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sabato 3 agosto 2019

Recensione "Ravenels Series"


I tre libri ruotano intorno alla famiglia Ravenel, in particolare, intorno a quattro fratelli: Theo, Helen, Cassandra e Pandora.
Protagonista del primo libro è la moglie di Theo.
Protagonista del secondo è Helen, mentre al centro della storia dell'ultimo testo, c'è Pandora.
Oltre a questi tre libri, ce ne sono altri tre. 
"Come due sconosciuti" che ha come protagonista una dottoressa, già presente nel secondo e terzo volume.
"Devil's daughter" non ancora disponibile in italiano, incentrato su West Ravenel.
Infine (credo) "Chasing Cassandra", anche questo non ancora disponibile in italiano. Se non erro, dovrebbe parlare della sorella gemella di Pandora.

"Un libertino dal cuore di ghiaccio" di Lisa Kleypas

Editore Mondadori
Genere Romanzo Rosa

Hampshire, 1875.
Devon Ravenel è un libertino che nella vita vuole solo divertirsi. Purtroppo ha ereditato (malvolentieri) il titolo di conte e tutta una serie di proprietà poco redditizie.
Tra l'altro, Eversby Priory, un'antica proprietà di famiglia eretta sui resti di una chiesa, sta cadendo a pezzi.
Gli arredamenti sono logori, i pavimenti marci, il bagno non è nemmeno dentro ma all'esterno.
Il suo primo pensiero è quello di vendere tutto, non ha alcuna voglia di sobbarcarsi tutte le responsabilità derivanti dal titolo di conte, ma quando si imbatte nella vedova di suo cugino (erano sposati da solo tre giorni!), i suoi piani cambiano.
Nuovi sentimenti si stanno facendo largo nel suo cuore.
Kathleen spinge Devon ad occuparsi delle proprietà, a rimetterle in sesto, ci riuscirà? 

"Conosce diverse verità scientifiche riguardo al cuore umano e ... sappiate che è più facile interrompere il suo battito piuttosto che impedirgli di amare la persona sbagliata."

Tra i libri che preferisco leggere ci sono i romanzi ambientati nella seconda metà dell'800. "Un libertino dal cuore di ghiaccio"  non è tra i migliori che ho letto ma l'ho apprezzato quanto basta perché leggessi anche i seguiti.
La trama non è molto elaborata, è prevedibile ma alcune scene sono particolarmente emozionanti.
La narrazione è scorrevole, si legge in un batter d'occhio.
I personaggi, invece, hanno suscitato in me reazioni diversi.
Kathleen non mi ha fatto impazzire. Lei è fissata con il decoro e le convenzioni ma per una che tiene così tanto alle buone maniere e al pudore è un po' troppo ardita! Asseconda le sue voglie in posti non troppo privati! 
Al contrario, ho adorato due personaggi secondari: le gemelle Pandora (che sarà la protagonista dell'ultimo libro della trilogia) e Cassandra. Sono briose, elettriche, indifferenti alle buone maniere, e al loro titolo. 
"Un libertino dal cuore di ghiaccio" è il libro della serie che mi è piaciuto di meno, ho continuato a leggere i libri, però, perché non vedevo l'ora di sapere come continuava la storia tra Helen (sorella di Cassandra, Pandora e del'ex marito di Kathleen) e il signor Winterborne.

"Una moglie per Winterborne" di Lisa Kleypas

Editore Mondadori
Genere Romanzo Rosa

La storia contenuta in questo libro ha inizio nel volume precedente anche se questi fatti già accaduti vengono riassunti brevemente anche qui.
Rhys Winterborne è un uomo del Galles che è riuscito ad arricchirsi grazie ai suoi grandi magazzini.
Siccome, però, non ha un titolo, viene snobbato dalla nobiltà.
Per risolvere questo problema, vuole sposare una ragazza con un titolo nobiliare, nello specifico: Lady Helen Ravenel.
Lei lo trasformerà. Non sarà più un figlio di droghiere arricchito ma un gentiluomo a tutti gli effetti.
Purtroppo, per via di un bacio troppo appassionato, il loro fidanzamento viene bruscamente rotto. Rhys, però, non riesce a farsene una ragione, forse di Helen non gli piaceva solo il titolo ...
D'altro canto, nemmeno Helen è soddisfatta di quella rottura, infatti decide di tornare da lui di nascosto e chiedergli un nuovo anello di fidanzamento.
Le cose tra Rhys e la famiglia Ravenel, però, si sono complicate a tal punto che il matrimonio tra Rhys e Helen sarà possibile solo se lui comprometterà Helen.
Lei accetterà di giacere con lui per obbligare i Ravenel ad accettare il loro matrimonio?
Helen è un personaggio fin troppo mite per i miei gusti.
Lei è l'opposto di Rhys.
Helen è timida, riservata, del mondo sa solo ciò che legge nei libri, prima di Rhys, i suoi pretendenti erano Heathcliff, Romeo e Lancilotto! Lei è cresciuta in un isolamento tale che non sa nulla a proposito dei rapporti tra moglie e marito.
Rhys, invece, è un uomo di mondo, rude, possente, si è guadagnato la sua fortuna grazie alle sue abilità.
Amo il modo in cui si prende cura di Helen, è protettivo, attento e così determinato a vivere con lei.
Di Rhys, però, amo soprattutto la sua mente aperta, non ha problemi ad affidare alle donne ruoli di potere all'interno dei suoi magazzini.
Tuttavia, il mio personaggio preferito, in questo libro, è la dottoressa Gibson, una donna tosta che non teme le convenzioni.
Tutti non vedono di buon occhio una donna dottore ma a lei non importa e sì, è perfino più brava di molti suoi colleghi uomini.
Lei sarà presente anche nel terzo volume e sarà la protagonista del quarto volume (la cui esistenza ho scoperto solo ora!).
"Una moglie per Winterborne" è una lettura leggera ma coinvolgente. Un libro che si legge senza rendersene conto.
L'ambientazione storica è ben marcata e i vestiti dell'epoca sono descritti con precisione.
Rispetto al primo, questo secondo volume è molto più passionale e travolgente. Mi è piaciuto decisamente di più!


"Il diavolo in primavera" di Lisa Kleypas

Editore Mondadori
Genere Romanzo Rosa

Questa volta, protagonista del libro è Pandora, una delle scatenate gemelle Ravenel.
La stagione londinese è appena iniziata e Pandora non ne può già più di balli e concerti.
Lì si annoia, la stagione serve a chi è in cerca di un marito o una moglie e Pandora non è tra questi.
Lei non è interessata né al matrimonio né ai figli.
Vuole mantenersi da sola, essere indipendente.
Come? Ha creato un gioco da tavola, una volta ottenuto il brevetto, vuole venderlo nei negozi di Winterborne.
Durante un ballo, però, Pandora, a causa di un favore che non ha potuto negare, si ritrova ingarbugliata in un malinteso.
Viene sorpresa con Gabriel, Lord St. Vincent, e la situazione viene fraintesa.
In pratica, rischia di doverlo sposare per evitare lo scandalo.

"Non tutte le ragazze che vanno a un ballo vogliono essere come Cenerentola."

Pandora non è romantica, del principe azzurro non sa che farsene e lo dice chiaramente a Gabriel.
Tutta quell'eccentricità, quell'energia esplosiva, attirano l'interesse di Gabriel, uno dei libertini più famosi di Londra.

"Non aveva mai conosciuto nessuna capace di essere così totalmente, così fermamente se stessa."

In quest'ultimo libro, la scrittrice aggiunge un pizzico di avventura, figurarsi se Pandora non si metteva nei guai!
I personaggi già presenti nei precedenti libri, appariranno di nuovo ma è Pandora a spiccare per via della sua intraprendenza e della sua anima fortemente femminista.
Il testo richiama alcuni fatti e figure storiche reali, a fine testo, la scrittrice precisa alcuni dettagli legati al periodo storico e si scopre che la dottoressa non è un personaggio completamente inventato.
La trama è ricca di passione e ... sì, non manca un pizzico di mistero che allunga la storia altrimenti già conclusa (si poteva quindi anche evitare).
In questo libro, c'è il collegamento con i prossimi. Entrano in scena, infatti, i St. Vincent, i parenti di Gabriel.
Non vedo l'ora di leggero il prossimo libro!

giovedì 1 agosto 2019

Recensioni: "Mendel dei libri - Amok - Bruciante segreto" - "La ragazza delle perle" - "Cruore"


"La ragazza delle perle. Le sette sorelle"
di Lucinda Riley


Editore Giunti
Genere Narrativa

Serie:
1. Le sette sorelle
2. Ally nella tempesta
3. La ragazza nell'ombra
4. La ragazza delle perle

I romanzi di questa saga ruotano attorno a sei sorelle, adottate da piccole e che ora sono alla ricerca delle loro origini.
Ogni libro è incentrato su una sorella diversa.
Protagonista della storia, questa volta, è Cece.
Lei e Star erano inseparabili ma le cose sono cambiate quando, quest'ultima, ha cercato la sua famiglia.
Cece è ora sola e ha deciso di mettersi in viaggio. Va a Krabi, un posto che ama molto e lì si imbatte nel ... lupo mannaro .. cioè è cosi che lei chiama l'uomo misterioso che vede una mattina sulla spiaggia a guardare l'alba.
Lui è Ace e sarà lui a darle alcune informazioni su Kitty Mercer, una donna a cui Cece è legata.

" ... la Terra e le sue bellezze esistevano affinché tutti potessero goderne liberamente, non soltanto i ricchi."

Amo questa serie perché ogni volta, l'autrice mi fa viaggiare nel tempo e nello spazio, in luoghi pittoreschi, descritti con grande maestria.
Questi libri, ricchi di descrizioni accurate ed evocative, sono mezzi di trasporto, "La ragazza delle perle" ci porta, tra i tanti posti, in Australia, terra di ragni letali e grandi pittori.

" ... era proprio per quello che viaggiavo: per dare a ogni cosa la giusta prospettiva."

Man mano che leggo i libri delle "Sette sorelle" mi rendo conto di ritrovare qualcosa di me in ognuna delle sorelle.
In Cece, mi rivedo nel suo rispetto per l'ambiente, nella sua passione di viaggiare, nella sua mente aperta verso altre culture.
Kitty, invece, non mi è piaciuta molto. Ho apprezzato la sua storia solo fino a un certo punto.
Lei è troppo moralista, non è disposta a tutto per amore.
Camira, invece, l'ho presa subito in simpatia. Al suo "signora capo" mi sfuggiva sempre un sorriso.
Lei è al servizio di Kitty, è una donna che non si lascia ingannare, crede in ciò che non si vede ma che, tuttavia, può nuocere.

"È bastato un po' d'amore ... a distruggerci entrambi."

Altra protagonista del libro è la forza, quella delle donne indipendenti e quella dell'amore. Quest'ultima può essere una forza distruttrice, quante scelte sbagliate e dolorose si possono commettere in nome dell'amore! Oppure può essere una forza dirompente! Un filo invisibile che unisce persone lontane.
Per ora, della serie, questo è uno dei volumi che ho amato di meno (per via di Kitty) ma questa, è stata ugualmente una bellissima lettura.

"Mendel dei libri - Amok - Bruciante segreto" di Stefan Zweig

Editore Newton Compton
Genere Narrativa

Il libro è composto da tre racconti, tra questi, il mio preferito è il primo: "Mendel dei libri".
Il racconto parla di un uomo singolare, un uomo difficile da dimenticare.
Lo si trova sempre nello stesso bar, seduto sempre al solito tavolino quadrato, sempre preso dai libri.
Jakob Mendel, Mendel dei libri, il rigattiere di libri galiziano, il mago e il broker dei libri più celebre del posto.

" ... una vera e propria enciclopedia, un catalogo universale ambulante."

Mendel non è interessato alle persone, solo ai libri, il suo mondo, la sua realtà.
I libri sono la sua vita, li annusa, li accarezza con attenzione, li valuta, li leggere, si prende cura di loro.
Lui se ne sta al Caffè Gluck ed aiuta chi ha bisogno della sua esperienza, senza chiedere nulla in cambio.

"E in effetti Jakob Mendel non vedeva e non sentiva nulla di tutto ciò che aveva intorno (...). Perché lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi, intontiti, fissano il vuoto: leggeva in modo talmente assorto che un tale, commovente, rapimento."

Mendel si estranea dal mondo, quando legge, tutto il resto scompare.
Nemmeno una guerra può distrarlo.

"Nel suo superiore mondo dei libri non c'erano guerre, incomprensioni, ma soltanto l'eterno sapere e voler sapere."

La storia di Mendel è breve e toccante, mi sono immedesimata in lui, nella sua passione, nella sua capacità di annullare il tempo mentre legge.
Non è solo Mendel ad avere una passione incontrollabile, però, anche il protagonista di "Amok" è assorbito completamente non da degli oggetti ma ... da una donna e la sua storia lo vergogna a tal punto che mentre è in viaggio su una nave, esce dalla sua stanza solo di notte, per permettere alla sua anima in pena di sfogare il suo dolore.
Anche il protagonista di "Bruciante segreto" è invaghito di una donna ma per arrivare a lei decide di usare il figlio.
Zweig è un scrittore di talento.
La sua narrazione è così sublime che con le parole dipinge paesaggi dalla fine bellezza.
Nei racconti non ci sono tanti personaggi, tutto ruota attorno a poche figure.
Questa raccolta è stata una lettura veloce e nel complesso piacevole ma ritengo, per via del mio gusto personale, il primo racconto superiore agli altri.

"Cruore" di Andy Ben

Editore Lettere Animate
Genere Thriller

Ho comprato il libro molto tempo fa e beh ... potevo benissimo aspettare qualche altro anno prima di leggerlo. Non mi sono persa proprio nulla.
Giulia, da Riva del Garda, viene trasferita di nuovo a Milano per un caso spinoso.
Due anni prima è stato trovato il cadavere di una ragazza con una ferita al cuore.
Nello stesso posto in cui è stata ritrovata, diversi mesi dopo, viene ritrovata un'altra ragazza con la medesima ferita.
Ciò che rende l'indagine spigolosa è il posto del ritrovamento ... il casale del commissario Rossi.
Le cose si complicano ulteriormente quando sua nipote sparisce.
Che sia la prossima vittima?
Giulia deve darsi da fare e in fretta.
Ha meno di quarantotto ore per ritrovare la ragazza.
Innanzitutto, devo ammettere che ai libri ambientati in Italia, preferisco quelli ambientati all'estero ma non è per questo che non mi è piaciuto tanto il libro.
La narrazione è ruvida, a scalini, non è fluida. Le frasi non si collegano bene le une alle altre.
Lato positivo, però, è che non è scontato quanto mi aspettavo anche se non è nemmeno lontanamente brillante come altri che ho letto.
"Cruore" non è particolarmente cruento, non ci sono particolari scene violente, non eccessivamente almeno.
Il libro si leggere velocemente, i protagonisti, però, non mi hanno fatta impazzire.
"Cruore" è un libro un po' anonimo, niente di eccezionale ma nemmeno tanto orribile.

mercoledì 31 luglio 2019

Book Challenge - Agosto -


- 5 mesi alla fine della challenge.
Niente panico!
La nuova challenge è quasi pronta, dobbiamo solo definire gli ultimi dettagli.
Per il momento, però, godetevi questi ultimi mesi.


Per partecipare:

- Essere lettori fissi del blog




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Soluzione Gioco Casata Luglio: Miss Charity

Trovatutto: uno dei personaggi di B. Potter, scrittrice a cui Charity è ispirato
Scrittori: nel libro ci sono richiami ad autori diversi
Età vittoriana: epoca in cui è ambientato in libro



Gioco casata
- 1 punto ai componenti della casata che indovinerà di che libro si tratta -

I libri del gioco casata sono stati tutti letti da me, quindi potete cercare qui sul blog, sulla pagina Facebook, su Goodreads oppure su Instagram.

Indizi: Dior - aereo - ville lumière

Traccia Gold
- 5 punti per il lettore -


Gruppo lettura: link



Traccia Musicale
- I punti variano a seconda delle pagine del libro letto -

Abbina uno o più libri a questo estratto, leggili e scrivi la recensione. 

" ... Si diceva che eran pazzi e si baciavan sui metrò
Per poi litigare ancora e darsi un altro abbraccio
Ignoravano la gente che rideva sempre un po' ..."

Quel sorriso in volto - Modà

Tracce Casate
- I punti variano a seconda delle pagine del libro letto -

Leggi e recensisci uno o più libri legati solo alla traccia assegnata alla tua casata.

Traccia scelta dalle Ladre di libri per i Bambini Sperduti: Libro con un segno zodiacale nel titolo

Traccia scelta dall'Ordine della fenice per le Lost in Austen: Se il titolo del libro che viene fuori non esiste, basterà un libro dove nel titolo sia presente la parola corrispondente o al mese di nascita o alla lettera iniziale del tuo nome.


Traccia scelta dalle Lost in Austen per le Ladre di libri: Un libro con una mongolfiera in copertina

Traccia scelta dai Bambini sperduti per l'Ordine della Fenice: Un libro con in copertina un oggetto che ci riporti alla scrittura (pergamene, penna, matita, macchina da scrivere, manoscritti...)

Tracce Luglio
-  I punti variano a seconda delle pagine del libro letto - 

Scegli una sola traccia, abbinala a un libro, leggilo e fai la recensione, poi puoi collegare il libro scelto a un altro libro, che puoi collegare a un altro. I collegamenti sono liberi, tranne il primo che deve essere legato alla traccia.

Scegliete una traccia casata dei mesi scorsi e abbinateci un libro (valgono tutte le tracce casata, di qualsiasi casata ma non quelle di questo mese)
Un libro scritto da un autore ancora in vita
Un libro ambientato in un posto di cui avete una cartolina

Esempi tracce autore

lunedì 29 luglio 2019

Recensioni Letture di Gruppo: "Resti perfetti" - "La banda degli insoliti ottantenni" - "Bianca come il latte, rossa come il sangue"


"Resti perfetti" di Helen Fields

Editore Newton Compton
Genere Thriller

Se esistesse un premio per i thriller più raccapriccianti, "Resti perfetti" lo vincerebbe sicuramente.
Il libro di Helen Fields è un thriller che fa venire il voltastomaco per via di alcune scene crude e violente.
Non ho mai provato così tanto ribrezzo leggendo un libro!
Ma andiamo con ordine.
La trama.
Un uomo (la cui identità, purtroppo, viene rivelata subito. Zero mistero!) rapisce donne brillanti. È alla ricerca di una compagna al suo livello e per evitare che queste donne vengano cercate, fa in modo che tutti le credano morte.
L'assassino, più che essere intelligente è completamente pazzo, inoltre è incoerente. Va di matto per un po' di muco in faccia ma non fa una piega nello spappolare il viso di una donna con una mazza! Poi va bene ammazzarle e torturarle ma niente stupro! Solo "gli schifosi farabutti" lo fanno!
Sulle sue tracce, c'è l'ispettore Luc Callanach.
Lui è appena stato trasferito al dipartimento investigativo per reati gravi della polizia di Edimburgo.
I suoi nuovi colleghi non sono molto clementi con il suo accento misto (cosa che ha dell'assurdo! Cosa c'è di divertente nel deridere l'accento di una persona?).
Oltre al caso di Luc, nel libro è presente anche un'altra indagine, quella dell'ispettrice Ava Turner.
Ho preferito di gran lunga il caso di Ava a quello di Luc, perché più ricco di mistero.
"Resti perfetti", più che piacermi, mi ha inorridita.
Alcune scene sono particolarmente violente, non è un libro per chi si impressiona facilmente.
Il problema maggiore di questo testo, secondo me, è la sovrabbondanza di argomenti.
Questo libro è troppo pieno.
Invece di concentrarsi su pochi temi, l'autrice ha voluto strafare parlando di tutto e un po'.
L'aborto, la violenza sulle donne, lo stalking, l'omofobia, il male nascosto dietro la faccia perbenista del clero.
Troppi argomenti per un unico libro, anche se, al centro di tutto, sembra esserci la donna: la donna come vittima e a volte, come carnefice.
"Resti perfetti" non mi è piaciuto, non solo perché troppo pieno di temi ma anche perché, nell'indagine principale, manca il mistero, l'adrenalina scatenata dalla ricerca del colpevole. Già a pagina tre ci viene detto chi è l'assassino, cosa che ha reso la lettura meno eccitante.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Amanda: "A me invece è piaciuto molto. Sicuramente un libro crudo. Ma i thriller mi piacciono così, credo debbano scuotere il lettore. Mi è piaciuto l'avere più casi su cui ragionare, pensare a possibili collegamenti. Sicuramente ci sono scene molto forti, ma penso anche che l'autrice abbia voluto mostrare come al giorno d'oggi le donne siano ancora le "vittime preferite" non solo di pazzi, maniaci e killer, ma anche della società e di loro stesse."

Silvia: "Questo libro non mi è piaciuto non mi sentirei consigliarlo ci sono troppe cose tutte insieme e poi essendo un thriller si disperdeva troppo nella descrizione dei personaggi facendo perdere l'adrenalina che serve in questi tipi di libri...alcune parti poi mi hanno dato noia soprattutto sulla violenza...insomma un brutto libro."

Elisa: "Anche a me è piaciuto tanto! Io amo i thriller e si forse per chi non è ‘abituato’ al genere può essere un po’ troppo forte. Mi sono molto affezionata ai personaggi e non vedo l’ora di leggere ancora di loro! Mi è piaciuto il fatto della doppia indagine e anche io credo che volesse proprio esaltare come le donne sia tra le vittime preferite."

Marianna: "Bel thriller. Ava è un personaggio super, tosta, coraggiosa e affascinante. Anche l'ispettore ha il suo charme....
Raccapriccianti le scene in cui cava i denti e maltratta le donne.
Mi ha dato un po' fastidio la troppa violenza e soprattutto l'idea malvagia contro le donne. "

Rita: "Finito ora e mi è piaciuto molto, come per Amanda e Elisa, certo rimane un thriller crudo... e agghiacciante."

Roberta: "Finito che dire...carino ma troppo crudo e violento. L'assassino l'ho trovato molto pesante. L'ispettore non mi è dispiaciuto ma mi ricordava troppo Kim della Marsons.
Mi è sembrato una brutta copia della Marsons.
Peccato pensavo di aver trovato un altra serie da leggere invece non credo leggerò i seguiti."

Federica: "Ben scritto, scorrevole, personaggi ben delineati. Il protagonista all'inizio mi risulta un po' ostico, ma nel corso della storia recupera qualcosa, ma è troppo bello e sfortunato per i miei gusti.
La trama...ho continuato a leggere credendo di averlo già letto.
In qualche modo mi suona già sentito, un sentiero già percorso da qualcun altro (È un'impressione, non un dato di fatto), e in effetti pur essendo un libro di quelli che dovrebbero tenerti inchiodato alla poltrona per raggiungere la fine, ci ho messo un sacco a finirlo."

Barbara: "Devo dire che in questo libro c'è molta carne al fuoco... diverse indagini e situazioni personali si intrecciano, ma lo fanno talmente bene che tutto torna senza che la narrazione ne sia appesantita o penalizzata.
Ho adorato Luc e Ava, due protagonisti tosti e tutti da scoprire, non vedo l'ora di leggere altre loro avventure!"

Michela: "La trama mi ha un po' delusa, infatti da subito ci si accorge che non è un thriller incentrato sullo scoprire l'assassino, perché uno dei punti di vista è proprio quello del killer. Già dai primi capitoli conosciamo il suo nome, dove lavoro e quasi tutto della sua vita, seguiamo le dinamiche delle sue azioni parallelamente a quelle del commissario Callanach. Questo secondo me fa perdere un pochino di gusto nel leggere un veri thriller. Nel complesso una lettura piacevole."

Emma: "Questo libro non mi è piaciuto perché troppo cruento, pieno di perversioni e scontato sia nella trama che nella descrizione dei personaggi sempre sopra le righe."

Antonella: "Un'indagine appassionante ricca di suspense che coinvolge il lettore sempre di più.
Non so voi ma io aspetto con ansia una nuova storia con questi protagonisti davvero unici."

Antonella: "Lettura del mese di luglio, bellissimo thriller che ti tiene con il fiato sospeso, mai noioso e mai banale!
Scorrevole e anche un po crudo, l'ho divorato in pochi giorni, non vedo l'ora traducano gli altri romanzi sulle indagini di Luc Callanach!"

Manuela: "Un buon thriller, che parte lento, prende il giusto ritmo dopo la metà e cade un po’ sul finale. La trama è ben costruita e i personaggi credibili anche se in un primo momento Luc Challanach mi aveva lasciato un po’ perplessa, questo bellone, pessimo studente, donnaiolo ex modello mi era sembrata un’esagerazione, ma mi sono ricreduta."

Ilaria: "Thriller molto bello e avvincente. Un classico libro che ti tiene incollata alle pagine. L’unica cosa che non ho molto apprezzato, sono le scene di “cattiveria”."

Paola: "Un thriller agghiacciante, pieno di suspense nonostante si conosca subito l'assassino e non ci siano veri e propri colpi di scena all'interno della trama. A tratti cruento, ma a me non dispiace quindi mi ci sono appassionata ancora di più. Ho letto i capitoli finali praticamente senza prendere fiato e adesso sto cercando di capire se ci sarà un seguito."

"La banda degli insoliti ottantenni" di Catharina Ingelman-Sundberg

Editore Newton Compton
Genere Narrativa

 "La banda degli insoliti ottantenni" è un libro frizzante e divertente, anche se non eccessivamente coinvolgente.
Martha è un'anziana signora piuttosto intraprendente.
Con il suo deambulatore e i suoi settantanove anni pesanti sulla schiena, è andata a fare una rapina in banca ... in sogno.
Ma dato che alla casa di riposo non si sta bene, perché non tentare davvero di fare una rapina con gli amici del coro?
Se finissero in prigione, tanto di guadagnato lo stesso .. anzi, forse è proprio l'andare in prigione, il loro fine.
Cinque arzilli vecchietti evadono così dalla casa di riposo e si rifugiano al Gran Hotel.
Cosa vogliono fare? Una rapina!
Le loro armi? Deambulatori con asticelle catarinfrangenti, cappelli e pantofole luminose e ... marijuana!

"Non trovi eccitante l'idea di diventare dei ladri? La fase di pianificazione, l'azione vera e propria, e poi pensa a tutte le esperienze che faremo in carcere."

L'associazione a delinquere della terza età entra in azione e mette a segno un colpo dietro l'altro.
Il problema, però, è che sono così bravi che la polizia non sospetta nemmeno di loro!
Riuscirà la Banda dei pensionati a realizzare il suo sogno di andare in prigione?
Rivoluzioni alla casa di riposo, amori, imprevisti, colpi di fortuna e sciagure inaspettate.
La storia di cinque vecchietti che si ribellano alle restrizioni della loro casa di riposo.
Un libro, senza dubbio ironico, ci propone dei protagonisti insoliti.
Martha, il genio del male, Krattan, l'ex giardiniere, Snillet, l'inventore, Stina, l'ex stilista ed Anna-Greta, la regina dei diversivi.
Il libro è ricco di avvenimenti, la narrazione è scorrevole e semplice, la trama insolita e spassosa, la lettura, però, si è rivelata meno entusiasmante del previsto.
"La banda degli insoliti ottantenni" è sì un libro piacevole e a tratti comico, ma mi aspettavo qualcosa di più esuberante.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Loredana: "Condivido appieno il giudizio. Libro simpatico ma un po' banale, inverosimile, da non rileggere. Forse è importante cogliere l' spetto degli anziani lasciati troppo spesso soli e persone da considerare ormai alla deriva. Una maggiore attenzione non guasterebbe."

Roberta: "Mi è piaciuto molto questo libri. È stato divertente e non noioso. Ben scritto e scorrevole da leggere per staccare la mente dai problemi.
Pensare che non mi ha mai ispirato come lettura invece devo dargli un bel 10....li vale tutti.
Martha mi è piaciuta molto una simpatica leader.
Vi sconsiglio la lettura!!!!!"

Rita: "Per me 4 e 1/2 molto carino e simpatico... forse un po' troppo lungo, qualche pagina in meno ed era perfetto."

Marianna: "Carino e divertente per alcuni passi anche assurdo. I vecchietti la fanno sotto al naso a tutti! Un po' prolisso ma scorrevole e leggero, ad un certo punto la trama diventa troppo complicata, ho fatto fatica a stare dietro ai fatti. "

Ilaria: "Forse, dopo aver letto “Le solite sospette”, mi aspettavo di più. Infatti questo romanzo non mi ha proprio entusiasmato a tratti forse anche un po' noioso. Sicuramente c’è una denuncia, tra le righe del libro. Proprio nei confronti delle case di cura e di chi le gestisce, considerando gli anziani solo dei numeri e non dando loro, quel rispetto, cure e attenzioni che si meritano. Non credo che lo consiglierei."

Manuela: "Un libro carino, non di più. La trama ben congegnata risulta a tratti un po’ forzata e anche i nostri cinque “vecchietti Lupin”, per quanto ben caratterizzati risultano un po’ eccessivi."

Martina: "Lettura molto vivace, mi ha fatto spesso sorridere per la forza e la vitalità di questi pensionati."

Francesca: "Libro scorrevole, carino e con una trama alternativa! Solo che a leggere questo libro ti chiedi: ma se è così facile commettere un crimine perché non l'ho fatto io?! Diciamo che è carina l'idea del crimine e anche i modi che pensano per metterli a punto...mi sembra un po' meno verosimile la loro effettiva messa a punto. Ma è comunque un libro che mi ha fatto ridere di gusto in più di un occasione!"

Maria: " Un bel racconto, a tratti inverosimile, ma la lettura è piacevole e scorrevole.
Non manca un po' di tristezza per le condizioni vita degli anziani che vivono nelle casa di riposo."

Cassy: "All'inizio mi ha incuriosita molto perché mi ricordava un altro romanzo che bevo letto LE SOLITE SOSPETTE che mi era piaciuto molto, però già a metà ho cominciato a trovarlo ripetitivo e anche un po' noioso.. Non mi ha suscitato tutta la simpatia che le altre hanno trovato.. Romanzo carino ma sinceramente non lo trovo imperdibile."

Ellen: "Questo libro è stato abbastanza divertente, mi è piaciuto molto il ruolo di Martha, il periodo che precede il "colpo" e la parte finale , ricca di buone intenzioni."

Marina: "Lettura molto carina, leggera, estiva. Mi sono piaciuti tutti i personaggi, ma ho particolarmente apprezzato la determinazione di Martha. Ho spesso sorriso e nel complesso lo consiglio."

Stefania: "Mediocre e dimenticabile, niente a che vedere con altri libri a cui chiaramente ha attinto, primo fra tutti “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve"

Elvira: "Lettura vivace, leggera, riposante. Peccato solo che alcuni nuovi personaggi si incrocino solo di sfuggita e che ad un certo punto la trama perda un po’ di brio (per poi recuperarlo però tutto nel finale)."

"Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia

Editore Mondadori
Genere Narrativa

"Bianca come il latte rossa come il sangue" è un libro decisamente adolescenziale.
Il protagonista è Leo, un ragazzo di prima liceo dai folti capelli.
Ama appassionatamente Beatrice ed odia profondamente il colore bianco.
La sua vita da adolescente è complicata, c'è il calcetto, i litigi con gli amici, la scuola che non sopporta, la ragazza che ama e che non lo considera e poi c'è quel nuovo supplente pieno di speranze: il Sognatore! Che Leo proprio non riesce a detestare ... non totalmente almeno.

"Sì, ho delle borse sotto gli occhi che servono a portare i miei sogni."

Leggendo questo libro mi sono sentita fuori età.
Questo è un libro per adolescenti, non solo nella forma del testo (capitoli breve che invogliano alla lettura) ma anche e soprattutto nel tema trattato.
I protagonisti del libro sono ragazzi delle superiori, impegnati a gestire una miriade di emozioni che si agitano sotto la loro pelle e una valanga di problemi, alcuni dei quali davvero tosti, perfino per gli adulti.
La rabbia viene brandita come una spada.
L'amore, il vessillo sotto cui combattere.

"Sono fuoco e brucerò il mondo intero."

Leo, Beatrice, Silvia, Niko sono ragazzi che tentano di capire la vita.
Credono in Dio perché così hanno qualcuno da incolpare.
Se la prendono con i professori per avere qualcuno con cui sfogarsi e sono convinti che nessuno, men che meno i genitori, è in grado di capire quel marasma di sentimenti, problemi e pensieri che si agitano in loro.

"Ti spingono a sognare e poi ti impediscono di farlo quando hai appena cominciato ..."

"Bianca come il latte rossa come il sangue" è un libro che non sono riuscita ad apprezzare appieno.
La narrazione è fluida, anche se all'inizio la trovavo troppo contorta, troppo piena di giri di parole e non riuscivo a capire il punto della situazione.
La trama è poi incentrata sui ragazzi ed è sempre a loro che è rivolta, io non sono proprio riuscita a farmi coinvolgere.

Commenti dalla lettura di gruppo:

Roberta: "Troppo per adolescenti, ho finito a fatica, non mi ha coinvolto. Scrittura poco scorrevole e molto confusa. Purtroppo devo dare parere negativo ......non consiglio la lettura."

Ilaria: "Non so bene come commentare, dal momento che per me è stata una rilettura... la prima volta mi aveva colpito molto di più (ero alle superiori). Ora ho ritrovato alcune cose, ma non delle altre (lo stile della scrittura mi ha coinvolto meno rispetto al passato ad esempio). E per alcune non avevo più lo stupore della prima volta (la morte di Beatrice, il concetto dei colori collegati con le emozioni, il fatto che Leo si innamora di Silvia...). Però certe frasi rimangono vere e profonde anche ora. Addirittura all'epoca le avevo segnate con una freccina (e io non scrivo praticamente mai sui libri, ad eccezione di quelli per lo studio)!
Tirando le somme, direi che continuo a trovarlo un bel libro."

Ellen: "Questo libro lo trovo adatto ai ragazzi dai 13 anni , e per questo non sono riuscita ad immergermi nella storia. Mi é piaciuto il rapporto che si è creato fra il professore e Leo."

Ines: "È per adolescenti, è vero ma tocca argomenti che viviamo anche noi adulti e che facciamo fatica a gestire, la malattia di chi amiamo per esempio.
Leo ci insegna a ritrovare la nostra parte migliore, come chiede il sognatore che sembra parlare la stessa stessa lingua dei ragazzi, di cercare il nostro vero sogno e volare liberi, proprio come Beatrice chiede a Leo Vivi non si deve sopravvivere.
Leo cresce nel dolore e anche la scrittura si evolve con lui.
Mi è piaciuto tantissimo il sognatore D'Avenia e il suo modo di insegnare, perché c'è sempre da imparare, Silvia e Leo sono dolcissimi e poi zia di due adolescenti, ho visto il dolore e lo smarrimento quando si sono trovate a fare i conti con la malattia di una loro coetanea."

Marina: "Libro forte, ma allo stesso tempo semplicistico. Forse se l'avessi letto a 16-17 anni, il mio giudizio sarebbe diverso. Letto da adulta mi ha lasciato poco. Certo mi sono commossa e ho apprezzato il modo in cui è stato affrontato il tema della malattia e della morte, ma non è stato come mi aspettavo. Sono comunque felice di averlo letto, erano anni che volevo farlo."

Martina: "Ho iniziato questo libro un po' scettica pensando alla solita storia d'amore adolescenziale, ma in seguito ho trovato delle riflessioni che mi hanno fatto cambiare idea."

Elvira: "L’ho riletto dopo tanti anni e mi è sembrato purtroppo meno bello, un po’ finto."

Paola: "Avevo già letto questo libro un po' di anni fa ma devo confessare che ne avevo dimenticato buona parte. Mi è piaciuta questa rilettura (anche se ovviamente la prima volta è stata meglio)."

Marina: "Un libro di facile e di difficile lettura. Facile perché D'AVENIA usa una scrittura lineare e semplice, difficile per il tema trattato. Quello che non mi è piaciuto è il capire troppo facilmente che chi scrive è un adulto che finge di essere un adolescente, usa un linguaggio giovanile troppo forzato. Un libro letto in pochi giorni e dimenticato ancora più in fretta."

Federica: "Sicuramente è un libro scorrevole, con un linguaggio semplice. Io l'ho letto di un fiato, ma non mi ha entusiasta molto."