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Visualizzazione post con etichetta Fazi Editore. Mostra tutti i post
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domenica 10 agosto 2025

Recensione: "Mimica" - Sebastian Fitzek


Pagine 343
Genere Fazi

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 7
Descrizioni 7
Ambientazione 6

Voto Finale: 7

Hannah lavora per la polizia, é un’esperta di mimica facciale, materia che ha insegnato anche al figlio e che in effetti gli è servito contro un uomo armato.
E poi….
Hannah si risveglia legata a un letto, non ricorda nulla, nemmeno come si chiama, nemmeno che aspetto ha la sua faccia.
C’è una tv accesa nella stanza, parlano di un serial killer evaso, un uomo che fingeva di essere un chirurgo, ha studiato da autodidatta. Sceglieva però chi salvare e chi no.
Quello stesso uomo entra nella stanza dove è legata Hannah e le dice che lui la teme, lei è pericolosa, é un’assassina.

👍🏻 Hannah non ricorda nulla, cerca di ricostruire gli eventi in base a ciò che il Chirurgo le rivela e alle indagini che inizia.

👍🏻 Uno scambio di personaggi interessante: lui dipinto come un criminale pericoloso ma si ritiene innocente, lei convinta di essere una vittima ma lui la accusa di omicidio… anzi, lei stessa si dichiara colpevole.

👍🏻 C’è un video infatti della sua confessione. Hannah però non ci crede.

👍🏻 Hannah va a caccia di se stessa, tenta di ricordare, di capire chi è, come era la sua vita, se ha commesso davvero quei crimini.

👍🏻 Una storia in cui si dubita di ogni personaggio.

👎🏻 Però ho capito fin nelle prime cinquanta pagine chi era il colpevole.

👎🏻 Leggendo il libro ho avuto l’impressione che l’autore non avesse pensato più di quel tanto alla trama, come se avesse buttato su carta le prime idee che gli erano venute in mente.

👍🏻 La parte forse più eccentrica è il gruppetto di assassini che si forma nel libro.



 

sabato 1 febbraio 2025

Recensione: "L'erede" - Camilla Sten

 

Pagine 360
Genere Giallo

Originalità 7
Trama 8
Narrazione 8
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 8

Voto Finale: 8+

Eleanor ha un deficit che le impedisce di registrare i volti delle persone. Non riconosce nemmeno se stessa allo specchio.
Ogni domenica va a cena da sua nonna Vivienne. Dopo la morte prematura della madre, Eleanor è cresciuta con lei. Ha vissuto con la nonna per sedici estenuanti anni ed ora si limitano a vedersi per la cena della domenica.
Anche quella domenica, Eleanor si presenta a casa dell'anziana nonna alcolizzata ma ad aprirle è qualcuno che poi scappa. Quando entra trova Vivienne a terra, morente, piena di ferite inferte da un paio di forbici.
Cinque mesi dopo, Eleanor e il suo ragazzo si recano nella villa che Vivienne ha lasciato in eredità. Sul posto c'è l'avvocato e a sorpresa, la zia di Eleanor, l'altra figlia di Vivienne.
La villa è abbandonata da quarant'anni, per qualche motivo Vivienne non ci è più voluta tornare. Cos'era accaduto?

👍🏻Al presente si alternano capitoli del passato di Vivienne. Ci sono infatti delle pagine del diario della cugina di Vivienne, andata a vivere con lei come cameriera. 

👍🏻La villa è antica e spaventosa (soprattutto di notte). Se aggiungiamo una tormenta di neve ne esce un'ambientazione da paura. 

👍🏻Una casa inquietante, qualcuno nascosto nell'ombra, un segreto che vuole essere svelato. Una storia avvincente con un finale decisamente inaspettato. 

👍🏻Mistero, suspense, un conto in sospeso con il passato.

lunedì 30 dicembre 2024

Recensione: "L'ultima ora tra i mondi" - Melissa Caruso


Pagine 450
Genere Fantasy

Originalità 8
Trama 8
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 8

Voto Finale: 8

Acantis è la città Alfa, la principale, quella in superficie. Se non si fa attenzione, se la propria immaginazione è troppo forte, si precipita negli Echi, le altre versioni di Acantis, più pericolose man mano che si scende. Dopo le prime undici ... c'è solo il Vuoto.
Kem è di Alfa, è un Segugio, si occupa cioè di proteggere e recuperare coloro che finiscono negli echi, è la più brava e l'unica ad essere scesa ben oltre gli Echi consigliati. Al momento è in congedo per maternità ma partecipa ugualmente alla festa di Cambiodanno.
Durante la festa un uomo muore, seguito da tutti gli altri invitati, hanno messo nel vino un veleno Eco. Solo Kem si salva e assistente a quello che sarà il più grande problema della serata: al dodicesimo rintocco dell'orologio Eco, l'intero edificio con tutti gli ospiti, precipita in un Eco. Gli ospiti ritornano in vita perché il tempo viene riportato indietro di qualche ora e tutto inizia da capo. Nessuno ricorda tranne Kem, ha fatto una cosa che le ha permesso di essere immune. Scopre così di essere finita nel mezzo di un gioco Eco molto importante.
Decide allora che le serve un'alleata, sceglie la migliore: Rika, una Gatta (una spia, una ladra) nonché sua nemica. 

👍🏻Ad Alfa ci sono varie gilde, sono estremamente importanti e potenti, se tocchi uno di loro, finisce male. Ci sono i Seguci, i Gatti, i Corvi, i Lupi e le Farfalle. Ognuno di loro si occupa di cose diverse. I Corvi, ad esempio, studiano gli Echi.

👍🏻Tra Rika e Kem ci sono molti segreti da svelare. Prima che diventassero nemiche, erano infatti in buoni rapporti ... molto buoni.

👍🏻Il libro è pieno di una cascata di colpi di scena, il gioco è macabro ma oltremodo avvincente, una corsa contro il tempo, un mare di sangue, il premio è ambito quanto prezioso e determinante per tutti, Alfa ed Echi.

👍🏻Non so se sia voluto, ma il gioco fa emergere la vera essenza delle persone, si mostrano alla fine per ciò che sono davvero. 

👍🏻Ho iniziato questo libro con titubanza ma man mano che leggevo, le due protagoniste mi hanno conquistata sempre di più. Anche il pericoloso gioco in cui sono finite è affascinate: complesso, pieno di regole e morti.

👍🏻Questa storia è stata una vera e propria rivelazione! Bellissimo e spaventoso il mondo creato dall'autrice, ricco di dettagli e creature terrificanti.




 

giovedì 28 novembre 2024

Recensione: "Il bosco d'inverno" - Susanna Clarke


Pagine 64
Genere Giallo

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 6
Personaggi 6
Descrizioni 6
Ambientazione 7

Voto Finale: 6

Pochi giorni prima di Natale, un calesse passa per il bosco. Sopra c’è Ysolde e sua sorella Merowdis.
Quest’ultima scende e si inoltra nel bosco con alcuni dei suoi animali. Lì parla del bambino d’inverno.

👍🏻 La storia è arricchita da bellissime illustrazioni che riempiono ogni pagina. L'edizione è senza dubbio ben curata e graficamente accattivante.

👍🏻 Troppo carina la maialina Apple, amica di Merowdis. Lei è solo una dei tanti animali che compaiono nel libro.

👍🏻Merowdis è una ragazza che si distingue dalle altre, sa di essere diversa ma questo non la fa sentire emarginata, anzi, lei segue il suo cammino e poca importa se il percorso è solitario.

👎🏻 Non la considererei una storia di Natale, di natalizio c’è poco. Non mi aspettavo poi la componente religiosa.

👎🏻 Una storia breve, forse fin troppo, non ho fatto in tempo a farmi coinvolgere che era già finita. Secondo me poteva essere ampliata maggiormente, approfondita. 

 

mercoledì 28 febbraio 2024

Recensione: "Il Carosello delle Curiosità" - Amiee Gibbs


 Pagine 454
Genere Fantasy

Originalità 7
Trama 8
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 8

Voto Finale: 8

1887, Londra.
Al porto é arrivata una nave piena di demoni e sogni. É il carosello delle curiosità di Ashe e Pretorius, sono tornati con i loro artisti per esibirsi all’Athenaeum, l’ex prigione per debitori insolventi.
Loro però non offrono solo spettacoli incredibili, sono davvero magici, soprattutto Ashe.
Ed è a lui che si rivolge uno degli uomini più potenti della città. La sua pupilla, Charlotte, ha la leucemia, non ci sono speranze ma Ashe può salvarla, l’ha già fatto con un altro ragazzo.

👉 Nella compagnia ci sono vari artisti: c’è Dita, la chiaroveggente, Georgie, il bambino ricoperto di peli che suona il violino, Angelique, la piccola ballerina. Poi ancora Lucien, il domatore di fiamme, Danny e Davie, gemelli siamesi uniti da una striscia di pelle, Timothy, un ladro mutaforma, Columbine, l’albina acrobata, Harlequin, il ragazzo che svanisce. Infine Pretorius, l’architetto scenografico, lui realizza ciò che Ashe immagina.

👉 Tutti loro del carosello hanno doni particolari ma alcuni sono proprio magici.

👉 La storia è ambientata nella parte povera di Londra, quella dove i bambini devono sguazzare nel fango alla ricerca di oggetti da vendere. Sono i mudlarks e spesso muoiono per le infezioni, il tetano, la cancrena.

👉 Charlotte fa parte dell’altro gruppo di personaggi della storia. Quello spietato. Lei è in pratica loro prigioniera, é stata “adottata” da loro, gli appartiene. I Rose nascondono molti segreti, alcuni raccapriccianti, soprattutto il capofamiglia.

👉 Anche Ashe ha i suoi scheletri nell’armadio e pagina dopo pagina, vengono rivelati. Ashe é salvezza e distruzione, é un personaggio enigmatico, estremamente affascinante.

👉 I personaggi si intrecciano tra loro in modo sorprendente. Sono tutti eccentrici, ognuno con le proprie peculiarità.

👉 Il finale è un susseguirsi di colpi di scena.

👉 Una storia che diventa sempre più affascinante man mano che si prosegue con la lettura.

martedì 28 novembre 2023

Recensione: "La malizia del vischio" - Kathleen Farrell


 Pagine 240
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 6
Personaggi 6
Descrizioni 6
Ambientazione 6

Voto Finale: 6

Rachel è impaziente di ricevere gli ospiti.
Per Natale la sua famiglia si fermerà a festeggiare da lei, di solito vive sola con la nipote Bess.
La prima ad arrivare è Kate, altra nipote di Rachel e cugina di Bess.
Arriva anche il cugino Piers e la figlia di Rachel: Marion insieme al marito.
A sorpresa arriva anche l’altro figlio di Rachel: Adrian, esiliato dopo aver truffato i parenti.

👉Bess vorrebbe sposarsi, nel frattempo si prende cura della zia che invece di esserle grata, la tratta spesso male. Quel Natale porterà a Bess un sacco di pensieri.

👉 I litigi tra i famigliari partono praticamente subito 😂 che bello il Natale in famiglia!

👉 Liti tra coniugi, tra fratelli, tra cugini innamorati (eh già avete letto bene 😅).

👉 Storie gelosamente custodite nel cuore. La governante che fa i salti di gioia per le scazzottate. Poi ancora chiacchiere a volontà e discussioni a non finire. Il racconto di una festa natalizia in famiglia.

👉 Nonostante sia ambientato a Natale, lo spirito natalizio non è molto presente. Qualche accenno alle decorazioni e alle tradizioni ma nulla di che.

👉 Una festa in una famiglia inglese piuttosto disastrosa, un gruppo di personaggi ognuno incasinato a modo suo. Un Natale con tanto di fuga e problemi di cuore.

👉 Ci sono più dialoghi che fatti, non è una storia molto movimentata.

venerdì 30 giugno 2023

Recensione: "L'Immortale" - Catherynne M. Valente


 Pagine 348
Genere Fantasy

Originalità 8
Trama 7
Narrazione 6
Personaggi 7
Descrizioni 7
Ambientazione 8

Voto Finale: 7+

Per ben tre volte dei giovani hanno bussato alla porta per chiedere Marja in sposa ma era troppo piccola e allora sono stati “passati” alle sue sorelle.
A quindici anni Marja vive ancora con la sua famiglia nella loro casa lunga e stretta di Pietroburgo dove vivono altre dodici famiglie.
Poi ecco arrivare finalmente l’uomo per lei: Koščej l’Immortale.
Lui la prende e la porta nella sua casa. Dopo un anno con lui, la Baba Jaga, sorella dell’Immortale, dice a Marja che se lo vuole sposare deve prima superare tre prove. Se fallirà, la Baba Jaga la mangerà.

👉 Marja è come se fosse il personaggio di una fiaba in un’ambientazione reale. È totalmente fuori posto a Pietroburgo. Lei vede uccelli trasformarsi in uomini. Poi si imbatte nei domovoj, i folletti domestici della mitologia slava. Ometti piccoli con la coda che proteggono la famiglia e dato che in quella casa ci sono tante famiglie allora ci sono anche tanti domovoj.

👉 Quando arriva l’Immortale sembra che finalmente prenda Marja e la porti nel posto che le appartiene: in una favola. Quelle originali almeno, con creature particolari e morti.

👉 Il periodo non è precisato se non alla fine, si capisce però che siamo circa nella prima metà del 1900, con Stalin e il comunismo.

👉 Il rapporto tra Marja e l’Immortale è particolare. Lei deve dimostrare di essere alla sua altezza, deve quindi diventare scaltra, ardita, crudele, deve imparare a imbrogliare. All’inizio lui è il padrone e lei l’agnellino, lui la plasma, lei diventa una “macchina per amarlo”. Poi lei cambia e impara a essere tenace, a tenergli testa ed è lui a dover dimostrare a lei che è degno della sua mano.

👉 Era come se il libro volesse lanciarmi un messaggio che io però non riuscivo a cogliere.

👉 È un libro affascinante, una storia dove il mito si mischia alla realtà. Però mi ha anche confusa.

mercoledì 31 maggio 2023

Recensione: "Labirinti" - Franck Thilliez


 Pagine 334
Genere Thriller

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 7

Voto Finale: 7+

Una donna è stata ritrovata in un bosco ricoperta di sangue con vicino un cadavere.
Quando la poliziotta Camille arriva in ospedale, il dottor Fibonacci le spiega che la paziente soffre di amnesia ma prima di dimenticare ha raccontato tutto a lui.
Le protagoniste di questa storia ingarbugliata sono cinque: la giornalista, la psichiatria, la rapita, la scrittrice. La quinta si scopre alla fine ed è la chiave per la soluzione.
La storia è un labirinto e la quinta donna è il filo che conduce all’uscita.

👉 La narrazione passa da una donna all’altra. Da Lysine che scopre che c’è una casella postale a suo nome ma che lei non ha mai preso. Poi Véra che sta aiutando a costruire un ecovillaggio per elettroipersensibili. Poi ancora Julie, adolescente rapita.

👉 Tema è la mente, come può essere manomessa, come i ricordi possono essere modificati, rubati, nascosti.

👉 Affascinante lo studio sulla malattia psichica chiamata schizofrenia paranoide: chi ne soffre vive nelle proprie fantasie, creano intere esistenze estremamente elaborate.

👉 Alcune scene sono raccapriccianti, fanno venire il voltastomaco. Filmino di torture disumane.

👉 Un labirinto di menti, un intreccio complesso che lascia senza parole.

👉 Un thriller pazzesco in cui è facile perdersi, un labirinto mentale da cui è difficile uscire.

venerdì 21 aprile 2023

Recensione: "Schiavi della solitudine" - Patrick Hamilton


Pagine 304
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 6
Personaggi 6
Descrizioni 6
Ambientazione 7

Voto Finale: 6

Londra, 1943.
Miss Roach si aggira per la città sottosopra a causa della guerra. Sta andando alle Rosamund Tea Rooms, un tempo erano sale da tè, ora una pensione che appartiene a Mrs Payne, un’anziana vedova con il pallino per gli affari.
La storia non è altro che il racconto dell’ incrociarsi delle vite degli ospiti della pensione. Amori, tradimenti, crudeltà e ovviamente la guerra.

👉 Le ambientazioni sono scritte con cura, in particolare si parla dei cambiamenti che la guerra ha portato.

👉 Nella pensione vivono svariati personaggi, Mr Thwaites è tra tutti il più brusco, irriguardoso e assillante. Buona compagnia le fa la nuova arrivata: Vicki l’amica tedesca di Miss Roach. Amica per modo di dire. Loro sono gli antagonisti della storia, non si rendono però conto di esserlo. Entrambi prendono di mira la povera Miss Roach.

👉 I personaggi sono tutti ben caratterizzati.

👉 Nella pensione si parla della guerra, dei russi, della rivoluzione nelle classi sociali.

👉 Miss Roach inizia ad uscire con il tenente Pike, anche lui ospite della pensione. Vicki si insinuerà tra loro, portando scompiglio.

👉 I capitoli brevi rendono la storia più scorrevole.

👉 La trama è un po’ debole, non mi ha affascinata totalmente. Preferisco storie più movimentate.

 

giovedì 23 marzo 2023

Recensione: "L'inventario delle nuvole" - Franco Faggiani


Pagine 296
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 6
Narrazione 7
Personaggi 6
Descrizioni 7
Ambientazione 7

Voto Finale: 6+

Giacomo vive in Val Maina da sempre. La gente lì ci nasce e ci muore, difficile che qualcuno se ne vada, come ha fatto il padre di Giacomo, morto giovane in miniera.
Giacomo è cresciuto con la madre e i nonni paterni che a otto anni lo mandano a studiare in un’abbazia. Cosa rara a quei tempi, i giovani di solito andavano a lavorare.
Quegli anni di studio furono spensierati, Giacomo era uno studente diligente, se la passava meglio di tanti suoi coetanei.
Finiti gli studi però il nonno lo rivuole a casa, deve continuare il lavoro di famiglia.
Giacomo impara così a trattare con i boscaioli, a mercanteggiare, a seguire le varie coltivazioni.
Lo stesso anno in cui ritorna, scoppia poi anche la guerra. È il 1915.
Giacomo non viene chiamato: è zoppo ed è l’unico figlio di una vedova.
Inoltre il lavoro della loro famiglia è utile: devono rifornire l’esercito, serve il legno, la fluorite e magnetite.
Ognuno in famiglia deve fare la sua parte e il nonno vuole che Giacomo si occupi della raccolta dei capelli. Deve andare per montagna, di casa in casa, alla ricerca di donne con i capelli lunghi. Deve convincerle a lasciarseli tagliare in cambio di denaro o altri beni. Quei capelli valgono un sacco, serviranno per fare le parrucche.

👉 L’ambientazione è descritta molto bene, tanto che con la mente sembra di essere lì, tra quelle cime sbilenche e le morbide praterie boscose.

👉 Giacomo nel suo peregrinare incontra personaggi singolari, speciali come streghe che gli donano preziosi consigli oppure profumieri. Si imbatte in storie tristi, di povertà e abusi.

👉 Io non sapevo di questo lavoro, è stato affascinante scoprire il viaggio e la lavorazione dei capelli. Partono dalle montagne per giungere fino in Francia dopo giorni di cammino.

👉 Il libro parla anche degli inverni lunghi e pieni di neve. Giacomo mette su una scuola per i bambini e le donne che vogliono passarsi il tempo in quelle lunghe giornate vuote.

👉Una storia dal ritmo veloce e dalla narrazione scorrevole.
Una finestra su una famiglia italiana.

martedì 7 febbraio 2023

Recensione: "Pioggia sottile" - Luis Landero

 
Pagine 240
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 6
Narrazione 7
Personaggi 6
Descrizioni 6
Ambientazione 5

Voto Finale: 6+

Un pranzo in famiglia. Una cosa banale per i più eppure per questa famiglia di Madrid è un evento fuori dall’ordinario. Si dà il caso che sia il compleanno della madre (ben ottant’anni) e il figlio vuole riunire la famiglia per festeggiarlo ma … non si parlano da un po’ e i problemi tra loro sono tanti.
Ecco quindi che tutti iniziano a chiamare Aurora per trovare conforto, consigli, per sfogarsi. Lei è la moglie di Gabriel, il fratello minore e con pazienza ascolta le confessioni di tutti.

👉 Una narrazione particolare, a volo di farfalla, è aggraziata, fa diversi giri prima di arrivare al punto, gioca con le parole.

👉 La storia è raccontata in modo particolare. Sei giorni in cui i tre fratelli riportano alla luce il passato parlando con Aurora. Ricordi dolorosi, gelosie tra fratelli, il rancore verso l’unico fratello maschio, il più amato dai genitori e per questo il più odiato dalle sorelle. Pure il suo nome, Gabriel, è una ferita che brucia ancora.

👉 Aurora è una persona mite, non giudica ma ascolta per questo è la confidente della famiglia. Verso la fine parla anche di se stessa, del suo matrimonio con Gabriel.

👉 La madre è una donna severa, concreta, pensa non alla felicità ma alla sopravvivenza, al guadagno… al campare. Le figlie non le perdonano di aver fatto sposare Horacio a Sonia e non ad Andrea. Questo crea ancora problemi in famiglia, soprattutto ora per via del pranzo. Sonia non lo vuole al compleanno, per via del suo nuovo fidanzato ma la madre adora Horacio e lui è il padre delle bambine.

👉 Io prediligo i libri dinamici e questo non lo è. È formato da ricordi e chiacchiere tra Aurora e gli altri. Lo consiglio quindi a chi ama questo tipo di racconto.

martedì 31 gennaio 2023

Recensione: "Raybearer" - Jordan Ifueko


Pagine 474
Genere Fantasy

Originalità 8
Trama 8
Narrazione 8
Personaggi 8
Descrizioni 8
Ambientazione 8

Voto Finale: 8

Tarsiai è una bambina che vive a Rocca Bhekina. Ha sette anni quando tenta di fuggire la prima volta ma il custode che la madre aveva trasformato in genio con un vile ricatto, la riacciuffa e le mostra la verità. La madre ha espresso due dei tre desideri, uno di questi è proprio Tarisai. Lei è un mezzo genio e dovrà esaudire l’ultimo desiderio: uccidere l’erede al trono ma per farlo deve entrare nel suo Concilio. Ma per far parte degli undici… lei deve amarlo.

👉 La storia è ambientata in un luogo di fantasia, una specie di Africa dove la magia è capricciosa, ci sono elefanti, leoni, baobab, c’è la savana ma in versione fantastica con spiritelli, un custode alato, demoni, inferi.
In totale solo dodici terre diverse che un condottiero ha poi unito e governato. In realtà, solo su mappa i confini sono unite, i popoli non lo sono affatto. 

👉 Tarisai vive in una città invisibile, creata dalla madre che non si fa mai vedere. La bambina cresce con i tutori che le insegnano di tutto ma non la toccano perché lei può vedere le storie delle persone o degli oggetti. La madre non vuole che lei sappia la verità sul re, non prima di essere ammessa al Concilio. Deve essere ingenua.

👉 Il re e l’erede, una volta ottenuto il Concilio, diventano immortali. Sono la vecchiaia può ucciderli ma se uno degli undici li tradisce, possono morire per mano sua. Per questo gli undici devono amare il loro re/principe e sono destinati a stare sempre insieme.
L’idea di un Concilio unito dall’amore è singolare e meravigliosa.

👉 Tarisai stringe subito amicizia con il principe, sono entrambi alla ricerca di amici che saranno la loro famiglia. Tarisai si unirà però anche con altri bambini come Sanjeet, l’Orso del principe, suo fedele protettore ma … entrambi per anni rifiutano di far parte del Concilio.

👉 Riti, feste, offerte, misteri. Tarisai intraprende un viaggio alla scoperta della verità. Chi è davvero sua madre? Qual è la verità sul re? Tanti tasselli di puzzle che Tarisai dovrà trovare e unire.

👉 L’inizio di un’avventura rivoluzionaria, una lotta femminista, una lotta per salvare vite.
Un fantasy pieno di mistero, lotte e grandi amicizie.

👉 Lady, la madre di Tarisai, è un personaggio che si comprende bene solo alla fine.

giovedì 24 novembre 2022

Recensione: "La fotografa degli spiriti" - Desy Icardi


Pagine 368
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 8
Narrazione 8
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 8

Voto Finale: 8

1906.
Munsù Bardella gira per le strade di Monferrato alla ricerca di clienti da fotografare e … ragazze in cerca di marito.
È un sensale, un mercante di spose, combina matrimoni. È ora alla ricerca di giovani da portare in Argentina.
1908.
Edmondo Ferro è un avvocato non molto convinto, nel senso che il lavoro lo ha ereditato dalla famiglia, praticamente è stato costretto. Quel mestiere così come il matrimonio non fanno per lui. Edmondo vorrebbe solo leggere, perdersi tra le pagine dei suoi amati libri. Per questo passa spesso i suoi casi alla cugina, lei sì che avrebbe voluto fare l’avvocato ma in quanto donna non può farlo.
Edmondo ha un amico giornalista che gli chiede di aiutarlo con un articolo. Una contessa tiene sedute spiritiche nella sua villa. Ospita una vedova che afferma che sua figlia sia una medium. Durante le sedute un fotografo scatta foto dove appaiono gli spiriti. Il giornalista è convinto di poterle smascherare ma ha bisogno di Edmondo per poter essere invitato alle sedute.

👉 Una narrazione scorrevole, ricca di immagini che prendono vita davanti agli occhi del lettore.

👉 Si alternano le due storie: quella dell’avvocato e quella delle spose dirette in Argentina.

👉 Edmondo è uno di noi. Ogni momento è perfetto per leggere e quando non ha un libro tra le mani, pensa a quando finalmente avrà il tempo per tornare alle sue storie.

👉Personaggio più simpatico del libro è senza dubbio Nerina, una delle spose che Bardella porta in Argentina. Lei è una ragazza robusta, la madre la obbligata a fare i lavori più pesanti. Nerina sa di non essere bella ma ci ride su, è pratica, concreta, amichevole.

👉 Una doppia storia affascinante che affonda le radici nel passato e nel mondo del soprannaturale. In entrambe viene intrapresa una caccia alla ricerca della verità. 

👉 Un romanzo accattivante che si legge con voracità. Una storia italiana da non perdere. 

venerdì 11 novembre 2022

Recensione: "Puzzle" - Franck Thilliez


Pagine 432
Genere Thriller

Originalità 6
Trama 8
Narrazione 6
Personaggi 6
Descrizioni 7
Ambientazione 7

Voto Finale: 7

Lucas Chardon è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Finalmente decide di raccontare alla sua psichiatra la verità su quel 22 dicembre. Vuole rivelare chi è l’assassino degli otto escursionisti trovati morti in un rifugio in montagna, al centro di una piccola isola in mezzo al lago.
Li ha trovati una guida, era andato lì per sistemare il tetto. Quando è arrivato ha visto che c'era sangue dappertutto e nessuna impronta nella neve. Ha chiamato subito i soccorsi. 
Quando sono arrivati hanno visto una persona uscire dall'edificio, è in stato confusionale, non sa nemmeno cosa ci fa lì.
Intanto a chilometri di distanza Ilan viene contattato dalla sua ex: lei ha trovato l’ingresso di Paranoia, un gioco complesso, criptico, un gioco che ti fa dubitare della realtà e della propria salute mentale.
Una volta ammessi al gioco vengono trasferiti insieme agli altri partecipanti in quello che sarà il loro “tabellone”: un ospedale psichiatrico. Dovranno trovare le chiavi per sbloccare gli obbiettivi successivi fino a trovare quella che aprirà la cassaforte.

👉 Delirio, follia, ricordi che svaniscono, omicidi, elementi che ritornano, coincidenze che non sono coincidenze. Un gioco pericoloso che ti confonde, ti fa perdere nella tua stessa mente. In realtà è il gioco a giocare con te. È tutto reale ma non è la realtà, è una finzione difficile da smascherare perché ben impiantata nella mente.

👉 La trama, in particolare il tema del gioco pericoloso ultimamente è protagonista di fin troppi libri. Non è quindi originalissimo ma qui viene trattato dal punto di vista psicologico e ciò rende il tutto più affascinante. Mi ha ricordato un po’ “Il ladro di anime”.

👉 Una storia contorta, criptica. La mente del protagonista viene stravolta, confusa, raggirata.

👉 Una narrazione scorrevole che ti coinvolge fino alla fine e ti trascina nella storia, facendoti perdere nella mente del protagonista.

👉 Il finale è prevedibile, l'avevo intuito fin dall'inizio ma il percorso per arrivare ad esso è ricco di misteri ed inganni. 

sabato 28 marzo 2020

Recensione: "La città di sabbia (La saga della Chimera di Praga Vol. 2)" - Laini Taylor


Editore Fazi
Genere Fantasy

Karou sembra essere sparita.
Nessuno sa dove sia finita.
Akira, la crede addirittura morta.
In realtà sta lavorando per riportare in vita le chimere.
Sta facendo esattamente ciò che non ci si aspetterebbe mai da lei!
Molti segreti sono stati svelati, ciò che era dimenticato è stato ricordato.
La guerra tra serafini e chimere sembra finita ma la voglia di combattere, di vincere scorre forte nelle vene di entrambe le fazioni.
La loro sembra una guerra senza fine.
Una guerra senza pietà.
Chi è nel giusto? E chi nel sbagliato?
Sono forse i serafini i buoni? Loro che uccidono chimere innocenti, adulti, donne e bambini? 
O sono forse le chimere? Che restituiscono il favore massacrando le famiglie dei serafini?
Eppure, in entrambe le fazioni, ci sono creature che lottano per la pace.
Gli angeli sono buoni, le chimere malvagie.
Le chimere sono buone, gli angeli malvagi.
Due facce della stessa medaglia.
E Karou?

"Io sono un resuscitatore."

Che grande delusione questa ragazza! Si è alleata proprio con colui che in passato l'aveva annientata! Che le aveva fatto passare le pene dell'inferno! E questo perché? Perché si sente in debito con lui! Con le chimere! Loro che l'avevano disprezzata, che la disprezzano anche ora!!
Lei è la loro schiava! Karou ha in mano tutto il potere ma non lo usa! Anzi, si lascia volontariamente usare! Lei non lotta, non si oppone, è debole, priva di orgoglio!
Questo libro è pieno di personaggi coraggiosi, ci sono gli amici di Karou che sfidano il deserto e le chimere per raggiungerla, ci sono delle chimere e degli angeli che disobbediscono agli ordini per proteggere i più deboli, poi c'è Karou, l'illusa ragazza che si lascia calpestare e comandare! 
Si dà una svegliata solo nella parte finale del libro e non di sua spontanea volontà! Devono scrollarla per farle aprire gli occhi!
Quanto l'ho odiata!
Il primo libro della serie non era male, mentre leggevo questo, invece, ero infuriata!
Assegno la sufficienza solo perché scritto bene e perché gli altri personaggi non sono male.
Karou, però, ha rovinato tutto.

martedì 26 novembre 2019

Recensioni Letture di Gruppo: "Poirot a Style Court" - "La famiglia Aubrey"


"Poirot a Styles Court" di Agatha Christie

Editore Mondadori
Genere Giallo

Questo è il primo romanzo giallo di Agatha Christie, lo ha scritto durante la prima guerra mondiale ed è anche il primo libro in cui compare come protagonista l'ex poliziotto belga: Hercule Poirot.
A narrare la storia è Hastings, l'amico di Poirot.
Hastings, a causa di una ferita, torna a casa dal fronte.
Un suo amico, John Cavedish, lo invita a Styles, dove vive insieme alla matrigna e al resto della sua famiglia.
La madre di John si sta per risposare (con un mascalzone a dire del figlio).
Una mattina presto, la signora Inglethorp, la madre di John, mentre è chiusa in camera sua, è scossa da violente convulsioni.
Muore poco dopo l'arrivo dei suoi parenti.
A quanto pare, è stata avvelenata.
Fortuna che Poirot si trova nei paraggi! La signora Inglethorp, infatti, lo stava ospitando insieme ad altri connazionali dell'investigatore.
Poirot non perde tempo e si mette alla ricerca della verità.
Ci sono molto dettagli da chiarire, tra cui: dove era il veleno?
Ogni personaggio sembra colpevole, nessuno è al sicuro dai sospetti.
Con maestria e arguzia, Agatha Christie intesse una storia intrigante, piena di mistero e segreti.
Mi piacciono i suoi gialli perché tutta l'attenzione è puntata sulle indagini, non c'è una storia di sottofondo o alternativa, la trama è interamente inerente il caso.
La Christie, inoltre, riesce sempre a raggirarmi per bene! Sa come manipolare la mente del lettore, come farlo focalizzare su determinati dettagli invece che su altri, come fargli credere che il colpevole sia uno quando in realtà è un altro.
Insomma, considero i gialli della Christie dei capolavori di sagacia.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Elvira: Proprio complicato. Non avevo capito niente. Però non è giusto che metta tutto nell'ultimo capitolo. Comunque brava Agatha

Viviana: Ieri sera ho finito il libro e pur non essendo io un amante dei gialli, l'ho trovato 'frizzante' e geniale! Senza spoilerare nulla, per quanto riguarda il finale, su una persona avevo intuito bene ma sull'altra no! A. Christie va letta non solo tra le righe ma facendo attenzione proprio alle parole che scrive perché nasconde indizi che io proprio non avrei mai immaginato!

Marianna: Bello, intrigante e coinvolgente come solo Agatha sa essere. La cura dei dettagli e la descrizione minuziosa delle reazioni e delle emozioni dei personaggi è tipica della maestra del giallo per eccellenza. Della Christie mi piace molto il modo in cui confonde il lettore, convincendolo di un assassino e nello stesso tempo distogliendolo dalla verità pagina dopo pagina, affinché rimanga nel dubbio fino all'ultima riga.

Roberta: Finito e devo dire che mi è piaciuto è il primo con Poirot che mi piace io adoro molto di più Miss Marple.
Coinvolgente come sa solo fare questa scrittrice.
Bello.

Rita: Finito ieri e mi è piaciuto tantissimo. Adoro Poirot 😜 e il suo modo di fare 😂😂😂 Agatha Christie rimane una certezza!

Giulia: È il secondo romanzo di Agatha Christie che leggo e mi è piaciuto veramente molto. La storia tiene incollati alle pagine ed è intrigante, non risulta mai banale, tanto da riuscire a far sì che il lettore sospetti di tutti i personaggi fino all'ultimo istante. Essendo il primo romanzo in cui compare Poirot, avrei preferito venisse approfondita di più la sua storia e che fosse lui il narratore, ma lo trovo comunque ben scritto.

Elisa: la lettura è stata molto scorrevole, i personaggi pochi rispetto a quelli che troviamo in molti altri libri, leggerlo è stato come vedere una delle puntate della signora in giallo che mio papà ama e costringe tutti noi a guardare, mille indizi sparsi, cose che all'occhio del lettore appaiono superflue e che invece Poirot cataloga nell'archivio della sua mente, liti, personaggi che scappano.

Barbara: Questo libro, datato 1920, è il primo in cui compare Poirot.
I suoi tratti distintivi ci sono già tutti: geniale, misterioso, folle in ogni suo ragionamento, saccente, riflessivo ed intuitivo allo stesso tempo.
La storia è di quelle classiche della Christie, in cui tutti sembrano colpevoli, ma fino alla fine non si capisce nulla. O meglio. Molte cose si intuiscono, ma il puzzle è difficile da comporre.
Una bella lettura, scorrevole, non il mio Poirot preferito ma comunque un ottimo libro.

"La famiglia Aubrey: 1" di Rebecca West

Editore Fazi
Genere Narrativa

La famiglia Aubrey deve trasferirsi a Lovegrave a causa del nuovo lavoro del signor Aubrey.
È stato assunto per dirigere il piccolo quotidiano locale, di proprietà del signor Morpurgo.
Il signor Aubrey partirà per primo, cercherà una casa e la preparerà per l'arrivo della moglie e dei suoi quattro figli (Cordelia, Mary, Richard Quin e Rose).
La famiglia si sposta di continuo, Sudafrica, Edimburgo, Cape Town, a quanto pare sempre a causa del padre.
Altro non so dirvi perché arrivata al quarto capitolo ho alzato bandiera bianca e mi sono arresa!
Non riuscivo ad andare avanti, tanto tediosa era la narrazione!
La scrittura è fin troppo dispersiva, viene nominato un personaggio o un oggetto e via che l'autrice parte a raccontarne vita, morte e miracoli
Questo libro è fin troppo dettagliato e prolisso.
Su cento pagine, venti raccontano le vicende della famiglia Aubrey mentre il restante è pieno di inutili particolari su oggetti d'arredo e ricordi del passato. Tutte pagine da tagliare, secondo me.
Per farvi capire quanto dispersivo sia questo libro, sappiate che quel breve riassunto che vi ho fatto, è la storia raccontata nelle prime cento pagine! Loro si devono trasferire, ci sono alcuni problemi di comunicazione con il signore Aubrey ma alla fine riescono tutti a giungere a destinazione.
Ecco, ciò che io ho riassunto in poche righe, l'autrice l'ha allungato, l'ha infarcito con dettagli superflui e l'ha spalmato su cento e passa pagine.
Non so quanti della lettura di gruppo siano arrivati alla fine del libro, pochi credetemi. In molto lo hanno abbandonato, io per prima.
Troppo noioso, troppo inutilmente lungo.
Ne ho avuto abbastanza dei primi quattro interminabili capitoli (lunghi circa cento pagine!).

Commenti dalla lettura di gruppo:

Rita: Dalla copertina e dalla trama pensavo meglio, molto meglio... invece sono arrivata alla fine con molta fatica, ma l'ho finito solo per vedere cosa poteva succedere più avanti e se valeva la pena poi leggere il seguito... mhhhh... non credo... noioso?? Lento? Non lo so perché non mi ha preso... so solo che finisce qui la mia conoscenza con gli Aubrey!!

Roberta: Sinceramente ho abbandonato la lettura l'ho trovato noioso e lento. Una storia per niente coinvolgente sembrava di leggere sempre le stesse cose.
Peccato lo pensavo migliore era pure una vita che volevo leggerlo.
Mi dispiace molto quando abbandono un libro e quando resto delusa dalla lettura.

Sonia: Non l'ho letto con voi, ma l'ho letto tempo fa. Io l'ho trovata una narrazione piacevole. È una di quelle letture da assaporare e che secondo me, si apprezza dopo averla un po' elaborata. Benché la prosa sia un po' lenta, ho apprezzato l'io narrante, ho apprezzato la caratterizzazione e ho apprezzato l'ambientazione. Io credo che continuerò la lettura dei volumi successivi.

venerdì 21 giugno 2019

Recensioni Letture di Gruppo: "L'invenzione delle ali" - "La chimera di Praga"


"L'invenzione delle ali" di Sue Monk Kidd 

Editore Mondadori
Genere Narrativa

In questo libro, due mondi opposti, in guerra tra di loro, si avvicinano dando vita a una storia dolce - amara.
Il libro parla di due bambine. I più superficiali diranno che sono una padroncina e la sua schiava ma no, in realtà sono solo due bambine con il cuore grande come l'oceano.
Hetty è una piccola schiava, una dei quattordici che gestisce la casa della famiglia Grimké.
La casa dei padroni è il mondo di Hetty, un mondo in cui viene picchiata praticamente ogni giorno, a volte, solo per essersi appisolata durante le preghiere.
Sarah è sua coetanea ma per sua fortuna, è nata dalla parte giusta del mondo.
Lei è una dei dieci figli dei coniugi Grimké e una schiava non la vuole proprio, non è giusto. Il suo sogno è diventare un avvocato (in un epoca in cui le donne non hanno nemmeno un'istruzione).
Sarah è diversa dalle altre fanciulle, lei è affamata di conoscenza, ama leggere, imparare, riempirsi la mente con mille e più nozioni.
Sarah, però, non è molto brava a parlare, fa fatica a far uscire le parole di bocca. Ha iniziato ad avere questo problema dopo aver visto la brutalità con cui sua madre ha punito una schiava. Forse è stato quell'episodio a spingerla a lottare contro la schiavitù.
Per il suo undicesimo compleanno, sua madre, le regala Hetty (con tanto di fiocco) ma Sarah quel dono non lo vuole, lei non vuole possedere persone. Vuole, invece, liberare Hetty, che ha avuto il coraggio di fermare, con un'occhiata rabbiosa, la mano che la stava bastonando.

"Ognuno si ribella come può."

In un mondo razzista e violento, in un epoca in cui la conoscenza è un'arma temuta e l'ignoranza uno scudo per tenere a bada gli "inferiori", ecco due bambine, che contro ogni convenzione e regola, diventano amiche, alleate.

"Non eravamo un popolo speciale che aveva perso la magia. Eravamo un popolo di schiavi, e non saremmo andati da nessuna parte." 

Questo libro ha diversi aspetti che mi sono piaciuti.
Innanzitutto, nonostante il tema, non ci sono scene eccessivamente violente, cioè alcune scene brutali ci sono ma mi aspettavo di peggio.
Questo particolare, però, ha anche una lato negativo: rende il libro meno coinvolgente.
Una patina di superficialità aleggia sulla storia.
Benché il libro mi sia piaciuto, non è riuscito a coinvolgermi al cento per cento.
Il fascino dell'amicizia tra Hetty e Sarah si attenua pagina dopo pagina.
Loro si allontano, non hanno più una storia in comune ma due divise e distanti.
Nonostante questo, però, la storia di Sarah e Hetty rimane qualcosa di sorprendente, queste due signorine sono una forza della natura, sono coraggio, determinazione, giustizia.
Non sono, però, gli unici personaggi degni di nota. Sono diverse le figure che si ergono contro la crudeltà e la disumanità.
Questo è un libro in cui le punizioni si contrappongono a gesti altruisti, la gentilezza alla ferocia, è un libro di grandi confronti e lotte per la libertà.

"Volevo far sentire la mia voce ..."

Ciò che più di tutto mi è piaciuto, però, è la scoperta fatta a fine libro.
Sarah, sua sorella, Hetty e molti altri personaggi sono realmente esistiti, hanno davvero combattuto contro la schiavitù, a favore dei diritti delle donne e dell'uguaglianza.
Ero convinta fosse una storia inventata, invece parte delle cose narrate sono vere.
"L'invenzione delle ali" non è la lettura più bella che io abbia fatto ma sono ugualmente rimasta piacevolmente colpita.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Federica: "Ho scelto di leggere il libro mensile perché mi aveva incuriosito la copertina. Poi ho iniziato a leggerlo e l'ho amato, mi è piaciuto davvero davvero molto. Mi piace leggere di paesi lontani, di culture diverse e qui c'è proprio questo: l'incontro tra due culture che si conoscono e si migliorano."

Chiara: "Questo libro mi ha colpita perché mi aspettavo qualcosa di molto melenso e in stile via col vento (il film) e invece ho trovato un libro molto vero e a tratti anche crudo."

Marisa: "Un libro intenso e profondo, intriso di momenti tragici e altri di grande umanità. Bellissimo il rapporto tra Sarah e la schiava Monella, regalatale per il suo undicesimo compleanno. In realtà sono entrambe schiave, Sarah delle convenzioni e rigidi schemi sociali, Monella della legge e dei padroni."

Sara: "Sono partita molto scettica su questo libro ma devo dire che con la prima parte poi sono andata piuttosto d'accordo, tanto che credevo che mi sarebbe piaciuto. Dalla metà in poi, invece, ho fatto una fatica immensa."

Martina: "È stato un romanzo che mi ha colpito molto, soprattutto perché racconta una storia vera che tratta anche un argomento molto delicato ed importante della storia."

Maria: "Una storia che ci fa vedere le due facce della stessa medaglia, la schiavitù e le prime lotte per la sua abolizione. Trent'anni di storia fino all'epilogo del tutto inatteso."

Roberta: "Libro molto interessante, mi è piaciuto leggere cosa dovevano subire gli schiavi e come vivevano i ricchi dell'epoca. Mi è piaciuta tantissimo Sarah che si è sempre battuta per le sue idee e per liberare la sua piccola schiava."

Elvira: "Sue Monk Kidd, ha ripercorso una fetta di storia, tra realtà e fantasia, nel cammino lungo e penoso verso le libertà, soffermandosi su figure denigrate come la razza nera e -più in generale- la donna.
Certamente l’autrice non è così spietata e arguta come vorrei per criticare tutte le nefandezze perpetuate dalla sua razza nella sua terra, ma scegliendo personaggi realmente esistiti, ha reso omaggio a chi si è mossa in prima linea in quel campo senza per questo diventare famosa."

Marianna: "Il romanzo è veramente molto bello e tocca degli argomenti particolarmente delicati; la scrittrice ha deciso di raccontare gli eventi alternando i pensieri e le vite delle due protagoniste che messe a confronto fanno vedere in maniera ancora più eclatante le differenze delle due realtà. Una pecca non indifferente è che il continuo alternarsi delle due a volte “sdubbia” un po’, perché ti stai affascinando ad un lato e ti ritrovi già dall’altra parte."

Ellen: "Questo libro mi è piaciuto molto.Ho gradito alla fine , la spiegazione di come sia stata ispirata la scrittrice."

Alessandra: "Leggendolo ho pensato, questo libro già mi piace. Invece è trascorso lentamente pagina dopo pagina senza emozionarmi profondamente."

Paola: "Sinceramente, mi aspettavo molto meglio. Questo mese faccio un po' fatica a leggere e questo libro non mi ha aiutata particolarmente: tremendamente lento per buona parte e in più non succede mai davvero qualcosa. La storia raccontata da Monella è certo molto più interessante di Sarah (un personaggio che ho trovato odioso e inutile) ma nel complesso pareva non finire mai. A me è piaciuto poco."

Marina: "innanzitutto volevo ringraziare Claudia che con le sue gold mi permette di scoprire libri che forse non conoscerei. Detto questo trovo questo libro meraviglioso. Letto in due giorni, mi ha presa, portata nel 1800, nel pieno Sud America e in mezzo agli schiavi. Ti fa venire voglia di aiutare sia Sarah che Hetty, e di partecipare alle loro lotte di emancipazione."

Francesca: "Il romanzo si legge bene, nonostante sia un po' lento ma c'è la voglia di finirlo per sapere come si sviluppano le vicende. In particolare i temi trattati sono delicati e fanno molto riflettere. Spesso le descrizioni delle punizioni degli schiavi, ma anche semplicemente il modo in cui venivano trattati nel quotidiano, ti fanno salire dentro un sentimento di rabbia ed ingiustizia e ti fa veramente riflettere su quanto male possa fare l'uomo. Il tema della schiavitù è difficile da digerire e questo libro lo descrive molto bene."

Marina: "È un libro intenso, carico di pathos, che si legge velocemente, che ti sbalordisce e che ti lascia una speranza indelebile sul cuore. È una storia che porta a riflettere sulla condizione di noi donne : antica e, ahimè , ancora tanto moderna."

Emma: "Intrigante, avvincente e scorrevole. Una storia vera ma romanzata sulle difficoltà del periodo della schiavitù e della condizione femminile nel 1800."


"La chimera di Praga" di Laini Taylor

Editore Fazi
Genere Fantasy

Serie
1. La chimera di Praga
2. La città di sabbia
3. Sogni e mostri di divinità

Per le strade di Praga si aggira una giovane studentessa di diciassette anni. Ha capelli color blu elettrico, sulle mani ha due tatuaggi singolari e il suo viso è impreziosito da un sorriso ironico.
Affascina gli amici con le storie dei mostri che raffigura nei suoi molteplici album.
I suoi amici osservano con ammirazione i suoi disegni, invidiano la sua fantasia, non le credono quando afferma che quelle creature incredibili sono, in verità, reali ... e se lo fossero davvero?
Karou è la figlia adottiva di Sulphurus, un demone chimera. Lui ha un negozio molto speciale, un negozio a cui si può accedere in parti diversi del mondo ma la cui reale posizione è ignota a tutti. Le porte per entrare sono custodite da Sybilis, una chimera dolcemente inquietante con la coda da rettile, sul cui corpo si attorcigliano serpenti velenosi. Nel negozio vengono venduti desideri, il loro prezzo? Denti.
Attraverso porte magiche, Karou viene mandata da Sulphurus in giro per il mondo per recuperare ingredienti e denti, in cambio, riceve desideri di poco valore.
Ci sono cinque tipi di desideri diversi, più sono potenti più il sacrificio richiesto per ottenerli è alto.
Karou è una ragazza tosta ma dentro di sé sente pulsare continuamente un senso di solitudine opprimente.
La sua quotidianità viene scossa all'improvviso quando nota sulle porte del negozio di Sulphurus, un'impronta bruciata.
Karou non sa che è in corso una guerra.
Chimere e angeli si scontrano da decenni e Akiva è intenzionato a porre fine, una volta per tutte, a questo scontro.
Lui è un angelo che ha dimenticato cos'è la pietà.
Akiva chiama le chimere mostri, per Korou, invece, sono la sua famiglia.
Quando le loro strade si uniscono, il duello tra loro è praticamente istantaneo, però, Akiva tentenna ... Korou gli ricorda ... possibile che lei ...

"Abbiamo in noi la possibilità di fare altro piuttosto che uccidere."

"La chimera di Praga" rivoluziona, sconvolge gli stereotipi a cui siamo abituati.
In questo libro, gli angeli non sono figure innocenti votate al bene ma guerrieri sanguinari che si tatuano un segno sulle dite per ogni chimera uccisa.
I demoni, invece, non sono creature malvagie (non tutte almeno) alcune sono in grado di allevare una bambina come una figlia.
Ciò che più mi ha colpito del libro, però, è il concetto di buono e cattivo che emerge dal testo.
È un concetto relativo, perché a volte non esiste una distinzione netta, a volte si tratta solo di opinioni diverse e non è detto che entrambe non possano essere giuste o ugualmente sbagliate.

"La pace è qualcosa di più dell'assenza della guerra. La pace è accordo. Armonia."

Il libro è ambientato parte nel passato, parte nel presente.
Ho decisamente preferito la prima parte, quella che si svolge nel presente.
L'altra mi ha annoiata, avrei preferito leggere un riassunto piuttosto che la versione estesa.
La trama è intrigante, però, alcuni aspetti sono facilmente intuibili.
Le varie ambientazioni, invece, sono evocative, in particolare, Praga. Mentre leggevo, mi sembrava di camminare per le vie della città insieme a Karou.
Ad inizio testo ero entusiasta del libro ma questo mio stato d'animo è scemato verso la fine, soprattutto quando vengono rievocati ricordi del passato.
Sono un po' delusa da questa lettura. L'inizio è ottimo, l'idea del negozio di desideri intrigante, la guerra tra chimere e angeli stuzzicante ma poi la trama ha preso una piega inaspettata, la narrazione è diventata pesante, la storia pedante.
Non so se continuerò la serie. Sono curiosa di leggere come andrà a finire però non sono molto invogliata.
Magari aspetterò un po' prima di leggere il seguito.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Elvira: "La storia è scritta con un linguaggio scorrevole.
I personaggi incuriosiscono con la loro forza prorompente. Bella la mescolanza fra mitologie cristiane e pagane con la pura fantasia ed il veloce vagare tra Praga e Marrakech. Mi son piaciute pure le leggende tramandate tra i serafini e le chimere a giustificare ognuno l’odio reciproco.
L’idea della sacralità dell’anima e del suo possibile trasmigrare è resa molto bene.
Per il resto il libro mi è sembrato un po’ scontato, ho ritrovato stereotipi amorosi un po’ banalizzati."

Sonia: "Storia davvero originale ed avvincente che col finale sospeso costringe a continuare la lettura dell'intera saga!"

Antonella: "Un'altra proposta di Claudia, di cui non ero convinta e mi rimangio tutto lo scetticismo!
Un romanzo davvero bello, scritto in modo impeccabile, capitoli corti e storia molto interessante!"

Maria: "Bellissima storia, divorata in 2 pomeriggi. Era da parecchio che non leggevo così di gusto. Non vedo l'ora di leggere il seguito."

Chiara: "Non amo questo genere di narrativa.L 'ho trovato una storiella superficiale adatta a dei giovani adolescenti.
Poco avvincente, si salvano solo le descrizioni delle città in cui si svolge il romanzo che sono interessanti e dettagliate. "

Ines: "La scrittura della Taylor l'ho trovata scorrevole e ben dettagliata, mi sono piaciute tanto le descrizioni di Praga tanto più che voglio andare a visitarla."

Ilaria: "Il libro è diviso in due parti, una ambientata nel presente e l’altra nel passato, dove è un susseguirsi di cambio dimensione, personaggi e tempo. Decisamente ho apprezzato più la prima parte, dove viene descritto questo universo magico, le sue leggi e i suoi misteri. La seconda lo trovata confusionaria, a tratti anche lenta e il finale, in realtà mi è sembrato abbastanza scontato."

Roberta: "Adoro Karou e i suoi modi di fare e la tenerezza di akiva nonostante la sua potenza, la storia è avvincente e scorrevole e non vedo l ora di leggere il seguito."

Federica: "Libro bello, con questi tratti fantastici mischiati alla realtà. Questa lotta tra bene e male che ha mille sfaccettature e non così una linea netta come si pensa sempre. Bello lo svolgersi della storia con tutti questi incastri e misteri che fanno prendere il lettore."

Emma: "L’ho letto fino alla fine con molto piacere, potendo avrei voluto un finale diverso, ma comunque continuerò a leggere gli altri due libri della serie."

Marina: "Libro interessante, piacevole, ti fa capire che tutti abbiamo un po' di bene del male e un po' di male nel bene."

lunedì 25 marzo 2019

Recensione: "L'annusatrice di libri" - Desy Icardi


Editore Fazi

Pagine 407
Prezzo ebook 4,99 €
Prezzo cartaceo 16,00 €
Genere Narrativa


"L'annusatrice di libri" racconta una doppia storia: quella di Amalia e quella di sua nipote Adelina.
Amalia è arrivata a Torino da giovane. A ventisei anni ha sposato il cinquantaduenne Gottardo che l'ha resa una donna ricca.
Amalia però è estremamente parsimoniosa, tanto da vivere con il minimo indispensabile.
Quando suo fratello le affida la figlia, Adelina, Amalia l'accoglie in casa sua e tiene per sé una parte dei soldi che il fratello le dà per il mantenimento della ragazza.
A Torino, Adelina dovrà confrontarsi con un mondo nuovo, un mondo dove la ricchezza assume sembianze diverse.
C'è la ricchezza moderna dei suoi genitori, quella antica, austera e decadente della scuola e della zia, infine quella nella quale le architetture antiche e i fasti del passato ancora risplendono.
Adelina viene iscritta a una scuola femminile per ragazze di media e alta borghesia, purtroppo ha delle difficoltà con lo studio.
La giovane ha problemi con le parole, le oppongono resistenza ma questo problema è compensato da un dono straordinario: i profumi emanati dai libri le raccontano le storie in essi contenuti.

"Ho letto col naso."

Adelina non sente il profumo della carta o dell'inchiostro ma le essenze racchiuse nella storia, essenze floreali, fruttate, incantate, puzze putrescenti, l'odore della rugiada mattutina.
Questo suo dono però fa gola al padre di una sua compagna di classe. Lui vuole usare Adelina per decifrare un misterioso manoscritto, manoscritto che potrebbe renderlo ricco.
"L'annusatrice di libri" è un libro incantevole, di solito trovo noiose le storie incentrate sui libri o i lettori ma questo mi è davvero piaciuto.
Questo testo evidenzia, esalta il legame tra i libri e il lettore.
Lancia un messaggio che condivido appieno: ogni volta che leggiamo un libro lasciamo tra le sue pagine un pezzo di noi.
Per questo amo i libri usati, hanno una storia in più da raccontare. Quella dello scrittore e quella di chi li ha letti prima di me.

"Finire un romanzo è come dire addio a dei cari amici."

"L'annusatrice di libri" è un testo in cui non compaiono tanti personaggi ma ognuno di essi ha un ruolo decisivo nella storia.
Uno dei miei preferiti è il riservato avvocato Ferro. Un uomo tranquillo, composto, educato, un appassionato lettore che generosamente presta i suoi libri ai vicini. 

"La principale difficoltà per un avvocato non è vincere le cause ma coltivarsi una buona clientela, cosa che richiede molto tempo. Io però quel tempo volevo impiegarlo nella lettura ..."

Carl Schleicher "Der Bücherwurm"
Un altro personaggio degno di nota è Padre Kelley, uno degli insegnanti di Adelina.
Lui è severo, burbero ma il suo animo è tormentato da un ricordo sconvolgente.
"L'annusatrice di libri" è una storia accattivante che però contiene qualche spoiler su altri libri.
Ad esempio, se non avete ancora letto "Jene Eyre" e  avete intenzione di farlo, fate attenzione al capitolo 50, mentre se non avete letto "Bel-Ami", sappiate che parte della sua trama viene raccontata nel capitolo 55.
A parte questo aspetto, sono felice di aver letto la storia di Adelina e Amalia. Una storia magica, sotto certi aspetti, e misteriosa per via di altri particolari. Una lettura amabile, coinvolgente, dalla narrazione scorrevole e appassionante.
Assegno al libro:

4 Wonderland su 5