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mercoledì 1 febbraio 2017

Recensione: "Nessun amore più grande" - Del Coco Domenico


Editore Cavinato Editore International
Pagine 140
Prezzo cartaceo 13,00 EURO
Prezzo ebook 5,99 EURO
Anno prima edizione 2016
Genere Narrativa Italiana


Buenos Aires, oggi. Una famiglia in apparenza normale, dove tutto è perfetto, viene stravolta dalla tesi che il figlio Esteban Ezequiel Puccini, protagonista del romanzo, sta preparando per la sua laurea. Il ragazzo, argentino di origine italiana, sta lavorando a una tesi sui desaparecidos. Nel momento in cui si documenta qualcosa lo porta a vivere in quel periodo buio dell'Argentina degli anni '70. In casa, d'improvviso, calano un silenzio e un'omertà sospetta. Qualcuno porta dentro di sé un doloroso segreto. Esteban comincia a notare le differenze fisiognomiche con i fratelli e si interroga sul perché sua madre con lui si comporti in maniera eccessivamente protettiva. Cosa nasconde a suo figlio? E perché il papà lo tratta a volte in maniera fredda? Per quale motivo con lui, primogenito, ha un rapporto più distaccato? In un ritmo di tensione continua il lettore scoprirà aspetti della storia che hanno coinvolto non solo argentini ma anche il resto del mondo. Chi erano i desaparecidos? Cosa sono i voli della morte? E perché Videla voleva eliminare tanti argentini? Queste sono le domande che il lettore si porrà insieme al protagonista.

Siamo in Argentina, Esteban Ezequiel Rodriguez Puccini, di origine italiane, vive a Buenos Aires e pur conoscendo l'italiano non è mai stato in Italia, la terra dei suoi avi.
Lavora come impiegato, è profondamente innamorato di Julia con cui ha un rapporto meraviglioso.
Appena può, Esteban raggiunge Jose de Balcarce, il piccolo paesino dove è nato e dove tuttora vive la sua famiglia, i genitori e i suoi adorati fratelli di qualche anno più giovani, Tomàs e Jorge, a cui è molto legato. I tre fratelli hanno un rapporto quasi invidiabile, ci sono sempre uno per l'altro.
La vita di tutti trascorre tranquilla e felice, qualche problema per la crisi economica, qualche screzio
che capita tra fratelli, insomma la classica vita domestica di una famiglia.
Le cose cambiano, però, quando Esteban decide di laurearsi per la seconda volta e la sua tesi si basa su i Desaparecidos.
Esteban comincia a raccogliere il materiale, ma c'è qualcosa che non gli è chiaro, e mentre legge libri e diari scritti dai sopravvissuti, comincia ad estraniarsi da tutto ciò che lo circonda e gli sembra di rivivere quello che legge, gli pare di essere uno spettatore di quelle orribili vicende.
Pian piano comincia a porsi delle domande ... "Perché è così fisicamente diverso dai suoi fratelli?", "perché la madre cerca sempre di proteggerlo e lo tratta sempre con delicatezza?", "perché sembra che la sua famiglia gli stia nascondendo qualcosa?".
La verità sarà per lui sconvolgente, più cruda e dolorosa di quello che immagina.
Un libro vigoroso, bellissimo, la storia scorre così intensamente che difficilmente ci si riesce a staccare, lo si vorrebbe leggere dall'inizio alla fine senza mai fermarsi.
I protagonisti ti arrivano con la loro semplicità, rimangono impressi, impossibile non amarli.
Ho invidiato il rapporto che Esteban ha con i suoi due fratelli, Tomàs e Jorge, ci sono sempre uno per l'altro si proteggono si consolano si aiutano.
I passi dove vengono descritte le atrocità che Vileda ha fatto a donne, uomini e bambini sono sconvolgenti e tutto ciò è aggravato dal fatto che quelle cose sono successe davvero negli anni '70, quindi dopo la seconda Guerra Mondiale e che nel mentre si sono svolti addirittura i Campionati Mondiali di Calcio ... Ma il mondo dov'era? Nessuno sapeva nulla di tutte quelle morti e sparizioni?!!

"Come se non se non lo sapessimo che gli italiani sono stupidi agli occhi del mondo."

Queste e altre mille domande assalgono il lettore durante la lettura, e finito il romanzo resta solo l'amaro, perché se il nazismo in Europa è stato atroce quello che è successo in Argentina non è diverso.
È un libro che consiglio a tutti e che proporrei come testo obbligatorio da leggere a scuola; un romanzo che fa conoscere e riflettere su una triste verità.

"La maggior parte dei detenuti veniva lanciata ancora in stato di incoscienza, ma vi sono alcuni casi in cui qualche vittima si sarebbe risvegliata e sarebbe stata buttata a mare ancora cosciente."

La storia che si intreccia, il presente con il passato.
Non lo nascondo, il libro mi è entrato nel cuore e mi ha emozionato molto, tanto che in un paio di passaggi mi ha fatto commuovere.

Non ho trattenuto le lacrime!

L'unica pecca sono gli errori nel testo, non so se dipenda dal fatto che l'ho letto in eBook ma ve ne sono seminati alcuni qua e là ...
Il libro mi ha conquistata fin da subito, da quando ho letto che il gatto di Esteban si chiama Pepe, come il mio!
Per tutto questo assegno a questo libro:

5 Wonderland su 5
Recensione a cura di



Dal libro: 

- "Non sopporta i libri delle biblioteche. È morboso con i libri. Li deve possedere."

- "Prima di uscire, la sera, gli chiedo cosa legge al posto di come sta."

- "Amore significa camminare nel dolore."

venerdì 1 aprile 2016

Recensione: "Democrazia, verità, storica, libertà" - Luca Immordino



Editore Cavinato
Pagine 155
Prezzo cartaceo 12,00 EURO 
Anno prima edizione 2015
Genere Saggistica 

L'opera inizia riprendendo brevemente l'origine della democrazia risalente all'antica Grecia, attualizzandone la descrizione attraverso paragoni e similitudini con le attuali democrazie. Nella seconda parte del libro si
entra nel merito dell'analisi sulle attuali democrazie con riflessioni sul concetto di libertà e di verità storica: i sistemi democratici devono garantire una quanto più ampia libertà ed il concetto di libertà è strettamente legato al diritto di sapere cosa succede e cos'è successo negli affari di stato. Se non si sa, non si conosce e una cosa che non si conosce è come se non esistesse: nascondere fatti importanti è privare della democrazia ed appropriarsi della libertà di gestire come si vuole una determinata situazione anche per gli altri. Nell'ultimo capitolo infine, verranno proposti al lettore esempi di rilevanti fatti accaduti, in modo da invogliarlo alla lettura critica di tali cruciali eventi. La critica abitua alla riflessione ed a capire meglio certi meccanismi che i potenti cercano di nascondere.

Non è il primo libro che leggo di questo scrittore, il precedente volume che ho avuto occasione di prendere in considerazione trattava della religione, analizzata sotto diversi aspetti.
Lo scrittore, questa volta si è dato alla politica e rimboccandosi le maniche, ha scritto un saggio che attraversa la democrazia partendo dalle prime forme di governo dell’antica Grecia.
Con attenzione, viene trattato il tema politico, analizzandone vari aspetti, quali le votazioni, la libertà di parola, per passare poi a temi quali lo sfruttamento, la mafia, l’immigrazione, il capitalismo, il consumismo, la politica adottata dai terroristi.
È un vero e proprio viaggio che ci porta in nazioni varie come l’Afghanistan, la Grecia, gli USA, l’URSS.
Un vero e proprio percorso verso la conoscenza che ha inizio dai filosofi del passato e dai vecchi modelli di polis per poi evolvere, mettendo sotto ai nostri occhi testimonianze di governi della nostra epoca.
Si inizia retrocedendo nel tempo e si conclude con una minuziosa visione delle guerre che hanno colpito il mondo nell’ultimo secolo, con tanto di dati numerici di approfondimento.
Tanto per non farsi mancare nulla, a conclusione del suo discorso, lo scrittore dedica un capitolo anche alla religione e ad alcuni papi che in un modo o nell’altro hanno spalleggiato la politica attiva durante il loro pontificato.
L’intero testo è stato creato con minuzia, a sostenimento delle varie tesi, infatti, sono state inserite numerose citazioni tratte da altri testi inerenti l’argomento.
Minuziose sono poi le note che specificano o esaminano i vari concetti espressi nel saggio.
In breve, come avevo già avuto occasione di notare, lo scrittore tratta con dedizione e cura il suo argomento e lo spiega in modo semplice e accurato.
Ovviamente, il tema trattato non è tra i più letti e presi in considerazione, ma per chi è interessato, ritengo che questo volume offra una visione comprensibile e complessiva della politica, tanto da guadagnarsi il diritto di ottenere le vostre attenzioni.
Assegno al libro:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "La democrazia è anche affrontare assieme i piccoli problemi del quotidiano (...)."

- "La democrazia è la partecipazione del popolo alla vita politica, partecipazione libera e volontaria."

- "Il capitalismo è come una casa dove si cura l'arredamento e al contempo si danneggiano le fondamenta."

domenica 24 maggio 2015

"Angeli e folli" - Dario S. Villasanta


Editore CAVINATO 
Pagine 322
Prezzo cartaceo 10,50 EURO 
Anno prima edizione 2014
Genere: Narrativa italiana 

'Angeli e folli' è un noir crudo e intenso, in cui i tre personaggi principali, Dax, Giulia e Domenico, si scambiano di continuo ruoli e riflessioni. Tentando di salvare una situazione di quest'ultimo che precipita, dibattendosi tra la legge rigida dello Stato e quella altrettanto dura della strada, cementano un rapporto che va al di là del semplice bisogno reciproco e danno vita al sorgere di sentimenti contrastanti. Ribaltamenti di fronte e colpo di scena finale.

 





Quando ho preso in mano questo libro dalla copertina per niente invitante, mi aspettavo il peggio.
Ero già preparata psicologicamente a scrivere una recensione negativa, invece …
Semplice, quasi scontato, non ci sono eventi particolarmente eccitanti, eppure … mi è piaciuto!
Non sarà un best seller, non sarà uno di quei libri che entrerà nella tua top10 superando classici e libri da decine di milioni di copie, ma è decisamente un testo degno di nota. È interessante tutta la psicologia, la realtà, l’attualità racchiusa in queste pagine.
È un libro in grado di farti pensare, riflettere. È un testo “rivoluzione”, i personaggi si impadroniscono della trama rendendola un semplice sfondo alla loro storia comune ma non insignificante.
Un testo in cui i personaggi non sono grandi eroi dalle storie avvincenti o persone dalla vita straordinaria, ma prostitute, malavitosi, ex carcerati e ospiti di case di cura per malati mentali.
Storie di chi la vita l’affronta ogni giorni, di chi viene sconfitto e ricomincia da capo il giorno dopo, ma anche di chi, dalla vita, viene sopraffatto.
Dax, Domenico, Giulia e Marina, quattro storie che si intrecciano, quattro persone diverse tra di loro, vite al gusto di cocaina, passati pieni di oblio e seconde opportunità; quattro amici che hanno deciso di affrontare i problemi insieme … nonostante tutto, nonostante quella loro vita in discesa libera.
Una lettura d’impatto, con un finale criptico che mi rifiuto di vedere completamente nero.
In quell’ultimo capitolo io vedo un nuovo inizio, che parte proprio dalla fine.
Un libro consigliato a chi vuole 322 pagine di realtà, a chi si è stancato dei romanzi pieni di personaggi fortunati la cui storia ha sempre un lieto fine. Un libro per chi, nonostante vada tutto storto, alla vita non rinuncerebbe mai.
Assegno al libro:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "(...) direi proprio che la specie umana con le sue comunità è il giardino zoologico per eccellenza del pianeta (...)."

- "Domattina, quando te arzi, te metti davanti allo specchio e te guardi in faccia, e te devi da dì: ho venticinque anni e da oggi ricomincio da capo."

- "Mimmo aveva fatto casino, io mi ci ero infilato in mezzo schierando delle pedine su una scacchiera e queste ormai si stavano muovendo per conto loro, cercando di darsi scacco, ognuna per motivi sui ... Divertente!"

- "Nella vita non smetterai mai di ricominciare da capo. (...) una possibilità in più che, ogni tanto, l'esistenza su questa terra ci regala."

- "(...) si disse che davvero pazzo era stato, ciò non gli avrebbe impedito per forza di volare."

- " Vola Giulia, vola. E più in alto volerai, più il mondo sembrerà più piccolo di te."

lunedì 23 febbraio 2015

"Storia del sentimento religioso. Nascita, sviluppo e tramonto delle religioni" - Immordino Luca


Editore CAVINATO EDITORE INTERNATIONAL 
Pagine 167
Prezzo cartaceo 13,00 EURO
Anno prima edizione 2014
Genere: Religione e spiritualità 

Il presente libro fornisce interessanti spunti per capire quando, come e perché nacque, si sviluppò e stia per tramontare il sentimento religioso nell'arco della storia dell'umanità. L'indagine esperita a tutto tondo, scandagliando i vari settori del sapere umano, rivela interessanti scoperte che confutano le teorie ufficiali diffuse ai nostri giorni sull'origine del fenomeno religioso. L'analisi sociologica e psicologica rivelerà l'importanza dell'ambiente e
dell'influenza culturale per il costituirsi delle idee sulla religione: a seconda dei bisogni umani, degli eventi naturali, degli incontri tra culture, muta l'idea sul divino. La straordinaria varietà di culti sparsi per il mondo mostrerà la diversità di concezioni religiose dovute ai diversi stili di vita ed alle diverse interazioni con l'habitat circostante. Si analizzerà il cervello umano per rivelare gli svariati meccanismi che sono alla base della nascita di concezioni relative al sacro. Il cervello umano è molto complesso e molto circa il suo funzionamento è ancora ignoto; esso è fonte di svariate elaborazioni o rielaborazioni di quanto percepito da stimoli sia esterni che interni, quindi fornisce una varietà d'interpretazioni straordinaria che si riversa sul patrimonio culturale dei vari popoli. Alla fine della trattazione si giungerà a stabilire che le società moderne non solo possono vivere senza le strutture religiose, ma che la loro assenza sia fonte di maggiore sviluppo sociale.







Fin dalla sua comparsa, la religione è sempre stata alla base della vita dell’uomo e fonte di accesi dibattiti, guerre irrazionali e comportamenti disumani. Quando si parla di religione, il più delle volte, ci si dimentica di tutte quelle atrocità che sono state commesse in suo nome o di ciò che sta alla sua base. Siamo , inoltre, stranamente inclini a non prendere in esame il fatto che tutte le religioni siano state create e professate dall’uomo, e che tutte le tracce di “divino” sono riconducibili solo alla parola e alla testimonianza dell’uomo.
Qual è, quindi, il vero motivo che ci spinge verso una determinata religione?
Questo libro, “Storia del sentimento religioso”, analizza il sentimento religioso dal punto di vista scientifico e razionale per trovare una spiegazione logica al nostro bisogno di avere una religione. Nei primi capitoli del libro si retrocede nella storia fino alla nascita delle prime religioni, successivamente, viene presentato un quadro esaustivo circa la psiche umana e il DNA, alla ricerca di un gene in grado di far nascere in noi un sentimento religioso. Non vi stupirete nel leggere che non esiste (o per lo meno ad oggi non è stato rinvenuto) un gene in grado di far nascere istintivamente in noi un sentimento religioso. Il nostro volere professare una religione, è dovuto unicamente al nostro bisogno di trovare risposte, e alla nostra necessità di trovare qualcuno a cui addossare la colpa di determinate sciagure di varia entità.
In breve, sono stati commessi omicidi, torture, guerre, ignominie a nome religioso, non per una nostra predisposizione naturale ma per il bisogno umano di comandare e controllare ciò che lo circonda. Poco importa se tutte le supposizioni date dalla religione sul mondo esterno siano fondate o meno, l’importante è che venga data una risposta e che tutti vi credano senza protestare.
Non c’è da stupirsi quindi, che con l’evolvere della scienza e della società, le religioni si stiano sempre più eclissando. Ai giorni d’oggi gli atei stanno superando i credenti per numero e i luoghi di culto religioso stanno via via chiudendo.
Più la scienza avanza, più la religione viene messa da parte, motivo che per secoli ha scatenato la furia di alte figure religiose contro scienziati di ogni genere che osavano contraddire le teorie sul mondo espresse dai testi sacri.
L’analisi contenuta in questo libro è precisa e dettagliata, da essa emerge chiaramente il pensiero dello scrittore in merito alla religione e alla fin fine, non si può obbiettare alla realtà descritta nel testo.
La religione ha accompagnato l’umanità per secoli, ma non sempre lo ha fatto in modo umano e pacifico. D’altronde c’è da ricordarsi che è l’uomo l’artefice delle sue azioni, sacrifici, guerre e azioni benefiche che siano.
Questo libro, scritto a volte con un linguaggio troppo dettagliato, fa riflettere e ragionare.
Più di una volta mi sono posta delle domande riguardo alla mia religione in contrapposizione alle altre. Leggendo questo libro, ho realizzato che la domanda importante alla fine non è se la mia religione è migliore delle altre, ma se la mia religione o le altre siano umane e giuste.
“Si deve credere; tradotto nella pratica, si deve solo obbedire e non contestare.” Ma si può continuare a credere in un Dio che chiede sacrifici umani, per cui vengono compiute guerre sanguinarie, e che se non osannato manderà sciagure e morte sulla Terra? Abbiamo davvero bisogno di credere in un Dio come questo? Di professare in una religione sporca di sangue?
Io credo che ognuno di noi ha bisogno di credere. L’importante non è in cosa si crede, ma credere che esista ancora qualcosa in cui poter avere fede.
Gran parte dell’umanità è atea ma non per questo ha smesso di credere. La fede ha smesso di essere prerogativa della religione. Oggi, si crede nei sogni, nella speranza, negli alieni e nell’uomo nero. Ci crediamo non perché ci è stato imposto dalla tradizione o dalla società, non perché veniamo perseguitati, ma perché ne abbiamo bisogno.
La più grande scoperta dell’era moderna è quella di poter credere in ciò che vogliamo senza aver paura di essere uccisi per questo.
Crediamo in cose e in modi diversi, a volte ci limitiamo a credere solo nella speranza, ma l’umanità si cela in questo: nel poter scegliere.
Assegno al libro:
3 stelle su 5

Dal libro:

- "L'uomo è l'unico animale che ha creato la religione o che manifesti comportamenti riferibili al sacro."

- "Comprendere vuol dire adattare la realtà alla dimensione umana."

- "(...) l'uomo non possiede una funzione cerebrale che sia fonte dell'origine della religione (...)"

- "La differenza fondamentale tra i miti, le fiabe e le religioni sta nel dar importanza alla veridicità delle storie in essa contenute."

- "Tutte le religioni si fanno scudo col "sacro"."

- "Possiamo definire i sacrifici come la legittimazione da parte della religione di compiere torture e uccisioni."

giovedì 13 novembre 2014

"Essere Melvin" - Vittorio De Agrò


Editore CAVINATO
Pagine 362
Prezzo 15,00 EURO
Anno prima edizione 2014
Genere: Narrativa italiana 
Link al libro: http://www.libreriauniversitaria.it/essere-melvin-finzione-realta-agro/libro/9788899121372

Essere Melvin è per un verso la storia di un cavaliere temerario che deriva la sua audacia da un rapporto con la realtà tutto trasfigurato dalla finzione; per altro verso è la storia di una
vendetta lungamente preparata. Dirò di più: il libro stesso è una gigantesca rivalsa (&..) contro una vita che somiglia troppo poco a quella sognata. Un romanzo d'avventure, dunque? Certo. Purché il lettore sia avvertito che le terre di conquiste sono tutte interiori, e che l'eroe era ben poco equipaggiato ad affrontare i mostri, i draghi, gli stregoni e i briganti che non sospettava di nascondere in sé. Melvin è una storia vera.







Questo libro nasce dopo una serie di sedute dallo psicologo.
Lo scrittore, infatti, viene spronato ad usare la scrittura come tipo di cura per la sua instabilità psichica.
Questo libro, altro non è che un diario sulla vita dello scrittore, raccontato attraverso le sedute dallo psicologo.
La storia che si cela dietro al libro e allo scrittore, è come un complesso puzzle, di cui abbiamo solo metà dei pezzi.
Sia il protagonista della storia, che lo scrittore, agiscono sotto pseudonimo. Il nome del protagonista deriva dal film “Qualcosa è cambiato”, il protagonista del libro, Melvin, assume infatti lo stesso nome che aveva il personaggio di Jack Nicholson nel film.
Il nome dello scrittore, invece, nasce da Vittorio (terzo nome reale dello scrittore) e De Agrò (cognome della sua bisnonna).
Lo scrittore ha scelto di assegnarsi uno pseudonimo perché gran parte di ciò che racconta fa parte della sua vita. Non c’è da stupirsi quindi che, famigliari e amici, gli abbiano chiesto di mantenere l’anonimato sia per lui che per loro.
Lo scrittore, possiamo proprio dirlo, è un’amante degli pseudonimi, ogni personaggio del libro ha il suo, e sono tutti molto azzeccati.
Ora, però, lasciamo da parte ciò che sta dietro al testo e concentriamoci sul libro.
Questo libro rappresenta la rivalsa contro la vita che non è mai come quella che noi sogniamo. La vita dello scrittore è in questo romanzo, questo romanzo è la vita dello scrittore.
Il testo è anticipato da una prefazione che ho trovato interessante ed esaustiva.
Melvin racconta la sua storia fin dall’inizio, da quando era bambino fino ad arrivare all’anno 2012. In questo racconto ci sono episodi tragici, bugie, finzioni, ma c’è anche amore, grandi amicizie ed una famiglia solidale e un po’ complicata. La vita di Melvin attraversa alti e bassi, si alternano momenti critici e difficile ad altri felici e spensierati.
Mi è piaciuto molto il tempo incrociato usato per la narrazione. La parte in cui Mel è dallo psicologo rappresenta il presente, mentre ciò che il protagonista racconta appartiene al passato. Allo stesso tempo, però, il presente avanza, non viene raccontata una sola seduta, ma tante sedute suddivise in tre anni. In questo modo conosciamo, non solo il passato remoto, ma anche il passato prossimo del protagonista.
Il testo fluisce felicemente sotto i nostri occhi, il fatto che si tratta di una storia vera aumenta ancora di più la curiosità del lettore. Nel testo, però, sono presenti alcuni errori grammaticali e di battitura.
In breve, considero questo libro una buona lettura. La trama è scritta bene e in modo accurato. Attraverso il testo, lo scrittore riesce a trasmetterci le sue ansie e i suoi turbamenti, soprattutto verso la fine del libro, dove il suo disagio traspare nella sua scrittura.
Il tema trattato non è molto comune ma sicuramente interessante. Credo che condividere con gli altri ciò che ha passato, raccontare a perfetti sconosciuti la sua vita turbolenta, sia segno di grande coraggio da parte dello scrittore. E' un aiuto, una testimonianza, un messaggio di speranza per coloro che stanno o hanno attraversato un momento difficile come quello di Mel.
Consiglio questo libro a chi sta vivendo o a chi ha vissuto un’esperienza simile a quella di Mel. Lo consiglio anche a chi ama le storie vere e i finali aperti.
Assegno al libro:
4 stelle su 5

Alcune frasi dal libro:

- "Però, stranamente, dopo tanto tempo, mi sentivo vivo; o meglio, costretto a vivere."

- "Le luci dello show si spegneranno e io rimarrò solo un'altra volta."

- "Sembra che tu provi una sorta di gelosia nei confronti del tuo personaggio."

- "Devi riprendere in mano la tua. Per farlo bisogna essere capaci di guardare in faccia il proprio passato, accettarlo e proseguire."

- "Ci sono cose che bisogna accettare e altre per cui non c'è una spiegazione, Mel."

- "Mi sembrava di vivere un film, ma con il tasto dell'avanti premuto."

- "Cosa hai messo lì dentro? (...) Tutto il coraggio che non ho mai avuto in trentatré anni."

CURIOSITÀ