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Visualizzazione post con etichetta Rubrica: Un tè con gli scrittori. Mostra tutti i post
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martedì 31 gennaio 2017

Avventure a Milano e Incontro con Charlotte Link

Per le rubriche:
Salve miei cari Lettori, 
oggi voglio parlarvi delle mie avventure di ieri a Milano.
La casa editrice Corbaccio, mi ha invitata, insieme a un'altra decina di book blogger, a partecipare a un incontro privato con la scrittrice Charlotte Link, recentemente incoronata "regina dello psico-thriller".
Prima dell'incontro, però, mi sono fatta un giretto per Milano, tra librerie e piccioni.


Ovviamente, tra una corsa e l'altra, non potevo non ammirare il Duomo di Milano, nella cui piazza ospita amichevoli e affamati piccioni e "vu cumprà" festaioli. 
Ebbene sì, dopo aver evitato agilmente due o tre di questi baldi giovanotti pieni di pasta da lanciare ai volatili o braccialetti colorati, uno di questi mi tira letteralmente addosso, sotto lo sguardo vigile della polizia, uno di questi famigerati braccialetti e prima che io possa sviarlo e fuggire altrove, questo mi lega il filo colorato al braccio, sul guanto tra l'altro!, e mi dice che non posso rifiutare questo suo regalo, infatti a quanto pare era il giorno della festa africana!
Questi africani, infatti, sono estremamente festaiolo, la loro festa dura ben 365 giorni l'anno! Come potevo rifiutare quel dono?
Perchè sì, il braccialetto era gratis ma il caffè no, gli ho dovuto dare qualche moneta per prenderselo.
Era festa! Non potevo negargli un caffè!
Dopo essere fuggita ai suoi "bella" e "quell'uomo è tuo marito?" mi sono intrufolata in un negozio di handmade che vendeva saponette e altri prodotti per corpo e capelli. E' una catena ma il nome mi sfugge, scusate, lo trovate comunque in piazza Milano.
Lì una simpatica e allegra commessa mi ha subito fatto i complimenti per i miei capelli e mi ha suggerito di dare un'occhiata ai loro prodotti, che avrebbero reso i miei capelli ancora più lucenti e ricciolosi!
Un po' stranita dalla prospettiva di divenire un cugino It riccio, me ne vado e mi intrufolo nella Galleria Vittorio Emanuele dove, tra le tante librerie, ne trovo una di libri antichi.


Dovrebbe essere la "Libreria Bocca" e come vedete in foto, ha davvero dei libri spettacolari, fateci quindi un giro, se passate da quelle parti!
Finito il mio tour, alle tre del pomeriggio, mi reco alla sede della casa editrice Corbaccio e Garzanti.
Lì sono già riunite altre blogger e nel giro di pochi minuti ci portano in una sala riunioni dove ci raggiunge subito anche Charlotte Link e la traduttrice dalla voce flautata.
Lei si è dimostrata da subito colpita per il fatto che eravamo tutte donne, però ha ammesso che anche in Germania la maggior parte dei blogger sono donne.
L'incontro è durato un paio di ore, durante le quali, noi blogger abbiamo posto diverse domande alla scrittrice.
Abbiamo così scoperto che Charlotte non prende ispirazione dalle persone a lei vicine ma da fatti in cui si imbatte. 
Per il suo ultimo libro "La scelta decisiva" lei si è ispirata a una notizia che ha appreso durante un suo viaggio a Sofia riguardante una ragazza scomparsa.
Charlotte Link non si identifica nei suoi personaggi ma quando scrive si cala molto in loro, li analizza, per questo ama scrivere psico-thriller perchè va al cuore del personaggio, mostra la sua vera indole, il suo vero carattere, li mostra in momenti critici ed è lì che riesce a descriverli in tutta la loro profondità.
Charlotte ha anche detto che lei lavora come se dovesse andare in ufficio. Inizia alle otto di mattina e finisce alle quattro del pomeriggio.
Non ama molto gli "happy ending" perché spesso, nella vita, le cose non vanno per il verso giusto.
Il libro a cui è più legata è "La casa delle sorelle" perchè è quello che l'ha fatta entrare nel mondo dei bestseller.


Per quanto riguarda il suo ultimo libro, ha detto che tra tutti, è stato quello che ha scritto con più difficoltà perché ha dovuto fare davvero tante ricerche, e il testo ha una trama estremamente ingarbugliata, per questo faceva fatica a tenere stretti i fili che animavano i personaggi.
Quando ha iniziato a scriverlo aveva già in mente le indoli dei personaggi, Simon, per esempio, l'ha sempre visto come un debole ma non sapeva bene che fine avrebbe fatto.
"La scelta decisiva" è un libro pieno di scelte, prese nel giro di pochi secondi, scelte che non sempre risultano ottime, ma che comunque determineranno il corso delle vite dei personaggi.

CURIOSITÀ
Charlotte ha avuto difficoltà ad accettare, all'inizio, che si poteva vivere scrivendo libri.
Ha impiegato molto tempo per rassicurarsi e dedicarsi completamente alla scrittura.

Il video intero dell'incontro potete trovarlo qui: Paina Fb Corbaccio

mercoledì 16 novembre 2016

Un tè con ... Gianluca Giusti

Per la rubrica:

Salve miei cari Lettori,
oggi qui da noi è tornato l'autore Gianluca Giusti, che avevamo già intervistato in passato, all'epoca in cui uscì il suo precedente libro.
Oggi, vi presento il suo ultimo scritto con annessa una piccola intervista.

"Sono fermo, mi muovo - Montecatini Terme, una storia nella storia"
di Giusti Gianluca

Edizione La Caravella editrice
Pagine 204
Prezzo 13€
Anno 2016
Genere Romanzo storico-paesaggistico

Un uomo che si muove nelle strade di una città per una settimana. La sua città. Una descrizione magistrale, dove il cammino alterna riflessioni profonde a fatti di vita vissuta; uno stop and go che ti segue rigo dopo rigo, pagina dopo pagina. Un saliscendi nelle increspature di una anima tormentata che sprofonda in una soluzione che non arriva. Ma quale sarà la ragione della sua angoscia e perché il tormento affligge il protagonista? Chi lo segue come un’ombra e perché, è lì con lui? Per scoprirlo serve arrivare alla fine, passando dal suo ritmo serrato, ironico e avvincente al termine del quale arriverà puntuale, la sorpresa finale.

Gianluca Giusti Montecatinese doc, nasce nel 1964 in una clinica in pieno centro cittadino.
Informatore scientifico del farmaco dal 1990, è scrittore e autore per passione. 
Gianluca è alla sua quinta pubblicazione, ed alla seconda esperienza con La Caravella edizioni dopo: Cuba istruzioni per l’uso.


1. Ciao Gianluca! Complimenti per il tuo nuovo lavoro, Dacci un consiglio, perchè leggere il tuo libro? 

Per prima cosa salutiamoli i lettori che comunque leggeranno questa intervista. Perché con "Sono fermo, mi muovo" hanno la possibilità di immergersi in un vero e proprio esperimento letterario. Unico nel suo genere. Lo ha definito così Elena Gonnelli, che ho avuto il piacere di avere come moderatrice ad una mia presentazione e ora più che mai ne condivido il termine. Un modo nuovo per conoscere una città, la sua storia e i suoi dintorni ma non attraverso la classica guida turistica stantia e fredda con i posti da vedere uno in fila all’altro, ma grazie a un racconto super originale.

2. Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Di innovativo c’è la forma di scrivere che non ha uno stile ufficiale e consolidato. Questo mia ha permesso di tirare dentro il lettore come fosse nelle strade insieme a me, di camminare insieme a me, di guardare dove guardo io e come spero, di vedere quello che vedo io. Ci diamo del tu e ci parliamo come fossimo veramente insieme. Io credo che tra autore e lettore non debba esserci separazione ma grande unione e complicità. Io sono per prima cosa un lettore e devo trovare empatia e condivisione con chi scrive, allora lo seguo e ho molte più possibilità di portare a termine il libro. Quello che chiedo a chi scrive, cerco a mia volta di darlo, scrivendo. Con la tradizione forse il racconto che non passa mai di modo e l’idea di farmi accompagnare da un personaggio un po’ strambo che tra poco vi descriverò brevemente.

3. Che cosa ti ha spinto a scrivere?

Da saggista quale sono in origine la voglia di smontare tutta una serie di bufale che vanno dal paranormale, passando per gli oroscopi, gli Ufo, i presunti poteri della mente fino a gli immancabili complotti di tutti i tipi. Con questo naturalmente ognuno è libero di credere a quello che vuole, io faccio solo un po’ il guastafeste.

4. Cosa ha ispirato la tua storia?

Com’è giusto che sia non posso prendermi la paternità di quello che non è mio. L’idea mi è stata suggerita da Silvia Motroni, consigliere comunale e amica personale, che mi ha telefonato chiedendomi di scrivere “qualcosa” sulla città. La difficoltà è stata trasformare quel “qualcosa” in una forma che potesse attirare il lettore per indurlo scoprire le tante meraviglie che la nostra città (pur nel suo piccolo), è in grado di offrire. Quello che ho scartato da subito, e come già detto, è stata l’opzione, guida turistica. Il problema però è che io sono un saggista e non un romanziere, quindi che fare? L’ispirazione è stata quella di fare un giro particolare tra le nostre strade accompagnato da un Virgilio molto “fuori dagli schemi” che desse vivacità alla storia. Per dare un’idea al lettore, Wilson, che appunto mi accompagna, ha una caratterista che rende tutto molto ironico e surreale: non lo vede nessuno eccetto me, non parla con nessuno e neanche con me ma posso assicurare che vivacizza molto, dall’inizio alla fine.
La dott.ssa Silvia Motroni, ci tengo a dirlo, mi ha concesso il privilegio di scrivere la prefazione

mercoledì 13 luglio 2016

Rubrica: Un tè con ... Sara Dardikh

Per la rubrica: 

Salve a tutti, miei cari Lettori.
Oggi vado a presentarvi non solo un libro ma bensì anche la sua autrice.
Testo fantasy non privo di sfumature romantiche, "Baci nell'ombra" è la prima opera di Sara, giovane autrice da poco approdata nel mondo letterario.

Jennifer Milton ha il dolore negli occhi. A soli sette anni, ha assistito alla morte di sua madre durante una rapina. Uno sparo segna la fine dei sorrisi e l’inizio delle lacrime. Rimane lì, sotto la pioggia, mentre il sangue della madre le cola dalle mani. Da quella notte, il tempo per Jennifer scorre senza essere vissuto. Il padre, un uomo ricco e potente, decide di trasferirsi a Londra. Torneranno a Mahnattan solo quando la ragazza sarà ormai maggiorenne.
Josh Cliver convive con un passato che tormenta il suo presente. Un amore che lo ha usato e infine gettato via. Un gruppo di amici che lo ha trascinato nel baratro, la scomparsa di suo fratello.
Jennifer e Josh si scontreranno numerose volte, senza rendersi conto di alzare l’ascia di guerra per difendersi a vicenda. Troppe insidie e tristezza li porteranno però ad avvicinarsi, in un amore che non sapevano potesse esistere sul serio.

Ma chi è Sara?

Mi chiamo Sara e sono una ragazza di origini marocchine,nata in Italia,che ora abita in Belgio. 
Abito in belgio da un anno e anche se all’inizio ero riluttante,devo ringraziare questo trasferimento per avermi dato modo di scrivere i miei libri.
Fin da piccola ho sempre scritto,in continuazione,senza sosta. Descrivevo mia mamma,il vaso sulla mensola,il cane nel giardino vicino. Non sapevo nemmeno io perche’ lo facessi ma mi piaceva l’idea di poter descrivere qualcun’altro.
Crescendo il mio soggetto non erano piu’ gli altri ma me stessa. Scrivevo tutte le sensazioni che provavo o cio’ che mi succedeva. Era una valvola di sfogo che mi ha sempre lasciato la mente libera e tolto un peso dal cuore. Scrivevevo sopratutto quando ero triste o arrabbiata,una penna e un foglio fanno miracoli.
Verso i miei 15 anni provai a trasmettere cio’ che provavo a dei personaggi nella mia mente e con l’andare del tempo,creavano situazioni o scene,provenienti dalla mia fantasia.
Sono nati cosi Jennifer, Josh e tutti i personaggi dei mie libri. Pero’ ero piccola e ho sempre creduto che la mia scrittura non fosse all’altezza,percio’ ho accantonato quel libricino in cui scrivevo tutto,in un vecchio scatolone.
Ora ho 18 anni e trasferendomi in Belgio ho ritrovato quel vecchio ma importante libricino che mi ha salvata.
Cambiando paese e lasciando tutto cio’ che avevo di piu’ caro,mi sono sentita persa e in un certo senso distrutta.
Percio’ ho preso in mano il computer,il libro,tutta la mia forza e una mente piu’ ‘adulta’. E ora sono qui,con un libro che sta per essere pubblicato e non potrei esserne piu’ felice.
Ancora prima di essere pubblicato il  libro mi ha gia’ dato enormi soddisfazioni per i numerosi lettori su wattpad che mi scrivono continuamente,non avrei mai creduto fosse possibile ricevere tutto questo affetto solo grazie alle mie parole.
Nutro un profondo affetto verso i miei familiari e verso le mie due migliori amiche,che mi sono  accanto da ben 16 anni,potrei definirle mie sorelle.
Studio lingue straniere e ne parlo cinque. I miei hobby sono la lettura e thai boxe,quel sacco e’ il mio sfogo secondario.Uno dei miei tanti difetti e’ l’essere troppo testarda ma in un certo senso anche un pregio,perche’ se una cosa la voglio davvero,faccio di tutto per ottenerla.
Il mio motto e’: rimani forte e combatti.



Ciao Sara, benvenuta a Toglietemi tutto, ma non i miei libri.
Inizio subito chiedendoti: perché una lettrice dovrebbe leggere il tuo libro? 

Beh io non costringo nessuno (leggete il libro!) però credo di aver messo molti aspetti della vita di tutti i giorni in Baci nell'ombra. La difficoltà dei genitori con i figli, il quanto è difficile per un adolescente riuscire a fa parte di qualcosa, amori nuovi e vecchi, il dolore per una morte, la rabbia verso il mondo, il quanto le persone possono essere meschine,i tradimenti, la gioia che possono dare le semplici cose, l'inaspettato e chi più ne ha più ne metta. Sono cose che percepiamo tutti i giorni e molti lettori si sono sentiti parte di qualcosa leggendolo ed era proprio quello a cui volevo arrivare.

Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

 Essenzialmente Baci nell'ombra è un romanzo rosa ma è un misto tra umorismo e strazio. Ci sono scene in cui puoi ridere fino alla lacrime per poi leggere qualche pagina dopo e piangere per qualcosa che è successo. 
Un qualcosa di innovativo è la parte della coscienza. In poche parole anche le coscienze di Jennifer e Josh (I Jesh come li chiamano i lettori) parlano durante i capitoli. Le parti scritte in corsivo sono le coscienze e magari insultano i loro 'padroni ' o li guidano sulla retta vita. 


Che cosa ti ha spinta a scrivere?

Una mia amica. Nel vero senso della parola perché mi ha proprio spinta verso il computer e mi fa: ora scrivi. 
Aveva trovato le bozze di Baci nell'ombra e ha preteso che io scrivessi perché le sembrava qualcosa di davvero buono. Io ovviamente rifiutai ma le sue parole mi frullarono in testa un bel po e alla fine decisi di mettermi alla prova. Per vedere in quanti avrebbero condiviso il mio mondo. 

Come è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

La storia è nata da situazioni successe nella mia vita che poi si sono evolute col tempo.
Le ho rielaborate dando loro una voce,un luogo e dei personaggi.
I miei famigliari e miei amici mi hanno ispirata molto. Alcuni personaggi sono basati proprio su di loro.

Quando scrivi? E come? In modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Io scrivo un capitolo o due a settimana ma è solo per mancanza di tempo sennò farei molto di più. Non ho una data o giorno preciso,sono abbastanza incasinata al riguardo. A volte non scrivo nulla per giorni poi mi balza un'idea in testa e mi rinchiudo in stanza tutto il giorno. Ci manca solo che appendo un cartellino fuori dalla porta con scritto: 'Passatemi il cibo dalla fessura'. 
In generale scrivo quasi sempre,casi speciali a parte,perché ho sempre qualche idea o immagine in testa che mi frulla. 
Una volta ero quasi sul punto di dormire poi mi è venuta l'illuminazione per un punto del libro e mi sono messa a scrivere alle tre del mattino. 
Sembra quasi che sia il libro che decide quando essere continuato.


Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?

La piattaforma wattpad mi ha aiutata tantissimo portandomi una marea di lettori. Pagine facebook, instagram, twitte, blog tumblr, segnalazioni da parte di altre pagine dedicate ai libri, interviste sui blog, giveaway con libro o segnalibro. Ora mi sto muovendo per qualche presentazione,comunicati stampa e per le fiere. 

Progetti per il futuro?

Questa domanda è un'agonia davvero. Non so davvero cosa mi aspetta e devo ancora decidere il tutto. Se cambiare paese o rimanere dove sono, quale università scegliete, come muovermi con i prossimi libri,cosa mangiare domani. 
È tutto un punto di domanda che spero di risolvere presto. 


Tre persone da ringraziare

Grazie ai miei genitori che continuano a sostenermi con i libri. Che sono stati dietro ai miei scleri come i miei amici e che ahime’ hanno tirato fuori il portafogli piu’ volte.
Grazie a Vilma e Tino che mi hanno tirata su fin da piccola e hanno sempre creduto che avrei potuto realizzare i miei sogni.
Grazie a tutti i miei favolosi lettori che continuano a seguirmi e far passa parola. 
All the love xX

sabato 7 maggio 2016

Un tè con ... Chiara Floridia & Elisa Migliorelli

Per la rubrica: 

Quest'oggi, a Toglietemi tutto, ma non i miei libri, ospiteremo ben due scrittrici nello stesso momento.
Sto parlando di Chiara e Elisa, due ragazze giovanissime che hanno scritto assieme "Le due leggende", un fantasy che troverete presto ospite qui sul blog.
Nell'attesa di leggere il loro libro, ho posto a loro qualche domanda, leggete un pò ...
"Le due leggende"
di Floridia Chiara - Migliorelli Elisa
Editore: Elpis 

Quattro ragazzi con la propria storia, all'apparenza troppo giovani ma in realtà decisamente maturi ed esperti: esperti nel sopravvivere. Enan, armato della sua spada "Spirito del Drago", sarà affiancato da Enya, la giovane curatrice dall'aspetto unico da tutti ripudiato; Kei, guerriero dell'Oriente, lungo il suo cammino incontrerà Luce, la cacciatrice dal cuore di tigre. La loro meta è un'antica e temuta montagna, il Picco Gelato, alla ricerca di ciò che la gelida roccia cela nelle sue profondità. Scopriranno presto che le dure prove da affrontare saranno molte: dal maltempo al gelo totale, dalle bestie feroci a creature sconosciute e sinistre, abitanti di oscuri laghi o misteriose foreste. Così, anche le loro menti diverranno campi di battaglia: finché ciascuno di essi crollerà o si rialzerà.


1. Ciao ragazze, benvenute a Toglietemi tutto, ma non i miei libri.
Quanto siete emozionate per la pubblicazione del vostro libro?

Chiara
Arrivare alla pubblicazione vera e propria del libro è stato un percorso lungo e difficile, pieno di gioie ma anche di incertezze. Trovare la giusta casa editrice ed avere fiducia in essa è stato un passo molto bello da compiere ed anche soddisfacente. Ero molto entusiasta, e gli attimi più carichi d’emozione riguardano senza dubbio l’editing, la realizzazione della copertina e quando ho potuto toccare con mano il libro, pronto e finito. È stata un’emozione anche rileggerlo, sfogliando le pagine e annusando il buon odore della carta. 

Elisa
Sono molto emozionata al riguardo, senza neppure rendermene conto sono riuscita a coronare un sogno! Dopo aver atteso a lungo, quando il momento è arrivato, il tempo è trascorso talmente in fretta da lasciarmi incredula; anche se nulla supererà la vera emozione provata nel giorno della nostra prima presentazione… È stato qualcosa di unico.


2. Parlateci un po’ di “Le due Leggende”. Di cosa parla? 

Chiara
Ogni qualvolta che qualcuno mi pone questa domanda, mi viene naturale rispondere “Parla di un viaggio”, ma è una risposta riduttiva. I protagonisti partono sì per un viaggio, ma durante la lunga serie di eventi che li accompagna dovranno rivalutare se stessi, scoprendo nuovi lati di sé, e adattarsi alle nuove situazioni in cui capiteranno, curandosi anche di chi li accompagna. 
Il libro inizia con una presentazione dei quattro personaggi, così da evidenziare subito i loro tratti caratteriali più emergenti e dare al lettore l’opportunità di farsi un’idea (seppure grezza) di come siano. Poche pagine dopo i personaggi si incontreranno (Enan con Enya e Kei con Luce) e da lì partirà la vera storia. 
La parte più interessante del nostro libro è senza dubbio l’incontro di questi personaggi (poiché in ogni coppia uno appartiene a me e l’altro ad Elisa) e il loro modo di rapportarsi. Kei e Luce sono la coppia forse più divertente, due caratteri molto simili ma anche energici, bisticciano quasi sempre, tanto che questo diverrà un’abitudine (e un piacere). 
Enan e Enya, al contrario, sono la coppia più tranquilla: lei, molto insicura ma innamorata di lui, dovrà farsi coraggio per continuare il viaggio che ha scelto di intraprendere, poiché andrà incontro a svariati pericoli. Enan è l’opposto: un giovane capace, intelligente e coraggioso con una singolare passione per i draghi; penserà soltanto al suo obiettivo, seppure avendo accanto una bella ragazza…  

Elisa
 “Le due leggende” è un romanzo fantasy che si basa sul viaggio intrapreso dai personaggi: questi ultimi si incontreranno durante il loro cammino solitario, e con abbondanti descrizioni nei particolari, ogni protagonista racconta ciò che accade dal proprio punto di vista. Tutti loro hanno una storia, una meta da raggiungere, un obiettivo; ma dovranno fare i conti con le avversità che sbarreranno loro la strada mettendoli alla prova, e soprattutto lasciando il segno nel loro animo, portandoli inevitabilmente a una lotta interiore.
   
3. Da dove è nata l’idea di questo libro?

Chiara
Io ed Elisa ci conosciamo da ben nove lunghi anni e da sempre abbiamo avuto questa singolare abitudine di inventare delle storie e i personaggi che le avrebbero vissute. Ne creavamo sempre quattro e, come è accaduto nella stesura de “Le Due Leggende”, ognuna si prendeva la responsabilità di gestirne due. Inventavamo tutto, dall’aspetto fisico al carattere, dal passato che avevano vissuto alla situazione attuale… Crescendo, questa abitudine è andata un po’ persa ma la passione permaneva. 
Capitò che un giorno proposi quindi ad Elisa di scrivere delle pagine diaristiche di questi personaggi che avevamo appena inventato, uno dopo l’altro (Enan, Kei, Luce ed Enya), ideando una piccola parte della storia e quali fossero i loro obiettivi. 
Ad Elisa la proposta piacque molto, così iniziammo a trascrivere quello che inventavamo, seppure con poca esperienza ma con tanta passione, inventiva e voglia di imprimere le nostre idee.
La storia de “Le due leggende” è nata da quella singola proposta, e l’abbiamo costruita attorno all’invenzione dei personaggi, compreso il ricercato Drago Bianco. La trama si è evoluta nel tempo, passo dopo passo. Noi sapevamo soltanto che i protagonisti dovevano raggiungere quella montagna temuta da tutti, ma le vicende che accadono durante il viaggio le abbiamo pensate sul momento. Non dico che questo sia stato il metodo migliore (l’abbiamo riletto, revisionato e modificato tante volte per far combaciare ogni singolo evento!), ma almeno è stata una sorpresa continua, provando le stesse emozioni dei personaggi perché mentre scrivevamo eravamo con loro e non sapevamo cosa sarebbe successo.    

Elisa
Dunque, l’idea del libro è nata un po’ per caso. È partito tutto da Chiara, che da una piccola idea ha involontariamente creato uno dei protagonisti e la leggenda che insegue.
C’è da dire che io e lei abbiamo da sempre avuto un’ampia fantasia, ci piaceva fantasticare assieme pensando a svariati personaggi e inventando le loro storie, e a questa sua recente idea abbiamo creato attorno un vero e proprio mondo nuovo! Quell’unico protagonista ci piacque così tanto da decidere di trascrivere le sue avventure come se lui stesso portasse con sé un diario da viaggio; inventavamo cose nuove e apprezzavamo sempre più i risultati, tanto da chiederci: “E se provassimo a impegnarci sul serio?”
Da lì ideammo gli altri personaggi, la loro storia, e tutto quello che si trova nel libro, senza mai fermarci, continuando a partorire quella nuova avventura che sembrava prendere vita.


4. Quanto è stato difficile scrivere assieme un libro? Quali sono stati i problemi più grandi che avete dovuto affrontare? 

Chiara
È stato facile e piacevole scrivere in due. Forse la parte che ha richiesto un maggiore impegno è stata proprio la revisione finale. Iniziando a scrivere senza un piano ben definito, quasi per gioco, la storia presentava diverse falle e incongruenze (perché ogni personaggio racconta le vicende accadute secondo la sua percezione, descrivendo le proprie emozioni e spesso riportando quelle del compagno o della compagna), e capitava spesso che non rispettavamo quello che l’altra aveva già scritto, per disattenzione o per equivoci. 
Ciò nonostante rifarlo è stato un piacere, perché eravamo convinte che l’idea generale fosse buona e quindi lasciare quegli errori nella trama sarebbe stato un peccato; inoltre avevamo migliorato entrambe lo stile di scrittura, per cui sentimmo il bisogno di riscriverla quasi dall’inizio (essendo l’idea partita come un gioco alcune espressioni erano infantili, spesso tralasciavamo alcune spiegazioni e mancavano i dialoghi).  

Elisa
Scrivere assieme a Chiara è come respirare, sin da subito ci è sembrata una cosa naturale da mettere in pratica: abbiamo il nostro metodo infallibile!
Contrariamente da quello che uno potrebbe credere, io e lei non abbiamo mai avuto divergenze causate da punti di vista differenti, abbiamo sempre trovato il giusto compromesso e in generale la pensiamo quasi allo stesso modo… I problemi che abbiamo affrontato erano di diversa natura, come ad esempio il fatto che certe cose risultassero incoerenti e sbagliate: noi scriviamo separate, ognuna nella propria casa, ed è capitato che in un pezzo scritto da lei o da me certi particolari fossero errati e incongruenti rispetto alla medesima situazione già citata dall’altra.
Per non parlare di quando, verso metà dattiloscritto, abbiamo deciso che non ci piaceva utilizzare il tempo al presente per il nostro fantasy, così abbiamo trasformato tutto al passato! E non è finita qui.
Avevamo finito il romanzo, ma dopo un periodo di pausa dalla scrittura, continuando a leggere e a migliorare nella stesura del testo, ci ritrovammo insoddisfatte e decidemmo di rifarlo daccapo: la base restò la stessa, cambiò solo il modo di esporre i fatti, in modo meno elementare, e aggiungendo qualche pezzetto in più.

5. Continuerete a scrivere assieme oppure avete idea di dividervi e scrivere ognuna per suo conto?

Chiara
Per quanto mi riguarda, non penso al futuro. Mi preoccupo del presente e di ciò che stiamo facendo adesso. Io ho sempre scritto, sin da quando ero piccola (e ormai per me scrivere non rappresenta più soltanto un passatempo), ma ora come ora è impensabile che io possa riprendere a scrivere da sola. 

Elisa
No, non ho mai pensato di dividermi da lei, nella scrittura. Ammetto di aver abbozzato l’idea di creare qualcosa per conto mio, ma mai abbandonando Chiara, continueremo sempre a scrivere insieme, come se fossimo una persona sola.
Ho cestinato l’idea di provarci individualmente, non sarei abbastanza spronata e finirei per mollare tutto senza raggiungere un traguardo… Ne sono certa, perché ci ho già provato più volte!

6. Consigliate ai Lettori qui in pagina tre titoli di libri a testa che devono sicuramente leggere.

Chiara
“La psichiatra” di Wulf Dorn, grazie a questo libro sono entrata nel mondo della lettura. 
“Le cronache del Mondo Emerso” di Licia Troisi, è una trilogia e sono tutti magnifici, un fantasy che deve essere letto. 
“Lo Hobbit” di J.R.R Tolkien.
Elisa
Non credo di riuscire a scegliere un solo libro per ogni saga che ho amato e tutt’ora amo, ma posso consigliare l’autore e appunto il nome generale delle saghe che mi hanno colpita dritta al cuore! E cioè: la “Saga di Geralt di Rivia”, di Andrzej Sapkowski; le “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, di George R. R. Martin; infine la trilogia di Justin Cronin che comprende i titoli “Il passaggio”, “I dodici” e “La Città degli Specchi”.

7. Qual è il personaggio che più avete amato scrivere? E quali quelli in cui vi rispecchiate?    

Chiara
Senza dubbio Enan: scrivendo lui ho potuto sviare dal mio essere femmina, inventando l’aspetto e il carattere di un ragazzo. 
Non saprei definire in quale personaggio mi rispecchio meglio, tra Enan e Luce.
Sia l’uno che l’altra hanno qualcosa di mio. Enan possiede la passione, la tenacia verso gli obiettivi che si prefissa. 
 Queste sono le caratteristiche che più lo contraddistinguono ed appartengono anche al mio essere. Luce è cocciuta, per via della sua giovane età, ma sa anche farsi rispettare. Vispa e con un caratterino all’apparenza indomabile, Luce abbandona la tipica “via della donna” per cimentarsi nel tiro con l’arco, preferendo imparare a scoccare frecce e passare il suo tempo con gli altri cacciatori del villaggio piuttosto che divenire una brava donna che si occupa soltanto delle faccende di casa. È ermetica e preferisce superare da sé i suoi ostacoli. In questi aspetti lei mi somiglia molto. 

Elisa
Il personaggio di cui più ho amato scrivere è stato Kei: mi è piaciuto uscire dagli schemi e dare vita ad un soggetto di sesso maschile, mi ha messa alla prova e da sempre ho desiderato farlo! È noioso essere costantemente una femminuccia, c’è bisogno di qualcosa di diverso! E interpretare Kei è stato molto soddisfacente.
Mi rispecchio invece in Enya, il personaggio femminile – d’altronde mi sono occupata di questi due! – in cui ho riversato alcuni miei lati positivi, ma anche quelli negativi. Non sono completamente io, ma interpretarla mi è venuto facile e naturale!

8. Diteci tre motivi per cui dovremmo leggere il vostro libro. 

Chiara
Il libro è stato scritto con molta passione e vorrei poterla trasmettere ad ogni persona che deciderà di leggere il nostro romanzo. Dietro ogni singolo dettaglio si nascondono ore e ore di lavoro, e i personaggi sono stati creati con davvero tanta cura e affetto. 
Un altro motivo è la struttura particolare del libro: scritto in prima persona dai quattro protagonisti, ognuno racconta l’avanzamento del viaggio e l’accaduto degli eventi secondo le proprie percezioni e pensieri… Tutto è collegato, ma niente è uguale!
Infine… Il seguito del libro conterrà molti più eventi, rivelando spiegazioni (volutamente) tralasciate, ed anche molta più azione, ma soprattutto… il rapporto tra le due coppie (Enan ed Enya, Kei e Luce) si evolverà!  

Elisa
Tre motivi... È leggermente complicato per me esporli, percepisco questa cosa come un vanto, seppure non lo sia affatto, ma ci proverò (basandomi anche sulle
impressioni riferite da persone che l’hanno già letto).
- La trama e la particolare organizzazione delle parti e dei capitoli è organizzata in un certo modo, che invoglia il lettore a voler sapere di più, quindi è… avvincente, porta ad incuriosirvi e senza rendervene conto avrete letto quattrocento pagine in un battibaleno!
- Ci si immedesima bene nei personaggi, il tutto è descrittivo al punto giusto (paesaggi, emozioni, battaglie, ecc.), permettendo ai lettori di immergersi completamente in questo mondo, seppure di fantasia.
- Il terzo motivo è più personale. Io credo nel mondo che abbiamo creato, mi sono affezionata ai personaggi e ad ogni creatura che lo popola, per me tutto questo è una seconda realtà in cui posso entrare e vivere, uscendo per un po’ dagli schemi della vita vera. Quello che vorrei è che anche gli altri possano apprezzare il lavoro che abbiamo fatto, e che grazie a quest’ultimo possano passare buoni momenti!


9. State già lavorando ad un altro libro? Se sì, potete farci delle anticipazioni?

Chiara
Il libro a cui stiamo lavorando adesso è senza dubbio il seguito de “Le Due Leggende”! Molti nostri conoscenti (ed anche non) hanno già finito il primo e attendono con ansia il secondo. Una piccola anticipazione che divulgo con piacere è che nel seguito i protagonisti di ciascuna coppia, avendo concluso il lungo viaggio, potranno indagare di più nel proprio animo e nei propri sentimenti. 
Mi sento inoltre di aggiungere che un altro manoscritto attende, finito ma dormiente, di essere revisionato. Con la pubblicazione de “Le Due Leggende” è nato l’accordo, tra me e Elisa, di interrompere il thriller (seppure concluso) e di riprendere quindi tra le mani il fantasy, così da iniziare subito il seguito. 

Elisa
Oh, sì. Stiamo scrivendo il seguito! E credo si possa anche svelare qualcosina… Ad esempio che abbiamo per le mani anche un thriller – seppure ancora non siamo certe se definirlo esattamente di questo genere – e abbiamo già la base e qualche idea per un romanzo ancora diverso da “Le due leggende” e il thriller, anche se non sappiamo ancora a che genere attribuirlo!
Non credo che le nostre menti smetteranno tanto presto di fantasticare.

10. Un piccolo saluto ai nostri fan.

Chiara
Il libro è un rifugio, un sostegno, una fuga dalla realtà. Leggere dona cultura, accresce l’intelligenza, amplia la mente, è uno stile di vita che in pochi riescono a comprendere… i quali godono di un vantaggio incredibile. Gli autori di ogni libro scrivono per voi e adorano faticare per voi. Adorano scrivere la notte, passare delle ore a scervellarsi per scrivere bene una sola frase che poi verrà cancellata una miriade di volte. Tutto per voi lettori. Scrivere delle storie che possano appassionarvi, emozionarvi, è il piacere di noi scrittori. E per questo vi ringraziamo! 

Elisa
Carissimi lettori, con queste domande e risposte spero di avervi incuriositi almeno un po’ sul nostro romanzo fantasy! Se mai lo leggerete, sappiate che lì dentro c’è tutto il nostro amore.
Ciò che ho detto precedentemente è la pura verità, io mi metto volentieri a nudo dinanzi a voi, con confidenza, per esservi più vicina e per farvi comprendere come mi sento: sono orgogliosa di poter mostrare agli altri la nostra creazione, e lusingata per la grande possibilità che ci è stata data, perché qualcuno crede in noi.
Grazie!

Chiara
Elisa

giovedì 5 maggio 2016

Un tè con ... Alessia Fiorentino

Per la rubrica: 

Come alcuni di voi ricorderanno, in passato ho già avuto modo di accogliere Alessia sul blog. 
Con grande piacere, ho letto il suo libro "Falene" ed è con un piacere ancora più grande che a breve recensirò anche il suo ultimo scritto: "Ombre".
Nel frattempo, Alessia ha accettato di rispondere ad alcune mie domande, guardate un pò qua sotto... 


"Ombre"
di Alessia Fiorentino

Editore: Elpis 

Mi chiamo Pandora Black, ho diciassette anni e... se raccontassi la mia storia mi prendereste per matta. Da dove cominciare? Magari da Evan, biondo, psicopatico, bellissimo quanto pericoloso? So che vuole usare il suo fascino per fregarmi, per questo ho giurato che non mi innamorerò mai di lui. Per colpa sua ho cominciato a sviluppare la Seconda Vista, cioè la capacità di vedere quel mondo e quelle creature che per molti sono invisibili, inoltre ho conosciuto gli Sparks, l'antica famiglia di Guardiani che protegge quella realtà segreta. Adesso vivo con due creature potenti e spietate che mi devono obbedienza, mi ritrovo con un diario che forse è la chiave per il passato di Evan e c'è un demone antico in cerca di un'anima che minaccia l'hotel degli Sparks. E sono ancora viva per miracolo. Ve l'ho detto che mi avreste creduta matta. Estratto: Era passato tanto tempo dai giorni in cui scrivevo storie su un diario, giocavo ai videogiochi e leggevo quasi tutto il tempo. Quei giorni sembravano luminosi e lontani. La mia nuova vita era un sogno di ombre e falene.



1. Ciao Alessia, ri-benvenuta a Toglietemi tutto, ma non i miei libri.
Circa un anno fa avevi risposto alle nostre precedenti domande.
Cosa è cambiato da allora? Hai avuto nuove soddisfazioni in merito al tuo lavoro come scrittrice? 

Ciao! E grazie a voi di questa seconda intervista. Le soddisfazioni ci sono state eccome: quando ho pubblicato “Falene” non mi aspettavo che sarebbe piaciuto a così tante persone, e lo stesso sta accadendo col secondo libro “Ombre”. Sono senza parole per tutto quello che mi sta succedendo. Anche la mia precedente saga fantasy (“Sitael”) aveva appassionato molte persone, ma non così tante come “Falene”: ne sono davvero felice e sorpresa.

2. Lo scrivere è per te un lavoro, un passatempo o una passione? 

Lo chiamo lavoro, perché lo è, ma in realtà si tratta prima di tutto di una passione. Chi mi conosce sa che ho tantissimi hobbies, eppure la scrittura rimane la mia passione numero uno: è come se fosse il mio ossigeno. Se non scrivo per tre giorni mi sento irrequieta, figurarsi cinque giorni o una settimana.

3. Oltre allo scrivere, fai altri lavori?

Sì e no. Da qualche anno faccio parte di un maid cafè, il "Maidolls Team Nyan", e anche qui si tratta in parte di un lavoro (e molto più faticoso di quanto si pensi) e in parte di una passione. Per chi non lo sapesse il maid cafè è una sala da tè, anche se ci spostiamo in giro per le fiere e interpretiamo dei personaggi: fingiamo di essere bambole a grandezza umana che servono dolci, ramen e recitano una parte a tutti gli effetti. Io interpreto un personaggio che è un butler demone. E’ molto divertente, almeno per me che amo anche il cosplay e il gioco di ruolo.

4. Quanto tempo hai impiegato per scrivere “Ombre"?

Circa un paio di mesi. Il che è incredibile, per me: di solito ci metto circa un anno a scrivere un libro, invece stavolta ho concluso “Falene”, “Ombre” e i quattro libri che seguono in appena due anni. Non mi era mai capitato di scrivere sei libri in due anni, davvero, nemmeno lo credevo possibile: è come se questa saga avesse qualcosa di speciale.


5. È  stato più semplice scrivere “Falene” o “Ombre”?

Forse “Falene”, perché ho sempre “l’ansia da secondo libro”, non chiedetemi perché. Forse mi piaceva il risultato ottenuto con “Falene” e temevo di non riuscire a ripetere qualcosa del genere col secondo, ma ciò che è venuto fuori mi soddisfa: tutti i libri della saga seguono un filone simile, ma ognuno presenta novità inaspettate che sconvolgono la trama e, a volte, che spingono i personaggi verso il cambiamento.

6. Consiglia ai Lettori qui in pagina tre titoli di libri che devono sicuramente leggere.

“Reckless” di Cornalia Funke, “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry e tutta la saga di “Harry Potter”, perché non si può non averla letta. Ce ne sarebbero tantissimi altri che vorrei elencare, ma questi sono i primi tre a cui ho pensato.


7. Quali personaggi del primo capitolo della saga rivedremo anche in “Ombre”? E puoi parlarci poi di un personaggio nuovo che nel precedente libro non appariva? 

Nel secodo libro ritornano più o meno tutti i personaggi del primo e alcuni di loro vengono approfonditi, anche se ho riservato le sorprese più scioccanti per i prossimi volumi ahah. Ci sono anche molti personaggi nuovi, come Will, per esempio: è il nome che Pandora dà a un demone minore che si mostra come un uomo vestito di bianco, elegante, dai lunghi capelli neri; anche se il suo vero aspetto è un altro. Si tratta di un personaggio abbastanza importante, che ricomparirà spesso.

8. Dicci tre motivi per cui dovremmo leggere il tuo libro. 

Cavolo. Non lo so.
Leggetelo se vi piacciono i personaggi sarcastici e crudeli, se amate le trame complesse e oscure e se pensate o vi piacerebbe pensare che ci sia un mondo oltre al nostro che solo alcuni riescono a percepire.

9. Stai già lavorando ad un altro libro? Se sì, puoi farci delle anticipazioni?

In realtà sto lavorando a molti altri libri. La mia editrice e i miei amici mi chiamano “la macchina da guerra”, ma non posso farci niente: inventare storie, mondi e personaggi… Non riesco a immaginare niente di più bello. Faccio un’anticipazione sul libro a cui stavo lavorando proprio oggi: si tratta di una trilogia fantasy steampunk, per ragazzi, ed è collegata al mondo di “Sitael”, la saga che ho iniziato a pubblicare in passato.

10. Un piccolo saluto ai nostri fan.

Ciao! Grazie di aver letto questa intervista, e un grazie speciale ai lettori che mi seguono sulla pagina Facebook: il vostro calore è impagabile, davvero.

lunedì 7 marzo 2016

Un tè con ... Gianluca Giusti


Per la rubrica:

Ben ritrovati al nostro appuntamento letterario!
Questa volta, abbiamo ospite qui con noi lo scrittore Gianluca Giusti, autore del libro "La mente non oscura". 

"La mente non oscura"
di Gianluca Giusti

Editore: Epsil 

Cosa fa e cosa non fa la nostra mente. Quando si parla della mente se ne sente dire di tutti i colori, cerchiamo allora di capire come stanno davvero le cose. Molto di quello che crediamo di conoscere, o ci raccontano, è solo un affascinante mito, tanto intrigante quanto inverosimile; ma è quello che in realtà non sappiamo che invece potrebbe essere vero. Ti aspetta un viaggio fatto di affascinanti passaggi dove scoprirai molti dei perché legati al nostro cervello e alla nostra mente. Dai processi persuasivi, alla meccanica quantistica, dalle menti che non scordano nulla ai falsi ricordi, dal cosa può fare o no l’ipnosi, al perché invece è molto più facile di quanto si creda essere ingannati. Un modo per conoscere meglio te stesso e gli altri.


1. Benvenuto a Toglietemi tutto, ma non i miei libri.
Dicci Gianluca, perché una lettrice/lettore dovrebbe leggere il tuo libro? 

Per conoscere la parte più profonda e importante di noi: la nostra mente.
Più conosciamo profondamente noi stessi, più conosceremo meglio gli altri, quanto più si conoscono le cose in profondità, quanto più riusciamo a capire il mondo e del perché in molti casi vediamo le persone fare cose assurde e incomprensibili. Sulla mente poi si raccontano o si pretendono di raccontare tante cose, soprattutto facendosi ombra con un falso ombrello: quello dei misteri e delle potenzialità inespresse della mente. La mente nasconde ancora cose che non sappiamo esattamente come il nostro midollo osseo, il nostro sistema endocrino o enzimatico. Ma chissà perché a nessuno viene in mente di parlare di “poteri misteriosi” riferiti, che ne so, alla sintesi proteica? Forse perché se messa non attirerebbe l’attenzione neanche di un marziano. Ma quando si parla di mente ecco che allora il suo fascino cresce a dismisura. Non a caso quando si parla di mente si vuol far credere tutto e il contrario di tutto giocando sul fatto che il cervello è qualcosa di sconosciuto e tenebroso. Considera una cosa, chi parla di mente e cervello in termini misteriosi nove volte e mezzo su dieci non sa nemmeno la differenza che c’è tra mente e cervello, e non è una differenza da poco. Se posso aggiungere, oltre che ai miti che aleggiano sopra la nostra testa, vorrei far presente ai lettori che il libro parla anche di come, ad esempio, la nostra mente è fallace, di come i ricordi siano più labili di quello che si creda e di come sia piuttosto facile indurre dei falsi ricordi. Il: “l’ho visto con i miei occhi” potrebbe rivelare sorprese inaspettate. Del perché siamo soggetti a certe forme di manipolazione che utilizzano tecniche di persuasione mirate ai punti deboli legati al modo in cui si elaborano i pensieri. Che Mandrake non esiste, e le così dette rapine sotto ipnosi, non hanno nulla a che vedere con la vera ipnosi e sono frutto di ben altre strategie criminali. Poi occhio alla meccanica quantistica. Quando sentite che qualcuno associa queste due parole legate ai “poteri della mente” diffidate subito di chi ve ne parla o scrive, vi stanno vendendo il nulla. La meccanica quantistica è una conquista della fisica che nulla ha a che vedere con le boiate sul pensiero quantico, trasmissioni a distanza e ai flussi motivazionali quantico-energetici. Fuffa alla stato puro. Il libro quindi nasce per permettere ai lettori di conoscere meglio se stessi, come già detto, ma soprattutto di capire meglio certi meccanismi legati al nostro cervello poi difendersi dai manipolatori e venditori di fumo e di false promesse che si trovano ad ogni angolo. Ricordate, siamo esseri umani, abbiamo una mente potente ma imperfetta, leggete e capirete, ad esempio, perché a volte si prendono clamorose cantonate e siamo soggetti a svarioni da farci arrossire per giorni interi. 


2. Che cosa c’è di innovativo nel tuo libro e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Un modo di scrivere diverso, o almeno spero tanto che sia così. Qui non c’è un autore che pontifica dall'alto della scrittura o pretenda di essere super competente, ma solo un autore che dialoga con il lettore. Non deve esserci nessuna distanza tra me e loro ma estrema vicinanza. Io sono per prima cosa un lettore e quando leggo devo trovare un feeling con chi scrive altrimenti mi annoio e cambio libro. Ci diamo tranquillamente del tu e mi rivolgo a lui o lei con domande e riflessioni per indurlo a pensare. Gli esempi poi aiutano meglio a capire i concetti. L’ironia a rendere i passaggi fluidi e divertenti ma soprattutto non ci sono tecnicismi da far gettare il libro nell’ultimo dei cassetti dopo prime tre pagine. Gli argomenti vengono presentati in modo semplice e divulgativo per aiutare tutti a capire nel miglio modo possibile che alla fine vuol dire: finire di leggere il libro. In Italia purtroppo si legge poco o si smette subito dopo avere iniziato. Un’occasione sprecata! Non solo per la spesa ma per aver perso quello che ogni libro porta dentro di se e arricchisce ogni lettore. La mente non oscura ha tutto per essere portato a termine.

3. Che cosa ti ha spinto a scrivere questo testo?

Allora, l’ispirazione è nata in realtà dal mio primo libro: “OscuraMente”, perché? Spesso sentiamo dire che usiamo solo una minima parte del nostro cervello, in pratica solo il 10% e che molte potenzialità restano a disposizione solo di pochi “eletti”. Siccome questa roba non mi convinceva, ho cercato un libro che mi spiegasse meglio come stavano le cose. Ho trovato solo link su internet e un paragrafo di un altro libro molto più ampio che ne parlavano. Qui è partita l’idea di colmare una lacuna. Con OscuraMente ho voluto sfatare un mito duro a morire che oltre tutto nulla ha a che vedere sull’utilizzo reale del nostro cervello. “La mente non oscura” è la sua prosecuzione genetica, la seconda parte ideale, che serve a demolire altri miti legati alla nostra mente e al nostro cervello.


4. Da che cosa è nato il saggio? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Mi sono ispirato a tutti coloro che ogni giorno cercano di far capire la differenza tra scienza (che ci fa progredire e migliorare) e pseudoscienza che invece ci fa tornare indietro. Il saggio nasce dalla voglia di non essere omologato a quelli che credono a tutto solo perché lo dice quale sedicente guru che vende il nulla. Oppure perché viene proposta una teoria affascinante solo perché infarcita di termini difficili ma apparentemente plausibili. A tal proposito, come poc’anzi accennato, vedi l’ultima parte de: La mente non oscura, dove tratto la meccanica quantistica dove i presunti poteri mentali vengono associati a una difficilissima branca della fisica che tutto è interessata fuorché a questi stessi e inesistenti poteri mentali. Le migliori menti italiane, solo per fare qualche nome tra i tanti, come: Carlo Rubbia, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack (oggi scomparse) o la nuova direttrice del Cern Fabiola Giannotti, non credono e nulla di tante pseudo teorie sparse ovunque, chiediamoci Perché.

5. Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo ?

Mettiamola così: invece di guardare Don Matteo (con tutto il rispetto verso gli spettatori di questa fiction di successo), scrivo e approfondisco le tematiche che mi appassionano. Poi nei week end e nei giorni di ferie naturalmente. Il modo è un mix dei tre. A volte ho un filo conduttore che mi guida verso un certo argomento, quindi organizzato, che voglio trattare, altre volte invece mi viene qualche flash magari prima di addormentarmi da qui parte l’improvvisata. Sul continuo o il discontinuo dipende molto dagli impegni di lavoro.


6. Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi - per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali Lettori?

Sito internet personale per essere visibile a tutti e perché tutti mi possano contattare e trovare tutte le informazioni su di me e i miei libri. Presentazioni dal vivo, pagine social personali e dedicate ai miei libri, attività nei gruppi di lettura, blog, recensioni e la speranza che il passa parola, il più efficace dei mezzi di promozione, sia favorevole.

7. Progetti per il futuro?

Ma certo, la mia prima storia. Il comune della mia città: Montecatini Terme, mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla città in vista e in parallelo con il possibile evento Unesco che potrebbe dare alle terme cittadine il sigillo di “patrimonio dell’umanità”. Darò quindi anche io il mio contributo, più o meno modesto, al rilancio di quella che un tempo era la “Montecatini Terme d’Europa”. Con “Sono fermo, mi muovo” (questo è il titolo), i lettori potranno conoscere la splendida cittadina di Montecatini Terme attraverso sette giorni in cui i due protagonisti (di cui uno invisibile e che non parla mai) fanno un giro straordinario che porterà il lettore in una sorta di sali scendi senza sosta in tutti gli angoli della città e non solo. Oltre al presente vivrà tutti i riferimenti storici sul nostro glorioso passato e incontrerà tutta una serie di personaggi famosi (che sono stati nostri ospiti) grazie a degli escamotage spazio temporali che mi sono inventato ad hoc per questo libro. Il sottotitolo: “Montecatini Terme, una storia nella storia” è stato scelto da mei concittadini, che ringrazio, tramite le pagine dei gruppi di Facebook.
I lettori mi possono trovare e interagire con me sulla mia pagina di Facebook e sul mio sito www.gianlucagiusti.com scrivetemi e state certi che vi risponderò. 


8. Tre persone da ringraziare

Certamente Monica Fava, la mia prima editrice di Errekappa edizioni. Non voglio fare un torto a nessuno ma se non fosse stato per lei ora forse non sarei qui a fare questa intervista. Una piccola casa editrice non a pagamento che ha avuto il coraggio di scommettere su di me, sconosciuto di 48 anni. Ringraziarla mi sembra il minimo. Poi mia moglie Julia, ovviamente la mia prima tifosa e la comunità scientifica internazionale che mi ha permesso di vedere il mondo con occhi razionali.

Un caro saluto e un sincero grazie per questa intervista.

martedì 23 febbraio 2016

Un tè con ... Susanna De Ciechi


Per la rubrica: 

Qui da Toglietemi tutto, ma non i miei libri non ci stanchiamo mai di offrire tè e dolcetti ai nostri scrittori.
Oggi, infatti, abbiamo ospite qui da noi Susanna De Ciechi, ghost writer che di recente ha pubblicato il libro "Tessa e basta" biografia di Tessa Krevic.
Il libro verrà presto recensito qui in pagina, nel frattempo, se voi avete già letto il libro o volete approfondire la conoscenza della scrittrice, ecco le nostre domande per lei. 

"Tessa e basta" 
Tessa Krevic


Tessa ha quindici anni, è croata e si trova a vivere l’adolescenza durante il conflitto dei Balcani. Scopre che per alcuni lei, ortodossa, è diversa dagli altri. Cresce in fretta, impara cosa sono la paura sotto le bombe, il terrore per le minacce di violenza. Ma Tessa non molla, rivendica il diritto a una vita normale. Vuole l’amore e dimenticare. La guerra la inseguirà a lungo, anche fuori dalla sua terra.


1. Ciao Susanna, benvenuta a Toglietemi tutto, ma non i miei libri.
Se non sbaglio, finora hai sempre scritto libri come ghost writer.
Che differenza c’è tra lo scrivere come ghost writer e come scrittore?

Un ghost writer sviluppa e traduce in scrittura ciò che un altro gli racconta. Questo in estrema sintesi, poi ciascuno lo fa secondo il proprio stile. Io, per esempio, scrivo romanzi biografici o comunque ispirati da storie vere. Per farlo avvio una sorta di viaggio, che dura mesi, in compagnia della persona che mi racconta la storia.


2. Essere un ghost writer non è un po’ avvilente? Non preferiresti sempre prenderti tutti i meriti per i tuoi lavori?

Al contrario, è un lavoro che offre molte soddisfazioni ed è anche piuttosto avventuroso. Ho fatto dello scrivere il mio mestiere, prima come giornalista e poi come scrittore fantasma. Per arrivare a essere un ghost writer professionista, occorre avere un’ottima scrittura come base, poi servono anche altre doti. Le persone che si rivolgono a me perché hanno una storia da raccontare, sanno di non disporre degli strumenti per poterla scrivere. Io scelgo i narratori e le storie che più mi piacciono e le trasformo in romanzi non fiction. In questo modo posso entrare in mondi cui non avrei mai accesso e conoscere persone straordinarie.

3. Quale motivo ti ha spinta a pubblicare con il tuo nome, ad uscire allo scoperto?

È successo un po’ per caso e un po’ per necessità. Nel 2015 ho scritto due libri, La regola dell’eccesso e Tessa e basta, in cui i narratori, ovvero le persone che mi hanno raccontato oralmente la storia, avevano la necessità di assumere uno pseudonimo letterario per mantenere l’anonimato, tuttavia volevano che i libri fossero pubblicati perché le loro storie fossero conosciute. Da qui è nato il cambio di passo, il ghost writer si è tolto il lenzuolo per presentare i libri in qualità di scrittore

4. Quali esperienze, emozioni, ti sono rimaste dalla stesura di questo libro? Oppure non hai provato nulla di più di quello che provavi le altre volte?

Ogni volta che scrivo un libro condivido in modo intimo e complice la vita di una persona che mi racconta senza alcuna reticenza la sua storia, le sue emozioni e facendolo, torna a fare i conti con se stessa. Per me è sempre un’esperienza emozionante e coinvolgente. Spesso riviviamo insieme un’esistenza intera nell’arco di alcuni mesi. Ogni storia mi insegna e mi lascia qualcosa. Con Tessa mi sono calata nei panni di una ragazzina, una quindicenne che ha dovuto fare i conti con la guerra. L’ho accompagnata fino a che è diventata una donna adulta. Ora Tessa ha quarant’anni e vive in Italia. Alcune parti della storia, l’oppressione della guerra e le violenze, sono state esperienze intense. Per quanto difficili e faticose sono contenta di averle attraversate insieme a lei.

5. Consiglia ai Lettori qui in pagina tre titoli di libri che devono sicuramente leggere.

Consiglio tre autrici molto diverse tra loro: Gli anni di Annie Ernaux, 20 frammenti di gioventù vorace della cinese Xiaolu Guo, Riva di Kim Thuy, vietnamita.

6. Quanto è stato difficile per Tessa Krevic rivelarti la sua storia? E quanto è stato per te difficile trascriverla? 

Abbiamo fatto insieme un percorso, sostenendoci come sorelle. Come sempre abbiamo avuto momenti belli, per i ricordi dei tempi felici, e momenti orribili, difficili, in cui Tessa ha faticato a ripercorrere episodi feroci, legati alla guerra. Lei ha attraversato di nuovo quel dolore, lo stesso di tanti anni prima, l’angoscia, le umiliazioni; io le sono stata vicina e mi sono immedesimata nella Tessa che ha iniziato a combattere la battaglia della vita a quindici anni. Non è mai facile il lavoro del ghost writer, per come ho scelto di farlo. Io attraverso la vita di un altro, nel bene e nel male. 
Per il narratore è molto difficile mettersi a nudo, deve avere molto coraggio.

7. Nel tuo lavoro ti dedichi maggiormente alle biografie e alle storie vere. Per quale motivo? Perché hai scelto di dedicarti alla realtà invece che alla fantasia?  

Ho sperimentato che la fantasia non regge il confronto con la realtà. Mi vengono proposte molte storie, io scelgo solo quelle che più mi appassionano e che rimandano alle vicende straordinarie vissute da persone fuori del comune. Ogni fatto mi viene documentato con foto, filmati, articoli di giornale, testimonianze… A volte ho perfino il problema di rendere verosimile ciò che è vero.

8. Dicci tre motivi per cui dovremmo leggere il tuo libro. 

Racconta la storia di una donna che non si è mai arresa alle difficoltà. Ci insegna che, se vogliamo, possiamo cambiare la nostra vita. Inoltre ci fa conoscere la guerra nel quotidiano: un giorno in cantina sotto le bombe, il giorno dopo a scuola o al barettino con gli amici ad ascoltare Eros Ramazzotti. In questo modo ci aiuta a comprendere meglio anche il nostro presente. La storia di Tessa è molto attuale, parla di una guerra etnica che in parte stiamo vivendo anche oggi, ma lascia spazio anche alla speranza. Durante il conflitto Tessa incontra l’amore della sua vita, un italiano speciale. Infine, leggere questo libro, pagina dopo pagina, sapendo che la storia è vera e che Tessa è tra noi… secondo me è emozionante. E fa riflettere.

9. Stai già lavorando ad un altro libro? Se sì, puoi farci delle anticipazioni? 

Sì, sono alla fase finale della stesura di un nuovo libro. Ho avuto la fortuna di imbattermi in un’altra storia straordinaria che mi ha portato fino in Sri Lanka. Il mio narratore questa volta ha un nome in chiaro, è Massimiliano Fanni Canelles, presidente di @uxilia, in prima linea negli aiuti umanitari in ogni luogo del mondo in cui ci sia una guerra. Al momento non posso dire di più.  


10. Un piccolo saluto ai nostri fan.

Mi fa molto piacere che abbiate avuto voglia di scoprire chi è un ghost writer, che tipo di cose scrive. Vi ringrazio per il vostro tempo e faccio un abbraccio virtuale a Claudia. Il tuo blog è molto interessante. Complimenti.