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domenica 11 maggio 2014

Libri: una passione, mille mondi

Per la rubrica:


Il segreto principale che sta alla base del successo di uno scrittore sono: i libri.
Un grande scrittore è anche un gran lettore, ma non sempre un gran lettore è anche un grande scrittore.
Ora, tutti quelli che non hanno idea di cosa ci sia di così divertente nel leggere un libro, si sono persi una parte fondamentale della vita: la fantasia.
I libri sono un pozzo senza fondo di emozioni, in essi puoi perderti e a volte, rischiare di non fare più ritorno.
Molte persone criticano i lettori perché alla vita preferiscono un buon libro ma la verità di fondo è che i lettori preferiscono mille vite ad un’unica e banale vita reale.
Nei libri si imbattono in mondi meravigliosi, pieni di sogni, avventure e amore (vedi Mordor, il Paese delle Meraviglie, Hogwarts e tanti altri posti meravigliosi che ormai sono entrati nei cuori del lettori e degli amanti dei film).
Un libro non è solo carta scarabocchiata, è amore, passione, odio, intrigo, mistero, fantasia, sogno, in un libro puoi fingere di essere chiunque tu voglia essere. Un libro è una via di fuga, una porta segreta pur sfuggire la realtà e ritrovarsi tra persone, che seppur immaginarie, ti accetteranno sempre per come sei e non ti cacceranno mai via.
Un libro è il miglior rifugio in cui potersi nascondere, in cui poter vivere ed i lettori ne conoscono perfettamente ogni angolo più buio.
I lettori riconoscono i profumi dei libri, sanno distinguere quello di un nuovo libro con quello di uno vecchio e sanno se un libro è stato maltrattato o abbandonato.
Non c’è cosa peggiore per un lettore che vedere un libro gettato nel cestino o buttato in una pozzanghera in mezzo alla strada.
I libri non sono solo parole scritte, sono amici fidati, sono tesori preziosi che un lettore sa apprezzare e difendere, sempre.
I non lettori non riescono a capire perché ci siano persone così ossessionate dai libri, eppure basterebbe che prendessero in mano il libro giusto e capirebbero che i libri racchiudono mondi infiniti e sono un’ottima cura per non sentirsi più soli.
Non esistono libri belli o brutti, eccezionali o banali, esistono solo i libri giusti per i lettori giusti.
Ogni lettore ha il suo libro preferito ed è per lui il libro più bello di tutti, è il suo libro giusto.
Ogni libro racchiude dentro di sé un piccolo segreto e solo chi saprà guardare a fondo potrà scoprirlo e farlo suo.
A volte, anche il migliore dei lettori, si sente sconfitto di fronte a un libro che non gli concede di scoprire il suo segreto. I libri sono magici, sono speciali e sono in grado di decidere chi è degno o meno di conoscere la loro anima.
Quindi, lettori, quando vi trovate di fronte a un libro che non capite, che trovate noioso o terribilmente banale, provate a fermarvi un attimo e a capire la verità di fondo di quel libro. Forse non è quel libro che è noioso ma siete voi a non capirlo?
Date un’opportunità a tutti i libri, perché loro ne danno mille a voi.
I libri non ti giudicano mai, ti aspettano tra scaffali polverosi, speranzosi che presto arrivi il loro turno. I libri sono lì, pronti per essere letti ma solo una mente può accarezzare la loro anima.
Non sono i libri che devono invogliare i lettori, sono i lettori che devono capire i libri.

venerdì 9 maggio 2014

"Zia Mame" - Patrick Dennis


            
Editore GLI ADELPHI 
Pagine 380 (comprensive di commento finale di Matteo Codignola)
Prezzo 12,00 EURO
Anno prima edizione 1955
Genere: Narrativa straniera 

Immaginate di essere un ragazzino di undici anni
nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran
dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Su consiglio di svariati Lettori, ho preso tra le mani questo volume di ben 380 pagine ed ho iniziato la lettura in una notte come tante altre.
Poco prima di iniziare a leggere, però, alcuni amici mi hanno dissuasa dall'intraprendere questo viaggio ma ormai decisa, ho fatto finta di niente ed ho iniziato a leggere. Non lo avessi mai fatto!! Ora sono completamente innamorata di Zia Mame!
Una cosa particolare che fin da subito mi ha stupito, è che il protagonista della storia si chiama come lo scrittore: Patrick Dennis, nome che tra l’altro è solo uno pseudonimo.
La storia però non è un’autobiografia, lo scrittore ha preso sì spunto da persone reali per creare alcuni dei personaggi ma quella narrata, apparentemente, non è la sua vita.
Zia Mame, però, sembra essere stata creata su immagine di un’eccentrica zia dello scrittore e pare che quest’ultima lo creda davvero. Una cosa certa è che poco dopo la pubblicazione dei libro (1955) i librai ricevettero una lettera (di colore rosa, bianco e nero) redatta dalla stessa Zia Mame che diceva: "Caro, quel cialtroncello di mio nipote Patrick ha scritto un libro su di me che trovo estremamente scurrile. E soprattutto per nulla veritiero. Pensa, racconta che una volta mi sarei fatta beccare nuda in un dormitorio di Princeton. Smentisco nel modo più categorico: non era Princeton, era Yale ". Con un finale che decisamente non ti lascia indifferente: "Dunque, sappi che farò causa a Patrick. Farò causa alla Vanguard Press. E, nel caso tu venda una sola copia del libro, farò causa anche a te. Baci baci baci, Mame."
Insomma con un anticipazione così, potete ben immaginare come io mi sia buttata a capofitto nella lettura.
La storia parla di un bambino di dieci anni, Patrick Dennis, che diventa orfano e viene affidato alle “amorevoli” cure dell’eccentrica e bislacca Zia Mame, sorella del suo defunto padre che, tra l’altro era poco incline a considerarla affidabile.
In mancanza di altri parenti Patrick viene quindi affidato a Zia Mame, ragazza solare, dai modi originali e dalle idee innovative.
Non appena Patrick approda nel mondo fantastico di Zia Mame, la qual porta gli viene aperta dal simpatico domestico giapponese Ito, capisce subito che ha due alternative: scappare a gambe levate o affrontare una vita piena di divertimento e mille avventure assurde. Non avendo altra scelta, Patrick rimane con la zia e mai scelta fu più assurda e ben presa come quella.
Patrick rimpiangerà quella scelta più e più volte ma non lascerà mai Zia Mame perché in fondo, anche se cercherà di mandarlo in una scuola per nudisti, gli manderà a monte un matrimonio e cercherà di farlo sposare con tre sanguisughe, Zia Mame rimane sempre un’eccentrica donna che dalla vita pretende solo il meglio e che non accetterà mai di arrendersi, nemmeno di fronte a una guerra e a sei piccoli demoni che le faranno esplodere una stanza della casa!
Patrick, nonostante la zia folle, cresce benissimo ed è proprio lui che ci racconterà di come quella zia, molto stramba e poco concreta, gli cambiò la vita quando quel giorno di tanti anni prima lo ricevette in casa con un entusiastico: "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!".
Patrick ci racconta di quella folle zia partendo da un articolo di giornale dedicato ad una donna indimenticabile che in vita sua aveva fatto così tanto per così tante persone, esattamente come zia Mame si descriveva!
Zia Mame è un portento e credete a me quando vi dico che leggendo questo libro vi sarà difficile non sorridere almeno una volta.
La scrittura è semplice e la lettura scorre veloce. Il libro è diviso in pochi capitoli, ognuno dei quali parte dall’articolo di giornale che Patrick legge e dal quale lui inizia a ripensare alla sua vita con la zia.
Nonostante il libro sia del 1955, trovo che la storia sia ancora tutt'altro che banale e penso che chiunque si ami definire un buon lettore, debba leggere questo libro almeno una volta.
Detto questo penso che non tutti però possano amare questa storia. La trama non si può certo definire con il termine “avvincente” e potrebbe quindi risultare un po’ noiosa per gli appassionati di fantasy o romanzi gialli, ma per tutti coloro che amano la narrativa, i classici o anche i romanzi rosa, consiglio caldamente di leggere questo straordinario libro, a cui decido di assegnare:

4 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- "Ho sempre pensato che nonostante tutte le persone che aveva intorno, e i suoi interessi, e le sue mille e mille occupazioni, zia Mame in fondo si sentisse un pò sola."

- "Col tempo imparerai che a volte nella vita è meglio non essere troppo onesti."

- "Sono stato nel paese delle meraviglie con te, come al solito. Invece adesso vado a New York, col prossimo traghetto."

- "Voglio vedere te, Pegeen e il vostro adorabile bambolotto. Insomma, mi fai un bambino e io neanche lo vedo. Va bene che ho dovuto dare una mano all'Europa e all'Asia a rimpannucciarsi, ma dico. Non puoi mettermelo in una cesta e calarmelo?"

- Lo scrittore a Life: "I lettori tendono a considerare vero quello che gli presentiamo come una finzione, l'unico modo per rendere una finzione credibile è presentarla come se fosse vera."

lunedì 5 maggio 2014

"Le rose di Atacama" - Luis Sepùlveda


Editore GUANDA
Pagine 172
Prezzo 14,00 EURO
Anno prima edizione 2005
Genere: Narrativa straniera 

Il viaggio, il vagabondaggio per il mondo, è qui che si collocano le storie raccolte in questo libro. Lo scrittore narra le vicende di personaggi anonimi e marginali incontrati per il mondo, uomini e donne che hanno in comune l'aver fatto della propria vita una forma di resistenza. Un amico cileno che ha diretto la rivista Analisis, prima barricata della lotta contro Pinochet. Un cantante che ha partecipato alla Primavera di Praga. Un cameraman olandese ucciso dall'esercito del Salvador. Uomini che non hanno mai sperato di uscire dai margini, ma che per una volta sono affiorati, con le loro storie, dal buio dell'oblio. Come le rose che, in un solo giorno dell'anno, ricoprono il deserto di Atacama.







Questo libro, scritto dallo stesso scrittore che ha redatto “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, è stato una ventata di coscienza che mi ha investita in pieno viso.
In questo libro, lo scrittore racconta in vari capitoli le storie e le vite delle persone che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la differenza.
In questo libro si racconta la storia dei gemelli Duarte, due fratelli che lavoravano come trapezisti in un circo e che sono stati divisi dai militari che hanno accusato uno dei fratelli di essere un guerrigliero argentino.
Nel libro si parla anche di Vidal, un sindacalista contadino che non si è mai arreso e che ha continuato a combattere con determinazione.
Poi c’è Fernando, un cane che è stato adottato da una città intera che lo ha amato e rispettato e alla fine dei suoi giorni, dopo un funerale maestoso, gli hanno eretto un monumento.
E che dire delle valorose Rose Bianche di Stalingrado? Ragazze pilota che con coraggio avevano affrontato in volo i tedeschi, e ne erano uscite vincitrice diventano i loro peggiori nemici.
Uomini, donne, animali che nella loro esistenza hanno fatto la differenza, hanno affrontato con coraggio il destino e con un enorme sorriso sono andati incontro all’anonimato.
Tutte queste persone sono state dimenticate da molti, le loro vite sono passate in un sussurro ma con questo libro, sono riemerse dall’oscurità.
Questo non è solo un libro, è un ricordo, il ricordo di coloro che sono stati dimenticati. Questo libro racchiude le brezze di coloro che in un modo o nell’altro hanno fatto la differenza, contiene il ricordo di chi ha avuto il coraggio di vivere.
Se vi state chiedendo se questo libro merita di essere letto, la risposta è sì. Leggetelo per non dimenticarvi di chi ha vissuto, per riportarli in vita, anche se solo per poco.
Lasciatevi conquistare da questo libro semplice, a cui assegno:

4 stelle su 5

Ecco alcune frasi dal libro:

- "La certezza che la parola scritta è il più grande e invulnerabile dei rifugi, perchè le sue pietre sono unite dalla malta della memoria."

- "L'avidità sarà sempre come un ago di ghiaccio nelle pupille."

- "E' vero che la vita è breve e fragile, ma è altrettanto vero che la dignità e il coraggio le conferiscono una vitalità che ci fa sopportare i suoi inganni e le sue sventure."

- "Aveva ragione Brecht quando scriveva: Ci sono uomini che lottano tutta la vita: è di loro che non si può fare a meno."

- "Le ferite degli eroi letterari guariscono in fretta con il balsamo della lettura."

domenica 4 maggio 2014

"Jane e lo spirito del Male" - Stephanie Barron


Editore TEA
Pagine 323
Prezzo 12,00 EURO
Prezzo ebook 8,99 EURO
Anno prima edizione 2010
Genere: Giallo storico 

Canterbury, 1805. Nell'aristocratica cittadina, gremita di tutta la migliore società inglese in occasione delle annuali corse di cavalli, l'atmosfera si presta agli scandali. Eppure, neanche Jane è preparata alla drammaticità degli eventi di cui sta per essere involontaria spettatrice. Una nobildonna francese di straordinaria bellezza, nota per i suoi costumi sfacciati, viene trovata morta, orrendamente strangolata. Lo scalpore e lo shock lasciano presto spazio alle accuse e gli occhi di tutti puntano su un uomo, un mascalzone che non aveva fatto mistero della sua attrazione per la vittima. Ma Jane, come sempre, non ama fermarsi alle
apparenze e decide di approfondire le indagini per conto suo, portando presto alla luce una serie di indizi per lo meno insoliti, che puntano tutti nella stessa direzione. Intanto, le forze di Napoleone si stanno avvicinando alle coste del Kent, minacciando l'incolumità della popolazione. Tuttavia, Jane non è disposta ad abbandonare il caso per mettersi in salvo in terre più sicure, anche se la sua sete di giustizia potrebbe costarle il prezzo più alto: la sua stessa vita.






“Jane e lo spirito del Male” è il quarto libro della saga “Le indagini di Jane Austen”. Saga basata sulle prodezze e le avventure della scrittrice Jane Austen.
Il libri sono scritti sotto forma di diario e gli eventi narrati sono tratti dalla corrispondenza reale di Jane Austen.
Il libro, infatti, non è soltanto un giallo ottocentesco ma anche una testimonianza storica che narra gli eventi, tra cui le guerre napoleoniche, che si susseguirono in quegli anni.
In questo volume Jane si ritrova, dopo la morte del suo affezionato padre, ospite dal fratello Neddie a Canterbury. Durante la permanenza presso l’agiata famiglia del fratello, Jane si imbatte nell’omicidio di una donna francese: Mrs. Gray. Donna non del tutto stimata. Neddie, il fratello di Jane, è Giudice di Pace e con l’aiuto dell’intelligenza e della sagacia della sorella, si mette sulle tracce dell’assassino.
Da subito le colpe cadono sul malcapitato Mr. Collingforth che per fuggire dalle accuse, si allontana in fretta e furia dalla città.
Sia Neddie che Jane, però, credono Mr. Collingforth innocente e si prodigano per scoprire il vero assassino.
Intanto si scopre che Mrs. Grey era in realtà una donna scaltra che inviava informazioni in patria per facilitare le mosse di Bonaparte sul continente inglese.
L’omicidio prende quindi una sfumatura aspra, la vittima non è più un’indifesa dama ma una spia francese.
Chi ha ucciso Mrs. Gray? Forse il suo stesso marito che è a capo di un’importante banca inglese? Oppure uno dei suoi tanti amanti da cui Mrs. Gray attingeva informazioni importanti da inviare in patria?
Questo lo scoprirete solo leggendo, io però posso darvi la mia opinione.
Innanzitutto, già a pagina 46 ho potuto intuire come la dinamica dell’omicidio si sia svolta. Non era alquanto complicata, anzi, mi stupisco del fatto che Miss Austen arrivi a comprenderla solo alla fine del libro!
Nonostante la dinamica dell’omicidio sia di facile comprensione, trovare l’assassino non è stato così facile. Ho potuto fare varie congetture ma senza mai arrivare alla conclusione corretta.
Quando poi è stato svelato il nome dell’assassino, mi sono ritrovata a tifare per lui.
Solitamente quando il cattivo viene scoperto e catturato provo un immenso senso di giustizia e serenità, ma questa volta mi è quasi dispiaciuto scoprire l’identità del malfattore, se così si può definire.
Per quel che mi riguarda, l’assassino ha la mia simpatia, e mi dispiace molto per come è andata a finire.
Detto questo, posso dire che apprezzo i romanzi della Barron soprattutto per la loro vena storica e per la loro attinenza alla vita di Jane Austen. Se il giallo ti annoia puoi sempre rifugiarti tra i racconti sulla vita della scrittrice nella meravigliosa e romantica epoca Regency.
Questo libro in particolare è ricco di eventi storici e delle vicissitudine che riguardano la vita della scrittrice.
Se decidete di leggere questo libro per il racconto giallo, lasciate perdere, ma se lo leggete anche per la sua attinenza a Jane Austen e ai fatti dell’epoca, allora troverete una piacevole lettura.
Alla fine di tutto, assegno:
3 stelle su 5

Ecco alcuni frasi dal libro:

- "Creo che l'amore si volga spesso in odio, soprattutto se si tratta di una passione ossessiva."

- "Ti prego d'informarmi in merito ai risultati delle tue ricerche, Jane. Non sono così ingenuo da credere che rimarrai tranquillamente seduta entro le mura di casa, mentre accadono cose tanto interessanti."

- "Giuro che talvolta sembri quasi un uomo, Jane. Non è certo una meraviglia che tu sia la disperazione di nostra madre."

- "In mia sorella vedevo l'inconsapevole realizzazione di un ideale, che sapevo essere perennemente negato alle mie possibilità."

- "Quale gioia! Ma subito dopo questa gioia è stata sopraffatta altrettanto improvvisamente da una passione quasi simile all'odio."

- "Eccomi dinanzi a te, Anne! E adesso il mio cuore è più tuo di quando lo hai spezzato, pochi giorni fa! Hai una minima idea della sofferenza che mi hai causato, delle notti insonni, delle infinite riflessioni, dei tentativi disperati di comunicare?"

- "Demoni e angeli convivono in tutti noi, Mr. Sothey, e io so che il vostro angelo prevarrà."