Translate

Visualizzazione post con etichetta Sonzogno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sonzogno. Mostra tutti i post

venerdì 31 gennaio 2025

Recensioni: "In piedi sull'arcobaleno" - "Where the dark stands still" - "Le parole di Sara" - "Norvelt" - "Soledad"


"Le parole di Sara" di Maurizio de Giovanni
Vol. 2 Le indagini di Sara

Pagine 348
Genere Giallo

Originalità 8
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 6
Ambientazione 6

Voto Finale: 7+

Sara viene contattata con urgenza dalla sua ex collega.
Teresa ha perso il suo consueto autocontrollo, vuole che Sara scopra che fine ha fatto un suo stagista. É sparito, Teresa è l’ultima ad averlo visto.
Teresa le assegna anche l’ispettore Pardo affinché l’aiuti nelle indagini.
Sara coinvolge anche Viola, la nuora.

👍🏻 Pardo e Viola sono come cane e gatto ma l’ispettore adora il figlio di Viola. Le parti più interessanti non sono tanto quelle legate alle indagini ma le scene tra Viola e Pardo.

👍🏻 Sara é un’ombra, passa ignorata da tutti ma a lei non sfugge nulla. Legge il labiale, decifra le emozioni, le posture, i gesti.

👍🏻 Ci viene presentato un altro personaggio che faceva parte della squadra di Sara: Andrea, il suo “super potere” è l’udito.

👍🏻 A fine libro c’è il racconto in cui appare Sara per la prima volta. Parla della morte del figlio.

👎🏻 L’ambientazione non è molto sviluppata.

👍🏻Sara che indaga.
Sara che ascolta.
Sarà che fa giustizia.

"In piedi sull'arcobaleno" di Fannie Flagg

Pagine 371
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 6
Ambientazione 7

Voto Finale: 7+

Sono gli anni quaranta, a Elmwood Springs quasi tutti coloro che hanno una stanza in più la affittano, non fanno eccezione gli Smith, che ospitano Jimmy, il proprietario del Trolley Car Diner.
In quella casa vive anche il giovane Bobby, di età dieci. Non è facile essere lui, i suoi genitori sono persone importanti della comunità e le sue marachelle vengono prontamente riferite.
Suo padre è il farmacista e sua madre, Dorothy, ha un programma radiofonico molto seguito. E qui nasce un ulteriore problema per Bobby: sua madre spiattella alla radio i fatti suoi.
Di una cosa però Dorothy non parla mai: della morte del suo primogenito.

👍🏻 L’autrice passa da un personaggio all’altro senza confondere il lettore.

👍🏻 É emozionante leggere le cronache di questa cittadina ricca di vita: Dorothy e la sua radio, la vicina che si perde la madre, Bobby e le sue marachelle, i problemi adolescenziali della sorella, conosciamo i vari ospiti della radio. Personaggi fissi e altri di passaggio.

👍🏻 Seguiamo le avventure degli abitanti anno dopo anno, tanto che vediamo i bambini crescere, andare in guerra, sposarsi, avere figli a loro volta.

👍🏻 La storia inizia negli anni ‘40 e finisce negli anni ‘90.
Vediamo la cittadina mutare, la tecnologia arrivare. Guardiamo lo scorrere del tempo e i cambiamenti che porta nelle vite delle persone.

👍🏻 Con ironia e amore, l’autrice ci parla dei suoi personaggi e ci fa affezionare a loro.

"Where the dark stands still. La foresta dell'amore eterno" di A. B. Poranek

Pagine 402
Genere Fantasy

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 6
Ambientazione 8

Voto Finale: 7

Nel buio della notte, Liska si perde nel bosco mentre cerca il fiore di felce. Vuole usarlo per esprimere un desiderio: sbarazzarsi della sua magia.
Nel villaggio dove vive la magia é un problema e lei non è vista di buon occhio.
Il fiore alla fine lo trova nel giardino di un antico e decadente castello ma un imponente cervo la ferma.
É lo spirito del bosco, il suo guardiano, il Leszy.
Lui le propone un patto: lei lo servirà per un anno e alla fine lui realizzerà il suo desiderio.
Dovrà vivere lì nel bosco, circondata da demoni che si stanno ribellando.

👍🏻 Per via della sua magia Liska ha imparato a vivere nell’ombra, in disparte, ignorata da tutti. É educata, mite, buona così che nessuno la noti. É docile perfino quando pensa che il cervo voglia ucciderla.

👍🏻 Liska é in grado di vedere le creature magiche invisibili a tutti gli altri.

👍🏻 Se Liska vuole liberarsi della sua magia, il Leszy vuole invece sbloccarla, riparargliela.

👍🏻👎🏻 Il libro è ispirato al folclore polacco, ci sono un po’ troppi termini stranieri che confondono.

👍🏻 Una storia sulla falsa riga della Bella e la Bestia.

👍🏻 L’ambientazione: il bosco, il castello e i villaggi, sono affascinanti, molto pittoreschi, a tratti spaventosi.

👍🏻 La storia non è proprio romanticissima, affatto passionale. É ricca però di misteri e scontri. I nuovi amici di Liska sono inusuali ma fedeli.

"Norvelt. Una città noiosa da morire" di Jack Gantos

Pagine 310
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 6
Ambientazione 8

Voto Finale: 7+

É un’estate degli anni ‘60 a Norvelt.
Jack é a casa per le vacanze ma una mattina gli tocca alzarsi presto per andare ad aiutare la signorina Volker.
Lui ancora non lo sa, ma gli capiteranno tanti di quei guai che si giocherà l’intera estate.
Innanzitutto gli parte un colpo dal fucile, poi per poco fa un infarto quando vede la Volker fondersi le mani in una pentola, per non parlare della storia del granturco!
Insomma, Jack finisce segregato in caso, può uscire solo per aiutare la signorina Volker a scrivere necrologi e in effetti, quello diventa il momento più atteso da Jack.
Che strano però.. in effetti quell’estate muoiono un sacco di anziani…

👍🏻 Norvelt è una città piena di persone singolari, alcune sembrano proprio matte. La città è stata fondata da Elenor Roosevelt, cosa di cui gli abitanti originali ne vanno super fieri.

👍🏻 Quando Jack si agita troppo, il naso inizia a sanguinargli. Gli capita così spesso che rischia che non gli rimanga più sangue in corpo.

👍🏻 Immaginate un bambino di undici anni e una vecchietta che sfrecciano in auto con una missione: verificare se un’altra vecchietta é deceduta. Ah.. a guidare è ovviamente il bambino! Travestito da Tristo Mietitore (appropriato, non trovate?).

👍🏻 Il libro ricorda lo stile di Fannie Flagg.

👍🏻 L’autore è anche il protagonista della storia, il piccolo Jack.

👍🏻 Una storia ironica in cui non manca un pizzico di mistero.

"Soledad" di Maurizio de Giovanni
Vol. 17 Le indagini del commissario Ricciardi  

Pagine 279
Genere Giallo

Originalità 8
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 8
Ambientazione 8

Voto Finale: 7+

Il commissario e il brigadiere vengono chiamati ad indagare in centro, zona universitaria.
Un vicino li ha chiamati perché ha sentito la signora Angelina urlare in modo orribile e quando ha controllato ha trovato la figlia della signora a terra, con la testa rotta. Il suo fantasma, che solo il commissario Ricciardi vede, recita: egoista, egoista, lasciami vivere.

👍🏻Marta, la figlia di Ricciardi, ha cinque anni e ha anche lei dei poteri ma non come quello del padre. Il suo potere lo usa con i vivi.

👍🏻Il vicequestore Garzo non è mai stato così preoccupato. Le leggi razziali hanno cambiato l'Italia e in Germania sta succedendo di peggio. Il problema: sua moglie è ebrea e quindi anche i suoi figli. Il problema più grave: i fascisti lo sanno.

👍🏻Anche Ricciardi teme il nuovo governo, la famiglia della moglie è ebrea.

👍🏻La storia si svolge a Natale, ma uno misero, povero, pieno di paura. Un Natale in cui si muore.

👎🏻 Il caso, questa volta, è abbastanza banale e prevedibile. 

lunedì 23 gennaio 2023

Recensioni: "Codice 612" - "Harry Potter e L'Ordine della fenice" - "L'ufficiale e la spia" - "La panchina delle cose difficili" - "Mr Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina"


"Mr zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina" di Fannie Flagg

Pagine 235
Genere Narrativa

Originalità 8
Trama 9
Narrazione 9
Personaggi 10
Descrizioni 9
Ambientazione 10

Voto Finale: 9+

Sono i primi di dicembre e a Chicago una tormenta di neve infuria sulla città.
Il signor Campbell con fatica si trascina dal dottore, ha brutte notizie per lui. I suoi polmoni sono messi male, deve andare in un luogo con un clima migliore se no, non resisterà un anno.
Ha sempre arrancato nella vita e dato che nulla lo trattiene a Chicago, decide di contattare la struttura indicata dal medico.
Si trova in Alabama a Lost River, un posticino sperduto che conta un centinaio di abitanti.
Purtroppo la struttura è chiusa da tempo ma una signora gentile del posto gli trova una stanza presso la vicina.
Il paese è proprio un buco ma Oswald scopre che ci si trova bene.

👉 Oswald Campbell è un personaggio particolare, è un cinquantenne orfano, divorziato, completamente solo. Il suo nome lo hanno scelto per via di una zuppa che era nella sua cesta quando lo hanno trovato.

👉 Lost River è un’ambientazione deliziosa, hanno fatto venire voglia anche a me di trasferirmi. È piccola, c’è solo un alimentari che però vende di tutto e c’è un fiume che il postino ogni giorno naviga per consegnare la posta. Immaginate questo in una bella giornata primaverile a dicembre e aggiungete un bel gruppo di persone cortesi e socievoli.

👉 I personaggi sono tutti affascinanti come Roy, l’omone buono che gestisce l’alimentari con il suo cardinale Jack oppure l’orfana zoppa o il postino-pescatore.

👉 Una storia natalizia che dona mille e più emozioni. Il Natale per Oswald è solo un modo per spezzare il cuore alle persone sole come lui ma quel Natale in quel paesino sperduto gli farà cambiare idea.

👉 Mentre leggevo mi sentivo a tratti super felice oppure super commossa, è l’effetto che fa Fannie Flagg

👉 Un libro che fa bene al cuore, si legge in un attimo e ti riempie di gioia.

"Harry Potter e l'Ordine della Fenice" di J. K. Rowling

Vol. 5 serie Harry Potter

Pagine 565
Genere Fantasy

Originalità 10
Trama 9
Narrazione 10
Personaggi 10
Descrizioni 9
Ambientazione 10

Voto Finale: 9

Per tutta l’estate Harry non ha fatto che aspettare la notizia del ritorno di Lord Voldemort ma l’unica cosa in cui si è imbattuto è un Dissennatore.
Per salvare se stesso e il cugino è stato costretto a compiere un incantesimo cosa che ha fatto scattare subito il ministero.
Il ministro non vuole credergli a proposito di Voldemort e usa la stampa per screditarlo.
A Hogwarts Harry dovrà vedersela con alcuni dei suoi stessi amici, anche loro titubanti a proposito del ritorno del mago oscuro, e con una nuova temibile professoressa Dolores Uumbridge.

👉 Harry è preoccupato ma anche furioso perché non gli dicono nulla. Non sa che è per il suo bene. Quando viene scortato all’ordine della fenice viene però a conoscenza di alcune novità.

👉 Per quante volte abbia letto questi libri, riescono ugualmente ad emozionarmi come la prima volta. Ho sempre lo stesso entusiasmo di uno studente il suo primo giorno a Hogwarts. In questo libro mi è dispiaciuto molto quando Harry si sentiva escluso e mi si è strinto il cuore quando ho visto in cosa si era trasformato il molliccio quando la signora Weasley voleva cacciarlo. E la gioia di tornare a Hogwarts e la malinconia nel vederli felici insieme sapendo già come andrà a finire.

👉 Il livello di perfidia in questo volume raggiunge vette raramente esplorate. Tra la Umbridge e Malfoy c’è una gara a chi fa peggio, perfino Voldemort non arriverebbe a tanto. Che soddisfazione alla fine però.

👉 Questa edizione è arricchita dalle illustrazioni a colori di Jim Kay.

"L'ufficiale e la spia" di Robert Harris

Pagine 437
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 6
Personaggi 6
Descrizioni 8
Ambientazione 7

Voto Finale: 6

Il capitano Alfred Dreyfus è stato accusato di aver consegnato a una potenza straniera (Germania) un certo numero di documenti segreti riguardanti la difesa nazionale.
Lui però continua a dichiararsi innocente.
Intanto, l’ufficiale dell’esercito francese Georges Picquart è stato assegnato allo spionaggio e promosso colonnello.
Il colonnello Georges Picquart si dedica al suo lavoro e ben presto individua una nuova spia, intercetta una lettera che però .. è stata scritta con la calligrafia di Dreyfus! Non è possibile, lui è in esilio, sotto stretta sorveglianza e quella è una prova per incriminare un’altra spia. Possibile allora che si siano sbagliati? Che Dreyfus sia veramente innocente?

👉 Il libro racconta in versione romanzata la vera storia dell’affare Dreyfus. Ciò che viene narrato, fatti, personaggi, è reale. L’autore è intervenuto nella forma.

👉 La Francia degli ultimi del 1800 viene descritta bene, l’autore ci descrive com’era a quel tempo: la puzza per il problema delle fogne, quali articoli di giornale uscivano, la visita dello zar.

👉 Il libro parla di spionaggio, intercettazioni, operazioni segrete.

👉 Il colonnello era uno degli insegnanti di Dreyfus, ed era coinvolto nelle indagini su quest’ultimo.

👉 L’ho letto un po’ al rallentatore, la storia non mi ha coinvolta totalmente. Da metà in poi però ha iniziato ad attirare il mio interesse. Le cose si fanno interessanti quando si inizia a scavare nell’affare Dreyfus.

👉 La cosa difficile non è stata trovare le prove ma riuscire a far trapelare la verità. Il governo non voleva ammettere di aver sbagliato, anche se ciò andava a discapito di una persona.

👉 Mi è piaciuto il fatto che sia una storia vera, la narrazione è scorrevole ma non amando molto questo genere, non sono riuscita ad apprezzare in pieno il libro.

"Codice 612. Chi ha ucciso il Piccolo Principe?" di Michel Bussi

Pagine 192
Genere Giallo

Originalità 9
Trama 8
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 8

Voto Finale: 8+

Il miliardario Oko Dòlo del Camerun incarica Neven, ex aviatore e meccanico di aeroplani, e Andie, detective stagista, di scoprire la verità sulla scomparsa del celebre scrittore Antoine de Saint-exupéry
Oko ha fondato il Club 612, i membri hanno come fine quello di risolvere il mistero della scomparsa di Saint-exupéry e della morte del suo personaggio: il Piccolo Principe.
Neven e Andie volano da una parte all’altra per incontrare i vari membri del club, ognuno di loro assomiglia a uno dei personaggi del piccolo principe.
Attenzione: Oko crede che uno dei membri non voglia far trovare loro il testamento dello scrittore.

"Le cose che ami non si dimenticano, perché ti mancano. Come le persone."

👉 Il 31 luglio del 1944 l’autore del libro Il piccolo principe scompare nel nulla dopo essere decollato dalla Corsica. Solo dopo sessant’anni vengono ritrovati i resti del suo aereo … del corpo, nulla. Michel Bussi collega la sparizione dell’autore ad alcune coincidenze contenute nel piccolo principe, opera che ha scritto proprio prima di scomparire.

👉 I fatti narrati, gli eventi, le prove, tutto ciò che riguarda l’autore e la sua opera sono veri. Ho apprezzato l’accuratezza di questo libro, c’è molto studio dietro. Il piccolo principe viene meticolosamente analizzato così come la vita del suo scrittore.

👉 Tra i vari personaggi ho trovato buffo e triste il ricco re che cambia costume per fare il maggiordomo o il giornalista perché è solo nel suo regno.

👉 Ogni membro del club ha un’idea diversa sulla morte di Saint-Exupéry e il suo piccolo protagonista.

👉 Un racconto breve e affascinante, ricco di mistero e congetture.

"La panchina delle cose difficili" di Linda Traversi

Pagine 317
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 7
Descrizioni 7
Ambientazione 6

Voto Finale: 7+

Stella ha tredici anni e una mano a pinna. Le ultime dita della mano destra sono fuse insieme.
Quella mano la rende tremendamente insicura e attira le cattiverie dei compagni. Un giorno, vicino al suo palazzo, installano una panchina con una targa: la panchina delle cose difficili.
E lì si imbatte in altre persone, un signore che ascolta sempre musica, una signora sempre dietro a fare la spesa e un ragazzino come lei che però se ne sta sempre chiuso in casa a giocare ai videogiochi.

"... e mi chiedo se è un'altra cosa difficile, mostrarci forti quando in realtà siamo deboli."

👉 Stella ha spesso i pensieri al contrario e la testa per aria. Si perde in quello che non esiste dimenticandosi di quello che esiste. Tenta sempre di passare inosservata, di nascondere quella mano, di mimetizzarsi tra le ombre. È fin troppo sottomessa. Io posso capire il suo disagio ma fino a un certo punto, si lascia troppo definire da quella mano. Lascia che quelle sue singole dita facciano il vuoto attorno a lei. Poi lei non parla, non combatte, a malapena si difende. Mi ha dato un po’ fastidio questo suo atteggiamento remissivo.

👉 La narrazione in prima persona è fluida, riflessiva, a volte astratta.

👉 Su quella panchina si alternano persone, storie ed emozioni. E proprio quel loro stare insieme li aiuterà a essere più forti.

👉 Il finale è un po’ troncato. Viene da chiedersi: e poi?

"E sulla tela ci si può trasferire questo misto di emozioni che non si capiscono. Così almeno, guardandola, qualcuno ti ascolta."

sabato 9 maggio 2020

Recensioni: "Giro di vite" - "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" - "Sposa a metà"


"Giro di vite" di Henry James

Editore Newton Compton
Genere Classico

Avevo deciso di leggere questo libro per via dei commenti positivi che avevo letto.
Come mio solito, la trama l'avevo si e no letta, infatti mi ero fatta un'idea su questa storia completamente errata. Mi aspettavo tutt'altro genere di libro.
Il libro inizia mostrando una scena semplice. Un gruppo di signori e signore uniti insieme, intorno al camino, a chiacchierare. Ciò che è insolito è il tema: fantasmi.
Parlano di uno spettro apparso a un bambino.
Quell'argomento ricorda a Douglas un'altra storia simile, una storia che non ha il coraggio di raccontare ma che è racchiusa tra le pagine di un manoscritto.
Questo viene velocemente recuperato e successivamente letto.
Questo manoscritto è scritto dalla protagonista della storia: Miss Giddens, la nuova istitutrice.
Lei viene assunta in quanta l'altra istitutrice, Miss Jessel è morta.
Miss Giddens deve prendersi cura di due bambini orfani: Flora e Miles.
Fin qui sembra tutto normale ma le cose presto cambiano.
Durante una passeggiata l'istitutrice si imbatte in una sinistra figura, un uomo che la osserva da lontano.
Presto, Miss Giddens scopre però che lo sconosciuto non era un uomo in carne ed ossa ma lo spettro del defunto maggiordomo: il signor Quint.
Uno strano spettacolo viene messo in scena, uno spettacolo che parla di apparizioni, domestici defunti e bambini inquietanti, che ingannano la loro istitutrice per poter restare con i fantasmi.
"Giro di vite" è un gotico piuttosto breve che si legge abbastanza bene.
L'inizio è davvero intrigante, ti spinge ad andare avanti per scoprire i vari misteri legati a questo manoscritto.
Da una storia si passa poi a un'altra storia, una storia inquietante che ruota intorno a un pensiero fisso: i fantasmi.
A un certo punto ci si perde proprio in questo pensiero, tanto che non si capisce più se ciò che vede l'istitutrice è reale oppure solo frutto della sua mente.
La confusione che regna nella mente di Miss Giddens finisce con il contagiare anche quella del lettore.
Il libro è molto introspettivo, il tutto viene raccontato dal punto di vista dell'istitutrice, è come se fossimo nella sua mente.
Nel libro non ci sono scene orripilanti o particolarmente spaventose, il testo però riesce a trasmettere un senso di angoscia.
Miss Giddens è un'istitutrice un po' troppo permissiva, i suoi due bambini la raggirano come vogliono e lei non riesce nemmeno a chiedere al bambino perché è stato espulso dal college.
Insomma, la protagonista è un personaggio davvero contorto, fino alla fine ti chiedi se ha effettivamente dei problemi psicologici o se è lucida.
Ciò che non mi è piaciuto di questo libro è il fatto che spesso le cose rimangono sul vago, niente viene approfondito, le cose non vengono mai dette chiaramente, ci sono molti sottintesi e pochissime certezze.
Dopo un po' la storia diventa anche ripetitiva, parla sempre delle solite apparizioni.
Alcune scene mi sono sembrate poi fin troppo teatrali, finte, così melodrammatiche!
Insomma, mi è piaciuto il fatto che la storia fosse in bilico tra realtà e follia ma il modo in cui è stato scritto e alcuni dettagli della trama hanno frenato la mia lettura.
Questo libro non mi ha fatto impazzire.

"Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren 

Editore Sonzogno
Genere Giallo

Questo libro è solo una menzogna!
Non vedevo l'ora di leggerlo.
Dalla trama sembrava un giallo divertente e intrigante. Sulla copertina si legge poi "la Agatha Christie del nord" ... ma Agatha Christie cosa!? È un insulto paragonare questa sottospecie di giallo a quelli di Agatha!
Che giallo poi!?
Questa è una denuncia sociale, è la testimonianza di ciò che a volte (fin troppo spesso) può succedere nelle case di riposo.
Non è un romanzo divertente, non è un giallo, è una denuncia verso quelle strutture che trattano in modo disumano gli anziani.
La storia, infatti, è ambienta in una casa di riposo, "Villa del Lieto Tramonto".

"Ogni mattina Siiri Kettunen si svegliava con la consapevolezza di non essere ancora morta."

In questa residenza per anziani, ultimamente, avvengono delle cose inaudite e sospette.
Prima muore il cuoco (fatto strano dato che aveva solo trent'anni, circa) poi uno dei residenti della villa viene violentato da degli infermieri.
Ora, Siiri, Irma e Anna-Liisa, tre vecchiette della casa di riposo, si mettono a "indagare" (nella trama ufficiale vengono pure paragonate a Miss Marple! ... la Miss Marple dei poveri al massimo!).
Indagare poi è una parola grossa, queste tre signore non fanno che andare su e giù da tram e taxi.
Questo è un giallo poco giallo.
Questo libro io l'ho trovato lento, noioso, pesante!
Una delusione totale!!!
Che coraggio hanno avuto a paragonare questo libro a quelli della Christie!
L'ho finito solo perché mi sono sforzata!
Che tristezza di libro, non lo consiglio.

"Sposa a metà (Saga Bedwyn Vol. 1)" di Mary Balogh

Editore Mondadori
Genere Romanzo

Dopo due letture che non mi hanno fatta impazzire, finalmente mi sono imbattuta in un libro piuttosto piacevole.
"Sposa a metà" è il primo libro della saga Bedwyn, chiamata così perché ogni libro ha come protagonista uno dei fratelli Bedwyn.
Protagonista di questo libro è il colonnello lord Aidan Bedwyn.
Alla fine di una battaglia in Francia, il colonnello gira per il campo alla ricerca dei suoi morti o di eventuali feriti.
Durante il giro si imbatte nel capitano Morris.
Sta per morire, è stato ferito gravemente e con le ultime forze che gli rimangono strappa al colonnello una promessa: deve aiutare sua sorella, ad ogni costo.
Il colonnello ha un debito verso il capitano, gli ha salvato la vita e non può non fargli quella promessa.
Qualche mese dopo, Aidan torna in Inghilterra e va dalla sorella del capitano per informarla, di persona, della morte del fratello.
Eve è una ragazza dal cuore d'oro, è di una generosità disarmante.
Lei aiuta gli emarginati, coloro che solitamente vengono ignorati e abbandonati.
Ha preso con sé due orfani, la loro istitutrice è una donna che è stata messa incinta dal suo ex datore. Eve l'ha assunta e ha dato ospitalità anche al figlio.
La governante è invece stata in prigione e poi c'è Charlie, un ragazzo ritardato che lei però ha assunto.
Eve dà una mano a coloro che più ne hanno bisogno, non si limita però a dar loro un lavoro, lei li considera parte della sua famiglia. Questo aspetto del suo carattere mi è piaciuto tantissimo.
Eve è una protagonista così altruista e così sfortunata.
Il padre le ha lasciato la proprietà solo per un anno, al termine di questo periodo, la terra dovrebbe passare al fratello di Eve ma questo è morto e o Eve si sposa o tutto va nelle mani del cugino ... un odioso, snob cugino.
Se Eve non si sposa entro qualche giorno perderà tutto, non solo la proprietà ma anche tutta la sua famiglia.
Quando il colonnello viene a sapere tutto ciò, capisce cosa deve fare per mantenere la promessa fatta al capitano.
"Sposa a metà" è un romanzo ricco di emozioni.
Le scena passionali non sono molte e non troppo dettagliate.
La trama è ben sviluppata e i personaggi ben descritti, hanno tutti delle peculiarità che li contraddistinguono.
Questo romanzo mi è piaciuto davvero molto, il punto di forza, secondo me, sono i personaggi.
Non vedo l'ora di leggere il seguito.

mercoledì 29 maggio 2019

Recensioni: "Il bacio di mezzanotte" - "Torta al caramello in Paradiso" - "Come sposare un milionario"


"Il bacio di mezzanotte" di Eloisa James 

Editore Mondadori
Genere Romanzo

Serie Lieto Fine

1. Il bacio di mezzanotte
2. La resa di Piers
3. La duchessa perfetta
4. Beata ingenuità
5. La fanciulla nella torre

Finalmente, inizio una serie letteraria dal primo libro! Cosa non scontata per me.
"Il bacio di mezzanotte" è una rivisitazione della conosciutissima favola "Cenerentola", con tanto di principe e fata madrina (poco magica, però).
La nostra fanciulla maltrattata dalla matrigna è Miss Katherine Daltry.
I suoi genitori sono morti e lei deve ora convivere con la nuova moglie del padre e sua figlia, Victoria.
Dopo la morte di Mr Daltry, Mrs Daltry ha preso in mano gli affari del marito. Non li gestisce molto bene, però. Sperpera tutto il denaro in cose futili e tiranneggia sui mezzani, cosa che fa infuriare Katherine che, tenta di rimediare alle ingiustizie come meglio può.
La sua tortura quotidiana subisce un brusco scossone quando la matrigna la informa che deve prendere il posto di Victoria.
La figlia di Mrs Daltry è indisposta a causa di un morso di uno dei suoi adorati cani. Non può presentarsi in società, ha il labbro sfregiato e siccome non può mancare a un'importante festa, Katherine deve fingere di essere lei.
Victoria deve sposare Algie, un giovane rampollo della famiglia Dimsdale ma per farlo, deve prima ottenere il permesso dallo zio del futuro sposo: il principe Gabriel (semplifichiamo perché ha così tanti nomi che non finiremmo più di elencarli).
Katherine ha seri dubbi sul buon esito del piano. Lei e la sorellastra sono completamente diverse. Lei è così selvaggia e dedita alla tenuta, sempre in giro a cavallo sotto al sole. Victoria è invece aggraziata, elegante, raffinata.
Fortunatamente, la sorellastra non è antipatica come le famigerate sorellastre di Cenerentola e dato che, tutto sommato, le piace, Katherine decide di aiutarla. Raggiunge quindi il principe nella sua tenuta, vestendo le estrosi parrucche di Victoria e sfoggiando i suoi adorati cani.
Il principe si lascerà ingannare? E se iniziasse a corteggiare lei, invece della sua futura sposa?
"Il bacio di mezzanotte" è una storia dolce, romantica, travolgente.
Una storia passionale, struggente, leggera e frizzante.
Una favola Regency da leggere tutta d'un fiato! La storia è così coinvolgente che è difficile chiudere il libro prima di averlo letto tutto.
Non è perfetto, ho trovato qualche difficoltà a serpeggiarmi tra i legami che univano i vari personaggi, personaggi che non rispettano totalmente le rigide regole di decoro dell'epoca.
Sono un po' troppo disinibiti per i canoni Regency. L'autrice si è presa molte libertà. Non è un romanzo storico preciso, è più un romanzo rosa ambientato nel passato che non tiene fede delle usanze di quel determinato periodo storico.
Queste inesattezze a parte, sono rimasta piacevolmente colpita da questa lettura.
La scrittura è scorrevole, i personaggi scandalosi se li consideriamo all'interno di quel contesto storico.
La trama segue vagamente la favola di "Cenerentola" ma non è fedele al massimo, la ricorda vagamente per quanto riguarda la situazione familiare di Katherine.
Se siete alla ricerca di un romanzo in stile "Orgoglio e pregiudizio" questo libro non fa per voi, ma se volete una lettura frivola e appassionata, questo libro fa al caso vostro.

"Torta al caramello in Paradiso" di Fannie Flagg

Editore Sonzogno
Genere Narrativa

L'ultima cosa che Elner Shimfissle ricorda di aver detto prima di risvegliarsi all'ospedale è "Ops".
Accidentalmente, ha disturbato un nido di vespe e quest'ultime l'hanno fatta finire al pronto soccorso.
Elner non sopravvive all'incidente ... o forse no?
Il libro è diviso in due parti che si alternano più o meno ad ogni capitolo. Una parte è dedicata agli amici e ai parenti di Elner (parte ambientata sulla Terra) e l'altra riguarda il viaggio di Elner in paradiso.
La parte inerente gli affetti di Elner è quella più corposa ed anche la più noiosa!
In pratica, ci mostra lo scompiglio creato dalla morte di Elner, la catena di telefonate che tiene impegnati i vari personaggi per ore.

"A Elmwood, i telefoni avevano squillato per tutta la mattina in un frenetico scambio di notizie sullo stato di salute di Elner."

La prima metà del libro è decisamente monotona, poi, per fortuna, a metà testo, le cose si fanno più interessanti.
Dopo che gli amici e i vicini di Elner si sono disperati e messi in azione per prepararle il funerale, ecco che arriva una notizia ancora più scioccante. Elner sta bene, è di nuovo viva!
In paradiso ci era andata solo per mangiare una fetta di torta e per un ragguaglio su alcune domande che da tempo la tormentavano (è nato prima l'uovo o la gallina?).

"È buffo, sapete, mentre siamo in vita ci spremiamo tutti quanti il cervello per capire che cosa sia veramente la vita, e non è altro che un dono da godere."

A quanto pare, Elner fa ancora parte del Club del Tramonto.
Ecco, quindi, che riprendono le telefonate, una seconda ondata di caos travolge gli amici di Elner e la tranquillità semplice del vicinato.
Questo libro, al contrario degli altri testi di Fannie Flagg che ho letto, non mi è piaciuto molto, è quello che ho apprezzato di meno.
L'ho trovato dispersivo e affatto ironico come gli altri romanzi.
Solo i capitoli centrali e quelli finali mi hanno entusiasmata, il resto mi ha lasciata impassibile.
Elner è l'aspetto migliore del libro. Lei è una signora esilarante, allegra, gentile con tutti. Un po' pazzerella, sempre pronta a cogliere nuove occasioni.
Non so, però, se consigliarvi di leggere il libro.
Non è una lettura terribile ma nemmeno formidabile. È uno di quei libri che ti lasciano insoddisfatto, per questo non sono propensa a consigliarlo come altri libri della Flagg.

"Quella sera i membri del Club del Tramonto si riunirono tutti in giardino, ciascuno con la propria sedia."

"Come sposare un milionario" di Curtis Sittenfeld 

Editore DeaPlaneta
Genere Romanzo Rosa

Siamo a Cincinnati. Chip Bingley, prossimo erede di un patrimonio cospicuo, è appena arrivato in città e la signora Bennet progetta già di farlo sposare con una delle sue figlie.
Ovviamente, lo vuole come genero non perché è famoso ma perché è un medico!
Per via dello show "Lo scapolo d'oro", tutti sanno che Chip è alla ricerca di una moglie.
Quindi, ora, rimane solo da stabile una cosa: quale delle cinque sorelle Bennet sarà la sua futura consorte?
La signora Bennet punta su Jane e Lizzie, in particolare su Jane, perché prossima ai quarant'anni e quindi deve sbrigarsi a trovare marito.
Lydia, Mary e Kitty invece (rispettivamente di ventitré, trenta e ventisei anni) hanno ancora tempo per sposarsi.
Al pranzo di benvenuto dei Lucas, i Bennet fanno la conoscenza di Chip e del suo amico e collega neurochirurgo, Fitzwilliam Darcy.
I piani della signora Bennet si realizzeranno? Lizzie riuscirà a mantenere tutti i segreti che la famiglia le ha affidato?
Non vi resta che leggere il libro.
"Come sposare un milionario" è una storia affatto brillante, una brutta copia priva di classe di un romanzo da me molto amato: "Orgoglio e pregiudizio".
La trama di "Come sposare un milionario" è molto simile a quella del classico originale, anche se alcuni eventi sono stati modificati per essere adattati all'epoca moderna.
Perfino alcuni dialoghi sono simili agli originali.
L'autrice è riuscita a preservare l'ironia pungente del signor Bennet ma a mio avviso ha svilito troppo i personaggi delle sorelle, li ha resi fin troppo volgari, sminuendo quelli che sono originariamente i loro pregi. In pratica le ha trasformate in donne viziate incapaci di mantenersi.
Lizzie e Jane vivono a New York, la prima lavora come giornalista (in pratica è l'unica sorella Bennet che si guadagna da vivere) e la seconda insegna Yoga (ma ha bisogno ugualmente di un aiuto finanziario da parte del padre).
Mary, invece, non fa che studiare e conseguire master, Lidya e Kitty ... beh, loro si godono la vita.
In pratica, l'autrice, è riuscita a cancellare tutto ciò che di affascinante c'è in Orgoglio e pregiudizio e ha ottenuto un romanzo scialbo, al limite dell'accettabile.
Ho aspettato tanto per leggere questo libro, era una lettura che volevo assolutamente fare ed ora sono delusa.
"Come sposare un milionario" ha brutalizzato un classico intramontabile, come rivisitazione fa pena, come romanzo rosa è passabile.

martedì 19 febbraio 2019

Letture di Gruppo di Febbraio: "L'uomo che credeva di non avere più tempo" - "I segreti di Heap House"


"L'uomo che credeva di non avere più tempo" di Guillaume Musso

Editore Sonzogno
Genere Narrativa

Nathan é un avvocato, il responsabile aggiunto del reparto fusioni-acquisizioni.

"Brillante, ricco e orgoglioso di sé.
Così era Nathan Del Amico.
Visto da fuori."

Nathan non ha mai perso una causa ma proprio per via del suo attaccamento al lavoro, ha perso la moglie, Mallory, che ora vive a San Diego con loro figlia Bonnie.
Un giorno, nell'ufficio di Nathan, compare il dottor Garrett Goodrinch, un uragano che stravolge la vita di Nathan.
Garrett è un Messaggero, riconosce le persone prossime alla morte, le prepara al grande salto, le aiuta a mettere ordine nelle loro vite. Tuttavia, non può influire sulla morte.
Nathan realizza allora che ciò a cui tiene di più è la sua famiglia, deve trovare un modo per riavvicinarsi alla moglie.
"L'uomo che credeva di non avere più tempo" è, come ha detto Francesca durante la lettura di gruppo, "un pugno di ferro dentro a un guanto di velluto".
È un susseguirsi di colpi di scena, quando meno te lo aspetti, ecco spuntare fuori una tragedia, un evento inaspettato che travolge le vite dei personaggi. Perfino nella parte finale, non mancano alcune sorprese.
Questo aspetto rende la trama più dinamica, altrimenti piuttosto monotona.
Più di tutto, però, mi è piaciuto scoprire la vulnerabilità dei personaggi, i loro segreti più meschini, le loro debolezze. Questi loro lati meno nobili li hanno resi più umani, più reali, più completi.
Mi ha infastidita, invece, una rivelazione a fine libro, rivelazione che ha reso vani tutti gli sforzi del protagonista e che gli ha procurato un sacco di guai per nulla, anche se, a ben pensare, gli ha anche donato importanti occasioni, gli ha permesso di provare ad essere una persona migliore.
A mio avviso, comunque, il finale ha un po' rovinato il libro, personalmente mi ha alquanto innervosita.
"L'uomo che credeva di non avere più tempo" è piacevole ma nulla di eccezionale, a parere mio.
Una lettura gradevole, a tratti commovente e scioccante ma non indimenticabile.

"Non direi mai di nessuna cosa: "l'ho persa" ma "l'ho restituita". È morto tuo figlio? È stato solo restituito. È morta tua moglie? È stata solo restituita."

Commenti dalla lettura di gruppo:

Francesca: "Oh cazzo! (Mi scuso per l'espressione ma è esattamente lo stato d'animo che ho dipinto sul volto da due minuti fa quando ho finito il libro e l'ho chiuso...)"

Elisa: "Un libro forte, toccante, che ci invita a guardarci intorno e ad apprezzare ciò che di più caro abbiamo spostando in secondo piano le cose futili e materiali che la vita ci spinge ogni giorno di più ad idolatrare."

Antonella: "Davvero bellissimo, l'ho divorato ero troppo curiosa di sapere come finiva!
Un finale molto triste e il libro in se ti porta a delle riflessioni!!"

Carmela: "Un finale inaspettato, forte, ma il libro non si può leggere se sei un po' giù di morale. Bello come la prima volte che l'ho letto, ma mi ha angosciata, ci vuole l'umore giusto per apprezzarlo.

Irene: "Un libro veramente bellissimo ma tanto tanto angosciante, sconsigliato a chi ha perso da poco una persona cara.
E comunque ho pianto tantissimo!!!!"

Marianna: “Non devi avere paura di confessare i tuoi sentimenti a coloro che ami”.
Un libro profondo e triste, che mi ha fatto emozionare ed incavolare nello stesso tempo, fino a desiderare un amore così...
A metà tra Godsend e il paranormale, la lettura ha portato con sé un senso di angoscia, di imminente morte.
Bello e struggente, con uno stile leggero ma incalzante, che non annoia mai.

Rossana: "Ho letto diversi libri di Musso e mi aspettavo un finale diverso ma anche questo mi é piaciuto."

Eleonora: "Finito anch'io, ci sono rimasta malissimo per il finale, comunque mi è piaciuto davvero moltissimo, questo libro ti lascia qualcosa dentro."

Roberta: "Finito e mi è piaciuto tanto. Il modo di scrivere mi ha catturata da non riuscire a smettere.  Devo ammettere che il dottore messaggero mi è sempre stato antipatico.
Il finale mi ha spezzato il cuore."

Melania: "Quante emozioni! Questo libro è bellissimo, dolcissimo e romanticissimo. Lui, nonostante abbia sbagliato a scegliere si è anche fatto il mazzo per avere soddisfazioni e per dimostrare agli altri cosa è in grado di fare. Troppo triste la storia con la madre, quella parte del libro mi ha spezzato il cuore. Ho odiato il suocero, anche se poi alla fine ho provato per lui tenerezza e dispiacere. In ogni caso questo libro è sicuramente il più bello letto da inizio anno e sicuramente voglio ancora leggere libri di questo autore che ho sempre sottovalutato."

Angela: "Libro piacevole. La caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta. L'unica pecca è che verso la fine sembra che Musso abbia fretta di chiudere la storia. Voto: 7"

Elisa: " Una bellissima scoperta Musso! Mi è piaciuto tantissimo ❤️ divorato non riuscivo a smettere di leggere!"

Maria: "La lettura è stata scorrevole, semplice anche se è stata un susseguirsi di emozioni, di rabbia, amore, dolore, gioia, tristezza."

Federica: "Un libro già sentito, ma che in ogni caso si fa leggere con disarmante velocità."

Paola: "Mi aspettavo molto molto meglio. Non che sia una brutta storia, ma la piega finale sinceramente mi ha detto molto poco."

Ines: "Questo è stato il primo libro che ho letto di Musso. Era da una vita che adocchiavo i suoi libri ma li avevo sempre accantonati.
Mi è piaciuto molto il suo stile di scrittura, l'ho trovato molto semplice e scorrevole. In questo libro c'è quel pizzico di paranormale che a me piace mi ha tenuta incatenata alle pagine. Devo anche dire che la storia mi ha messo parecchia ansia."

Manuela: "È una bella storia, anche se il finale purtroppo lascia l’amaro in bocca. Lo consiglio."

Gabriella: "Questo libro mi ha messa veramente in uno stato d’ansia non da poco e che mi ha portato a chiedermi cosa avrei fatto io nei suoi panni.
La storia penso sia ben studiata e progettata, l’unica cosa che ho faticato a farmi piacere è stato il cambio di punto di vista che ogni tanto cambiava a favore di altri personaggi presenti nella storia."

Michaela: "Veramente un libro su cui riflettere. Da come si perda tempo dietro le cose effimere e si perdono le cose importanti... e come non sappiamo ascoltare fino in fondo cosa vogliano comunicarci gli altri."

Alessandra: "La storia mi è piaciuta, non ho amato molto lo stile di scrittura, in molti casi le parole e gli aggettivi son stati mescolati senza cura dei dettagli."

Rita: "Confermo che adoro la scrittura di Musso, e in questo libro ti fa pensare, che bisogna vivere il presente e che basta aiutare gli altri per essere felici!!"

"I segreti di Heap House. Iremonger: 1" di Edward Carey

Editore Bompiani
Genere Narrativa

Questa è una delle storie più singolari in cui io mi sia imbattuta.
Il protagonista è Clod Iremonger anche se al centro della storia c'è un po' tutta la sua famiglia.
Clod si differenzia dai suoi parenti per una sua particolarità: sente gli oggetti parlare, nello specifico, li sente dire nomi.
Questo suo "dono" però non è la cosa più strana del libro.
Gli Iremonger sono una famiglia bizzarra. Hanno tutti nomi insoliti, per contraddistinguersi dalle altre persone e ognuno di loro ha un oggetto natale, consegnato loro alla nascita, che portano sempre con sé. Apparentemente sono tutti oggetti banali: scarpe, rubinetti, fiammiferi, Clod ha un tappo universale!
Gli Iremonger sono tanti, davvero tanti! Clod è circondato da un marasma di zii, zie e cugini.
C'è zia Rosamud che dà la sua maniglia in testa ai bambini.
C'è zio Aliver, il medico di casa.
C'è zio Timfy, lo spione! Quando qualcosa non gli va, soffia come un ossesso nel suo fischietto.
Poi c'è il cugino Tummis, il preferito di Clod, bambino sensibile e ansioso.
Come dimenticare poi il cugino Moorcus, il più odiato, il bullo di casa!

"C'erano frotte di cugini e zii e zie, prozie e prozii: moltitudini di noi, Iremonger di ogni età e forma, tutti legati dal sangue."

Tutti loro (e molti altri ... ma molti, molti) vivono insieme in un'enorme dimora formata dall'assembramento di vari posti acquistati, spostati e annessi appunto a Heap House, la grande casa degli Iremonger.
Heap House sorge ... in mezzo ai cumuli di rifiuti. Una maestosa abitazione in cui aleggia un lezzo insopportabile.
Gli Iremonger hanno fatto fortuna con ciò che gli altri non vogliono più. Sono esattori, possiedono gran parte dei debiti di Londra e anche la loro spazzatura.

"Non esiste amore più grande dell'amore degli Iremonger per le cose rifiutate."

A Heap House, vivono anche gli Iremonger, non mi riferisco alla famiglia, ma ai domestici che vengono chiamati tutti Iremonger.
Insomma, come avete notato, di stranezze, in questo libro, ce ne sono parecchie. Le cose però diventano ancora più incredibili quando gli oggetti si animano.
In questo libro, i personaggi hanno seri problemi con gli oggetti!
"I segreti di Heap House" è il primo libro di una serie accattivante e oltremodo insolita.
Questo libro sembra racchiudere varie metafore.
Il modo di vivere degli Iremonger sembra un avvertimento su quello che sarà il nostro futuro se continuiamo a consumare così tanto, verremmo letteralmente sommersi dai rifiuti.
Il nostro attaccamento alle cose materiali invece, come nel libro, finirà per ... beh, forse è meglio se non aggiungo altro ... allerta spoiler!
Posso dirvi, però, che durante la lettura di questo libro sono rimasta più volte a bocca aperta. Questo racconto è davvero folle, in senso positivo. Per non parlare dei segreti degli Iremonger, che il Nonno custodisce gelosamente!
Ho appena finito di leggere questo libro e già non vedo l'ora di leggere il seguito!
Vogliamo poi parlare dei disegni all'interno del volume? Raffigurano i personaggi e sono abbastanza inquietanti, ricordano lo stile di Tim Burton, la copertina ne è un esempio.
Insomma, stra-consiglio questo libro agli amanti delle storie folli. Questo testo sembra per ragazzi ma posso assicurarvi che anche i più grandi sapranno apprezzarlo.

"Siamo in una discarica, mia cara, nel cuore di una discarica di rifiuti. Questo posto non è segnato su nessuna carta geografica. Siamo fuori dal mondo."

Commenti dalla lettura di gruppo:

Melania: "Non so come definire questo libro. È sicuramente un libro strano e folle, e lo scrittore deve essere veramente un genio per aver pensato una storia così tanto fuori dal normale. All'inizio non mi piaceva, poi la curiosità mi ha spinta a continuarlo e alla fine è stata una lettura comunque piacevole. Ho apprezzato molto Lucy e la tazza salvabaffi, per il resto Clod compreso non mi sta simpatico nessuno. Divertenti i nomi e le descrizioni. Non ho apprezzato il finale un po' veloce e frettoloso ma considerando che ha un seguito è anche comprensibile. Infine credo sia anche un po' a libera interpretazione. Ci ho trovato moltissimi doppi sensi."

Paola: "È un libro molto particolare, da un lato concordo con Claudia, ci preannuncia un futuro nel quale annegheremo nei rifiuti, dall'altro mi fa pensare a quanto siamo attaccati alla materialità e corriamo il rischio di ... spoiler!
Comunque sono molto curiosa di leggere il seguito😊"

Marina: "Ammetto di averlo iniziato per pura curiosità, per provare un genere mai letto prima. Spesso mi sono chiesta perché lo stessi leggendo. Ma alla fine l'ho divorato. Non mi è dispiaciuto, però non so se al momento avrei voglia di leggere gli altri due, ma chi lo sa."

Elisa: "All'inizio ho dovuto lottare contro lo schifo, ma passate le 150 pagine mi ha appassionata. E' stato il libro più originale che abbia letto da un po' di tempo a questa parte. Il finale per me ha avuto un sapore agrodolce."

Manuela: "Strano inizia e strano finisce, però mi è piaciuto tantissimo, è originale, mai banale, una storia fuori dagli schemi. Clod, Lucy e il povero Tummis mi sono piaciuti moltissimo. Voglio assolutamente leggere il seguito perché non può finire così."

Chiara: "A me non è piaciuto affatto questo romanzo. L'ho trovato noioso fino alla nausea. E sopratutto molto dispersivo. Certo il filo conduttore è uno solo però si salta di palo in frasca e ogni volta vengono introdotti nuovi personaggi per cui manca una caratterizzazione forte che permetta al lettore di identificarsi con uno di essi."

martedì 5 giugno 2018

Recensione: "Notte al Casablanca (Maresciallo Nina Mastrantonio)" - Daniela Grandi


Editore Sonzogno
Pagine 240
Prezzo Cartaceo 16,00 €
Prezzo Ebook 9,99 €
Prima Pubblicazione 2018
Genere Giallo

La prima indagine del maresciallo Nina Mastrantonio

Nina Mastrantonio, maresciallo dei carabinieri a Parma, deve faticare il doppio per farsi rispettare: è donna, è bella, e ha la pelle nera. Per di più ha un carattere indipendente, è ostinatamente single e, con scandalo dei colleghi, preferisce il sesso senza legami a una relazione stabile. D’altra parte, sono proprio gli affetti il punto sensibile di questa giovane donna in cerca d’identità: italiana di origini somale, è fiera delle proprie tradizioni, ma al tempo stesso decisa ad affermarsi nel paese in cui è nata, l’Italia, dove il nonno – reclutato dai carabinieri al tempo del colonialismo – emigrò al termine della Seconda guerra mondiale. Un lunedì di pioggia, nell’appartamento di un anonimo condominio viene ritrovato il cadavere di Marco Cagli, piacente
pilota d’aviazione. La vittima giace nuda sul letto, con un sacchetto di plastica intorno alla testa. C’è chi vorrebbe archiviare il caso come un gioco autoerotico finito male, ma Nina è di un altro avviso: conosceva bene quell’uomo, comprese le sue abitudini sessuali. Appoggiata dal fido Paolini e dall’avvenente brigadiere Navarra, sfidando le convinzioni dei superiori, Nina si decide così ad avviare un’indagine per sospetto omicidio. Tanto più che qualcuno ha iniziato a inviarle bigliettini anonimi con strane citazioni letterarie: stanno tentando di dirle qualcosa, ma cosa? E perché una giovane prostituta cerca di mettersi in contatto con lei? E come si spiegano tanta omertà e imbarazzo tra i notabili della città? Molte piste conducono al Casablanca, un club per scambisti frequentato dalla buona società di provincia.
Tra giochi di potere, sesso e ricatti, Nina dovrà grattare via lo smalto delle apparenze e immergersi, sola contro tutti, in un’inchiesta ricca di colpi di scena, per venire a capo di un caso inquietante e delicato.

E' domenica, il cielo è nero.
Al quarto piano di un condominio, nell'interno quindici, un uomo giace morto nella sua camera da letto.
Una messinscena alquanto macabra che il maresciallo Nina Mastrantonio dovrà visionare con attenzione.
La vittima è Carlo Cagli, di trentasei anni, pilota di aerei morto nell'appartamento dove viveva con un collega.
La scena che Nina si trova davanti agli occhi, sembra far presupporre che la vittima è morta per asfissia autoerotica. Un semplice incidenti, quindi ... se non fosse per la cassaforte vuota.


Quella cassaforte vuota è una giustificazione sufficiente per aprire un'inchiesta?
Ecco però che allo scenario si aggiunge un particolare ... Nina conosceva la vittima e alcuni dettagli sulla scena del crimine non quadrano. Un biglietto anonimo viene poi consegnato a Nina.
A quanto pare, il pilota è stato ucciso.
Nina, primo maresciallo donna della città, deve indagare con la sua squadra.
Con lei c'è Carlo Navarra, brigadiere appena arrivato in città, questo sarà il suo primo caso con Nina. Quando la vede per la prima volta, non trattiene lo stupore per via del colore della pelle del suo responsabile, ma anche per la sua bellezza.
Nina però ha regole ferree sui rapporti, niente relazioni e mai con un collega! Come reagirà Carlo alla freddezza di lei?
Con il maresciallo e Navarra, lavora poi una terza persona, l'appuntato scelto Paolini, che afferma di non voler lavorare con altri se non con Nina.
Daniela Grandi ha quindi messo insieme un bel gruppo di personaggi, semplici ma non tanto da sfociare nel banale.
Il caso, all'inizio, non sembra nulla di che ma poi, ecco che affiorano dettagli interessanti che innalzano l'indagine a tutt'altri livelli. 
Questa storia ha sfumature intriganti, più del previsto.
L'indagine è più complessa di quel che appare all'inizio.
I morti abbondano, l'autrice non si è risparmiata!
Nina è finita in un alveare criminale piuttosto pericoloso.
Mentre indaghiamo insieme a lei, abbiamo anche la possibilità di conoscerla meglio, ci viene dato modo di frugare nel suo passato, ci racconta lei stessa quanto sia difficile essere un maresciallo donna di colore.


"Notte al Casablanca" è un giallo pieno di collegamenti, ma non l'ho trovato particolarmente avvincente, nel senso che non mi ha tenuta sempre con il fiato sospeso.
I personaggi mi sono piaciuti molto più del caso, sebbene questo sia un intreccio di eventi e omicidi funesti.
Le ambientazioni non sono particolarmente descritte, spesso solo accennate. 
La narrazione non è tra le più elaborate, non è ricca di dettagli ma le sensazioni dei personaggi vengono spesso portate in primo piano.
Situazioni difficili, attimi di pura tensione, momenti dominati dalla violenza, tengono alto l'interesse del lettore. 
Alla fine del libro, alcune questioni rimangono aperte, ma del resto, questo è solo il primo di una serie di gialli che vedranno Nina protagonista.
Assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

venerdì 28 luglio 2017

Recensione: "Victoria" - Daisy Goodwin


Editore Sonzogno
Pagine 432
Prezzo cartaceo 19,50 EURO
Prezzo ebook 9,99 EURO
Anno prima edizione 2017
Genere Romanzo Storico


Vittoria ha solo diciott’anni quando, nel 1837, la morte dello zio Guglielmo IV la innalza al trono d’Inghilterra. Esce da un’adolescenza malinconica e nei suoi primi giorni da regina viene guardata a vista dalla madre e dall’onnipresente e ambizioso Sir Lord Conroy, che esercita una grossa influenza sugli affari di stato e si sente minacciato dal carattere indipendente della giovane sovrana. Sebbene il potere la seduca fin da subito e le conferisca una straordinaria energia, le prime mosse dell’inesperta Vittoria sono però piuttosto avventate, soprattutto quando solleva pesanti, e ingiusti, sospetti contro l’inseparabile dama di compagnia di sua madre, accusata di intrattenere una relazione con l’odioso Conroy. Questo e altri passi falsi gettano una luce sinistra sulla regina, che non piace né al parlamento né ai sudditi. Gli scandali si succedono, insieme agli intrighi della corte per ostacolare la sua ascesa. Inoltre, agli stentati inizi sembra che stia per aggiungersi un matrimonio di pura convenienza dinastica. E invece... Le nozze con il cugino Albert si riveleranno il felice punto di svolta della vicenda pubblica e sentimentale di Vittoria d’Inghilterra, destinata, grazie alla non comune abilità politica e all’intrepida personalità, a segnare l’Ottocento britannico e a diventare una delle più grandi figure femminili della storia.

"Victoria" libro scritto dalla produttrice della serie televisiva da cui questo testo è tratto.
Serie che ho tutta l'intenzione di guardare a breve, data la considerazione più che positiva che ho del libro.
Nel volume, come nel telefilm, si parla della figura storica della regina Vittoria, sovrana inglese a partire dal 1837.
Più che una biografia, però, questa è la storia romanzata della sua vita.
Facendo qualche ricerca su internet, ho notato che i fatti narrati nel testo sono piuttosto affidabili e veritieri, sono però narrati non come dati storici ma con la leggerezza e il trasporto tipici di un romanzo.
Il racconto ha inizio qualche anno prima dell'incoronazione di Vittoria, quando la giovane regina poteva solo fantasticare una sua probabile ma non certa ascesa al trono britannico.
Fin da subito è chiaro che Vittoria è una donna determinata, con un profondo astio nei confronti di Sir John Conroy, assistente della madre che ambisce a divenire Segretario Privato della regina, cosa che Vittoria, chiarisce subito di non volere.
Lui è solo un approfittatore che manipola la madre della futura sovrana per raggiungere i propri scopi, e quando Vittoria, una mattina presto, quando ancora è in vestaglia, riceve la notizia della morte del re e la conferma che lei è ora regina, la prima cosa che decide di fare, è allontanare quanto più possibile Sir Conroy.
Vittoria è una giovane regina inesperta, ma decisa a non farsi comandare da nessuno.

"Ora non c'è più nessuno che possa dirvi cosa dovete fare."


Vittoria vuole regnare da sola, senza l'aiuto della madre o di Conroy.
E' una ragazza minuta, appena centoquarantanove centimetri di altezza, ma è sua ferma decisione non farsi mettere i piedi in testa da nessuno.
Al suo fianco, accetta solo la presenza di Lehzen, sua istitutrice e poi governante, e Lord Melbourne, Primo Ministro nonché suo nuovo Segretario Privato, per il quale, Vittoria prova una sincera amicizia, se non anche attrazione.
Nonostante lui sia più anziano di lei, Vittoria ne è affascinata e cerca continuamente la sua compagnia.
Allo stesso tempo, la nuova regina dovrà stare attenta agli attacchi dei suoi nemici, deve farsi largo in un mondo di uomini, resistere alle pressioni del duca di Cumberland, di Conroy, a quelle della madre, alle lettere dello zio Leopoldo, che la vuole maritare con il cugino Alberto.
Essere regina è più complicato di quello che credeva, il suo posto sul trono è più vacillate del previsto.


Una lettura resa estremamente interessante dalle tante rivelazioni e curiosità disseminate per il testo.
Benché spesso Vittoria si faccia comandare dalle sue emozioni, l'ho trovata un personaggio estremamente intrigante.
Ha una voce regale, una forte personalità e una grande dignità.
Allo stesso tempo, mi è piaciuto molto anche Melbourne e il suo senso del dovere che viene prima di ogni altra cosa.
Malgrado il numero considerevole di pagine, questo libro si legge con grande facilità, l'ho divorato con soddisfazione e lo consiglio caldamente agli amanti dei testi storici.
Siccome il volume parla della prima parte della vita di Vittoria, non escludo un seguito, anzi, spero proprio che ci sia, dato anche il finale netto.
Spero di poter conoscere, oltre alla Vittoria fanciulla, anche la donna matura che ha governato per anni l'Inghilterra.
Assegno al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 3 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Ma Vittoria capì che era suo destino diventare regina e accomodarsi in quella carrozza dorata mentre i sudditi la acclamavano festosi."

- "Ma io non mi lascerò dire cosa devo fare, nè da loro nè da nessun altro."

- "Il matrimonio era una faccenda pericolosa."