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sabato 10 marzo 2018

Recensione: "Storie della buonanotte per bambine ribelli 2" - Francesca Cavallo e Elena Favilli


Editore Mondadori
Pagine 224
Prezzo cartaceo 19,00 EURO
Anno prima edizione 2018
Genere Narrativa Straniera

C'erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! "Storie della buonanotte per bambine ribelli" è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine - e i bambini - a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi
diventata un'inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l'uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.+

Dopo aver comprato, letto ed amato il primo volume, non potevo farmi sfuggire questo secondo testo.
"Storie della buonanotte per bambine ribelli 2" è, in pratica, una fotocopia del primo.
Cambiano, ovviamente, le storie ma lo stile è lo stesso.
Mediante fiabe lunghe una pagina, ci vengono narrate le storie di cento donne, del passato e del presente, che con il loro lavoro, la loro determinazione, si sono fatte valere.
Scrittrici, scienziate, combattenti, insegnanti, ginnaste, eroine che a modo loro hanno cambiato il mondo e il modo di vedere, giudicare le donne.
Le loro storie, all'interno del libro, non sono particolarmente approfondite, anzi, sono solo accennate ma il bello di questo libro è che ti permette, appunto, di conoscerle.
Ogni volta che finivo una fiaba, io poi andavo su internet a cercare la storia completa della protagonista, per conoscere appieno la sua biografia.

"Alcuni dicono che le storie non possono cambiare il mondo. Ma noi non siamo d'accordo."


Donne brillanti, donne alternative, donne intraprendenti.
Donne di tutto il mondo, di tutti i secoli.
Donne che tengono duro, che non mollano, che cadono ma poi si rialzano.
Ecco di cosa parla questo splendido libro.


Ho amato la maggior parte delle storie, ma le mie preferite sono quelle di Ellen DeGeneres, Jeanne Baret (nelle due foto qui sopra), Lilian Bland, Mary Seacole e Boudicca (nelle tre foto qui sotto).



Anche questa volta è stato un vero piacere leggere questo libro ricco d'ispirazione.
I disegni che accompagnano le fiabe sono poi incantevoli, certo, alcuni più degli altri, ognuno ha il suo stile, in quanto sono stati creati da artisti diversi.
Inutile dirvi che consiglio questo libro non solo ai vostri figli ma anche a voi, bambini ribelli un po' cresciuti.
Assegno al libro:

- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 5 - Cover: 4 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Essere una combattente è sempre stato il mio destino" Andrée Peel

- "Non è la cultura a fare le persone. Sono le persone a fare la cultura!" Chimamanda Ngozi Adichie

- "Era anticonvenzionale e felice di esserlo."

venerdì 9 marzo 2018

Recensione: "Quello che rimane" - Paula Fox


Editore Fazi
Pagine 206
Prezzo cartaceo 16,50 EURO
Prezzo ebook 9,99 EURO 
Anno prima edizione 1970
Genere Narrativa Straniera

New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età, senza figli e senza più molto da dirsi. Nulla sembra poter scalfire la loro serenità borghese finché, un pomeriggio, l'innocua visita di un gatto randagio increspa le tranquille acque della loro vita. Contrariamente al parere del marito, Sophie dà del latte al gatto, che la morde procurandole una leggera ferita. Un incidente all'apparenza insignificante, che però innesca una strana reazione a catena: nell'arco di un weekend, mentre la ferita di Sophie si fa sempre più preoccupante, si succedono una serie di fatti spiacevoli e si dipana quella che minuto dopo
minuto, pagina dopo pagina, diventerà per i Bentwood una sorta di piccola e misteriosa tragedia, costringendoli a rimettere in discussione non solo il loro matrimonio, ma anche la loro stessa esistenza. Come scrive nell'introduzione Jonathan Franzen, a una prima lettura "Quello che rimane" è un romanzo di suspense, che però si trasforma in altro a ogni successiva lettura, riuscendo sempre a sorprendere il lettore.

Vogliamo riassumere il libro in un'unica frase? Eccola: tutta colpa del gatto.
Di quel gatto ingrato che ha morso Sophie.
Sullo sfondo di una New York proiettata verso gli anni Ottanta, ci infiltriamo nella vita matrimoniale della signora e del signore Bentwood.
Otto Bentwood, già di malumore per i suoi problemi con il socio Charlie Russel, accoglie malamente la decisione della moglie di dare da mangiare a un gatto randagio.
Nonostante le remore del marito, Sophie pensa che dare del latte al famigerato gatto sia una buona idea ... almeno fino a quando, il famelico felino, non si alza sulle zampe per affondare i suoi affilati denti nella mano della signora.


Sophie, imbarazzata per l'accaduto, vuole minimizzare, tanto che all'inizio non rivela nulla al marito. E' sempre più chiaro però, che la ferita si sta infettando e ... beh, da questo momento in poi, di cose ne accadono diverse.
Nell'arco di un solo fine settimana, accadono ai Bentwood strani, insoliti e non sempre piacevoli eventi. E il tutto, scatenato da quel piccolo ma dirompente morso di gatto.
Morso che ci porta ad analizzare il rapporto coniugale dei Bentwood e che li spinge a mettere in discussione le loro vite.
"Quello che rimane" è una storia di debolezze umane, quelle di chi lascia e poi ricorda che solo non ci vuole stare. E' una storia di errori, di legami che si perdono nello scorrere dei giorni. E' la storia di un'amicizia finita (o forse mai iniziata?). E' una storia che si focalizza su entrambi i coniugi, una storia che ci permette così di conoscergli da vicino, di capire quali erano i loro sogni e qual è invece ora la loro vita.
Flussi di pensieri ci permettono di entrare nella mente di Otto e Sophie, di conoscere ciò che non sono pronti a dire a voce.
"Quello che rimane" è un libro non dei più travolgenti, ma permette di analizzare da vicino i suoi personaggi.
E' una lettura, tutto sommato, veloce, anche se non delle più amabili.
Mi è piaciuto scivolare nella vita di Otto e Sophie, conoscere appieno la loro mente, nonostante la loro storia non sia particolarmente esaltante.
Ritengo quindi che questo testo sia ottimo per quanto riguarda l'analisi dei suoi personaggi, ma un po' carente in quanto vicende narrate, per questo assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 4 - Personaggi: 4 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Dal libro:

- "L'amore fisico è tutto materiale grezzo. Ecco perchè tutti se ne preoccupano tanto adesso."

- "Dormiamo insieme tutta la notte abbracciati, e io mi sveglio durante la notte e sono felice. E' un modo di amare, non è vero, Sophie?"

- "Ti porti il mondo addosso, Sophie."

mercoledì 7 marzo 2018

Come catalogare i propri libri

Per la rubrica:

I Lettori più organizzati amano catalogare i propri libri.
I più tecnologici e pratici usano un foglio di Excel o Word, oppure programmi come Goodreads.
I tradizionalisti, preferiscono la carta e tra questi ci sono quelli che usano un elegante taccuino Moleskine Journal Book, oppure un comodo Midori (un'agenda di origine giapponese nella quale si possono inserire o togliere le pagine in tutta semplicità).
Moleskine Taccuino Passion Journal Book
Midori
Io utilizzo invece due raccoglitori con anelli (uno per i cartacei, uno per gli ebook).
Devo ammettere però che non sono comodissimi, soprattutto quando sono quasi pieni e si fa fatica ad inserire altri fogli. A confronto, molto meglio una Midori, la puoi gestire con più facilità.
I miei raccoglitori sono suddivisi in ordine alfabetico ma non è stata una scelta saggia perché ciò mi obbliga a scrivere da una sola parte del foglio, perchè se scrivessi anche sul retro e poi leggessi un libro di un autore il cui nome va inserito proprio lì in mezzo, non potrei dividerli.

Consiglio: 
Non catalogate i libri per ordine alfabetico ma per ordine di lettura.
Man mano che finite un libro, lo annotate e lo inserite semplicemente nel vostro catalogatore, dietro al libro precedente.
Per trovare facilmente i libri, consiglio poi di numerare le pagine e inserire un indice a fine raccolta in ordine alfabetico (per titolo o autore) con poi il numero della pagina.

Per ogni libro, io annoto: 

1. Titolo
2. Autore 
3. Editore
4. Pagine
5. Prezzo
6. Genere
7. L'anno della mia edizione
8. L'anno della pubblicazione del libro
9. La lingua originale 
10. Trama
11. Il mio voto
12. La frase più bella del libro

Consiglio:
Per fare prima, è sufficiente inserire titolo, nome dell'autore, trama, volendo il numero delle pagine e il vostro voto o una vostra opinione.
Se catalogate per ordine di lettura, potreste anche mettere la data in cui l'avete finito.

All'inizio di ogni sezione, io poi inserisco anche una bustina trasparente con all'interno un foglio con sopra stampate le copertine dei libri. Sicuramente un lavoro superfluo! Infatti, è da un po' che non le aggiorno.
A fine raccoglitore, invece, ho un indice dove suddivido i titoli per casa editrice.

Consiglio:
Per rendere più colorata la vostra agenda, potete usare le penne colorate.

martedì 6 marzo 2018

Recensione Lettura di Gruppo: "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" - Alice Basso


Editore Garzanti
Pagine 271
Prezzo cartaceo 5,00 EURO
Prezzo ebook 3,99 EURO 
Anno prima edizione 2015
Genere Narrativa

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: da piccoli indizi che sembrano insignificanti, coglie l’essenza di una persona, riesce a mettersi nei suoi panni, pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda, un intuito raffinato, uno spirito di osservazione fuori dal comune, sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ne ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, il materiale su cui documentarsi e lei riempie le pagine delle stesse identiche parole che avrebbe utilizzato lui. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare di persona gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda ad una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva possibile. Da tempo ha smesso di credere che potesse capitare anche a lei. Per questo sa di doversi proteggere perché dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino mette in atto il suo piano imprevisto e fa incrociare di nuovo le loro
strade, Vani scopre che in amore nulla è come sembra. Questa volta è difficile resistere a Riccardo e a quell’alchimia che pare non esser mai svanita. Proprio ora che Vani ha bisogno di tutta la sua concentrazione, di tutto il suo intuito. Un’autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. Perché c’è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore. Come nel più classico dei romanzi Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c’è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo, dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.

Silvana Sarca, detta Vani, è una donna di trentaquattro anni che lavora come ghostwriter per le Edizioni l'Erica.
A lei spetta il lavoro più duro: scrivere successi e rimanere in silenzio quando chi firma i suoi testi si prede tutto il merito.
Per lavoro, Vani deve essere invisibile, praticamente un fantasma.
Deve mettersi nei panni dei clienti, diventare loro, per poter rendere il tutto più veritiero.
Perchè Vani non si limita a scrivergli i libri, deve pure dargli le risposte alle interviste e scrivere loro articoli per i giornali.
Tranquilli, però, lei non si sente affatto frustrata per questo suo lavorare nell'ombra.
Anzi, non le importa di essere completamente ignorata, a dire il vero, non le importa di niente.
La frase che ripete più spesso è: "non mi frega un accidente" e non avete idea di quanto Vani mi stia antipatica per questo!
E' arrogante, saccente, menefreghista in un modo che ha dell'assurdo!
Vuol far credere che non ha alcun bisogno del sostegno, delle attenzioni e delle opinioni degli altri, poi però quando la ringraziano per il lavoro che fa va in brodo di giuggiole.
Perchè Vani vuol far finta di essere una dura, una tosta, ma in realtà anche lei può essere ferita, nell'orgoglio, nel cuore, Vani non è immune alle delusioni e sotto sotto, ha un cuore tenero.
Devo ammettere poi (per quanto Vani mi stia antipatica) che alcuni lati positivi li ha anche lei.
Ha una mente brillante, innanzitutto, è pratica e schietta, e come lei stessa afferma, è un camaleonte, per come entra nelle vesti dei clienti e, in effetti, è molto brava in questo.
Riesce a decifrare le emozioni e gli atteggiamenti di chi le sta di fronte con una semplicità impressionante.
Ecco perchè il commissario Berganza chiede il suo aiuto per un caso che la riguarda da vicino. Una donna, una medium a cui Vani sta scrivendo un libro sugli angeli, scompare improvvisamente.


Non sono tante le cose che mi sono piaciute di questo libro, tra queste, però, c'è senza dubbio il libro di Riccardo e Vani.
Riccardo è l'autore di "uno dei più sbalorditivi bestseller" ma proprio non riesce a replicare il primo successo, motivo per cui chiede aiuto a Vani.
Lei gli consegna una trama magnifica, vi giuro che vorrei tanto poter leggere quel libro! E' assolutamente fuori dal comune, estremamente accattivante! In pratica me ne sono innamorata!
Seconda cosa che mi è piaciuta di questa storia è la narrazione, ironica, sfrontata, diretta, un po' come Vani insomma, ma in versione più simpatica.
Arriviamo ora alle cose che non mi sono piaciute. 🙈
Prima fra tutte: ho detestato Vani! Ok, ha una personalità particolare, ma io l'ho odiata fin dalle prime pagine!
Secondo: il caso del commissario Berganza è banale, piatto, spento, non ha nulla di accattivante. Diventa leggermente interessante quando Vani usa le sue doti da "camaleonte". Berganza, però, alla fin fine, mi piace.
Terzo: Tutta la storia in sè non ha nulla di particolarmente avvincente. Mi sono annoiata molto durante la lettura, solo al capitolo diciotto e sul finale, la mia attenzione si è ridestata un po'.
Insomma, assegno al libro una sufficienza perchè non è uno sfacelo totale ma quasi sicuramente non leggerò i seguiti.
Vi lascio ora i commenti dei miei compagni della lettura di gruppo, e assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 2 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo:

Manuela:
"No. Questo libro non mi ha convinta. Il personaggio di Vani è ben costruito, ma troppo esagerato, il commissario tutto sommato non è male e Riccardo...da testate. L’ironia che ci mette l’autrice a volte l’ho trovata un po’ forzata, apprezzo che sia raccontato in prima persona, altrimenti sarebbe risultato ancora più lento. Nota positiva: un sacco di autori e libri!"

Roberta:
"Devo dire che ero partita convinta che fosse un libro molto appassionante ... invece ho dovuto ricredermi, purtroppo mi ha delusa.
Certo la storia è carina e ben scritta ma l'ho trovata piatta, sembrava che dovesse succedere chi sa cosa invece niente.
Devo proprio ammettere che sono stata delusa da questa lettura, pensavo di leggere i seguiti ma credo che per il momento lascerò perdere!!!!
Come dico io è stata una lettura vuota (nel senso che non mi ha lasciato niente).....purtroppo!!!!!!"

Barbara:
"Non è il primo libro di Alice basso che leggo ma ogni volta mi delude (e allora perchè ci casco sempre???);scrittura lineare e poco coinvolgente, storia mediocre, personaggi odiosi. bocciato."

Stefania:
"La protagonista l'ho trovata odiosa, "se solo m'importasse, se solo m'importasse" é solo una maschera, spocchiosa e arrogante. É un libro alquanto privo di sentimenti, non c'è stato coinvolgimento nelle vicende..si racconta e basta. Se non fosse stato per il modo piacevole che ha la Basso di scrivere, non l'avrei finito 😉"

Ilaria:
"È la storia di una ghost writer, Vani Sarca, terribilmente brava nel suo lavoro, ma che viene sfruttata dalla casa editrice per cui lavora. Non si è mai fidata di nessuno nella sua vita e anche quando lo farà, verrà pugnalata alle spalle ,ma si vendicherá (Per me non abbastanza).
Il libro è stato un po' noioso, non mi ha preso molto anche se è scorrevole.
Non lo consiglierei."

Monica:
"Storia carina, anche se avrei saltato alcuni capitoli, protagonista antipatica, mi aspettavo di meglio."

Angela:
"L'ho finito stanotte. Non mi è piaciuto molto. Gli ho dato 3 stelle giusto perché si è salvato verso la fine. Vani è stata insopportabile. L'unico personaggio apprezzabile è stato Berganza."

Francesca:
"Grazie alla scorrevolezza e ironia della scrittura il romanzo si legge velocemente, ma per tutto il.resto non.mi ha colpito molto. Ho.trovato la trama poco coinvolgente e la protagonista mi é piaciuta solo.in pochi momenti. Nel complesso sono rimasta un po' delusa."

Pin:
"Dal titolo pensavo fosse una storia veramente carina... ma invece ho trovato questa lettura abbastanza piatta... solo nel capitolo 18 sembra che la storia si ravvivi un po' ...ma poi ritorna ad essere poco interessante."

Cinzia:
"A me non è dispiaciuto, la protagonista mi piace, la trama non è certo originale ma è scorrevole, un romanzo leggero 😋"

Elisa:
"Anche a me è piaciuto anche se me lo aspettavo diverso. Si legge veloce e ci sono punti interessanti. Certo con elementi così poteva essere molto più bello. Leggerò comunque il secondo per farmi un’idea definitiva sulla Basso."

Stefania:
"A me è piaciuta la protagonista, certo è un romanzo leggero, ho letto anche il secondo che mi ha convinto un po’ meno."

Melania:
"All'inizio non partiva, Vani così diversa da me la trovavo scontrosa e antipatica, così come il suo capo e tutto gli altri protagonisti. Poi già da metà libro e soprattutto il finale hanno ribaltato tutto. Mi è piaciuto il suo piano vendicativo, il suo modo di fare in quella circostanza. Ho amato la questione di Bianca e del commissario Berganza che ho amato, il loro rapporto è un raggio di sole in questo libro. Mi è piaciuto anche il suo modo di trattare Morgana, il suo istinto protettivo verso la "piccola lei". È stato piacevole, una scoperta."

Rossella:
"Libro che diverte nonostante la protagonista non molto amabile. Poi la storia ci spiega alcuni suoi comportamenti e da quel momento ho cominciato ad apprezzare Vani. Dal 18esimo capitolo non sono più riuscita a staccare gli occhi dal libro. Ho apprezzato la reazione della protagonista al tradimento e mi ha fatto pensare che in alcune situazioni della mia vita ho perdonato troppo a buon mercato."

Valentina:
"Finito😄non mi è dispiaciuto ma pensavo meglio... C'erano ingredienti davvero buoni ma fatica un po' a decollare... Mi piaceva molto l'idea della ghostwriter che indaga facendo la profiler psicologica attraverso lo stile letterario ma credo ci sia troppo poco spazio per l'indagine. A volte si perde il ritmo della narrazione e Vani è la "dura a tutti i costi" con cui non mi identifico facilmente.. Simpatico il personaggio del commissario e divertente la trovata della vendetta su Riccardo.. Comunque in generale voto poco sopra la sufficienza ma vorrei provare comunque il successivo 😄"

Sandra:
"Anche io pensavo meglio, ma mi è comunque piaciuto. Avevo conosciuto Vani grazie a un racconto di natale e mi era subito piaciuta, una ragazza piena di pregi e di enormi difetti, ma almeno abbastanza vera. Questo romanzo credo sia più concentrato sulla presentazione dei vari personaggi. Vedremo come saranno gli altri perché è mia grande intenzione scoprire come si evolve la vita di Cani e specialmente del commissario (che ho adorato fin dall'inizio)."

Marianna:

" Lei è il tipo di persona di cui non si può non sentire la mancanza, una volta che la si ha avuto nella propria vita".
Vani Sarca é saccente, presuntuosa e menefreghista, ma non si può negare che é un vero genio.
Non mi soffermo sulla trama perché so che la maggior parte di noi la conosce bene.
É capace di entrare nella mente degli scrittori e creare a nome loro dei veti bestseller per la casa editrice Edera.
La cosa che mi ha divertito di più é stata la sua autoironia e il suo sguardo disincantato sul mondo.
All'inizio la narrazione fatica a decollare, l'intreccio é scarno e il ritmo un po' piatto, dalla nera in poi ol romanzo e' più carino, ma nulla di eccezionale rispetto alle aspettative.
Noi amanti dei libri non amnettiamo forse il valore commerciale e un po' dissacrante della letteratura e pensiamo che gli autori siano un po' i nostri eroi, non é concepibile che i loro libri siano scritti da altri.
Il personaggio che ho amato di più il commissario berganza, sembra di esserci del tenero con Vani anche lui è dissacrante, un po' un grosso e ama i gialli Noir sia i libri che le vere indagini ed è chiaramente geloso di Riccardo Randi.
" Il fatto che quello s****** possa essere stato davvero innamorato di lei, e magari lo sia ancora, non lo rende meno s******. Lo capisce Vani?
- Sì più convinta lo capisce vero?-
-Credo di sì . Si. Stai alla larga dagli s****** Sarca non la meritano-.
-Ah ok d'accordo. -
- Ho capito ho capito Sì bene !Arrivederci a Sarca .-
-Che cosa c'è ancora ? Mi ero scordato di dirle che sta molto bene bionda quando esce chiuda la porta per favore".
Senza dubbio Vani Sarca ha un suo fascino, seppur arrogante e indisponente, il suo lavoro e la sua mente sono geniali. I suoi rifermenti letterari e la sua dote di entrare nella mente delle persone sono straordinari. Peccato perché la trama pronetteva un capolavoro...."

Ines:
"All'inizio non mi prendeva per niente anzi mi faceva addormentare ma dal rapimento in poi mi ha coinvolta. La scrittura è semplice e lineare.
Il personaggio che ho preferito in assoluto è il commissario mentre se all'inizio Vani non mi stava per niente simpatica perché mi sembrava solo saccente e scorbutica poi mi sono affezionata. Leggerò sicuramente i seguiti anche perché non riesco a lasciare le serie a metà."

Dal libro:

- "Per la maggior parte del tempo, tanto per cambiare, non me ne frega un accidente."

- "In altre parole, a me gli angeli non parlano, e, se gli angeli non mi parlano, io non ho un accidente da scrivere."

- "Oh no! Intendevo dire che non sembri un personaggio in particolare. Mi sono espressa male. Volevo solo dire che staresti bene in un libro. Potresti benissimo essere la protagonista di un libro tutto tuo."