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martedì 31 dicembre 2013

"Novecento" - Alessandro Baricco


Editore FELTRINELLI
Pagine 58
Prezzo 6,50 EURO
Anno prima edizione 2012
Genere: Narrativa italiana 


Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante,
capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano".







Un monologo di appena cinquanta pagine, in grado di emozionarti come pochi.
Una bella storia da raccontare a chi, ha la pazienza di ascoltare.
Uno personaggio, Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, un nome che la dice lunga.
Destinato alla grandezza, ufficialmente mai nato, sarà un uomo che vi travolgerà con il suo semplice stare al mondo. Mai sceso dalla nave da crociera: Virginian, solca gli oceani, incantando tutti con la soave melodia del suo piano.
La sua semplicità, la sua stravaganza, il suo essere al di là della vita, lo rende uno dei personaggi più interessanti della scrittura italiana.
Sembra quasi una storia surreale ma se per un attimo, fai finta che sia tutto vero, non puoi fare a meno di incantarti.
Umiltà, ingegno, genialità, è ciò che rende questo libro: unico.
Non posso non dargli:

5 stelle su 5

Mi è impossibile ricopiare tutto il testo, per questo mi limiterò a queste poche frasi: 

- "Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era, e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede.
Su cui Dio ballava, se solo era negro."

- "Credetemi, non ne troverete altre di navi così: forse, se cercherete per anni ritroverete un capitano claustrofobico, un timoniere cieco, un marconista balbuziente, un dottore dal nome impronunciabile, tutti sulla stessa nave, senza cucine. Può darsi. Ma quel che non vi succederà più, potete giurarci, è di stare seduti col culo su dieci centimetri di poltrona e centinaia di metri d'acqua, nel cuore dell'Oceano, con davanti agli occhi il miracolo, e nelle orecchie la meraviglia, e nei piedi il ritmo e nel cuore il sound dell'unica, inimitabile, infinita, ATLANTIC JAZZ BAAAAND!!!!!"

- "Lui l'aveva una ... buona storia. Lui era la sua buona storia. Pazzesca, a ben pensarci, ma bella ... E quel giorno, seduto su tutta quella dinamite, me l'ha regalata."

- "Novecento, tutto questo è assolutamente contrario al regolamento".
Novecento smise di suonare. Era un ragazzino di poche parole e di grande capacità di apprendimento. Guardò con dolcezza il comandante e disse: "In culo il regolamento".

- "E se io ci ripenso, mi sembra che era quella cosa lì, essere felici. O una cosa del genere."

- "Il mondo, magari, non l'aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima."

- "Cristo, ma le vedevi le strade?/ Anche solo le strade, ce n'era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una/ A scegliere una donna/ Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire/ Tutto quel mondo/ Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce/ E quanto ce n'è/ Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla .../ "

- " Ho disarmato l'infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno mai ho raccontato se non a te./" 

venerdì 29 novembre 2013

"L'imperatrice Sissi" - Erika Bestenreiner


Editore MONDADORI
Pagine 289
Prezzo 10,50 EURO
Anno prima edizione 2005
Genere: Biografia 


Il 24 aprile 1854, nella chiesa di Sant'Agostino a Vienna, a soli sedici anni la duchessa in Baviera Elisabetta sposa il cugino Francesco Giuseppe. Ha così inizio l'epopea dell'imperatrice Sissi, una delle figure femminili più amate e raccontate della storia moderna, la cui personalità fu segnata da violenti contrasti. E la cui vita, che fu scandita dal drammatico alternarsi di felicità e dolore, di successi mondani e lutti strazianti, venne spezzata nel 1898 dalla mano dell'anarchico italiano Luigi Lucheni il quale, uccidendola, ne fece una martire e un mito. Erika Bestenreiner ricostruisce in queste pagine anche le vicende meno note, ma non meno tumultuose e singolari, che caratterizzarono l'esistenza degli altri figli dei Duchi in Baviera.






A differenza del precedente libro recensito: "Sissi" di Brigitte Hamann, questo nuovo volume si concentra, non solo sulla figura dell'Imperatrice, ma anche sui suoi fratelli, sorelle, figli e nipoti vari.
Rispetto all'altro libro, che si concentrava sulla vita di Elisabetta, questo nuovo libro storico prende in considerazione anche le vite dei famigliari di Sissi e di come, quest'ultima, abbia influito su di essi.
Un volume non troppo spesso ma ricco di nozioni e immagini interessanti.
La vita della sovrana viene trattata dall'inizio alla fine ma non in modo approfondito, come invece viene fatto nel libro della Hamann. Gran parte del volume è dedicato ai fratelli di Elisabetta, alle loro vite, ai loro figli, ai loro matrimoni e anche alle loro morti. Questo libro prende in considerazione la vita dell'Imperatrice attraverso la sua famiglia.
Elisabetta fu una grande donna e questo non comporta il fatto che fu anche una grande imperatrice. I suoi rapporti con i famigliari non furono sempre calorosi e la sua vita non fu l'unica ad avere una fine triste.
La scrittrice Bestenreiner ha fatto nascere in me un dubbio: cosa sarebbe successo, se all'altare, con Francesco Giuseppe, ci fosse andata Nènè e non Sissi? Se Elena in Baviera fosse diventata realmente Imperatrice austriaca, le cose sarebbero andate diversamente?
Un libro ben strutturato, chiaro e istruttivo, che merita:

4 stelle su 5

Alcune frasi dal libro:

- "Elena continuava a pensare che al posto della sorella avrebbe dovuto esserci lei e che, invece, era soltanto oggetto di sguardi compassionevoli."

- "Obbiettivamente sarebbe stato meglio per tutti gli interessati se Francesco Giuseppe avesse scelto Elena. Elisabetta, infatti, nonostante i pregi, la bellezza e lo charme, non fu né una buona moglie né una madre premurosa. (..) Come sarebbe stata diversa la storia della casa d'Asburgo - e, di conseguenza, la storia mondiale - se la duchessa Ludovica non avesse portato Elisabetta a Bad Ischl."

- "Carlo Teodoro (...) desiderava dare un senso alla sua esistenza, voleva essere utile agli altri uomini e poter star vicino alla gente. (...) La morte di Sofia, rafforzò il suo desiderio di studiare medicina. La famiglia si oppose subito e a gran voce. (...) Ma Carlo Teodoro non si lasciava sviare. Incoraggiato dai suoi professori dell'università, realizzò il suo desiderio."

- Frederic Barker: "Sembra una donna di trent'anni. Bianca come il marmo appare la pelle levigata dalla morte, un leggero rossore affiora sulle labbra, così raffinate e delicate come erano state in vita. Alla sua vita dovetti pensare alla statua di Saffo, che Sua Maestà conservava a Lainz e che amava tanto." Se non ha esagerato, la morte e l'arte dell'imbalsamazione avevano restituito all'imperatrice ciò a cui teneva di più: la bellezza giovanile.

- "Anche dopo la morte di Lucheni, il crimine da lui commesso era destinato ad avere molte ripercussioni. Sebbene l'attentatore avesse in fondo esaudito il desiderio di Elisabetta di una fine rapida e indolore, l'imperatrice Sissi era divenuta grazie a lui una martire, vittima di un anarchico senza scrupoli che aveva assassinato una donna indifesa."

- Hans Bankl, autore di "Mal d'Asburgo", in riferimento a Sissi:
"digiunava come Lady Di,
cavalcava e tirava di scherma come d'Artagnan,
faceva ginnastica come Jane Fonda,
venne ammazzata come J.F Kennedy
e assomigliava a Romy Schneider."

mercoledì 30 ottobre 2013

"Regalami una favola" - Hester Browne


Editore GARZANTI LIBRI
Pagine 441
Prezzo 16,40 EURO
Prezzo ebook 9,99 EURO
Anno prima edizione 2013
Genere: Romanzo rosa

Amy ha ventiquattro anni e ormai ha capito di essere più brava con le piante che con i ragazzi. Con i fiori è tutto più facile: sa perfettamente che mix di colori scegliere per dare nuova vita a un giardino. Ma far colpo su qualcuno è molto più complicato. Ogni volta che parla con un uomo il viso di Amy assume la sfumatura dei gerani rossi in primavera e la sua bocca farfuglia frasi insensate. Il suo sogno di vivere un amore da favola sembra essere irrealizzabile. Ma durante una festa, in cui come al solito se ne sta in disparte, Amy incontra due occhi azzurri come petali di un fiordaliso. È amore a prima vista. Leo è il ragazzo che tutte sognano, e, anche se sembra quasi impossibile, ha scelto proprio lei. Con la scusa di farle ristrutturare il suo giardino al centro di Londra, la corteggia con il romanticismo di un vero gentiluomo. Passano solo pochi mesi e Leo è pronto per farle la proposta che ogni donna aspetta: le chiede di sposarlo regalandole un anello di diamanti che brilla come un intero cielo stellato. Amy non riesce a credere che la sua favola d'amore si stia realizzando. Eppure la strada per la felicità è tutta in salita. Leo non è il semplice ragazzo che Amy crede: è un vero principe, erede al trono. Il suo mondo è fatto di ricevimenti sfarzosi e serate di gala. Per stare accanto a lui Amy deve decidere se è pronta a disegnare una nuova sé stessa rinunciando a quello che è sempre stata. E più di tutto, deve decidere se è pronta ad essere sincera fino in fondo.







Da dove iniziare?
C'era una volta un principe bello e ricco, un giorno, ad un party in maschera, incontra la giardiniera più bella di tutte.
Sembra una storia un pò bislacca e sotto alcuni punti di vista banale, ma posso assicurarvi che è tutt'altro che scontata.
L'inizio della storia non è dei più promettenti ma una volta ingranata la marcia, il romanzo prosegue sciolto il suo percorso, facendovi sempre di più innamorare dei due protagonisti.
La storia parla di Amy, una ragazza di 24 anni, giardiniera, con un segreto doloroso che verrà svelato solo alla fine del libro. Questa è l'unica fonte di suspense del libro perchè poi la storia segue il profumo agrodolce dell'amore.
Amy, per puro caso, durante una festa in maschera organizzata dalla sua espansiva coinquilina, si imbatte in un bellissimo principe di nome Leo. Tra loro è amore a prima vista e lui, dopo averle fatto risistemare il suo giardino, è pronto per farla diventare la sua regina MA! (non poteva mancare il ma), l'oscuro segreto di Amy torna a riemergere dall'oscurità per rovinarle ancora una volta la vita.
Come va a finire? Io l'ho letto, ora tocca a voi!
Il libro, in generale, non è male.
Alcune espressioni nel libro lasciano un pò perplessi, ma nel complesso, i termini usati sono semplici e perfettamente compressibili.
Una storia, quasi favola, che vi attirerà a sé grazie al suo charme, alla sua storia d'amore e allo stupefacente segreto sulla misteriosa sorella di Amy che vi accompagnerà fino alla fine (un pò snervante, lo devo ammettere).
Un amore principesco, giardini stupendi, un fratello esuberante, un finale a sorpresa e una grande voglia di essere, semplicemente, la persona più normale del mondo.
Un libro che merita:
4 stelle su 5
                                                
Alcuni frasi dal libro:

- "Columbia Road era il punto più a est in cui questa ragazza di Chelsea avesse il coraggio di spingersi senza scorta armata e cartina geografica."

- "Se c'è una cosa che la mia ridicola famiglia mi ha insegnato, è che non bisogna mai ignorare le ragioni del cuore. Alla lunga, si rivela sempre molto più saggio della testa."

- "Da qualche parte, chissà dove, un orologio si era messo a scorrere all'indietro, un lento secondo alla volta."

- "Mi sembrò che le nostre anime combaciassero alla perfezione, come una chiave dentro alla serratura."

- "Piccole tasche d'amore e di promesse sussurrate come le margherite e i ranuncoli che sbucano nelle fessure dei marciapiedi."