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domenica 10 agosto 2014

"Harry Potter e il principe mezzosangue" - J.K.Rowling



Editore SALANI
Pagine 567
Prezzo 13,00 EURO
Anno prima edizione 2005
Genere: Fantasy

È il sesto anno a Hogwarts e per Harry niente è più come prima. L'ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino la scuola non è la dimora accogliente di un tempo. Voldemort ha radunato le sue forze e nessuno può più negare il suo ritorno. Nel clima di crescente paura e sconforto che lo circonda, Harry capisce che è arrivato il momento di affrontare il suo destino. L'ultimo atto si avvicina, sarà all'altezza di questa sfida fatale?







Di tutta la serie questo è il volume, forse, meno attivo, non ci sono straordinarie avventure da vivere, tornei in cui gareggiare, creature da combattere, ma è quello che più di tutti ti lascia con le lacrime agli occhi e con un senso opprimente di vuoto misto a dolore.
Ormai il ritorno di Voldemort è divenuto una certezza, tutto il mondo della magia è in subbuglio, e in molti hanno già subito la sua ira vendicativa.
Harry, Ron ed Hermione, tornano ad Hogwarts dove un sempre più saggio Silente si incarica di dare lezioni private ad Harry. Le lezioni si dimostreranno essere straordinarie visioni sul passato del grande Signore Oscuro, visioni di grande importanza sia per Silente quanto per Harry, il Prescelto.
Durante quest’anno nella scuola di magia di Hogwarts, i tre amici dovranno scoprire intrighi, affrontare lezioni sempre più complicate, fare i conti con l’amore e con i loro nemici, sempre più forti.
Il Signore Oscuro ha un terribile segreto, un segreto che lo rende immortale, ma non ancora per molto.
Con questo libro, più che con gli altri, puoi comprendere quanto leggere Harry Potter sia diventato, per ragazzi di ogni età e generazione, un modo per approdare in un mondo nuovo, magico, che si basa sui pilastri dell’amicizia, del coraggio e dell’amore.
Leggere questi libri significa vedere tutte le più lievi sfumature dei sentimenti, è ricordarsi che siamo noi a creare la nostra vita, siamo noi a decidere come affrontarla.
In “Harry Potter e il principe mezzosangue” dobbiamo dire addio a persone che nel corso della saga abbiamo imparato ad amare e a stimare, dobbiamo ricrederci su altre, dobbiamo imparare che, anche se è difficile, lasciarsi andare all'odio e alla malvagità, non è mai la scelta giusta.
Avere coraggio non è mancanza di paura, ma la capacità di mettere l’amore verso gli altri prima di tutto.
Sono stati scritti molti libri, alcuni di essi sono in grado di emozionare il lettore così tanto da spingerlo a riservare loro un posto speciale nel suo cuore, ma, finora, solo Harry Potter è stato in grado di farmi vivere, anche se solo con la mente, in un mondo nuovo, magico, un mondo pieno di amici, di risate, di avventura. Un mondo forgiato dalla lealtà come dalla paura, dall’amicizia come dall’odio, dal coraggio come dalla codardia. In Harry Potter io non vedo solo un libro, ma un compagno con il quale piangere, ridere, scherzare e alla fine, innamorarsi.
Penso di non sbagliarmi quando dico che in molti si sono lasciati incantare da questo mondo. In molti considerano questi libri un porto sicuro dove nascondersi quando la vita non va come vorremmo che andasse. Questi libri sono, per noi e per chi verrà, una fonte di magia inesauribile. Sono la prova inconfutabile, che nei libri possiamo davvero trovare i nostri migliori amici.
Senza aggiungere altro, assegno al libro:
5 stelle su 5

Alcune frasi dal libro:

- "E ora, Harry, usciamo nella notte e seguiamo la fugace tentatrice, l'avventura."

- "Bè, ho perso il conto del numero di volte che l'ho detto negli ultimi anni, ma al nostro corpo insegnanti manca di nuovo un componente."

- "Ron e Hermione erano più spaventati di quanto lasciassero trapelare, ma il solo fatto che fossero ancora lì al suo fianco, (...) valeva più di quanto avrebbe mai potuto spiegare."

- "Sono degli illusi. Lord Voldemort non ha mai avuto un amico, e non credo che ne abbia mai voluto uno."

- "E altri dieci punti a Grifondoro per la sfacciataggine!"

- "Quando sei in lite, quando hai dei guai 
se chiami Peeves li raddoppierai!"

- "Non dimenticare mai che la profezia ha valore solo perché Voldemort ha fatto in modo che l'avesse. (...) Voldemort ha scelto te come la persona più pericolosa per lui ... e così facendo ti ha reso la persona più pericolosa per lui!"

- "Ma Silente non c'è più, Harry." (...)
"Avrà veramente lasciato la scuola solo quando non ci sarà più nessuno che gli sia fedele."

- "L'idea che potesse ancora esistere una cosa normale come un matrimonio era incredibile eppure meravigliosa."

giovedì 7 agosto 2014

"C'è un cadavere in biblioteca" - Agatha Christie



Editore OSCAR MONDADORI  
Pagine 177
Prezzo 8,50 EURO
Prezzo ebook 4,99 EURO
Anno prima edizione 1948
Genere: Giallo


St. Mary Mead: un piccolo villaggio isolato nella
campagna inglese dall'aria innocua e tranquilla. Eppure anche qui, come spiega la più celebre degli abitanti del paese, Miss Jane Marple, il male può nascondersi ovunque, facendo irruzione anche nella vita degli individui più insospettabili. Lo dimostra il caso del colonnello Bantry e di sua moglie Dolly che una mattina vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata.






Un libro giallo, a mio avviso, dovrebbe avere, di base, questi tre elementi: deve essere accattivante, intrigante e plausibile.
A questi tre elementi, poi, io ne richiedo sempre un quarto: la possibilità per il lettore di poter individuare il colpevole. Un giallo i cui indizi vengono svelati per intero solo al momento del verdetto finale, per me è illeggibile e scorretto.
Un giallo, per me, deve muovere i meccanismi della mente, deve incuriosire e spingere il lettore a mettersi nei panni del detective, al fine si trovare il colpevole.
Detto questo, penso che Agatha Christie sia una giallista eccezionale. E’ in grado di rendere meno ovvio ciò che verrebbe considerato ovvio, ed è in grado di mascherare agevolmente il banale, trasformandolo in sbalordimento.
“C’è un cadavere in biblioteca”, non è il primo libri di Agatha Christie che leggo, e spero che non sia nemmeno l’ultimo.
In questo piccolo volume, composto da meno di 200 pagine, si parla di un cadavere di una ragazza che viene ritrovato nella biblioteca di una casa signorile.
Nessuno degli abitanti della casa sa chi sia la ragazza, che a quanto pare, è comparsa dal nulla.
La polizia viene subito avvertita e, con essa, anche l’arguta signorina Miss Marple, che arriva prontamente a prestare il suo aiuto.
La ragazza, Ruby Keene, si scopre essere una ballerina, che lavorava come intrattenitrice al Majestic, un albergo dove era anche ospite un signore anziano, che si era appena deciso ad adottare Ruby.
Ruby era stata assunta come sostituta ballerina grazie alla cugina, la quale si era storta le caviglie, e non era più in grado di ballare.
Ruby, però, oltre che a ballare con gli ospiti, li intratteneva anche, giocando con loro a tennis e chiacchierando, di tanto in tanto. È proprio chiacchierando, che Ruby è entrata in confidenza con l’anziano paralitico: il Signor Jefferson.
L’anziano Conway Jefferson aveva da tempo perso i figli e la moglie a causa di un incidente, gli erano rimasti solo i generi ed un nipote acquisito che, però, stavano per allontanarsi da lui, per risposarsi e continuare con le loro vite.
Il profondo senso di solitudine, fu ciò che spinse il Signor Jefferson a scegliere di adottare la giovane Ruby che, prontamente viene uccisa.
Ruby, però, non è la sola ragazza che viene assassinata, poco lontano dal Majestic, viene ritrovata in una cava, un auto bruciata con all’interno, il cadavere di un’altra ragazza.
Un unico assassino, oppure si tratta di due omicidi completamente diversi uno dall’altro? Chi ha ucciso Ruby, e perché l’ha abbandonata nella biblioteca di un signore che apparentemente non centra nulla?
Penso che questo sia un giallo non troppo complesso, ma nel suo piccolo interessante e pieno dell'acume della fantastica Agatha Christie.
Quando arrivi alla fine rimani a bocca aperta, ti prepari ad un finale grandioso, eccentrico, complesso, ed invece trovi tutta la semplicità dell’ingegno genuino della scrittrice.
Niente in questo libro è troppo complesso o assurdo, nullo appare però troppo ovvio. È un mistero le cui trame sono state finemente tratte, è una storia le cui parole sono state ben scelte e non posso, come per il resto dei suoi libri, non consigliarvelo.
Un grande scrittore di gialli non è colui che inventa una trama complessa e fitta di intrighi ingarbugliati, ma colui in grado di sorprendervi.
Agatha Christie è la regina dei gialli, non perché inserisci nei suoi libri storie piene di colpi di scena ed indizi curiosi, ma perché nelle sue storie inserisce sempre la fattibilità e l’intuito.
Termino con l'assegnare al libro: 
4 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- "La natura umana è sempre la stessa, Sir Henry."

- "Suppongo che si sia ribellata contro quel vivere nel passato. Dopotutto, ogni cosa ha il suo tempo. Non si può portare i paraocchi per tutta la vita."

- "In breve, sembrava che tutti potessero aver commesso il delitto. Ma in realtà io sapevo."

lunedì 4 agosto 2014

"Harry Potter e l'Ordine della Fenice" - J.K.Rowling


Editore SALANI
Pagine 853
Prezzo 14,00 EURO
Anno prima edizione 2003
Genere: Fantasy 

Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa
spaventosa minaccia. Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l'aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell'adolescenza.







La verità di fondo che sta dietro alla fama di questi fantastici sette libri, è la capacità di quest’ultimi di ricordarti quanto l’amicizia e il coraggio siano sentimenti, a volte, strettamente legati tra loro.
Lord Voldemort è tornato, ma il Ministero della Magia continua, imperterrito, ad affermare che è solo una menzogna. Cedric Diggory è morto per un errore, una fatalità, non di sicuro a causa del Signore Oscuro.
Harry Potter è solo un bugiardo, Silente è un visionario credulone, Sirius Black è il colpevole di tutto, anche dell’evasione di massa da Azkaban di alcuni famigerati Mangiamorte.
Il Ministero ha così tanta paura, da fingere che tutto quello che Harry ha visto, sia soltanto una sporca, ben creata, bugia. Ma Silente, il più grande preside che Hogwarts possa avere, è convinto che Harry non sia un bugiardo e che, anzi, è tempo di riunire l’Ordine della Fenice.
Come sempre, gli anni scolastici di Harry comportano qualcosa di più di una semplice lezione con verifica e, quest’anno, sarà forse uno dei più duri che esso abbia mai affrontato.
Un’antipatica, maligna dipendente del Ministero, la professoressa Umbridge, metterà piede a scuola dove, non solo insegnerà con metodi poco ortodossi e crudeli, ma si impossesserà della cattedra del preside Silente. Quest’ultimo viene accusato dal Ministro in persona, uomo terrorizzato dall’idea che le cose non vadano come lui desidera, di aver formato un gruppo sovversivo di ragazzi (L’esercito di Silente) per combattere contro il Ministero.
Tra giganti, punizioni crudeli, scherzi pazzi dei Weasley, Dissennatori dai zii Dursley, udienze disciplinari al ministero, G.U.F.O, visioni del Signore Oscuro, profezie di vita o di morte, nuovi e strambi amici, l’anno di Harry, Ron ed Hermione si prospetta essere alquanto complicato. Sarà, forse, il più felice di Draco Malfoy, il più turbolento per la professoressa McGonagall e il più spaventoso per Dudley.
Sarà un anno di cambiamenti, di ritorni e di partenze. Sarà un anno in cui la verità dovrà essere rivelata, un anno dove avere amici fidati e straordinari sarà essenziale.
Ogni volume di Harry Potter è in sé un piccolo capolavoro. Ognuno di essi ha il suo bagaglio di emozioni da trasmetterti, ogni libro ha un messaggio importante da darti, e quello in questo volume è: non importa quanto le cose possano andare male; bisogna avere coraggio e forza per affrontare la vita, anche se tutto sembra andare per il verso sbagliato.
Questo volume non si conclude nel migliore dei modi, ma quello che Harry ha affrontato è solo l’inizio. È solo un ragazzo, ma fin da neonato è stato costretto a vedere la crudeltà della vita, ed ora dovrà prepararsi a combattere contro colui di cui maghi e streghe potenti hanno paura. Ma se c’è una cosa che la Rowling insegna è che: se hai acconto un amico vero, non sarai mai solo.
L’amicizia è uno dei più grandi sentimenti di cui siamo dotati e Harry scoprirà che sarà proprio quel sentimento che lo salverà, più e più volte.
Ritengo che Harry Potter non sia solo una serie di libri in grado di raccontarti una bella storia di magia e di avventura, ma penso che siano dei libri in grado di insegnarti a credere nell'amicizia vera, ad affrontare la vita e le sue sfide, a batterti con coraggio per ciò in cui crudi, ti insegna ad essere leale e giusto e ti spinge a cercare sempre la verità.
Non è facile avere sedici anni ma avere sedici anni e dover combattere contro un potere oscuro e maligno lo è ancora di più.
Harry Potter non è e non è mai stato solo un libro: è un modo di vedere e di affrontare la vita, è l’amico insostituibile di grandi Lettori che non si rassegnano a vivere nella realtà.
Assegno al libro, non meno di:

5 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- "L'arrivo dei Dissennatori a Little Whinging sembrava aver aperto una breccia nell'enorme muro invisibile che separava il mondo inesorabilmente non magico di Privet Drive dal mondo al di là."

- "Bè, non si consegnano le dimissioni a Vodlemort. E' servizio a vita, o morte."

- "Tutti che salutavano allegri dalla foto per sempre, senza sapere di essere condannati."

- "Ecco che cosa dovrebbero insegnarci qui, (...) come funziona la testa delle ragazze ... sarebbe molto più utile di Divinazione, se non altro ..."

- "Altre lezioni con Piton?" disse Ron atterrito. "Io mi terrei gli incubi!"

- "Tenevo più alla tua felicità che a farti conoscere la verità, più alla tua serenità che al mio piano, più alla tua vita che alle vite che sarebbero state in pericolo se io avessi fallito, In altre parole, ho agito esattamente come Voldemort si aspetta che agiscano gli sciocchi in grado di amare."

martedì 29 luglio 2014

"Alice nel paese delle meraviglie" - Lewis Carroll


Editore UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI/CLASSICI 
Pagine 222
Prezzo 7,50 EURO
Prezzo ebook 3,99 EURO
Anno prima edizione 1865
Genere: Classico 


Nel Paese delle Meraviglie non valgono le leggi della fisica: si cade per chilometri (forse, ma non si è sicuri) senza farsi niente. Non valgono le leggi del buon senso e dell'educazione: una fanciulla britannica di buona famiglia può permettersi di bere intrugli quantomeno sospetti, o di sbocconcellare funghi magici seguendo i consigli di un bruco drogato. Può infrangere tutte le noiose poesie edificanti propinatele da
pseudopoeti bacchettoni, stravolgendole in strofe di una crudeltà e di un'anarchia inaudite. Nel Paese delle Meraviglie non ci sono regole predefinite: è una bambina disambientata a creare il mondo e le entità che lo popolano. Alice non va dove la porta il cuore: va dove la porta il caos.





“Alice nel paese delle meraviglie”, chi mai non lo ha letto, da grande o da bambino? Penso che tutti conoscano, grazie al libro o al cartone, questa straordinaria storia fuori dal comune.
È nata così, quasi per caso, un giorno qualsiasi durante un giro in barca. In una giornata di sole, durante una gita, in compagnia di un amico e di tre piccole sorelle, o furie, come le chiama lo scrittore.
Lorina, Alice e Edith, erano le tre bambine che chiesero a Carroll di raccontar loro una storia ed Alice, fu l’ispiratrice di una storia davvero bislacca.
La storia racconta di una bambina di nome Alice che un giorno, mentre era distesa su un argine con la sorella, vede un Bian coniglio tutto preoccupato, esclamare trafelato “Oh dio! Oh dio! Arriverò troppo tardi!”. Incuriosita e per niente allarmata, Alice segue il coniglio con il gilet e l’orologio in una grande tana di conigli che la fa cadere giù per miglia e miglia, lungo un buco profondo che la porterà in un mondo assai strano, dove il cibo può farti ingrandire o rimpicciolire, dove i bruchi fumano il narghilè, le aragoste ballano la quadriglia, i giardinieri colorano le rose bianche di rosso, le Duchesse cullano maialini e dove la regina di Cuori fa tagliare la testa a chiunque.
Quello che Carroll ha inventato in un pomeriggio, e poi scritto per essere letto dal resto del mondo, è qualcosa di così surreale e folle che è impossibile non trovarlo affascinante.
Lo scrittore è riuscito ad inventarsi un mondo “delle meraviglie” dove a tutti è concesso di essere folli e di vedere il mondo attraverso la lente che più gli aggrada.
Il successo che sta dietro a questo libro è proprio questo: permettere a chiunque lo legga di ritornare ad essere bambini, anche se solo per poche ore.
Leggere “Alice nel paese delle meraviglie” significa fingere di accettare che la follia possa esistere. Vuol dire non trovare strano un coniglio vestito con un gilet che corre perché è in ritardo, vuol dire capire la logica che sta dietro al tè del Cappellaio matto e della Lepre Marzolina, vuol dire considerare la stranezza e la follia come una parte imprescindibile della vita.
Questo libro è un tributo all’infanzia, è la tana del Bian coniglio che ti catapulta nel mondo dell’innocenza e dell’ingenuità di quando si era bambini. Credo che sia l’antidoto ideale per la noiosa responsabilità che l’età adulta, prima o poi, dona a tutti.
Più si cresce e ci si avvicina all’età adulta, più questo libro diventa necessario, non solo per farsi due risate, ma per ricordarsi di quanto era bello quando credere alla follia era così semplice. Perché è questo ciò che il libro ti vuole ricordare: anche se ora sei un adulto, c’era un tempo in cui anche tu credevi nell’esistenza di animali parlanti, cibi magici e giochi strampalati. C’era un tempo in cui le bambine passavano tutto il pomeriggio a prendere il tè con i loro peluche e i bambini giocavano ai fortini e a rincorrersi. Quei bambini poi sono cresciuti, hanno smesso di credere alla magia e non fanno più giochi strambi, ed è a questo che serve questo libro, a ricordarti di quando anche tu credevi nella magia e nel folle.
Nella versione della Feltrinelli, che comprende anche il testo in inglese, ci sono alcune imprecisioni nella traduzione, ma è da apprezzare la possibilità di poter leggere il capolavoro in lingua originale.
Questo libro dovrebbe essere letto, principalmente, due volte: una quando si è bambini, ed una quando ci si è dimenticato di essere stati dei bambini.
Assegno al libro:
4 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- "E quasi credeva vero tutto quel che è sogno."

- "Eccomi qui proprio nel bel mezzo di una fiaba! Ci vorrebbe qualcuno che scrivesse un libro su di me, ecco quel che ci vorrebbe!"

- "Oh, qui non ci puoi far niente", disse il Gatto, "siamo tutti matti qui. (..)"

- "Bè, ho spesso visto un gatto senza un ghigno", pensò Alice, "ma un ghigno senza un gatto! E' la cosa più strana che io abbia mai visto in vita mia!"

- "E' sempre l'ora del tè, e in mezzo non c'è mai il tempo per lavare le cose."

- "Se non c'è nessun significato", disse il Re, " questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno."