie o saghe.
Quindi se il libro in questione mi attira ma scopro che è una saga, lo rimetto sullo scaffale, a meno che non attiri proprio tanto la mia attenzione. 

5. La trama


Non bada tanto alla trama, forse è l'ultima cosa che guardo.
Amo ogni genere e sono curiosa di natura, molti libri li accetto di recensire senza aver prima letto la trama. La tengo conto più che altro quando sono indecisa se prendere o meno un libro.

giovedì 23 marzo 2017

Recensione Cinematografica: La Bella e la Bestia

Per la rubrica: 

Proprio ieri sera, miei cari Lettori, sono andata a vedere la rappresentazione cinematografica del classico Disney "La Bella e la Bestia". Uno dei miei cartoni animati preferiti! Sono perciò lieta di dirvi che questa versione altri non è che il cartone tramutato in film, talmente fedele è all'opera originale.
Ma prima della critica, pensiamo alla trama.


Il film racconta la stessa storia del cartone, in questo è piuttosto fedele.
In pratica, si narra di Belle, giovane e brillante ragazza da tutti vista come persone strana e insolita. che per salvare il padre, prigioniero della Bestia, offre la sua libertà in cambio di quella del genitore.
La Bestia accetta, in quanto per lui è preferibile avere la ragazza a palazzo e non il padre. Ha una maledizione da spezzare e la rosa che ne scandisce il tempo, è quasi del tutto morta.
La Bestia deve farsi amare da Belle, solo così potrà liberare il castello dall'incantesimo che una strega gli ha fatto e con esso tutto il personale tramutato in stoviglie.


Vediamo ora le differenze con il cartone, che sono davvero poche!
Le canzoni, innanzitutto, sono molto simili a quelle originali, hanno le stesse tonalità, stesso senso di fondo, ma alcune parole diverse.
Come nel cartone, la canzone di maggior successo ed effetto grafico è proprio "Stia con noi".


Altre differenze sono legate alla storia della madre di Belle, alle tempistiche e al padre di Belle che viene legato nella foresta.
Anche la versione della libreria del paese non è delle migliori.
Nel cartone si vede una libreria piccola composta da un paio di scaffali a muro, nel film, invece, è formata solo da un paio di volumi sopra a mobile! Che tristezza!
In compenso, la libreria della Bestia non è affatto male, anche se non ai livelli di quella che ci ha fatto sognare nel cartone.


Ora, per quanto riguarda gli attori, abbiamo un cast davvero pieno di celebrità.
Nel ruolo di protagonisti abbiamo Emma Watson (Belle) e Dan Stevens (Principe / Bestia).
Nei ruoli secondari vediamo invece Luke Evans (Gaston), Kevin Kline (Maurice), Josh Gad (Le Tont), Ewan McGregor (Lumière), Ian McKellen (Tockins), Emma Thompson (Mrs. Bric), Gugu Mbatha-Raw (Spolverina), Nathan Mack (Chicco).
Ritrovare Emma Watson in panni diversi da quelli di Hermione è stato un po' un colpo, infatti quando l'ho vista con il bastone in mano mi ha ricordato quando reggeva la bacchetta contro Voldemort! 

Tutti grandi attori dall'interpretazione lodevole, ho avuto dei dubbi sulla Bestia però, e sui trucchi esagerati con cui pitturavano il viso dei personaggi del palazzo in versione umana.
Gli effetti speciali sono però magnifici! Hanno fatto davvero un gran lavoro da questo punto di vista.
Anche i personaggi tramutati in stoviglie sono stati creati con sorprendente cura, sono dei veri gioielli.


Molto buono il doppiaggio, un po' carente nelle parti cantate, peccato, perchè è un film quasi perfetto.
Mi è davvero piaciuto, l'ho guardato con la magia negli occhi. 
Attori, scenografi, regia, tutti gli operatori hanno dato il massimo, e anche i costumisti non sono stati da meno.


Insomma, un film da guardare e da riguardare, con il quale si può cantare a squarciagola e innamorarsi con sorprendente semplicità.