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giovedì 17 gennaio 2019

Letture di Gruppo di Gennaio: "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" e "9 Novembre"


Cari Lettori,
quest'anno voglio fare un nuovo esperimento.
Invece di scrivere singoli articoli per ogni recensione, voglio fare un unico articolo in cui metto a confronto varie letture.
Ogni mese pubblicherò quindi un articolo in cui parlerò delle due letture di gruppo (qui il link di facebook dove discutiamo delle letture --> qui) e altri in cui metterò a confronto le ultime mie tre letture.
Oggi, do ufficialmente il via a questo mio esperimento, parlandovi delle letture di gruppo di gennaio.

"Pomodori Verdi Fritti al caffè di Whistle stop" di Fannie Flagg

Editore Bur
Pagine 368
Genere Narrativa 

"Pomodori Verdi Fritti al caffè di Whistle stop" è stato non solo la mia prima lettura dell'anno ma anche la prima lettura di gruppo di gennaio.
Questo libro racconta una storia molto lunga, narrata da personaggi diversi, sotto forme diverse.
Ad aprire la narrazione è Ninny, una donna ormai anziana che vive (solo momentaneamente!) in una casa di riposo.
Ninny è alquanto logorroica e nel 1985, quando un'ignara Evelyn le si siede accanto, non perde tempo, inizia a parlarle della sua vita e di quella dei clienti del Whistle Stop.
Ecco che veniamo trasportati nel passato, nella quotidianità delle due proprietarie del caffè: Idge e Ruth.
Conosciamo la loro grande famiglia, gli amici, i vagabondi di cui si prendono cura.
Attraverso i bollettini di Dot conosciamo i fatti scabrosi, simpatici e tetri dell'epoca. Un'epoca, un mondo, che ora vive solo nei ricordi. Un mondo non tra i più giusti, ma dal fascino semplice, genuino, pieno di valori e di un certa impalpabile leggerezza.
In questo libro pullulano eventi ironici e inusuali come l'apparizione di pantegane nel water, un insolito funerale a un braccio, la fondazione del club dei maiali e di quello in cui si raccontano solo bugie.
Fannie Flagg crea storie che di base sono malinconiche e complicate ma riesce poi a renderle speciali e folli, grazie a un'ironia fine e al coraggio di un manipolo di personaggi che non si arrendono di fronte alle difficoltà.
In "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" compaiono personaggi rudi, protetti da una forte corazza che racchiude animi buoni, giusti e comprensivi.
Personaggi che ti stupiscono e ti strappano più di un sorriso, nonostante le loro vite complicate, in cui non viene risparmiato loro nulla.
Idge e Ruth sono due protagoniste audaci, generose, maestre nell'arte di vivere con coraggio e serenità nonostante le difficoltà.
"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" racconta una storia d'amore potente, anticonvenzionale, soprattutto a quell'epoca.
Questo libro mi è davvero piaciuto, è riuscito a divertirmi ma mi ha resa anche un po' malinconica perché la sua conclusione segna anche la fine di un'epoca in cui hanno vissuto personaggi fantastici.

"Secondo me la gente non è più felice come una volta."


- Trama: 4 - Narrazione: 4 - Personaggi: 5 - Cover: 3 - Finale: 3 -

4 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo: 

Chiara: Tanti personaggi, sicuramente voluti, hanno mostrato ritratti fugaci ma comunque vividi delle diverse anime del periodo. Le molte "voci" hanno aumentato i punti di vista, la lettura scorre veloce in un alternanza di parti serie e spassose."

Marianna: "Una storia coinvolgente e humour ambientata in un caffè dell'Alabama, Whistle Stop durante il periodo della Depressione.
Un libro profondo e introspettivo, che affronta temi complicati come il razzismo, la violenza sulle donne e l'omosessualità con leggerezza e umorismo con uno stile accattivante e ricercato. La Flagg ha uno stile ricercato e "vintage" ricco di sentimenti e nostalgia."

Roberta: "Carino come tutti i libri della Flagg ma questo l'ho trovato anche un po' triste. Ambientato nel periodo della depressione in Alabama non è certo un periodo simpatico ed allegro.
L'ho trovato molto riflessivo e mi ha fatto pensare a come vivo e a quante cose mi sto perdendo nella vita. Molto carino, consiglio la lettura!!!!!"

Cinzia: "Mi è piaciuto molto, avevo visto il film più di una volta e non avrei mai pensato di leggere il libro😉!
Devo dire che di fondo il film è abbastanza fedele ma stranamente l'immagine dei protagonisti che si è formata nella mia mente era simili agli attori scelti per interpretarli ma non proprio uguale!
È la prima volta che mi capita, di solito se leggo un libro dopo averne visto il film nella mia mente vedo gli attori 😂😂😂😂"

Melania: "Che bel libro! Mi ha portata indietro nel tempo, mi sembrava di essere una di loro, immaginare ogni dettaglio, sentirne a volta addirittura gli odori! Un libro che affronta temi dolorosi sempre con un contorno di ironia e leggerezza.. Ogni personaggio è da amare. Lo consiglio, è stato veramente piacevole."

Stefania: "Io l'ho riletto perché avevo un bel ricordo e l'ho confermato. É un libro che si affaccia in quegli anni dove era preponderante il razzismo e la violenza sulle donne. É un libro triste, che ti entra dentro. La Flagg ha un modo particolare e semplice per scrivere, ma profondo."

Elena: "Ce l'ho fatta pure io questo mese.... voi siete troppo veloci. .. tutti questi salti temporali e non cronologici mi hanno messa abbastanza in crisi all'inizio. Ma una volta che ho ingranato mi sono lasciata travolgere da queste varie storie con un sottofondo nostalgico e malinconico. Ho adorato Idgie, una vera eroina anticonformista, dura ma sensibile, va dritta per la sua strada, indipendentemente da ciò che pensano gli altri. Molto bella anche l'amicizia che nasce tra Evelyn e Ninny. Con la scusa questa settimana mi sono anche vista il film, che tutto sommato è abbastanza fedele al romanzo."

Manuela: "Nel complesso mi è piaciuto. Le note positive sono: la scrittura della Flagg, piacevole e scorrevole. I luoghi, descritti con maestria, spesso mi sono immedesimata riuscendo a vederli (il salone di bellezza della signora Opal, il caffè di Idgie e Rhut), ma anche i personaggi. Ho amato alla follia Idgie e tutto il Club dei cetrioli sottaceto. Le note negative: troppo caotico con i salti temporali e non mi è piaciuto nemmeno il fatto che molto spesso gli eventi venivano ripetuti. Ho parlato dei personaggi che li ho amati… in realtà, uno l'ho odiato profondamente, EVELYN🤬"

Lisa: "Ci sono anch'io, il libro mi è piaciuto. Più di tutto mi è piaciuto il salto temporale che fa la narrazione, sopratutto la parte di Nanny. Mi e molto simpatica anche perché è l'unica rimasta che può parlarne in prima persona.È il terzo libro che leggo della Flagg e la sua scrittura mi piace, è rilassante nonostante gli argomenti che tratta. Ne cercherò altri."

Daiana: "Che bello! Ringrazio davvero per lo spunto, mi sono davvero goduta questo libro.
La scelta narrativa mi ha coinvolto e mi ha fatto respirare (o forse sarebbe meglio dire assaporare) l'epoca in cui è ambientata la storia.
I personaggi sono davvero molti, come le tematiche... Ma lo trovo un punto di forza.
Davvero felice di averlo letto."

Ilaria: "Mi è piaciuto davvero tanto! L'ho preso in biblioteca, ma è uno di quei libri che aggiungo alla lista di quelli da comprare, perché mi ha davvero entusiasmato."

"9 Novembre" di Colleen Hoover

Editore Leggereditore
Pagine 308
Genere Romanzo Rosa

Di tutti i libri che ho letto della Hoover questo è quello che amo di meno.
I protagonisti della storia sono Fallon (che nome 😕) e Ben, due ragazzi di diciotto anni.
Fallon ha la parte sinistra del corpo ricoperta di cicatrici, conseguenza dell'incendio scoppiato a casa del padre (i personaggi della Hoover hanno sempre un qualcosa che li rende speciali! Non ama molto la perfezione.)
Fallon ha un rapporto conflittuale con il padre, lui non eccelle in eleganza, la delicatezza non sa nemmeno cosa sia e beh, come perdonare un padre che si dimentica di te?
Fallon e il padre condividono però l'amore per la recitazione ed è proprio per informarlo della sua imminente partenza che la ragazza lo incontra in un ristorante.
Nonostante il padre la informi molto chiaramente che con il suo viso non diventerà mai una grande attrice, Fallon vuole andare a New York per lavorare a teatro.
Proprio in quel ristorante, Fallon incontra Ben, un ragazzo a lei sconosciuto che finge di essere il suo compagno per aiutarla a fronteggiare il padre prepotente.
Quell'incontro segnerà il destino dei due giovani, il 9 novembre, per loro, assumerà un significato speciale. Si promettono, infatti, di incontrarsi, per i prossimi cinque anni, solo in quella giornata, senza avere altri contatti durante tutto l'anno.
Ecco, questo loro progetto è la prima cosa che mi ha infastidita. L'idea può sembrare romantica ma alla fine si dimostra essere solo un gioco infantile che porta più dolore e incomprensioni che gioia.
Diventa quasi una barriera tra di loro.
Fallon poi, come protagonista femminile, non è il massimo. La sua insicurezza è giustificata da ciò che le è accaduto ma non è un motivo valido per scusare le volte in cui, invece di affrontare una situazione, scappa alla velocità della luce. Lei fugge, lei non ascolta ma decide per tutti. L'ho trovata molto immatura e con il passare degli anni, non migliora!
"9 Novembre" presenta l'usuale scrittura coinvolgente della Hoover ma la sua trama non ha fatto breccia nel mio cuore, non come gli altri testi dell'autrice.

"Perché non mi hai detto che le fondamenta sulle quali mi hai insegnato a stare in piedi sono fatte di sabbie mobili?"


- Trama: 3 - Narrazione: 4 - Personaggi: 2 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

Commenti dalla lettura di gruppo:

Antonella: "La storia del 9 novembre è davvero una bambinata, non avendo mai letto niente della Hoover mi è piaciuto! 
È riuscita a tenermi incollata alle pagine, nonostante la storia avesse alcune pecche, il finale da solo vale tutto il libro!"

Sara: "A me è piaciuto tanto forse perché non avevo mai letto niente altro di suo, mi piace lo stile fresco e leggero. Ho amato Ben da subito, leggermente prevedibili quasi tutti i risvolti ma... promosso a pieno."

Sabrina: "A me è piaciuto tantissimo ho finito il libro in due giorni e ho adorato ben riscontrando in Fallon tratti a volte infantili ma dovuti prima all'età e poi a ciò che ha vissuto... Mi sono anche commossa."

Sonia: "Questo non è il classico romanzo d'amore.
Questo libro non mi ha incuriosita subito, anzi se proprio devo essere onesta non gli avrei dato nemmeno una seconda occhiata guardando la copertina!! Ma dopo aver letto la trama che mi ha incuriosito non vedevo l'ora di leggerlo. L'ho letto tutto d'un fiato e lo consiglio a chiunque sia titubante come me per la prima impressione che può dare, merita!"

Manuela: "Sono felice di aver cominciato questo 2019 con una lettura che mi ha lasciato dentro qualcosa… Quando ho chiuso il libro ho sentito quella malinconia che si prova quando si saluta dei cari amici.. Lo consiglio!"

Cinzia: "Scorrevole ed immediato è tutto troppo sopra le righe, un amore così intenso che si auto alimenta dal nulla di anno in anno per 5 anni, dialoghi molto costruiti poco spontanei e credibili, il tutto tra due persone che hanno avuto modo di toccare con mano la brevità della vita e che non ne hanno appreso la lezione.
Una storia stiracchiata a viva forza con un finale troppo rosa.
Una storia degna di essere ambientata a Bollywood più che a Hollywood.
Consigliato alle giovani romantiche sognatrici incallite."

Roberta: "Finito, spettacolare!!!! Era da un po' che un libro non mi prendeva tanto cosi!!! Ho adorato ben fin dall'inizio, mi ha deluso molto verso la fine, le rivelazioni mi hanno sconvolta, ho sofferto con tutti e due.
Il finale è stato spettacolare non poteva finire meglio!!!"

Irene: "Questo romanzo, nella sua storia d’amore semplice e leggera ci insegna che bisogna andare oltre le apparenze, le cicatrici esteriori e che spesso qualcuno ne ha ben di più profonde nell'anima anche se non visibili. Mette in evidenze che é possibile perdonare e soprattutto che la verità per quanto scomoda viene sempre a galla."

Alessandra: "Questo libro l'ho letteralmente divorato, idea originale anche se improbabile e scritto molto bene ma... non basta.
Non ho molto amato il personaggio femminile, partendo pure dal nome 😱, a volte capricciosa ed egocentrica, poco incline a "vedere" oltre. Direi che in alcuni punti la storia è parecchio scontata, solo alla fine c'è un bel colpo di scena e se devo essere sincera mi ha irritato tutto questo "penso ma non lo dico".
Perciò, riassumendo, lettura piacevole e consigliata particolarmente a lettrici giovani."

Maria Francesca: "Una storia che emoziona e, in virtù di quell'incontro annuale, tiene incollati alle pagine. Non è tra i romanzi che definirei "capolavori", anche perché ci sono aspetti che sono poco realistici, ma la lettura è stata molto piacevole."

Federica: "La prima metà è corsa via come un niente, mentre la seconda l'ho trovata più farraginosa, eccessiva.
Dicono che per fare un buon romanzo si debbano offrire un sacco di imprevisti ai protagonisti... ma forse qui ce ne sono fin troppi.
In ogni caso, sono felice di averlo letto, la scrittura è piacevole, la storia meno scontata di quel che pare all'inizio e i protagonisti dono ben caratterizzati e in grado di rubare una risata.
Tre stelle piene."

Chiara: "La trama: i colpi di scena erano preparati già dai primi capitoli ma in modo un po’ goffo a mio parere.
I dialoghi: ogni battuta sempre circolare,che ritorna, preparata. Forse può andare bene per un film ma per un romanzo a me non piace.
Aspetti positivi
Dylan Thomas: carino il riferimento al poeta, chissà se è importante anche per l’autrice.
Facilità di lettura."

Melania: "Non sono amante del genere rosa, soprattutto quando questo è infantile e un po' impossibile. Questo libro è proprio uno di quelli. Costruita la storia, a tratti veramente assurda. Ho già letto di lei un altro libro e quello mi era anche piaciuto. Ma questo soprattutto all'inizio è stato veramente faticoso, per fortuna poi a metà la trama incuriosisce e quindi scorre. "

Elisa: "Ma sapete che vi dico? Che la Hoover riesce ogni volta a far uscire la parte sognatrice e romantica di me. Che sto adorando questo libro pur con tutti i suoi ‘limiti’, che mi sta facendo emozionare e sperare. Che vorrei esistesse davvero un Ben... che sognare un pochino non fa così male ☺️ quindi per me promosso a pieni voti! E ben venga la hoover che mi fa leggere quello che vorrei vivere anche io... ho adorato i personaggi e la storia, i loro risvolti e la morale che la scrittrice non tralascia mai... sono peggio le cicatrici visibili o quelle invisibili in fondo?"

Paola: "Vorrei dire che l'idea di base è una cosa romantica ma a me pare solo tristissima. Qui non stiamo parlando di una relazione a distanza, ma di un niente con un appuntamento ogni 365 giorni. Capisco lui (per ciò che si scopre), ma come è possibile per lei restare legata a una cosa del genere? Come si fa a innamorarsi di una persona dopo 8 secondi (vabbè, succede) ma poi tenere vivo questa cotta per uno sconosciuto con cui passi una manciata di ore all'anno. Che cavolo di vita fai?"

Manuela: "Un libro che a tratti mi ha fatta ridere e a tratti piangere, un libro che per certi versi sembra un po’ adolescenziale ma che comunque racconta una bella storia. Sono felice di aver cominciato questo 2019 con una lettura che mi ha lasciato dentro qualcosa… Quando ho chiuso il libro ho sentito quella malinconia che si prova quando si saluta dei cari amici.. Lo consiglio!"

Cinzia: "Scorrevole ed immediato è tutto troppo sopra le righe, un amore così intenso che si auto alimenta dal nulla di anno in anno per 5 anni, dialoghi molto costruiti poco spontanei e credibili, il tutto tra due persone che hanno avuto modo di toccare con mano la brevità della vita e che non ne hanno appreso la lezione.
Una storia stiracchiata a viva forza con un finale troppo rosa.
Una storia degna di essere ambientata a Bollywood più che a Hollywood.
Consigliato alle giovani romantiche sognatrici incallite."

giovedì 10 gennaio 2019

Recensione: "La vita inizia quando trovi il libro giusto" - Ali Berg e Michelle Kalus


Editore Garzanti 
Pagine 310
Prezzo ebook 9,99 €
Prezzo cartaceo 17,90 €
Genere Narrativa

Frankie lavora nella libreria "Little Brunswich Street Bookshop" di proprietà di Claud, marito della sua migliore amica Cat.
Frankie è una bibliofila convinta, alle medie scriveva lettere d'amore a Mr. Darcy, gli scaffali di casa sua sono pieni di libri e ha anche pubblicato due libri, il secondo ha raccolto però vagonate di critiche negative, motivo per cui il blocco dello scrittore ha preso il sopravvento sulla sua ispirazione e ha messo da parte la penna per dedicarsi unicamente alla vendita di libri.
Frankie è ora concentrata su un obbiettivo delicato: trovare l'uomo della sua vita.
La nostra protagonista è così disperatamente agguerrita su questo suo progetto che un giorno bacia sul naso un cliente sconosciuto che l'ha colpita per il suo aspetto letterario: un mix perfetto di John Knightley, Mr. Darcy e Edmund Bertram. Peccato che il cliente abbia comprato "New Moon", Frankie non trova molto invitanti i gentiluomini che leggono Young Adult e non conoscono "Mansfield Park"😕
Come agire ora? Come fare a trovare la sua anima gemella?
In suo soccorso arriva Cat: "Usa i tuoi libri preferiti per trovare un uomo."
Ecco che nella mente di Frankie prende forma un piano.
Requisisce alcuni libri della libreria e ne prende altri di sua proprietà, vi scrive sopra un messaggio e un suo contatto e poi li abbandona su treni e tram, nella speranza di venir poi contatta dall'uomo della sua vita.

"Lasciami essere le parole scritte sul tuo cuore."


"La vita inizia quando trovi il libro giusto" è un romanzo pieno di spunti per future letture.
Disseminati per tutto il libro ci sono titoli, citazioni, personaggi letterari.
Insomma, è impossibile non allungare la propria wish list durante la lettura di questo libro!
Tuttavia, penso che alcune cose, in questo testo, siano un po' forzate.
Ad esempio: i nomi!
Passi l'episodio di "Ashley" (anche se per me, l'identità dello sconosciuto era chiara fin dall'inizio), passi anche l'origine un po' assurda del nome di Frankie, ma Sunny Day, Putu, insomma le autrici hanno scelto per i loro personaggi nomi molto ... insoliti e particolari, per non parlare delle storie alla loro base.
Soffermiamoci ora sulla trama.
Già dalle prime pagine, si percepisce una nota ironica presente poi in tutto il libro, nota che scaturisce da eventi buffi controbilanciati però da altri più monotoni.
Superata la parte iniziale dove tutto è nuovo e accattivante, ecco che la trama diventa leggermente più tediosa, questo perché è la stessa salsa servita in modi diversi. Sempre questi appuntamenti imbarazzanti e deludenti, sempre questi problemi altalenanti con Sunny, sempre queste difficoltà tra Cat e Claud.

"A volte essere single non è poi così male, dopotutto."

Lo dico chiaramente: la trama di questo libro non è la più eccezionale né la più innovativa in cui io mi sia imbattuta però ... però ...
Tra queste pagine si sente impetuoso l'amore per i libri, amore che invade il cuore di noi lettori con storie fantastiche fatte di sogni e magia.

"Questi libri sono i miei amici, i miei compagni. Mi fanno ridere, piangere e danno un senso alla mia vita." Eragon.


"La vita inizia quando trovi il libro giusto" è un elogio a quei preziosi amici che incantano le vite di noi lettori: i libri.
Questo romanzo non è straordinario ma sono certa che riuscirà almeno a consigliarvi qualche altra ottima lettura.
Assegno al libro:

- Trama: 3 - Narrazione: 3 - Personaggi: 3 - Cover: 3 - Finale: 3 -

3 Wonderland su 5

sabato 5 gennaio 2019

Dal libro al film: "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"


Per la rubrica:

Due anni fa lessi un libro la cui storia mi colpì molto.
Il libro in questione era "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows. La loro storia mi emozionò, mi travolse, mi coinvolse! E quando su Netflix ho visto l'omonimo film ... beh, l'ho guardato subito.


Juliet è una scrittrice annoiata dalle letture che il suo editore le impone di fare in varie librerie.
Un giorno, riceve una lettera inaspettata, da parte dello sconosciuto Dawsey Adams.
L'uomo l'informa che è venuto in possesso di un libro che in passato apparteneva a lei e le chiede se sa dove poter acquistare altri libri dell'autore. 
Oltre a questo, però, le racconta anche del "Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" e dei suoi bizzarri partecipanti.
Juliet è così affascinata dal club, da Guernsey, dai suoi abitanti che non resiste, molla tutto e va sull'isola.


"Il gruppo di lettura del venerdì sera divenne il nostro rifugio, un angolo di libertà dal quale osservare il mondo attorno a noi diventare sempre più buio, e scoprire alla luce di una candela nuovi mondi.
Questo rappresentava per noi quel gruppo. Ma non serve che glielo spieghi.
Lei conosce già il potere dei libri, è ciò che ci unisce nella diversità delle nostre vite."

Libro e film sono ambientati dopo la seconda guerra mondiale, ma raccontano fatti avvenuti durante la guerra.
Il film è leggermente diverso dal libro.
L'opera letteraria di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows è un romanzo epistolare.
Il libro narra gli eventi tramite una serie di lettere, il film, invece, racconta la sua storia tramite le ricerche di Juliet.
Nel romanzo molti personaggi scrivono a Juliet, mentre nel film, il solo a scriverle è Dawsey.
Alcuni personaggi del libro, proprio non compaiono nel film ma gli eventi raccontati, sono gli stessi.
La presenza di Elizabeth, poi, si sente di meno nel film, anche se è sempre il cuore della storia.


"L'originale torta di bucce di patata, ricetta originale. Niente burro, niente farina, sono solo patate, bucce di patate."

La storia alla base del libro e del film ha un fondo di verità.
L'isola di Guernsey fu davvero occupata dai tedeschi e proprio allora nacque la torta di bucce di patata. Alimento divenuto oggi un classico culinario della cucina locale.


"Deve berci il gin subito dopo."
"È stomachevole, davvero orribile."

Il film è del 2018, regia di Mike Newell.
Nel ruolo di protagonista c'è un'ideale Lily James (Juliet Ashton), al suo fianco, un dolcemente rude Michiel Huisman (Dawsey Adams), un'amorevole e determinata Jessica Brown Findlay (Elizabeth McKenna), un simpatico Tom Courtenay (Eben Ramsey) e una perfetta Penelope Wilton (Amelia Maugery) attrice famosa per il suo ruolo nella serie "Downton Abbey".


"Pensa a come i libri, la lettura, abbiano cambiato queste persone."

Il film è meraviglioso, quanto il libro.
Il potere dei libri, della lettura, la forza di fare la cosa giusta sono i grandi messaggi che vuole lanciare questa storia.
"Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" è una storia di coraggio, una storia in cui i personaggi combattono l'occupazione e la guerra con ... la loro unione, la loro amicizia, con il loro stare insieme.
"Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" è decisamente un film da guardare e un libro da leggere.
Consigliato!

"Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey"
di Mary Anna Shaffer e Barrows Annie 

Recensione libro: qui

È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All’improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams – che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto – e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi.Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo.Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta.Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.Pubblicato in 37 Paesi, a lungo in vetta alla bestseller list del “New York Times”, presto un film. Un libro raro, che farete fatica a dimenticare.

venerdì 4 gennaio 2019

Novità in libreria - Gennaio -

Per la rubrica:


"Canto di una donna libera"
di Jasmin Darznik


Forse è per stupire suo padre che Forugh, ancora bambina, scrive la sua prima poesia. D'altra parte per tutta l'infanzia, a Teheran, si è sentita dire che le bambine persiane devono essere mute e obbedienti. Sono gli anni Quaranta, e per le donne non c'è molta scelta, in Iran come in molti altri posti. Ma Forugh è una bambina diversa. I suoi modi di ribellarsi sono spettegolare con la sorella tra le rose fragranti del giardino della madre, o divertirsi con i fratelli, azzuffandosi come un maschio. O, pochi anni più tardi, scrivere poesie, flirtare con i ragazzi. Dopo un matrimonio, un divorzio, un figlio che ha dovuto lasciarsi indietro, Forugh sceglie la libertà. Che significa un nuovo amore, viaggiare, fare cinema, scrivere. Diventando la voce di tutte le donne in un Paese che, mentre si avvia verso l'illusione rivoluzionaria, resta indifferente ai loro sogni e alle loro speranze. Una voce che, nel '67, quando Forugh ha appena trentadue anni, si spegnerà per sempre, troppo presto. Ispirato alla storia vera della grande poetessa iraniana, ai suoi versi, alle sue lettere, alla sua vita straordinaria e struggente, questo romanzo cattura l'essenza di Forugh Farrokhzad, la donna che ha rappresentato la nascita di una coscienza femminile in Iran.

"La guerra di Margot"
di Monica Hesse 

L'immagine, controsole, è di una ragazzina dai capelli biondi, seduta su un muretto, intenta a scrivere sul suo diario. È la prima volta che Haruko vede Margot: il muretto è quello del campo di internamento di Crystal City, Texas.
È il 1944 e a Crystal City ci sono famiglie giapponesi e tedesche, strappate al loro sogno americano per diventare prigioniere a casa propria, in nome della guerra che si sta combattendo molto lontano. Margot scrive tutto sul suo taccuino, anche quel primo incontro con Haruko.
Non sa che ben presto, tra lei, di famiglia tedesca, e quella ragazzina giapponese appena arrivata, nascerà un'amicizia segreta, profonda e viscerale. Sono l'una l'opposto dell'altra, ma c'è una cosa che hanno in comune: il campo. Quel luogo senza aria che le sta cambiando profondamente.
E quando Margot si troverà alle prese con un segreto che non può raccontare neanche ad Haruko, si vedrà costretta a compiere la scelta più difficile. E lo farà solo in nome dell'amicizia: perché il legame tra Margot e Haruko è più forte dell'orrore e dell'odio dei grandi.
Un romanzo che si legge con gli occhi umidi di commozione, che illumina un momento sconosciuto della Seconda guerra mondiale e al tempo stesso racconta di una straordinaria amicizia. Insegnandoci che la libertà ha lo stesso nome, in ogni lingua del mondo.

"Ricorda il colore della notte"
di Mattia Bernardo Bagnoli 

1941. Svevo Giacco-Aliprandi, console italiano di stanza ad Algeciras, uno spicchio di mondo dove l'Europa è quasi Africa, è un uomo tutto d'un pezzo. Fedele ai valori del fascismo degli inizi, si è sempre messo in prima linea per difenderli, come testimonia la ferita che gli attraversa il volto. La vera ragione per cui si trova a pochi chilometri da Gibilterra, roccaforte che concede agli inglesi di dominare ancora il Mediterraneo, è la necessità di organizzare una missione segretissima per colpire le navi e il porto britannici. Un'azione intrepida, che coinvolge gli uomini della Decima Mas di Borghese e che potrebbe dare una svolta definitiva alla guerra. Per Svevo, nella vita non esistono altri interessi che il lavoro, la patria e la famiglia, almeno fino al giorno in cui conosce Yvonne Lavallard, inquieta fotografa della Reuters, in fuga da una Parigi ormai in mano nazista. Una donna con un passato nebuloso, dall'indiscutibile fascino e che non ha ormai più nulla da perdere. Ma c'è un uomo nelle file nemiche che sembra aver intuito che tipo di attacco stanno preparando gli italiani: Arthur Goodwin, il capo del SIS, i servizi segreti britannici a Gibilterra, l'unico davvero determinato a fermare quegli assalti alle navi di cui è impossibile scoprire l'origine. Anche lui ha un punto debole, una donna francese che vorrebbe aver accesso alla Rocca per poterla fotografare e che potrebbe essergli molto utile: Yvonne Lavallard. Due uomini schierati su fronti contrapposti, due combattenti abituati a ottenere tutto che si troveranno, per la prima volta, disposti a perdere ogni cosa: perché, in questa partita a scacchi, nulla è come sembra.

"La colpevole"
di Amanda Robson

Due gemelle molto diverse, Zara e Miranda, sono legate da qualcosa di potente, più potente ancora del sangue. Forse è il segreto terribile che hanno condiviso nell'infanzia, o forse la fragilità che Zara si è portata dietro per tutta la vita, a tenerle indissolubilmente legate l'una all'altra, e a intrecciare i loro destini in modo inestricabile. Finché sulla scena fa la sua comparsa Sebastian Templeton.
«Sebastian, Sebastian, Sebastian, dovunque guardi c'è lui. Zara Cunningham: fino a che punto ne sei innamorata?» si chiede Zara, sorpresa lei stessa della violenza con cui Sebastian si è impadronito del suo cuore. E dire che lo ha incontrato banalmente al supermercato, per puro caso.
È apparentemente per puro caso, però, che Sebastian sembra pian piano avvicinarsi anche a Miranda. E ben presto Zara si accorgerà che i loro sguardi si allacciano un po' troppo spesso, nonostante Miranda sia l'unica persona di cui Zara si fidi. L'unica in grado di proteggerla. Miranda, Zara, Sebastian: che cosa succederà in questo strano, tragico triangolo di amori, legami familiari, gelosie, passione erotica? E quando Zara verrà trovata morta, di chi è davvero la colpa?
Un romanzo che si legge d'un fiato, un thriller feroce in cui è impossibile indovinare i veri moventi dei personaggi fino al paradossale, inimmaginabile epilogo.

"Una vittima silenziosa"
di Caroline Mitchell

Emma è una moglie attenta, una madre amorevole e... un'assassina, seppure involontaria. Per anni ha tenuto nascosto il corpo senza vita del suo insegnante che, quando era solo una ragazzina, aveva tentato di abusare di lei. È un segreto che avrebbe dovuto rimanere sepolto per sempre, ma la promozione inaspettata di Alex, il marito di Emma, cambia tutto. Possono finalmente trasferirsi in una casa più grande con il loro bambino. Questo significa che Emma non può lasciare la vecchia casa senza essere sicura di aver distrutto ogni prova. Ed è così che raggiunge il giardino, con l'intenzione di disseppellire il cadavere e sbarazzarsene una volta per tutte. Quello che non può sapere è che, nel punto in cui avrebbe dovuto trovarsi il corpo, non c'è più nulla. Qualcuno deve averlo trovato. Sconvolta, Emma confessa tutto al marito. Ma è solo l'inizio dell'incubo. Perché Alex scopre cose di sua moglie che non avrebbe mai potuto immaginare. E che difficilmente riuscirà mai a dimenticare...

"La ragazza nell'acqua"
di Robert Bryndza 

Il detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?

"La figlia del mercante di fiori"
di Kayte Nunn

Cornovaglia, 1887. Alla morte del padre, famoso botanico, esperto di piante esotiche, Elizabeth decide di portarne a termine l’ultima importantissima spedizione alla ricerca di una pianta molto rara e velenosa, che tuttavia, se lavorata con estrema cautela, sarebbe in grado di curare ogni male. La attende un lungo e pericoloso viaggio in mare…
Australia, giorni nostri. Durante i lavori di ristrutturazione nella casa della nonna venuta a mancare, Anna rinviene un cofanetto dall’aria molto antica. All’interno ci sono un diario, un taccuino pieno di disegni di piante, una foto della fine dell’Ottocento, un fiore essiccato e una manciata di semi. Anna riconosce gran parte degli esemplari disegnati, ma non sa a quale specie appartengano i semi. Prova allora a seminarli e al tempo stesso inizia a leggere il diario, che racconta l’avventura di una giovane donna in fuga. Con l’aiuto di esperti botanici cercherà di scoprire la storia rimasta chiusa così tanto tempo nella scatola, e di ripercorrere le vicende di chi ha vissuto molti anni prima di lei, ma la cui esistenza sembra essere indissolubilmente legata alla sua…

"Il cadavere del lago"
di Danilo Pennone 

Mario Ventura, commissario sessantenne dai metodi duri, musicista mancato e con una certa dipendenza dall’alcol, è alle prese con un caso difficile: sulle rive del lago di Albano, in un giorno d’inverno freddo e piovoso, viene ritrovato il cadavere di un giovane seminarista irlandese, Eamon McCormac. Il corpo è seminudo e con evidenti segni di soffocamento. Si tratta di omicidio. Le indagini portano gli inquirenti a interessarsi al Seminario Apostolico d’Irlanda, a Castel Gandolfo, un’istituzione che accoglie futuri ecclesiastici di nazionalità irlandese. Non ci vuole molto per scoprire che la condotta di McCormac era tutt’altro che irreprensibile. Il seminarista frequentava infatti un giro di prostituzione. I sospetti cadono subito su un giovane che lavorava proprio nella zona in cui è stato rinvenuto il cadavere e una serie di indizi sembrano confermare la sua colpevolezza. Ma Ventura non intende chiudere il caso prima di essere venuto a capo del mistero che avvolge la vicenda. Perché la verità è molto più lontana di quanto potrebbe sembrare…


"La fine di tutte le cose"
di China Miéville

In una Londra tetra e indecifrabile, Billy Harrow, studioso di cefalopodi, guida i visitatori all'interno del Museo di Storia Naturale, dove è ospitato un raro e impressionante esemplare di Architeutis dux, meglio noto come Calamaro gigante. Nessuno può immaginare quello che sta per accadere, l'evento che avrebbe cambiato per sempre l'esistenza di chi vi avesse assistito: quando il calamaro svanisce nel nulla prima dell'arrivo di Billy e dei visitatori, ogni spiegazione razionale appare subito vana. Come Billy avrà presto modo di scoprire, quel prodigio non è altro che una manifestazione delle lotte che si stanno consumando in una città avvolta da una coltre impenetrabile di segreto e mito, che si scopre popolata da creature magiche e crudeli, le cui origini si perdono nei secoli e negli anfratti bui del mistero. In nome di quale dio tutto ciò sta avvenendo? Qual è il fine ultimo di coloro che si apprestano a cancellare per sempre ogni traccia di umanità?


"Sette giorni perfetti"
di Rosie Walsh

Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell'autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant'anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall'aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l'abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l'improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C'è un motivo se Eddie non l'ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L'unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme...

"Sperando che il mondo mi chiami"
di Mariafrancesca Venturo 

Carolina Altieri ogni mattina si sveglia all’alba per andare al lavoro. Indossa abiti impeccabili, esce di casa, sale su un autobus e accende il cellulare sperando che una scuola la chiami. Carolina fa il mestiere più bello del mondo, ma è ancora, e non sa per quanto, una maestra supplente, costretta a vivere alla giornata senza poter mai coniugare i verbi al futuro, né per sé né per i suoi allievi. Attraverso ore che scorrono in un continuo presente, scandito solo dalle visite a una tenerissima nonna e dall’amore travolgente e imperfetto per Erasmo, Carolina racconta il rocambolesco mondo della scuola, popolato da pendolari speranzosi e segretarie svogliate, e la sua passione per i bambini, che tra sorrisi impetuosi, inaspettate verità e abbracci improvvisi riescono sempre a sorprenderla e a insegnarle qualcosa.
E sarà proprio questa passione a costringerla a imprimere una svolta alla sua vita eternamente sospesa e a cambiarle il destino.

"Il gusto di uccidere"
di Hanna Lindberg

Il Cuoco d’Oro: l’evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d’inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l’ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio. Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson – due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell’annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig. Le indagini sull’accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città, la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile... e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo…

 

"La vita inizia quando trovi il libro giusto"
di Ali Berg e Michelle Kalus

Frankie ha sempre cercato le risposte nei libri. Al perché la sua carriera non sia decollata, al perché sia così difficile andare d’accordo con sua madre o, a ventotto anni, non abbia ancora vissuto la sua grande storia d’amore. Leggere le pagine di Jane Austen, Francis Scott Fitzgerald e John Steinbeck l’ha sempre aiutata. Ma, al di fuori delle amicizie letterarie, Frankie si sente spesso sola. La sua vita, ora, sta per cambiare. Il suo piano non può fallire. I libri non possono tradirla. Per giorni ha lasciato una copia dei suoi romanzi preferiti sui mezzi pubblici che prende per andare al lavoro, scrivendo all’interno il suo indirizzo e-mail. Perché per una grande lettrice come lei non c’è modo migliore di fare nuove conoscenze, o addirittura di trovare l’anima gemella, se non grazie a un libro. Ne è sicura.  Quando le risposte cominciano ad arrivare, Frankie colleziona appuntamenti su appuntamenti. E, purtroppo, delusione su delusione. Perché, di fronte a lei, si presentano le persone più strambe che abbia mai conosciuto e nessuna sembra quella giusta. Tra di loro non c’è l’ombra né di un amico né tantomeno di un fidanzato. Fino a quando non incontra Sunny, un uomo che sembra uscito da uno dei suoi romanzi preferiti. Ma ha un difetto terribile: gusti letterari opposti ai suoi. Una cosa su cui Frankie non può proprio passare sopra. L’uomo giusto deve leggere i libri giusti. Frankie si trova a un bivio. Per vivere una favola d’amore deve accettare Sunny con i suoi pregi e i suoi difetti. Accettare che l’uomo accanto a lei possa amare autori che lei non ha mai letto. Perché una nuova vita inizia quando trovi l’amore. Ma anche quando trovi una  storia da leggere, che apre orizzonti inaspettati e fa scoprire nuovi protagonisti da incontrare.

"Dove finisce la notte"
di Daniela Tully 

Monaco, 1990. Il vento del Nord è arrivato, e con lui quella lettera. Una lettera inaspettata, datata 1944, e destinata a cambiare la vita di Martha Wiesberg per sempre. Martha è una sopravvissuta, ha conosciuto l’odio e la violenza, ma, per la prima volta, ha paura. Paura di quelle parole scritte, del segreto che custodiscono e che la riporta agli anni dell’ascesa di Hitler e del Terzo Reich. Scoprire la verità è pericoloso, ma Martha non ha scelta: deve partire per un luogo che solo lei conosce, anche a costo di abbandonare la nipote, la giovane Maya, che ha allevato e accudito sin dalla nascita.

Stati Uniti, 2016. Morbide colline si stendono a perdita d’occhio fino a incontrare una foresta densa e scura: è qui, nel folto degli alberi, che sorge un antico e lussuoso residence. È qui che Maya cerca di far luce sulla morte della nonna Martha. Era scomparsa nel nulla, molti anni prima. E adesso la scoperta del corpo. Anche se non è riuscita a perdonarla per averla lasciata all’improvviso, Martha sa di doverle molto: è lei ad averle insegnato tutto quello che sa attraverso le sue storie. Favole che narravano di tempi in cui amarsi era proibito, in cui una carezza poteva fare male, in cui la notte pareva senza fine. Ora Maya vede tutto con chiarezza: la nonna ha sempre voluto che lei arrivasse lì, disseminando tanti piccoli indizi nelle sue storie. E adesso ha intenzione di ritrovarli tutti per riportare a galla la verità. Perché c’è un’ultima storia che aspetta di essere svelata. Quella di un amore profondo e contrastato che la guerra ha reso impossibile, ma non ha distrutto. Di una promessa che attende di essere mantenuta. Di un odio che non bisogna dimenticare, perché è capace di uccidere ancora.

"La nostra famiglia ribelle. Quotidiane emozioni e straordinarie tradizioni di una famiglia: Latendainsalotto"
di Gaia Rota e Michele Cattaneo 

Sentirsi una famiglia significa stare insieme, collezionare ricordi e sensazioni che, quando il sonno non arriva, si trasformano in un soffice cuscino. Significa esserci sempre l'uno per l'altro, al di là del tipo di legame che ci unisce e che, a volte, può non essere di sangue, ma solo di cuore. Così è stato per Gaia e per Michele, che si sono innamorati e non hanno avuto paura di intraprendere un viaggio a tre, perché con loro c'era Lavinia, la bimba di Gaia, nata da una precedente relazione. Non hanno avuto paura di affrontare i pregiudizi verso una famiglia «diversa», fiera della propria unicità, ma consapevole dell'importanza delle tradizioni. Perché con Lavinia si può girare l'Europa zaino in spalla, ma è sul divano che le coccole hanno il loro vero sapore. Perché Gaia, con una tenda improvvisata in salotto, è capace di creare un mondo magico e Michele ha una soluzione per ogni problema. E la manina di Lavinia è sempre lì, a unirli ancora di più. Conquistare la sua fiducia non è stato facile, per Michele: capricci e musi lunghi sono durati finché Lavinia gli ha permesso di rimboccarle le coperte e farsi chiamare «Mimi». Accanto a Michele, Gaia è riuscita a zittire la vocina che le ricordava i fallimenti passati e ha capito che casa è dove ci si sente davvero sé stessi. Forti di queste certezze, Gaia e Michele hanno intrapreso una nuova avventura con la nascita di Brando, che ha sparigliato le carte rendendo tutto più speciale. Perché essere genitori non significa cambiare sé stessi per i figli, ma lasciarsi accompagnare da loro, giorno dopo giorno, per diventare grandi insieme.

"Annabelle"
di Lina Bengtsdotter

Avere diciassette anni. Rubare il vestito celeste alla mamma per andare a una festa. E poi sparire nel nulla.
Annabelle svanisce così, senza un motivo e in apparenza senza lasciare traccia. La famiglia, gli amici, i vicini: nessuno nella piccola comunità di Gullspång, sprofondata tra le fitte foreste di Svezia, sembra in grado di fornire elementi su quanto accaduto quel venerdì notte. Al padre, che invano esce a cercarla per la campagna, e alla madre, consumata dall’angoscia e dal senso di colpa, non resta che affidarsi agli agenti della Polizia criminale che da Stoccolma giungono a prendere in mano le indagini. Per l’agente Charline Lager, però, scoprire chi era Annabelle e cosa le è successo non significa solo affrontare un caso tra i più delicati e complessi di sempre. Perché un passato come il suo non si cancella. E perché Gullspång – le casette uguali, le acque fredde del lago, l’emporio abbandonato e i segreti che nasconde – non è un posto qualunque, ma il suo posto, quello che si porta scolpito dentro e dal quale fuggire è semplicemente impossibile.

"La ragazza che amava Audrey Hepburn"
di Rebecca Serle

Il suo fidanzato. La sua migliore amica. Un amatissimo ex professore. L’estraneo che chiama papà. E… Audrey Hepburn: i suo idolo, il suo modello. La donna a cui deve il nome e la cui grazia, intelligenza, ironia tutte sogniamo di possedere. Ecco i cinque invitati che Sabrina vorrebbe alla sua cena perfetta. Le stesse cinque persone, che, magicamente, si presentano davvero alla festa a sorpresa per i suoi trent’anni. Mentre gli antipasti vengono serviti, il vino versato e la conversazione attorno al tavolo prende quota, a poco a poco diventa chiaro che c'è una ragione precisa se ognuno di loro si trova lì. Una ragione che né Sabrina né tantomeno il lettore riescono lontanamente a immaginare. Bon appetit! Tra Ps. I love you e Le cinque persone che incontri in cielo, una storia sull’amore, la perdita e tutto quello che c’è nel mezzo.


"Il silenzio della collina"
di Alessandro Perissinotto

Domenico Boschis è nato nelle Langhe, ma da molti anni ormai la sua vita è a Roma, dove ha raggiunto il successo come attore di fiction TV. Una notizia inaspettata, però, lo costringe a tornare tra le sue colline: il padre, col quale ha da tempo interrotto ogni contatto, è malato e gli resta poco da vivere.
All'hospice, infatti, Domenico trova un'ombra pallida dell'uomo autoritario che il padre è stato: il vecchio non riesce quasi più a parlare, ma c'è una cosa che sembra voler dire al figlio con urgenza disperata. «La ragazza, Domenico, la ragazza!» grida, per scoppiare poi in un pianto muto. Dentro quel pianto Domenico riconosce un dolore che viene da lontano.
Chi è la ragazza che sembra turbarlo fino all'ossessione?
Mentre Domenico riprende confidenza con la terra in cui è cresciuto e cerca di addomesticare i fantasmi che popolano i suoi ricordi d'infanzia, si imbatte in un fatto di cronaca avvenuto cinquant'anni prima a una manciata di chilometri da lì. La protagonista è proprio una ragazza: ha tredici anni quando, una notte di dicembre del 1968, viene "rubata" da casa sua. Di lei non si sa nulla per otto mesi, poi la verità emerge con tutta la sua forza.
È possibile che sia il ricordo della tredicenne a perseguitare il padre di Domenico? E se così fosse, significa che il vecchio ha avuto un ruolo nella vicenda della ragazza? Lui l'ha sempre considerato un cattivo padre; deve forse cominciare a pensare che sia stato anche un cattivo uomo? Domenico ha bisogno di trovare una risposta prima che il vecchio chiuda gli occhi per sempre.

"La chimica degli opposti"
di Randa Abdel-Fattah

Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all'accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall'altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall'Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, "stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino", però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l'attrazione che li spinge l'uno verso l'altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.

"Lo strano vizio del professor Mann (Viola e Rosmarino)"
di Alessandro Ghebreigziabiher 

Il vice commissario Corda indaga sulla scomparsa di un bambino di nome Benjie. Del presunto rapimento è sospettato l’insegnante di musica Ercole Mann, anche lui svanito nel nulla dopo aver abbandonato inaspettatamente la cattedra ed essere tornato a vivere dai genitori Maria e Albrecht, entrambi ciechi. Nello stesso tempo, Corda non sta passando un buon periodo, poiché sua moglie Lisa palesa un improvviso mutismo, al quale di certo non ha giovato un’imperdonabile scappatella del marito. Entrambi sono in cura presso la psicoterapeuta Giorgia Marinelli, la quale ha a sua volta un problema irrisolto con il padre.
La vicenda si svolge in un mondo dove tutti gli attori in campo mostrano un gran bisogno di parlare, di qualsiasi argomento e in ogni istante, di avere un interlocutore sempre pronto ad ascoltare e, soprattutto, approvare. Tale insoddisfatta necessità induce i personaggi a rendere quasi inutile la presenza dell’altro, riducendo il mancato dialogo a un eterno monologo. Così, navigando attraverso discorsi e parole dette nella gran parte dei casi a senso unico, si viene man mano a scoprire la verità sulla sparizione di Benjie e su quale sia lo strano vizio del professor Mann.