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mercoledì 25 maggio 2016

Vetrate in stile letterario: le principesse delle fiabe su vetro

Per la rubrica:

La digital artist Mandiemanzano ha creato una serie di fan art ispirate alle principesse Disney in stile vetrata.
Le principesse sono state rappresentate come soggetti di brillanti e coloratissime vetrate, di cui vedrete alcuni esempi qui sotto. 
I disegni sono poi messi in vendita qui: MandieManzano Facebook e sul sito sopra linkato potete trovare la collezione dei disegni al completo. 

Le sorelle Elsa e Anna di Frozen
Cenerentola . La Sirenetta . Tiana
Set di personaggi Disney
Ursula . La sposa cadavere . Jack Skeletron 
Bella
Rapunzel . Merida . Esmeralda
Mulan 
Ora ditemi, quale vi piace di più?

La verità dietro il personaggio di Peter Pan

Per la rubrica: 

“Spiace ammetterlo, ma la presunzione di Peter era una delle sue doti più affascinanti. Per dirla tutta, non esisteva un bambino più presuntuoso di Peter.”

Uno dei libri più conosciuti sia da grandi che da piccini è senza dubbio “Peter Pan”.
Film, cartoni, libri, ci hanno proposto questo classico in ogni forma possibile, eppure quanti conoscono l’origine di questo bambino che mai cresce? 
In quanti conoscono i retroscena legati alla sua nascita?
Contrariamente a quello che potreste pensare, Peter Pan non fa la sua prima apparizione nel libro “Le avventure di Peter Pan” ma nel testo “L’uccellino bianco”, dove lo scrittore Barrie narra come ha inizio la storia di questo fanciullo molto speciale.
Peter altro non è che un uccellino che il corvo Salomone, capo dell’isola al centro dei Giardini di Kensington, manda ad una delle tante donne che sono solite scrivergli per chiedergli di donare loro un figlio.
I fringuelli, i tordi e i passeri che vengono mandati alle future mamme dal corvo, si trasformano poi in bellissimi bambini.
Peter Pan viene quindi mandato a una donna di Londra che, però, inavvertitamente, lascia la finestra aperta, e Peter, ancora mezzo uccello, ne approfitta per fare ritorno all’isola.
Una volta lì, però, scopre che non ne può più uscire, perché ormai le ali le ha perse ed è divenuto ora un semplice bambino.
Peter cresce quindi ai giardini, dove è solito suonare il Flauto di Pan alle feste delle fate, e dove fa la conoscenza di una bambina che si è appositamente persa nei giardini: Maimie Mannering.
Lei e Peter diventano amici a tal punto che lui le chiede di sposarlo. Maimie, però, non se la sente di lasciare la madre, quindi rifiuta, ma mai dimenticherà Peter.

“Morire sarà una splendida avventura.”

Riguardo alla figura di questo bambino straordinario, sono nate diverse interpretazioni, una di queste, la più popolare, è quella che afferma che Peter Pan altro non è che un traghettatore di anime, che fa spola tra il mondo dei vivi e l’Isola che non c’è (il Paradiso).
Peter però non porta con sé chiunque, ma bensì solo i bambini scomparsi, che in realtà sono morti. 
Nello specifico, si sostiene che Maimie Mannering, la prima amica di Peter, non fosse altro che una bambina morta che rifiuta di seguire Peter nell’aldilà perché vuole continuare a stare vicino alla sua mamma.
Ma da dove nasce il personaggi di Peter Pan? Cosa ha ispirato l’autore?
Ebbene, James Barrie ha preso probabilmente ispirazione da sé stesso e dalla tragedia che ha vissuto da piccolo.
Lo scrittore della celebre opera, all’età di 6 anni perde David, suo fratello più grande di sette anni.
Come se ciò non fosse già abbastanza traumatizzante, James deve poi convivere con una madre profondamente segnata dalla perdita del figlio prediletto.
James, afflitto dal dolore della madre che mostra chiaramente di aver sempre preferito il figlio maggiore, cerca di risollevarle il morale iniziando a fingere di essere David, prendendo l’abitudine di vestirsi ed atteggiarsi come lui.
La madre inizia quindi ad aprirsi, instaurando un dialogo con quel figlio che impersona il bambino da lei tanto amato.
Il nostro scrittore diventa pertanto il sostituto del fratello, è come se con David fosse morto anche James, perché questi smette di essere sé stesso per divenire il bambino per cui la madre provava tanto affettato.
James diventa quindi il primo dei bambini sperduti di cui in futuro tanto avrebbe parlato. 
James, come Peter Pan, era alla ricerca di una madre che lo crescesse, che gli volesse bene e con grande naturalezze, riversa questo suo bisogno nella sua creatura più celebre che altro non farà che riunire attorno a sé un gruppo di bambini che, come lui, sono stati abbandonati dalla madre. 
Dietro alla figura di Peter Pan, quindi, c’è molto più simbolismo e realtà di quel che si crede.
Quello che vi ho appena rivelato non è che il principio. 

domenica 22 maggio 2016

Recensione: "Un libraio molto speciale" - Petra Huelsmann


Editore Piemme
Pagine 372
Prezzo cartaceo 17,90 EURO 
Prezzo ebook 9,99 EURO 
Anno prima edizione 2014
Genere Romanzo Rosa

Ti è mai successo di innamorarti del tuo migliore amico? Ovviamente no: lui è quello con cui fai grasse risate mangiando schifezze davanti alla tv, o al massimo ti aiuta a soffiarti il naso quando il tuo fidanzato ti ha mollata e, magari contestualmente, hai perso il lavoro. Così la pensa Lena, cui entrambe le cose sono appena successe, e che con Ben – questo è certo – ha solo una solidissima amicizia. In cerca di lavoro dopo l’improvviso licenziamento, Lena non trova di meglio che un posto di commessa in una libreria di libri usati.
Peccato che in quella libreria ci sia un problema: il libraio. Il vecchio Otto non solo è bizzoso e disfattista, ma sembra odiare tutto e tutti – i libri, i clienti, e forse il negozio stesso. Al massimo, sopporta i suoi gatti, che ogni tanto si addormentano su questo o quel bestseller. Eppure, pian piano Lena conoscerà meglio il suo strano datore di lavoro, e capirà che a volte dietro le apparenze si nascondono storie che spezzano il cuore. Non solo: mentre si abitua alla nuova vita da single, si ritroverà a cambiare alcune opinioni – sui libri, sugli uomini, e anche su Ben… chi ha detto che dev’essere solo l’amico con cui soffiarsi il naso? Una storia d’amore frizzante e divertente, ma anche piena di saggezza, per tutte le lettrici che amano i libri e… l’amore.

È universalmente riconosciuto nel mondo letterario che io nutro una naturale avversione per i libri che trattano di librerie, biblioteche, librai o simili, in quanto, finora, non hanno fatto che deludermi.
Dico finora, perché, sorprendentemente e
inaspettatamente, "Un libraio molto speciale" ha largamente superato le mie non rosee aspettative, rivelandosi una lettura solare e coinvolgente.
La storia in questione parla di Lena e di Ben, migliori amici da sempre e perennemente impegnati a litigare tra di loro.
Lena è una ragazza di trent’anni che non può di certo essere definita fortuna. È goffa, forse un po’ troppo irascibile, pacata (anche se questo aggettivo la manda su tutte le furie), ed è meravigliosamente brava a mettersi nei guai.
Diciamo che lei non ha una “giornata no”, lei ha una “settimana no”! 
Tanto per farvi un esempio, in pochi giorni, Lena riesce a farsi lasciare dal suo futuro marito a un passo dal matrimonio e a farsi licenziare per aver mandato a tutto l’ufficio un’e-mail dove dice che il loro capo ha l’amante!
Come se non bastasse, oltre a non avere più un lavoro e un fidanzato (che tra l’altro è innamorato di un’altra), rimane anche senza una casa e quindi non può fare a meno di chiedere ospitalità al fratello, che vive assieme alla sua ragazza Juli (migliore amica di Lena) e a Ben.
La stretta vicinanza con il dottor batticuore Ben, però, mette in crisi Lena, che improvvisamente, tra un battibecco e l’altro, non può fare a meno di … innamorarsi di lui.
Il problema però è che “lui è quello sbagliato”, e Lena non ha nessuna intenzione di cedere ai capricci del suo cuore.
Ma come fare a far vincere la ragione quando la voglia di baciarlo è così pressante?
Un romanzo che arriva dritto da Amburgo e che ci fa innamorare grazie a una storia di libri, migliori amici e di vite che non vanno proprio come si vorrebbe andassero.
Un racconto esuberante che grazie alle disavventure di Lena saprà come farvi divertire.
L’unica nota di demerito la posso sollevare in merito alle descrizioni dei personaggi. Dal punto di vista caratteriale sono brillantemente modellati ma peccano dal punto di vista fisico. Le descrizioni in merito al loro aspetto sono praticamente nulle e questo mi ha un po’ deluso, avrei preferito una maggior cura da quel punto di vista.
Sicuramente, però, questo non farà di certo abbassare la mio opinione più che positiva in merito al libro.


Per la prima volta ho infatti trovato un testo che parla di librerie che non appare affatto banale e che è in grado di soddisfare il lato più pretenzioso del mio essere Lettore.
Questa è stata senza ombra di dubbio una lettura briosa, appassionante, toccante, è impossibile fermarsi prima della fine! 
Mi sono lasciata intrattenere piacevolmente da questo testo e alla fine, con rammarico, ho salutato Ben e Lena, con la consapevolezza che,a volte, i bastardini battono i cani di razza.
Un libro rivelazione, che mi porterò nel cuore ancora per un po’ e a cui assegno:


4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Succede di punto in bianco: improvvisamente mi sento felice."

- "I problemi d'amore passano, ma la nostalgia di casa non finisce mai (...)."

- "Bè, in effetti, sono trentun anni che ce la stiamo prendendo con calma. Potremmo anche accelerare un pò le cose."

venerdì 20 maggio 2016

Recensione: "Il profumo delle foglie di tè" - Dinah Jefferies



Editore Newton Compton
Pagine 416
Prezzo cartaceo 9,90 EURO 
Prezzo ebook 4,99 EURO 
Anno prima edizione 2015
Genere Narrativa Straniera

Londra, anni Venti. Gwendolyn Hooper, giovane donna inglese appena sposata, si trasferisce nella lontana isola di Ceylon per raggiungere il marito. Ma l’uomo che le viene incontro nella piantagione
di tè non è lo stesso di cui si era innamorata in Inghilterra tempo addietro. Distante e indaffarato, Laurence trascorre le giornate nella piantagione, lasciando la sua sposa da sola a occuparsi della casa, della servitù e delle nuove incombenze. La grande casa
coloniale, agli occhi di Gwendolyn, appare un luogo misterioso, con porte chiuse a chiave e indizi di un torbido passato: in un baule polveroso è nascosto un vecchio velo da sposa ingiallito e le ombre del giardino celano una piccola tomba… Quando Gwen rimane incinta, suo marito è finalmente felice e tutto sembra andare per il verso giusto, ma c’è poco tempo per festeggiare. Al momento del parto la neomamma dovrà prendere una decisione terribile, di cui non potrà fare parola con nessuno, neanche con Laurence. Quando, infine, arriverà il momento della verità, Gwen sarà in grado di spiegare che cosa ha fatto e perché?
Un’appassionante storia di tradimenti, colpe e segreti indicibili che avvince il lettore e non lo lascia più andare.

È una storia triste, amara, forse anche un po’ ingiusta, eppure non manca il coraggio di non abbattersi mai, la voglia di continuare a lottare per ciò che è giusto, la forza di andare avanti che scorre come un fiume in piena nelle vene della dolce e sfortunata protagonista.
Questa è una storia nata e cresciuta nelle piantagioni di tè di Ceylon (Sri Lanka), tra braccianti, schiavi,
uomini di colore e famiglie benestanti.
È il 1925 ma la nostra storia inizia molto prima, proprio grazie ad una fine, e a un segreto troppo scomodo per essere rivelato.
Gwen non è che una giovane ragazza nel 1925. Si è appena sposata con il suo amato Laurence e senza pensarci troppo, decide di abbandonare il suolo inglese per andare a vivere con suo marito nelle calde e profumate piantagioni tè a Ceylon che lui possiede.
La vita in quella terra selvaggia e invasa da indigeni, è ben diversa da quella in Inghilterra, la patria dei gentiluomini e delle buone maniere.
Per amore, però, Gwen è pronta ad iniziare quella nuova vita, ad abituarsi al caldo e alle usanze, a volte meschine, del posto.
Ben presto il suo ventre inizia a crescere, a testimonianza della sua felicità coniugale.
Ma in quel ventre è celato un seme pericoloso, che porterà scompiglio, angoscia, terrore, ansia, paura nelle vite di Gwen e Laurence. Quel seme è il frutto di un segreto antico e sepolto lontano dalla memoria umana.



Quel seme metterà Gwen di fronte a una dura e lacerante scelta, logorerà l’animo fragile di Verity, la sorella di Laurence e determinerà il destino di chi il mondo ha appena avuto il tempo di vederlo.
Un romanzo storico incentrato sui rapporti tra i coloni e i loro padroni, su quanto significativo fosse il colore della pelle e su quanto i segreti possano rovinare le vite delle persone. 
Un brano storicamente ben curato, che svela i retroscena della vita dell’epoca attraverso un’intensa storia d’amore su cui gravano fantasmi dilaniati dal dolore, dalla depressione, da una vita che non è stata clemente con loro.
A fine testo, assieme ai personaggi, non si può evitare di pensare a come sarebbero andate le cose se nessuno di loro avesse deciso di mantenere i propri
segreti.
Forse tutto poteva cambiare, sarebbero potuti essere completamente felici oppure, come sostiene Gwen, non poteva che andare in quel modo.
Un racconto riflessivo, evocativo e malinconico.
Un testo creato con attenzione, che focalizza l’attenzione soprattutto su ciò che accadeva agli inizi del ‘900 nelle piantagioni di Ceylon, oggi chiamata Sri Lanka.
Con classe e soavità, la scrittrice ci mostra un mondo antico e diverso, ci racconta una storia attraverso cui ci fa pensare.
Un romanzo delicato e amarognolo come un tè verde, un libro a cui assegno:


4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Le raccoglitrici, che indossavano sari dai colori brillanti e sgargianti, erano simili a minuscoli uccellini ricamati."

- "Di tanto in tanto abbiamo tutti bisogno di una scossa."

- "Il tempo passava, e nonostante momenti di intensa angoscia in cui si trovava ancora a fronteggiare il panico, Gwen si sentiva sempre più forte, giorno dopo giorno."