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domenica 4 marzo 2018

Recensione: "Il ragazzo invisibile - Seconda generazione" - Alessandro Fabbri - Ludovica Rampoldi - Stefano Sardo


Editore Salani
Pagine 202
Prezzo cartaceo 14,90 EURO
Prezzo ebook 4,99 EURO 
Anno prima edizione 2018
Genere Fantasy

IL RAGAZZO INVISIBILE È CRESCIUTO. Michele Silenzi ha sedici anni e qualcosa nel suo sguardo è cambiato. Da quando ha perso la mamma gli adulti non possono fare a meno di compatirlo, vive da solo con il cane Mario in una casa disordinatissima e, come se non bastasse, la sua amata Stella sta con un altro. Michele è arrabbiato con il mondo intero, con se stesso e, più di tutto, con la verità che non può raccontare: essere uno degli Speciali. Ma nella sua vita irrompe una ragazza altrettanto speciale, con un’esistenza non meno complicata della sua: la sorella Nataša. E con lei arriveranno altre sconvolgenti rivelazioni sul suo destino, che si intreccia pericolosamente con quello del crudele magnate russo Zavarov, proprietario di un gasdotto che sta per essere inaugurato in città.
Da quel momento il mondo a cui era abituato, fatto di scuola, aperitivi, serie tv, si sovrappone a quello sotterraneo, inquietante e incredibile degli altri Speciali: Michele ha finalmente un piano, una missione. Ma nessuna missione è senza imprevisti e la parte più difficile per ‘Miša’ sarà confrontarsi con il suo lato più oscuro. Dagli sceneggiatori dell’acclamata saga di Gabriele Salvatores, una storia appassionante che con le sue atmosfere dark sfida gli stereotipi del genere e rivela che l’impresa più difficile per un supereroe è essere normale.

E' stata salvata da percosse e cinghiate. E' stata liberata dalla sua vita di dolori e tormenti.
Ha riconosciuto il suo potere.
E' stata aiutata da una presenza che non si vede.
Da Rabat è arrivata a Trieste, per una missione, una missione che riguarda Michele, il nostro ragazzo invisibile.
Michele sta affrontando un periodo difficile.
Deve vedersela con un senso di colpa opprimente e una casa divenuta troppo silenziosa.
Gli manca la madre e non può fare a meno di pensare che la sua morte sia colpa sua.
Stella poi, la ragazza di cui è innamorato, sta con un altro.
Insomma, Michele non è certo il ragazzo più felice del mondo, anzi, le cose gli vanno davvero male.
Tutt'al più ignora che la ragazza di Rabat è sulle sue tracce. Amico o nemico? Cosa vuole da Michele?


"Il ragazzo invisibile - seconda generazione" è il seguito di "Il ragazzo invisibile".
Il primo libro non l'ho letto, mi sono limitata a vedere il film e sinceramente, dopo aver letto questo, non ci tengo a recuperarlo.
E' una duologia italiana per ragazzi, che parla appunto di questo ragazzo che ha il potere di diventare invisibile.
Nei libri, Michele non è l'unico Speciale, ce ne sono molti altri, ognuno con le sue peculiarità.
In questo testo, non particolarmente travolgente, gli eventi scarseggiano, nel senso che non ci sono molte scene avvincenti.
La storia appare piuttosto piatta e lineare, non è riuscita a ravvivare il mio interesse.
Per questo sostengo che sia un libro indicato soprattutto per i più giovani, perché i più grandi, potrebbero non vedere in esso nessuna particolare attrattiva.
Il pregio più grande di questo testo, secondo me, è che si legge piuttosto in fretta.
Un libro, quindi, di cui non elogio particolari pregi, ma che secondo me, una canonica sufficienza la merita.
Visto poi che il primo film non mi è piaciuto, sono certa che non andrò nemmeno a vedere il seguito, questa volta mi farò bastare il libro.
Assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Ma quello che era cambiato di più era il suo sguardo."

- "Il treno proseguiva la sua corsa, lanciato verso un futuro ancora tutto da scrivere."

- "Il mondo avrebbe presto scoperto di cosa erano capaci."

venerdì 2 marzo 2018

Recensione: "Roseblood" - A.G. Howard


Editore Newton Compton
Pagine 414
Prezzo cartaceo 12,90 EURO
Prezzo ebook 4,99 EURO 
Anno prima edizione 2017
Genere Fantasy

Rune Germaine ha una splendida voce, paragonabile a quella di un angelo, ma è afflitta da una terribile maledizione: quando si esibisce, infatti, si sente malata e stanca, come se la bellezza del suo canto le rubasse ogni volta un po’ di vita. Sua madre, nel tentativo di aiutarla, decide di iscriverla a un conservatorio poco fuori Parigi, convinta che l’arte potrà curare la strana spossatezza di Rune. Poco dopo il suo arrivo nel collegio di RoseBlood, la ragazza si rende conto che c’è qualcosa di soprannaturale nell’aria. Il
misterioso ragazzo che vede spesso in cortile, infatti, non frequenta nessuna delle classi a scuola e scompare rapidamente come è apparso, non appena Rune distoglie lo sguardo. Non ci vuole molto perché tra i due nasca un’amicizia segreta. Thor, è questo il nome del ragazzo, indossa abiti che sembrano provenire da un altro secolo e in sua presenza Rune si sente meglio, quasi cominciasse davvero a guarire. Ma tra i corridoi di RoseBlood c’è una terribile minaccia in agguato, e l’amore tra Rune e Thor, che sta sbocciando, verrà messo a dura prova. Dalla scelta di Thor, infatti, potrebbe dipendere la salvezza di Rune o la sua completa distruzione.

La Howard è una scrittrice che mi incuriosisce parecchio, (di suo, infatti ho anche la saga "Il mio splendido migliore amico" che però non ho ancora letto). Quando ho visto questo nuovo scritto, ho deciso che non potevo non leggerlo, motivo per cui sono qui ora a parlarvi di "Roseblood".
Il libro, più che una rivisitazione del celebre romanzo "Il fantasma dell'Opera", ne è il seguito, ovviamente non ufficiale.
La storia parla di Rune, una ragazza dalle mirabili doti canore che viene iscritta a RoseBlood, una scuola parigina aperta da appena due anni, che sorge in un teatro dell'opera ristrutturato, che la storia vuole fosse proprio quello del fantasma dell'opera.

"L'accademia di RoseBlood torreggia, cupa e spaventosa. L'architettura barocca, fosca e imponente, la fa sembrare un castello minaccioso e non un teatro dell'opera in un luogo remoto."

Rune viene mandata lì affinché impari a controllare il suo dono.
La ragazza, infatti, è convinta che la musica le parli e al contempo, crede che la sua voce, quando canta, risucchi l'energia vitale delle persone. Lei stessa, quando si esibisce, prova stanchezza, spossatezza, si sente mancare le forze. Eppure, quando sente suonare un'opera, non può fare a meno di cantare.

"E' il momento di capire perchè la mia insostenibile abilità nel cantare, che un tempo mi dava tanta soddisfazione, mi sta consumando come una malattia."

Ecco perchè la madre l'affida alla zia, che gestisce il RoseBlood. Vuole che Rune non sia più succube della sua voce.
Tuttavia, non sa di aver appena messo in pericolo la figlia.
Per una volta non vorrei proprio essere al posto della protagonista. Sinceramente, non so come Rune riesca a rimanere in quel posto. Ombre furtive che la seguono, scherzi raccapriccianti, insegnanti dai macabri hobby.
In effetti, però, qualcosa di bello c'è a RoseBlood: Thor, un ragazzo avvolto nel mistero, il cui destino si legherà a quello di Rune.

"Da tempo percorreva le viscere cupe di quel teatro come un fantasma, l'oscurità era diventata sua sorella, il che era perfetto, dato che suo padre era la notte e la luce del sole un nemico dimenticato."


Quando ho iniziato a leggere il libro, mi sono sentita spaesata, non riuscivo a stare dietro a tutti quei discorsi tra Rune e la madre che tiravano in ballo una miriade di eventi solo accennati.
Si passa da un argomento all'altro, dalla scuola alla nonna, dalla zia alla mamma, senza mai approfondire la cosa. Una baraonda di informazioni superficiali che ti stordisce.
Andando avanti, però, le cose si fanno più chiare, la storia si intreccia con quella più famosa del fantasma dell'opera e ne esce un testo sorprendente.
L'ambientazione è descritta dettagliatamente, l'autrice tesse immagini oniriche che prendono vita davanti ai nostri occhi. Scenari tenebrosi si alternano ad altri più eleganti.
Atmosfere serene e allegre che accompagnano la quotidianità degli studenti, lasciano poi il posto a situazioni tese e tetre, legate ai progetti del fantasma.
In certi punti non riuscivo a non farmi avvolgere da un senso di inquietudine. Mi veniva la pelle d'oca.

"La morte era ovunque, insieme alla speranza per una nuova vita."

Il tutto è narrato sia dal punto di vista di Rune che da quello del misterioso ragazzo che lascia alle sue spalle una distesa di petali di rose morte.
E' una storia che si ripete, il racconto di un amore che non muore, la danza di due anime che non si lasciano mai.
Tra finzioni e fatti reali, concetti filosofici e fantastici, nasce una trama dalle cupe tonalità, che si riallaccia al passato, proiettandosi nel futuro.

"Questo posto non è solo un teatro dell'opera, è proprio un'opera; amore non corrisposto, rivali gelosi, personalità eccentriche, persecuzione, sabotaggio e vandalismo. E per finire, ma non meno importante: una sfida tra mortali e mostri."


Ho adorato questo libro, proprio perchè riusciva a trasmettermi emozioni lugubri, ombrose, sinistre, attraverso immagini funebri, tendenti all'orrido.
Mi è poi venuta un'immensa voglia di leggere "Il fantasma dell'Opera", la cui trama trova già ampio spazio in questo libro (quindi, allerta spoiler!).
Da non sottovalutare poi l'immenso lavoro dietro il libro. A fine testo, si capisce quanto studio ci sia alle spalle di questo scritto.
L'autrice è stata abilissima nel riuscire a intrecciare le sue idee con quella che è la storia effettiva di Leroux e la realtà che vi è alla base.
Insomma, sono rimasta estasiata (e un po' scossa) da questa lettura che consiglio senza se e ma, e alla quale assegno:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 4 - Finale: 4 -

4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Puoi aiutarmi a cantare senza che io provi dolore?"

- "Sono in una storia horror."

- "I pianeti e le stelle nella galassia fluttuano attorno a noi, si allineano, cavalcano la melodia che ora io e il violinista eseguiamo insieme."

5 COSE CHE ... 5 autori di cui ho letto più libri


E' cosa rara ... ma molto rara ... che io acquisti più libri di uno stesso autore.
Amo diversificare, motivo per cui, anche se mi è piaciuto un particolare libro di un particolare autore, è difficile che io acquisti altri suoi testi.
Devo stra-amare uno scrittore perchè io decida di leggere tutti i suoi scritti, motivo per cui è stato un po' complicato trovare "5 autori di cui ho letto più libri".
Eccoli qui:

Jane Austen - William Shakespeare -Tiziano Terzani


Loro sono i miei scrittori preferiti, ecco perchè ho praticamente tutti i loro libri.
Della Austen ho proprio tutti i suoi scritti (conclusi e non), di Shakespeare e Terzani ne ho invece un bel po' ma mi mancano ancora alcune loro opere.

M. C. Beaton - Colleen Hoover


Ho molti più libri della Beaton che della Hoover ma in ogni caso, si può dire, che sono tra le autrici che leggo maggiormente.
La Hoover è però alla pari con Wilkie Collins, di entrambi ho lo stesso numero di libri. Ho inserito però la Hoover perchè i suoi li ho già letti, mentre me ne manca uno di Collins.

giovedì 1 marzo 2018

Il meglio di Febbraio

A febbraio sono riuscita (finalmente) a leggere vari libri che erano nella mia Tbr da un bel po'!
Quest'anno, infatti, ho deciso di dedicare il mio tempo soprattutto ai libri che giacciono da un po' nella mia libreria, o nel mio kindle.
Per ora, dalla lista, ne ho cancellati sei (questo mese) più quattro (a gennaio). Ad occhi e croce, ho ancora più di centocinquanta libri da leggere, ma nessun problema, il tempo di leggere si trova sempre.
Passando ora alle letture di febbraio, ho segnato che:

Libri letti: 13
Numero di pagine lette: 3.767
Voto complessivo delle letture: 7+
Recensioni negative: 0/13

Libri letti da Eleonora 3
Libri letti da Carola 1

Novità nelle rubriche







Personaggi più amati


Rio (Il principe delle ombre) - Lucy (Urla nel silenzio) - Beth (Di tutte le cose buone)

Personaggi meno amati


Principe Suvuronskij (Neve al sole) - Santa Inquisizione (Il monastero dei delitti) - Bradament (La biblioteca invisibile)

Miglior copertina


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