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mercoledì 8 giugno 2016

La vita segreta di una BookBlogger - Book Tag


Non c'è due senza tre, dice il detto.
Dopo i due Book Tag in cui mi avevano nominata pochi giorni fa, eccone un altro, questa volta, mi ha taggata La mia caotica libreria e il tag riguarda la mia vita da BookBlogger.
Quindi, se siete curiosi di conoscermi un pò di più, date un'occhiata alle mie risposte.

1. Da quanto tempo sei nella blogosfera? 
Ho perso il conto, ma dovrebbero essere circa tre anni ... o almeno è così che dice l'orologio del mio blog.
I primi post che ho scritto portano una data del 2013.

2. Quando pensi di ritirarti? 
Non l'ho programmato, forse un giorno la vita reale mi coinvolgerà a tal punto da spingermi a porre alla mia vita da blogger, ma per il momento, sento di avere un bisogno esistenziale di scrivere su questo blog.
Ora non prevede date di scadenza.

3. Qual è l'aspetto migliore dell'avere un blog? 
I libri. Ricevo un sacco di libri sia da editori che scrittori.
Questa è senza dubbio la parte che preferisco, seguita a ruota dal piacere che provo nel parlare di letteratura con i miei amici Lettori.


4. Qual è l'aspetto peggiore di avere un blog?
Che ho poco tempo da dedicare al resto della mia vita.
Il blog e il resto della mia pagina mi rubano gran parte del mio tempo, a volte è snervante, ma non riesco a immaginarne di poterne a fare a meno.

5. Un bookblogger che adori?
La libridinosa, è il blog che mi ha spinto ad aprire il mio.
Non lo seguo molto, ma per me è stato fonte d'ispirazione.

6. Con quale blog ti piacerebbe collaborare? 
Con qualsiasi blog letterario che ama i libri quanto me!



7. Cosa ne pensi della comunità dei blogger letterari?
Che senza dubbio è piena di Lettori che amano i libri!
(è una domanda strana, e non sapevo come altro rispondere :D).

8. Qual è il tuo segreto per avere un blog di successo? 
Tanto lavoro! E soprattutto grande passione per ciò che faccio!
... e un'enorme pazienza da parte del mio ragazzo che evita di lamentarsi troppo del poco tempo che gli dedico!

9. Ed ora i tag!
My caffè letterario
Sogni d'inchiostro
Vivere in un libro 

Recensione: "Cenerentola di Sangue" - Victory Storm


Editore Elister
Pagine 151
Prezzo ebook 1,99 EURO
Anno prima edizione 2016
Genere Gotico 

Dopo secoli di lotte, finalmente la pace tra i vampiri e l’Ordine della Croce Insanguinata sembra salda sotto la guida di Zachary Macross.
Tuttavia rimangono ancora alcune fazioni poco propense ad accettare le condizioni imposte dall’Ordine. Tra queste vi è la casta nobile dei vampiri, governata dal Principe, Vane Vampire.
April, futura erede della Macross Company, è solo un’umana come suo padre, ma decisa a fare qualsiasi cosa per mantenere la pace tra i cacciatori, i licantropi e i vampiri. Inoltre la sua umanità la rende un bersaglio facile per queste creature
sovrannaturali e quando deciderà d’introdursi furtivamente a una festa in maschera del Principe, grazie a un incantesimo che celerà la sua natura, le cose precipiteranno drasticamente allo scadere della Mezzanotte.
Come potrà April salvarsi dalla sete di vendetta (e non solo) del Principe, senza mettere a repentaglio il delicato equilibrio che regge la pace tra le varie razze?
Come potrà Vane vendicarsi di colei che ha osato sfidarlo e mentirgli, senza cedere al profumo ipnotico del suo sangue?

Quanto mi piace ritornare fra vecchi amici! O per meglio dire, tra i figli di vecchi amici.
Sono passati più di vent’anni dall’ultima volta che abbiamo avuto il piacere di intrattenerci con Vera e i suoi amici (letteralmente parlando!). In questo lasso di tempo, Vera e Blake hanno avuto dei figli, così come i loro amici.
Tanti piccoli ibridi, licantropi, vampiri e umani hanno invaso la Congrega e l’Ordine, è arrivato il loro turno di gestire i due mondi: quello degli umani e quello delle creature fantastiche.
Nella trilogia abbiamo letto di come i nostri ex protagonisti combattevano con audacia in battaglia,
ora li vedremo impegnati a gestire i loro figli, che di preoccupazioni e problemi gliene danno a bizzeffe! Soprattutto April, la figlia di Zachary, il capo dell’Ordine della Croce Insanguinata, e di Fanny, una licantropa del branco di Xander.
April è umana ma da sempre vive in mezzo a una famiglia composta da vampiri e licantropi, creature che grazie a Vara e ai suoi amici, vivono assieme in serenità ed equilibrio.
Ultimamente questa pace precaria viene però minacciata. Tra le varie fazioni emerge un discontento generale, la stabilità della coesistenza tra le varie creature è messa a repentaglio da gruppi minori di rivoluzionari, come quello dei Nobili, una congrega composta da vampiri aristocratici che non ne vogliono sapere di sottostare alle regole della Confederazione di sangue.
Al capo dei nobili, c’è Vane, il Principe, un antico che ha tutta l’intenzione di soggiogare al suo volere la Confederazione e l’Ordine, racchiudendo così tra le sue mani il potere di controllare sia vampiri che umani e licantropi.
L’unico problema, però, è April. Colei che lui voleva usare per realizzare i suoi egoistici piani finisce con il diventare il suo unico e più grande punto debole.
Colei che credeva di dominare facilmente diventa una tigre agguerrita che lo piegherà al suo volere.
April, a causa della sua natura umana, ha sempre vissuto sotto una campana di vetro, protetta a vista dalla sua grande e forte famiglia. Per tutta la sua vita ha dovuto reprimere il suo essere forte e determinato, questo fino a quando Vane non arriverà nella sua vita per accendere il fuoco che da
sempre arde assopito in lei. Vane aiuterà April e capire che, infondo, lei non è tanto banale e fragile come sembra.
Ancora una volta Victory Storm ci seduce ed eccita con una sua nuova storia.
Questo è solo lo spin off di una trilogia folgorante, ma tra le sue pagine è racchiuso un amore improvviso quanto travolgente, che invece di limitare e mettere in croce i due protagonisti a causa delle divergenze tra le loro fazioni, li fa bruciare di passione, rendendo entrambi migliori.
Peccato che questo non sia un quarto libro a sorpresa della trilogia, sarebbe stato meraviglioso poter entrare maggiormente nella storia e nelle vite dei figli di quei personaggi che tanto ci hanno appassionato.
Questo è un testo breve e fugace, ma contiene tutta l’adrenalina, la sensualità e la grinta che Victory è solita legare ai suoi romanzi.
È stato un piacere constatare che l’autrice non si è risparmiata nemmeno per un lo spin off!
Dite che mi illudo a sperare in un quarto libro “di sangue”?
Per ora ringrazio la scrittrice per questa ennesima lettura strepitosa e assegno al libro:


4 Wonderland su 5

Dal libro: 

- "Come vuoi che vada? Male! Il tempo non si è fermato e io non ho tempo per ascoltarti!"

- "Non posso fermare il tuo destino ma cerca solo di fare attenzione a scegliere il tuo futuro con saggezza."

- "Quando una figlia comincia a non darti più ascolto e poi segue ubbidiente ciò che le dice un altro uomo, capisci che il tuo tempo è finito e che non ha più bisogno del padre."

lunedì 6 giugno 2016

Recensione: "Una deliziosa pasticceria a Parigi" - Laura Madeleine



Editore Piemme
Pagine 324
Prezzo cartaceo 15,73 EURO 
Prezzo ebook 9,99 EURO
Anno prima edizione 2015
Genere Narrativa straniera 

Parigi, 1909. In una stradina appartata c'è un luogo dove, a ogni ora, il profumo che si sente nell'aria è quello di zucchero a velo e crema pasticcera. La Pâtisserie Clermont è la più elegante della città, famosa per le vetrine colorate di macarons e per la gentilezza di Jeanne, la figlia del proprietario. Eppure Jeanne, dietro le apparenze di ragazza tranquilla e sorridente, ha un segreto. Un amore proibito che non può confessare a nessuno. Quando ha visto per la prima volta Guillaume du Frère, un ragazzo di Bordeaux arrivato in città per guadagnarsi da vivere come ferroviere, è stato per caso. Da allora i due non si sono più staccati, pur sapendo di non avere alcun futuro. Fino a che un terribile tradimento ha svelato a tutti il loro amore, e li ha separati, forse per sempre.
Ai giorni nostri, Petra è una studentessa di storia a Cambridge, che sta studiando la vita di suo nonno, un importante storico, e si imbatte in una strana lettera a sua firma. Datata 1910, la lettera è indirizzata a un certo G. Du Frère, e chiede una cosa sola: perdono. Petra scoprirà così la storia di Jeanne e Guillaume, e la parte che vi ebbe suo nonno, gettando luce su quello che avvenne davvero.
E lo farà andando a Parigi, innamorandosi a sua volta, e parteggiando sempre per quei due amanti del secolo scorso che volevano solo vivere la loro vita insieme.

Nel cuore della Parigi perbene è situata una sfavillante e afrodisiaca pasticceria che porta il nome “La Pâtisserie Clermont” e proprio in questo luogo zuccherato si svolge metà di una storia romantica e travagliata.
Tutto ha inizio nella Parigi del 1909, dove due giovani aspiranti lavoratori ferroviari, arrivano a Parigi direttamente da Bordeaux.
Approdano nella capitale con tante aspettative, ma non hanno idea che alla stazione, ad attendere uno dei due c’è niente di meno che un futuro pieno d’amore, possibilità e guai!
Il fortunato che si è aggiudicato tale sorte è Gui, un ragazzo che è partito da casa con l’intenzione di guidare treni ed è finito con il preparare coloratissimi Macarons dal profumo primaverile!Ma non è compito mio raccontarvi la sua storia,  questa incombenza spetta a Petra, una studentessa universitaria che nella Cambridge del 1988 si mette ad indagare sul passato di suo nonno, da poco deceduto. L’uomo in questione era il famoso S. G. Stevenson, uno scrittore, un giornalista che serbava nel cuore un peccato pesante, una colpa nata a
Parigi, nel 1910, sulla Rive Gauche, e che riguardava una famosa pasticceria che portava il nome della famiglia Clermont.
Un giovane giornalista, un apprendista pasticcere, una fanciulla della Parigi borghese e una pasticceria, sono questi gli ingredienti per un romanzo al caramello, nel cui cuore si cela una sofferenza amarognola, un rimpianto appassito, una storia macerata nel tempo.
Riuscirà Petra, la nostra studentessa poco incline allo studio, a fare luce sullo scandalo che ha macchiato la vita del nonno, prima che vi riesca l’antipatico biografo Simon Hall, il cui intento è quello di diffamare il ricordo di S. G. Stevenson?


Un racconto intricato, che attraversa il tempo e lo spazio, una storia piena di speranza, sotterfugi e segreti.
Il modo di scrivere dell’autrice è lineare ma distaccato, leggendo il libro si ha l’impressione di stare volteggiando sulla storia, senza mai riuscire a raggiungerla veramente. È come se il testo fosse avvolto da un’impercettibile coltre che in parte cela il racconto, e che ci impedisce di raggiungere veramente il suo cuore.
Le parole del testo è come se venissero sussurrata, l’autrice più che sulle emozioni, si concentra sulla storia da raccontare, e la narra con semplicità, leggiadria e pudore.
I suoi personaggi sono uno diverso dall’altro.
Jim, il nonno di Petra, da giovane era un energico, frizzante, spensierato e impulsivo ragazzo pieno di joie de vivre. Si lascia andare alla vita, ci si butta in mezzo senza ripensamenti, prende le cose fin troppo alla leggera, senza pensarci troppo su.
Petra e la tua timidezza, invece, mi hanno fatto attorcigliare le dita della mano dal nervoso! Non riesce a imporsi, a fronteggiare chi le sta di fronte. Uno fruga nella sua borsa, le ruba del materiale e lei, invece di precipitarsi a casa del suddetto ladro che ben conosce e afferralo per i capelli, mette il broncio e non fa nulla! Petra non riesce nemmeno a tenere testa ai genitori, ma almeno nel finale si
dimostra determinata, quando a bordo di una motocicletta sputacchiante tenta di raggiungere il porto per approdare in Francia e risolvere finalmente il mistero che aleggia intorno alla giovinezza del nonno.
Insomma, questo è certamente un romanzo che vi consiglio di leggere, per il piacere che io ho trovato nel divorarlo in poche ore.
È una lettura calda e soave come il vento d’estate, bramerete di conoscere il destino dei suoi protagonisti durante tutta la lettura e alla fine, vi dispiacerà dover abbandonare la Rive Droite di Parigi.
Un libro inebriante a cui assegno:

4 Wonderland su 5

Dal libro:

- "Non ci si annoia mai quando ci sei tu in circolazione, du Frère."

- "Significa, mademoiselle, che siamo arrivati sulla Rive Gauche. Adesso qualsiasi cosa al mondo è come noi vogliamo che sia."

- "Le case possono andare e venire ma da qui, con qualche centesimo o scellino in tasca, si ritrova sempre la strada."

Cose da Blogger Letterari: il meglio e il peggio del nostro lavoro

Per la rubrica:

Questa volta, miei cari Lettori, ho deciso di dedicare un post a tutti i blogger che condividono la mia stessa passione per i libri.
Tramite il mio lavoro a Toglietemi tutto, ma non i miei libri ho avuto modo di imbattermi in numerose altre blogger letterarie e ho riscontrato che in comune abbiamo un sacco di cose.
Ecco, quindi, una lista di #CoseDaBlogger Letterari.


#1 Per ogni libro recensito ne spuntano fuori almeno altri 3!
Io davvero non faccio in tempo a leggere e recensire un libro che subito me ne arrivano di nuovi.
Più leggo più libri arrivano. Per carità, sono gratis, ma non riusco più a finire di leggere i libri che ho comprato io!


#2 Fare salti di gioia quando vedi il postino con in mano un pacco di libri
E' come mostrare un osso a un cane, un fiore a una farfalla, un gioco a un bambino, quando vedo il postino con una busta marrone-giallognola in mano, o ancora meglio, vedo il furgoncino dei pacchi con in mano uno scatolo di libri ... muri di casa contenetemi, se no esplodo dalla gioia!! 


#3 Scattare convulsamente foto quando scarti i libri che gli editori ti hanno spedito
E' come se fosse Natale ... ma tutto l'anno!! Che meraviglia scartare gli ultimi libri arrivati e ovviamente, un buon blogger letterario non può resistere all'impulso di fotografare gli ultimi libri arrivati e condividere con il mondo la propria gioia e fortuna!
Io, faccio almeno una ventina di foto ... per poi sceglierne solo una, ma penso che anche voi altri blogger non siate da meno!


#4 Andare in agitazione quando bisogna scrivere una recensione negativa ... lo scrittore mi ucciderà ora? 
Le recensioni negative sono un vero e proprio stress fisico ed emotivo!
Naturalmente se scrivi una recensione positiva ti ritrovi a parlare con uno scrittore educato, emozionato e abbondante con i complimenti, ma se scrivi una recensione negativa, nonostante tutta l'umanità e la dolcezza che tenti di usare nel redarla, stai pur certo che ti beccherai insulti e lamentele a non finire!
Ma noi blogger avremo bene il permesso di non amare un libro?! Se tu scrittore non vuoi la nostra onesta opinione ... non chiederla! 
Però è anche vero che ci sono scrittori fantastici che nonostante le mille obbiezioni che innalziamo ai loro libri, rimangono ugualmente pacati e gentili. E' un piacere lavorare con loro! 


#5 Non stancarsi mai di parlare di libri
Quando mai noi Lettori compulsivi, noi blogger letterari appassionati, smetteremo di parlare di libri?!
Abbiamo aperto un blog apposta per fare qualche chiacchiera letteraria ... tutto il giorno!


#6 La maggior parte dei tuoi amici o famiglia non è a conoscenza del fatto che gestisci un blog letterario
Questo è un aspetto che ho notato solo ultimamente. A dire il vero non ci avevo dato grande peso, ma è praticamente un dato di fatto. I blogger letterari aprono i loro blog per passione, e quasi spesso lo fanno per avvicinare Lettori con cui parlare perchè nella vita reale non hanno molte altre persone con cui parlare di libri. E' quasi scontato quindi non parlare ai proprio cari del nostro lavoro virtuale ... anche perchè non capirebbero!


#7 Temere l'avvicinarsi dell'inizio del mese perchè rappresenta il periodo più frenetico per un blogger
A fine - inizio mese, gli editori sono soliti spedire la lista delle nuove uscite del mese e i blogger sono indaffarati nel caricarle online sui propri blog.
Con più editori collabori con più lavoro fai.
Se poi a questo si aggiungono anche le rubriche mensile, come ad esempio la classifica di fine mese delle letture oppure un testo riassuntivo sui libri letti, allora sì, come me, temerete la fine del mese!


#8 Avere l'e-mail invasa da richieste di editori e scrittori
La mia e-mail contiene SOLO messaggi inerenti il mondo letterario.
Si può effettivamente definire un "e-mail letteraria", in quanto mi capita di parlare esclusivamente con editori, scrittori o altri blog letterari. 
In pratica, sì, finisco sempre con il parlare unicamente di libri!


#9 Non essere mai contenti della grafica del proprio blog, che viene cambiata ad ogni alternarsi di stagione
Questa è una cosa che non faccio solo io, ma anche molti altri blogger. Non siamo mai soddisfatti dell'aspetto del nostro blog.
Personalmente, cambio la grafica almeno un paio di volte l'anno, a Natale sicuramente! 
E' stressante cambiare il blog, io impiego minimo un giorno per modificarlo, ma poi sono soddisfatta ... per un paio di mesi almeno!


#10 I commenti dei Lettori sono l'anima del nostro blog 
Quanto mi si illumina il volto quando vedo che sul blog è approdato un nuovo commento!
I commenti sono come i nuovi follower ... sono sempre benvenuti! 


#11 Passare ore a fare ricerche per gli articoli da scrivere, eppure non stancarsi mai di trovare nuovi argomenti su cui spettegolare 
Ogni giorno, impiego almeno un paio di ore per trovare nuovo materiale per i miei articoli e per i post su Facebook.
A volte, non ne ho proprio voglia, è stancante, ma poi quando trovo ciò che cerco oppure notizie succulenti, allora mi rianimo e mi metto all'opera per scrivere il mio articolo! 


#12 Parlare il gergo dei blogger Letterari
Noi blogger abbiamo un modo tutto nostro per definire determinate cose, ad esempio diciamo "libroso" quando vogliamo parlare di una determinata cosa inerente il mondo letterario, oppure diciamo "fan art" per indicare le immagini di personaggi letterari o libri, e poi ovviamente c'è l'immancabile "wishlist" che altro non è che la lista dei libri che vorremmo comprare. 
Insomma, abbiamo un nostro modo di parlare. 

Ora ditemi, Blogger, in quanti di questi punti vi riconoscete?