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martedì 6 ottobre 2015

"La casa di Parigi" - Elizabeth Bowen


Editore SONZOGNO  
Pagine 288
Prezzo cartaceo 16,00 EURO  
Anno prima edizione 1935
Genere: Narrativa straniera 

Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia
sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), La casa di Parigi, oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.







“La casa di Parigi” è un libro datato 1935, che è stato recentemente tradotto e pubblicato dalla casa editrice Sonzogno.
La storia di cui parla è ambientata poco dopo la fine della Grande guerra, a Parigi, la città per cui io provo più antipatia!
Siamo in pieno inverno ed Henrietta, una bimba di dodici anni proveniente da Londra, ha appena fatto il suo ingresso nella cupa capitale francese.
Henrietta è diretta nel sud della Francia, dove vie sua nonna, ma a causa di problemi di coincidente, è costretta a fermarsi un giorno presso la signorina Naomi Fisher, amica della nonna.
Qui farà la conoscenza della vecchia, arcigna e manipolatrice madre di Naomi, che è costretta a letto per colpa di una malattia che la sta debilitando sempre più.
A casa Fischer, Henrietta conosce anche un altro pendolare, il piccolo e timido Leopold, che è in attesa di incontrare, per la prima volta da quando è nato, la madre.
Ed è proprio la figura della madre di Leopold che monopolizza la seconda parte del libro. Dal presente, facciamo un salto nel passato, per conoscere la storia di Naomi e della sua amica Karen. Due personaggi opposti ma uniti dai loro imminenti matrimoni.
Come quasi sempre accade nei libri, però, qualcosa va storto e manda a monte i piani delle due fanciulle.
Questo è decisamente un testo ricco di descrizioni precise e corpose.
La scrittrice riesce a dare al Lettore una visuale chiara dei personaggi, ne descrive meticolosamente i movimenti, le parole, i pensieri e forse, proprio per questa sua precisione maniacale, non riesce a donar loro la capacità di arrivare al cuore del Lettore. Appaiono ben realizzati, ma come assopiti tra le pagine del libro.
Numerosi i dialoghi che approfondiscono la storia, ben definito il racconto ma, sfortunatamente, la trama appare uggiosa, passiva, troppo lineare, priva di anima.
Un libro in grado di far viaggiare il Lettore tra passato e presente, che vi porterà a conoscere la vita delle persone del dopo guerra, che permetterà alla scrittrice di esprimere il suo talento nel delineare magistralmente i luoghi che fanno da sfondo alle nostre vicende.
Un’opera che, se non fosse per la trama piatta, farebbe innamorare i Lettori di ogni tempo.
Assegno al libro:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "A volte si desidererebbe aver fatto qualcosa di più."

- "Non sarebbe per me un problema sentirmi insignificante, ma sarebbe terribile scoprire che il mondo lo è."

- "Henrietta e Leopold si strinsero la mano per la prima volta, come se si accingessero a compiere un rituale selvaggio."

5 commenti:

  1. Lo stile del l'autrice e le descrizioni non mi dispiacevano, ma non ho proseguito...sbadigliavo!

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    1. sì non è stata una lettura troppo entusiasmante.

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  2. A me il suo stile è piaciuto molto. E la parte centrale mi è piaciuta di più rispetto alla prima e l'ultima XD

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  3. queste copertine volutamente artefatte sminuiscono il mio interesse per questo genere di libri

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  4. A me sembra noioso, in effetti! çç

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