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martedì 22 gennaio 2019

Recensioni: "Jane e l'eredità di Sua Signoria" - "La ballerina dello zar" - "La casa degli spiriti"


"Jane e l'eredità di sua signoria. Le indagini di Jane Austen" di Stephanie Barron

Editore Tea
Genere Giallo Storico
Ottavo libro della serie

1809, Hampshire.
Jane ha ricevuto in eredità un baule pieno di pericolosi diari, lettere compromettenti, documenti pieni di cospirazioni e scandali.
Un baule prezioso pieno di ricordi, testimonianze importante di un furfante gentiluomo.
Baule che Jane dovrà tenere al sicuro perché conteso da molti.
Proprio mentre tenta di nasconderlo nella cantina della sua nuova residenza, Jane si imbatte in un cadavere.
"Jane e l'eredità di Sua Signora" è l'ultimo libro (pubblicato in Italia) della saga che vede protagonista Jane Austen.
La fine di questa serie è oltremodo amara, tanto che non volevo nemmeno leggere quest'ultimo volume.
In questo libro aleggia più che mai la morte, Jane verrà circondata da disgrazie, cospiratori e segreti.
Le indagini che porterà avanti non sono tra le più brillanti, diciamo proprio che quest'ultimo libro non è all'altezza degli altri.
Si sente la mancanza di un personaggio che ha contribuito a rendere speciali gli altri libri.
Peccato per questo finale perché la serie merita davvero di essere letta.

"La ballerina dello zar" di Adrienne Sharp

Editore  Neri Pozza
Genere Narrativa

Nel 1971, Mathilde è un'anziana malinconica di novantanove anni che ricorda gli anni trascorsi in Russia, anni in cui ballava nei teatri, anni in cui era l'amante di granduchi e ... dello zar.
A diciassette anni, Mathilde inizia la sua ascesa nella famiglia imperiale dei Romanov.
Mathilde è una proprietà del Balletto imperiale, deve sottostare a rigide regole ma soprattutto, una volta ottenuto il diploma, deve trovarsi un facoltoso amante che le faccia da protettore e che la mantenga.
Lei ha scelto il futuro zar Nicola II.
"La ballerina dello zar" è la storia di una ballerina, di un'amante, di una donna che è diventata parte della storia russa.
Il libro è ambientato in gran parte in una Russia antica, elegante, sfarzosa, che però vediamo crollare, anno dopo anno, pagina dopo pagina.
Sono rimasta impressionata non tanto dalla trama ma dalla protagonista: Mathilde Kschessinska, una donna fantastica non perché nobile d'animo, generosa o gentile, ma perché spudoratamente se stessa! Lei si è ambientata nella realtà in cui è nata, è una persona tosta, determinata, opportunista! Schietta, concreta, sa ciò che vuole e si impegna al massimo per ottenerlo. Non ha problemi di morale, altro che piangere durante la propria incoronazione, lei avrebbe brillato con fierezza!

" ... la zarina scoppiò in lacrime davanti a tutti. Che idiota!"

Ero convinta che questo fosse un romanzo, in realtà è più una biografia, tra l'altro, errata. Alcuni fatti principali della trama sono infatti frutto della fantasia dell'autrice.
Belle poi le storie popolari e i termini in lingua che arricchiscono il libro ... peccato che per questi ultimi non ci siano anche delle note con la traduzione!
"La ballerina dello zar" è, insomma, un libro con alti e bassi. Sinceramente, mi sento di consigliarvelo ma come già ho scritto, non aspettatevi un romanzo vero e proprio, i dialoghi non sono tanti, è più un flusso di ricordi narrato dal punto di vista di Mathilde, per questo ho detto che sembra una biografia.

" ... l'ultimo zar visse e amò ... amò me."

"La casa degli spiriti" di Isabel Allende

Editore Feltrinelli
Genere Narrativa

Questo libro segue le vicende che vedono protagonista la famiglia Trueba, generazione dopo generazione.
Tutto inizia con Rosa, la maggiore di undici fratelli (quelli che sono sopravvissuti). Rosa è definita da tutti un angelo, tutto il contrario di Clara, sua sorella minore, una bambina prodigio che prevede terremoti e disgrazie, sposta gli oggetti senza toccarli e ha l'abitudine di non parlare per lunghi periodi.
Clara vive in un mondo tutto suo, un mondo pieno di spiriti. La sua mente è lontana mille miglia dalla realtà, mentre le persone intorno a lei litigano per ottenere il suo amore.
La storia inizia con queste due sorelle Del Valle ma poi si evolve, subentrano i Trueba ed ecco che ci troviamo ad assistere all'alternarsi delle generazioni e delle epoche. Mutamenti che spesso si sporcano di sangue.
"La casa degli spiriti" è una storia di lotte, ingiustizie, violenze; è una storia che parla di donne singolari e coraggiose, di amori impossibili e legami che non possono essere spezzati.
Sono rimasta un po' delusa da questo libro, tutti i pareri positivi che avevo sentito in merito, forse, mi hanno spinta a sopravvalutarlo.
La storia dei Trueba, in sé, non è male, è molto ricca di eventi, di relazioni, di ribellioni, purtroppo alcune parti sono un po' monotone, il libro non mi ha propriamente fatta impazzire, anzi, a tratti mi ha un po' annoiata.

" ... da quanto te ne sei andata dal mio fianco, nessuno mi ha più dato tanto amore."

giovedì 17 gennaio 2019

Letture di Gruppo di Gennaio: "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" e "9 Novembre"


Cari Lettori,
quest'anno voglio fare un nuovo esperimento.
Invece di scrivere singoli articoli per ogni recensione, voglio fare un unico articolo in cui metto a confronto varie letture.
Ogni mese pubblicherò quindi un articolo in cui parlerò delle due letture di gruppo (qui il link di facebook dove discutiamo delle letture --> qui) e altri in cui metterò a confronto le ultime mie tre letture.
Oggi, do ufficialmente il via a questo mio esperimento, parlandovi delle letture di gruppo di gennaio.

"Pomodori Verdi Fritti al caffè di Whistle stop" di Fannie Flagg

Editore Bur
Pagine 368
Genere Narrativa 

"Pomodori Verdi Fritti al caffè di Whistle stop" è stato non solo la mia prima lettura dell'anno ma anche la prima lettura di gruppo di gennaio.
Questo libro racconta una storia molto lunga, narrata da personaggi diversi, sotto forme diverse.
Ad aprire la narrazione è Ninny, una donna ormai anziana che vive (solo momentaneamente!) in una casa di riposo.
Ninny è alquanto logorroica e nel 1985, quando un'ignara Evelyn le si siede accanto, non perde tempo, inizia a parlarle della sua vita e di quella dei clienti del Whistle Stop.
Ecco che veniamo trasportati nel passato, nella quotidianità delle due proprietarie del caffè: Idge e Ruth.
Conosciamo la loro grande famiglia, gli amici, i vagabondi di cui si prendono cura.
Attraverso i bollettini di Dot conosciamo i fatti scabrosi, simpatici e tetri dell'epoca. Un'epoca, un mondo, che ora vive solo nei ricordi. Un mondo non tra i più giusti, ma dal fascino semplice, genuino, pieno di valori e di un certa impalpabile leggerezza.
In questo libro pullulano eventi ironici e inusuali come l'apparizione di pantegane nel water, un insolito funerale a un braccio, la fondazione del club dei maiali e di quello in cui si raccontano solo bugie.
Fannie Flagg crea storie che di base sono malinconiche e complicate ma riesce poi a renderle speciali e folli, grazie a un'ironia fine e al coraggio di un manipolo di personaggi che non si arrendono di fronte alle difficoltà.
In "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" compaiono personaggi rudi, protetti da una forte corazza che racchiude animi buoni, giusti e comprensivi.
Personaggi che ti stupiscono e ti strappano più di un sorriso, nonostante le loro vite complicate, in cui non viene risparmiato loro nulla.
Idge e Ruth sono due protagoniste audaci, generose, maestre nell'arte di vivere con coraggio e serenità nonostante le difficoltà.
"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" racconta una storia d'amore potente, anticonvenzionale, soprattutto a quell'epoca.
Questo libro mi è davvero piaciuto, è riuscito a divertirmi ma mi ha resa anche un po' malinconica perché la sua conclusione segna anche la fine di un'epoca in cui hanno vissuto personaggi fantastici.

"Secondo me la gente non è più felice come una volta."


- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 5 - Cover: 3 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo: 

Chiara: Tanti personaggi, sicuramente voluti, hanno mostrato ritratti fugaci ma comunque vividi delle diverse anime del periodo. Le molte "voci" hanno aumentato i punti di vista, la lettura scorre veloce in un alternanza di parti serie e spassose."

Marianna: "Una storia coinvolgente e humour ambientata in un caffè dell'Alabama, Whistle Stop durante il periodo della Depressione.
Un libro profondo e introspettivo, che affronta temi complicati come il razzismo, la violenza sulle donne e l'omosessualità con leggerezza e umorismo con uno stile accattivante e ricercato. La Flagg ha uno stile ricercato e "vintage" ricco di sentimenti e nostalgia."

Roberta: "Carino come tutti i libri della Flagg ma questo l'ho trovato anche un po' triste. Ambientato nel periodo della depressione in Alabama non è certo un periodo simpatico ed allegro.
L'ho trovato molto riflessivo e mi ha fatto pensare a come vivo e a quante cose mi sto perdendo nella vita. Molto carino, consiglio la lettura!!!!!"

Cinzia: "Mi è piaciuto molto, avevo visto il film più di una volta e non avrei mai pensato di leggere il libro😉!
Devo dire che di fondo il film è abbastanza fedele ma stranamente l'immagine dei protagonisti che si è formata nella mia mente era simili agli attori scelti per interpretarli ma non proprio uguale!
È la prima volta che mi capita, di solito se leggo un libro dopo averne visto il film nella mia mente vedo gli attori 😂😂😂😂"

Melania: "Che bel libro! Mi ha portata indietro nel tempo, mi sembrava di essere una di loro, immaginare ogni dettaglio, sentirne a volta addirittura gli odori! Un libro che affronta temi dolorosi sempre con un contorno di ironia e leggerezza.. Ogni personaggio è da amare. Lo consiglio, è stato veramente piacevole."

Stefania: "Io l'ho riletto perché avevo un bel ricordo e l'ho confermato. É un libro che si affaccia in quegli anni dove era preponderante il razzismo e la violenza sulle donne. É un libro triste, che ti entra dentro. La Flagg ha un modo particolare e semplice per scrivere, ma profondo."

Elena: "Ce l'ho fatta pure io questo mese.... voi siete troppo veloci. .. tutti questi salti temporali e non cronologici mi hanno messa abbastanza in crisi all'inizio. Ma una volta che ho ingranato mi sono lasciata travolgere da queste varie storie con un sottofondo nostalgico e malinconico. Ho adorato Idgie, una vera eroina anticonformista, dura ma sensibile, va dritta per la sua strada, indipendentemente da ciò che pensano gli altri. Molto bella anche l'amicizia che nasce tra Evelyn e Ninny. Con la scusa questa settimana mi sono anche vista il film, che tutto sommato è abbastanza fedele al romanzo."

Manuela: "Nel complesso mi è piaciuto. Le note positive sono: la scrittura della Flagg, piacevole e scorrevole. I luoghi, descritti con maestria, spesso mi sono immedesimata riuscendo a vederli (il salone di bellezza della signora Opal, il caffè di Idgie e Rhut), ma anche i personaggi. Ho amato alla follia Idgie e tutto il Club dei cetrioli sottaceto. Le note negative: troppo caotico con i salti temporali e non mi è piaciuto nemmeno il fatto che molto spesso gli eventi venivano ripetuti. Ho parlato dei personaggi che li ho amati… in realtà, uno l'ho odiato profondamente, EVELYN🤬"

Lisa: "Ci sono anch'io, il libro mi è piaciuto. Più di tutto mi è piaciuto il salto temporale che fa la narrazione, sopratutto la parte di Nanny. Mi e molto simpatica anche perché è l'unica rimasta che può parlarne in prima persona.È il terzo libro che leggo della Flagg e la sua scrittura mi piace, è rilassante nonostante gli argomenti che tratta. Ne cercherò altri."

Daiana: "Che bello! Ringrazio davvero per lo spunto, mi sono davvero goduta questo libro.
La scelta narrativa mi ha coinvolto e mi ha fatto respirare (o forse sarebbe meglio dire assaporare) l'epoca in cui è ambientata la storia.
I personaggi sono davvero molti, come le tematiche... Ma lo trovo un punto di forza.
Davvero felice di averlo letto."

Ilaria: "Mi è piaciuto davvero tanto! L'ho preso in biblioteca, ma è uno di quei libri che aggiungo alla lista di quelli da comprare, perché mi ha davvero entusiasmato."

"9 Novembre" di Colleen Hoover

Editore Leggereditore
Pagine 308
Genere Romanzo Rosa

Di tutti i libri che ho letto della Hoover questo è quello che amo di meno.
I protagonisti della storia sono Fallon (che nome 😕) e Ben, due ragazzi di diciotto anni.
Fallon ha la parte sinistra del corpo ricoperta di cicatrici, conseguenza dell'incendio scoppiato a casa del padre (i personaggi della Hoover hanno sempre un qualcosa che li rende speciali! Non ama molto la perfezione.)
Fallon ha un rapporto conflittuale con il padre, lui non eccelle in eleganza, la delicatezza non sa nemmeno cosa sia e beh, come perdonare un padre che si dimentica di te?
Fallon e il padre condividono però l'amore per la recitazione ed è proprio per informarlo della sua imminente partenza che la ragazza lo incontra in un ristorante.
Nonostante il padre la informi molto chiaramente che con il suo viso non diventerà mai una grande attrice, Fallon vuole andare a New York per lavorare a teatro.
Proprio in quel ristorante, Fallon incontra Ben, un ragazzo a lei sconosciuto che finge di essere il suo compagno per aiutarla a fronteggiare il padre prepotente.
Quell'incontro segnerà il destino dei due giovani, il 9 novembre, per loro, assumerà un significato speciale. Si promettono, infatti, di incontrarsi, per i prossimi cinque anni, solo in quella giornata, senza avere altri contatti durante tutto l'anno.
Ecco, questo loro progetto è la prima cosa che mi ha infastidita. L'idea può sembrare romantica ma alla fine si dimostra essere solo un gioco infantile che porta più dolore e incomprensioni che gioia.
Diventa quasi una barriera tra di loro.
Fallon poi, come protagonista femminile, non è il massimo. La sua insicurezza è giustificata da ciò che le è accaduto ma non è un motivo valido per scusare le volte in cui, invece di affrontare una situazione, scappa alla velocità della luce. Lei fugge, lei non ascolta ma decide per tutti. L'ho trovata molto immatura e con il passare degli anni, non migliora!
"9 Novembre" presenta l'usuale scrittura coinvolgente della Hoover ma la sua trama non ha fatto breccia nel mio cuore, non come gli altri testi dell'autrice.

"Perché non mi hai detto che le fondamenta sulle quali mi hai insegnato a stare in piedi sono fatte di sabbie mobili?"


- Trama: 3 - Narrazione: 4 - Personaggi: 2 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo:

Antonella: "La storia del 9 novembre è davvero una bambinata, non avendo mai letto niente della Hoover mi è piaciuto! 
È riuscita a tenermi incollata alle pagine, nonostante la storia avesse alcune pecche, il finale da solo vale tutto il libro!"

Sara: "A me è piaciuto tanto forse perché non avevo mai letto niente altro di suo, mi piace lo stile fresco e leggero. Ho amato Ben da subito, leggermente prevedibili quasi tutti i risvolti ma... promosso a pieno."

Sabrina: "A me è piaciuto tantissimo ho finito il libro in due giorni e ho adorato ben riscontrando in Fallon tratti a volte infantili ma dovuti prima all'età e poi a ciò che ha vissuto... Mi sono anche commossa."

Sonia: "Questo non è il classico romanzo d'amore.
Questo libro non mi ha incuriosita subito, anzi se proprio devo essere onesta non gli avrei dato nemmeno una seconda occhiata guardando la copertina!! Ma dopo aver letto la trama che mi ha incuriosito non vedevo l'ora di leggerlo. L'ho letto tutto d'un fiato e lo consiglio a chiunque sia titubante come me per la prima impressione che può dare, merita!"

Manuela: "Sono felice di aver cominciato questo 2019 con una lettura che mi ha lasciato dentro qualcosa… Quando ho chiuso il libro ho sentito quella malinconia che si prova quando si saluta dei cari amici.. Lo consiglio!"

Cinzia: "Scorrevole ed immediato è tutto troppo sopra le righe, un amore così intenso che si auto alimenta dal nulla di anno in anno per 5 anni, dialoghi molto costruiti poco spontanei e credibili, il tutto tra due persone che hanno avuto modo di toccare con mano la brevità della vita e che non ne hanno appreso la lezione.
Una storia stiracchiata a viva forza con un finale troppo rosa.
Una storia degna di essere ambientata a Bollywood più che a Hollywood.
Consigliato alle giovani romantiche sognatrici incallite."

Roberta: "Finito, spettacolare!!!! Era da un po' che un libro non mi prendeva tanto cosi!!! Ho adorato ben fin dall'inizio, mi ha deluso molto verso la fine, le rivelazioni mi hanno sconvolta, ho sofferto con tutti e due.
Il finale è stato spettacolare non poteva finire meglio!!!"

Irene: "Questo romanzo, nella sua storia d’amore semplice e leggera ci insegna che bisogna andare oltre le apparenze, le cicatrici esteriori e che spesso qualcuno ne ha ben di più profonde nell'anima anche se non visibili. Mette in evidenze che é possibile perdonare e soprattutto che la verità per quanto scomoda viene sempre a galla."

Alessandra: "Questo libro l'ho letteralmente divorato, idea originale anche se improbabile e scritto molto bene ma... non basta.
Non ho molto amato il personaggio femminile, partendo pure dal nome 😱, a volte capricciosa ed egocentrica, poco incline a "vedere" oltre. Direi che in alcuni punti la storia è parecchio scontata, solo alla fine c'è un bel colpo di scena e se devo essere sincera mi ha irritato tutto questo "penso ma non lo dico".
Perciò, riassumendo, lettura piacevole e consigliata particolarmente a lettrici giovani."

Maria Francesca: "Una storia che emoziona e, in virtù di quell'incontro annuale, tiene incollati alle pagine. Non è tra i romanzi che definirei "capolavori", anche perché ci sono aspetti che sono poco realistici, ma la lettura è stata molto piacevole."

Federica: "La prima metà è corsa via come un niente, mentre la seconda l'ho trovata più farraginosa, eccessiva.
Dicono che per fare un buon romanzo si debbano offrire un sacco di imprevisti ai protagonisti... ma forse qui ce ne sono fin troppi.
In ogni caso, sono felice di averlo letto, la scrittura è piacevole, la storia meno scontata di quel che pare all'inizio e i protagonisti dono ben caratterizzati e in grado di rubare una risata.
Tre stelle piene."

Chiara: "La trama: i colpi di scena erano preparati già dai primi capitoli ma in modo un po’ goffo a mio parere.
I dialoghi: ogni battuta sempre circolare,che ritorna, preparata. Forse può andare bene per un film ma per un romanzo a me non piace.
Aspetti positivi
Dylan Thomas: carino il riferimento al poeta, chissà se è importante anche per l’autrice.
Facilità di lettura."

Melania: "Non sono amante del genere rosa, soprattutto quando questo è infantile e un po' impossibile. Questo libro è proprio uno di quelli. Costruita la storia, a tratti veramente assurda. Ho già letto di lei un altro libro e quello mi era anche piaciuto. Ma questo soprattutto all'inizio è stato veramente faticoso, per fortuna poi a metà la trama incuriosisce e quindi scorre. "

Elisa: "Ma sapete che vi dico? Che la Hoover riesce ogni volta a far uscire la parte sognatrice e romantica di me. Che sto adorando questo libro pur con tutti i suoi ‘limiti’, che mi sta facendo emozionare e sperare. Che vorrei esistesse davvero un Ben... che sognare un pochino non fa così male ☺️ quindi per me promosso a pieni voti! E ben venga la hoover che mi fa leggere quello che vorrei vivere anche io... ho adorato i personaggi e la storia, i loro risvolti e la morale che la scrittrice non tralascia mai... sono peggio le cicatrici visibili o quelle invisibili in fondo?"

Paola: "Vorrei dire che l'idea di base è una cosa romantica ma a me pare solo tristissima. Qui non stiamo parlando di una relazione a distanza, ma di un niente con un appuntamento ogni 365 giorni. Capisco lui (per ciò che si scopre), ma come è possibile per lei restare legata a una cosa del genere? Come si fa a innamorarsi di una persona dopo 8 secondi (vabbè, succede) ma poi tenere vivo questa cotta per uno sconosciuto con cui passi una manciata di ore all'anno. Che cavolo di vita fai?"

Manuela: "Un libro che a tratti mi ha fatta ridere e a tratti piangere, un libro che per certi versi sembra un po’ adolescenziale ma che comunque racconta una bella storia. Sono felice di aver cominciato questo 2019 con una lettura che mi ha lasciato dentro qualcosa… Quando ho chiuso il libro ho sentito quella malinconia che si prova quando si saluta dei cari amici.. Lo consiglio!"

Cinzia: "Scorrevole ed immediato è tutto troppo sopra le righe, un amore così intenso che si auto alimenta dal nulla di anno in anno per 5 anni, dialoghi molto costruiti poco spontanei e credibili, il tutto tra due persone che hanno avuto modo di toccare con mano la brevità della vita e che non ne hanno appreso la lezione.
Una storia stiracchiata a viva forza con un finale troppo rosa.
Una storia degna di essere ambientata a Bollywood più che a Hollywood.
Consigliato alle giovani romantiche sognatrici incallite."

giovedì 10 gennaio 2019

Recensione: "La vita inizia quando trovi il libro giusto" - Ali Berg e Michelle Kalus


Editore Garzanti 
Pagine 310
Prezzo ebook 9,99 €
Prezzo cartaceo 17,90 €
Genere Narrativa

Frankie lavora nella libreria "Little Brunswich Street Bookshop" di proprietà di Claud, marito della sua migliore amica Cat.
Frankie è una bibliofila convinta, alle medie scriveva lettere d'amore a Mr. Darcy, gli scaffali di casa sua sono pieni di libri e ha anche pubblicato due libri, il secondo ha raccolto però vagonate di critiche negative, motivo per cui il blocco dello scrittore ha preso il sopravvento sulla sua ispirazione e ha messo da parte la penna per dedicarsi unicamente alla vendita di libri.
Frankie è ora concentrata su un obbiettivo delicato: trovare l'uomo della sua vita.
La nostra protagonista è così disperatamente agguerrita su questo suo progetto che un giorno bacia sul naso un cliente sconosciuto che l'ha colpita per il suo aspetto letterario: un mix perfetto di John Knightley, Mr. Darcy e Edmund Bertram. Peccato che il cliente abbia comprato "New Moon", Frankie non trova molto invitanti i gentiluomini che leggono Young Adult e non conoscono "Mansfield Park"😕
Come agire ora? Come fare a trovare la sua anima gemella?
In suo soccorso arriva Cat: "Usa i tuoi libri preferiti per trovare un uomo."
Ecco che nella mente di Frankie prende forma un piano.
Requisisce alcuni libri della libreria e ne prende altri di sua proprietà, vi scrive sopra un messaggio e un suo contatto e poi li abbandona su treni e tram, nella speranza di venir poi contatta dall'uomo della sua vita.

"Lasciami essere le parole scritte sul tuo cuore."


"La vita inizia quando trovi il libro giusto" è un romanzo pieno di spunti per future letture.
Disseminati per tutto il libro ci sono titoli, citazioni, personaggi letterari.
Insomma, è impossibile non allungare la propria wish list durante la lettura di questo libro!
Tuttavia, penso che alcune cose, in questo testo, siano un po' forzate.
Ad esempio: i nomi!
Passi l'episodio di "Ashley" (anche se per me, l'identità dello sconosciuto era chiara fin dall'inizio), passi anche l'origine un po' assurda del nome di Frankie, ma Sunny Day, Putu, insomma le autrici hanno scelto per i loro personaggi nomi molto ... insoliti e particolari, per non parlare delle storie alla loro base.
Soffermiamoci ora sulla trama.
Già dalle prime pagine, si percepisce una nota ironica presente poi in tutto il libro, nota che scaturisce da eventi buffi controbilanciati però da altri più monotoni.
Superata la parte iniziale dove tutto è nuovo e accattivante, ecco che la trama diventa leggermente più tediosa, questo perché è la stessa salsa servita in modi diversi. Sempre questi appuntamenti imbarazzanti e deludenti, sempre questi problemi altalenanti con Sunny, sempre queste difficoltà tra Cat e Claud.

"A volte essere single non è poi così male, dopotutto."

Lo dico chiaramente: la trama di questo libro non è la più eccezionale né la più innovativa in cui io mi sia imbattuta però ... però ...
Tra queste pagine si sente impetuoso l'amore per i libri, amore che invade il cuore di noi lettori con storie fantastiche fatte di sogni e magia.

"Questi libri sono i miei amici, i miei compagni. Mi fanno ridere, piangere e danno un senso alla mia vita." Eragon.


"La vita inizia quando trovi il libro giusto" è un elogio a quei preziosi amici che incantano le vite di noi lettori: i libri.
Questo romanzo non è straordinario ma sono certa che riuscirà almeno a consigliarvi qualche altra ottima lettura.
Assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

sabato 5 gennaio 2019

Dal libro al film: "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"


Per la rubrica:

Due anni fa lessi un libro la cui storia mi colpì molto.
Il libro in questione era "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows. La loro storia mi emozionò, mi travolse, mi coinvolse! E quando su Netflix ho visto l'omonimo film ... beh, l'ho guardato subito.


Juliet è una scrittrice annoiata dalle letture che il suo editore le impone di fare in varie librerie.
Un giorno, riceve una lettera inaspettata, da parte dello sconosciuto Dawsey Adams.
L'uomo l'informa che è venuto in possesso di un libro che in passato apparteneva a lei e le chiede se sa dove poter acquistare altri libri dell'autore. 
Oltre a questo, però, le racconta anche del "Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" e dei suoi bizzarri partecipanti.
Juliet è così affascinata dal club, da Guernsey, dai suoi abitanti che non resiste, molla tutto e va sull'isola.


"Il gruppo di lettura del venerdì sera divenne il nostro rifugio, un angolo di libertà dal quale osservare il mondo attorno a noi diventare sempre più buio, e scoprire alla luce di una candela nuovi mondi.
Questo rappresentava per noi quel gruppo. Ma non serve che glielo spieghi.
Lei conosce già il potere dei libri, è ciò che ci unisce nella diversità delle nostre vite."

Libro e film sono ambientati dopo la seconda guerra mondiale, ma raccontano fatti avvenuti durante la guerra.
Il film è leggermente diverso dal libro.
L'opera letteraria di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows è un romanzo epistolare.
Il libro narra gli eventi tramite una serie di lettere, il film, invece, racconta la sua storia tramite le ricerche di Juliet.
Nel romanzo molti personaggi scrivono a Juliet, mentre nel film, il solo a scriverle è Dawsey.
Alcuni personaggi del libro, proprio non compaiono nel film ma gli eventi raccontati, sono gli stessi.
La presenza di Elizabeth, poi, si sente di meno nel film, anche se è sempre il cuore della storia.


"L'originale torta di bucce di patata, ricetta originale. Niente burro, niente farina, sono solo patate, bucce di patate."

La storia alla base del libro e del film ha un fondo di verità.
L'isola di Guernsey fu davvero occupata dai tedeschi e proprio allora nacque la torta di bucce di patata. Alimento divenuto oggi un classico culinario della cucina locale.


"Deve berci il gin subito dopo."
"È stomachevole, davvero orribile."

Il film è del 2018, regia di Mike Newell.
Nel ruolo di protagonista c'è un'ideale Lily James (Juliet Ashton), al suo fianco, un dolcemente rude Michiel Huisman (Dawsey Adams), un'amorevole e determinata Jessica Brown Findlay (Elizabeth McKenna), un simpatico Tom Courtenay (Eben Ramsey) e una perfetta Penelope Wilton (Amelia Maugery) attrice famosa per il suo ruolo nella serie "Downton Abbey".


"Pensa a come i libri, la lettura, abbiano cambiato queste persone."

Il film è meraviglioso, quanto il libro.
Il potere dei libri, della lettura, la forza di fare la cosa giusta sono i grandi messaggi che vuole lanciare questa storia.
"Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" è una storia di coraggio, una storia in cui i personaggi combattono l'occupazione e la guerra con ... la loro unione, la loro amicizia, con il loro stare insieme.
"Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" è decisamente un film da guardare e un libro da leggere.
Consigliato!

"Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"
di Mary Anna Shaffer e Barrows Annie 

Recensione libro: qui

È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All’improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams – che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto – e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi.Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo.Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta.Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.Pubblicato in 37 Paesi, a lungo in vetta alla bestseller list del “New York Times”, presto un film. Un libro raro, che farete fatica a dimenticare.