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giovedì 11 luglio 2019

Recensione: "Ninfa dormiente" - Ilaria Tuti


Editore Longanesi
Pagine 478
Prezzo ebook 9,99 €
Prezzo cartaceo 18.60 €
Genere Thriller

Serie
1. Fiori sopra l'inferno
2. Ninfa dormiente


Dato che ho adorato "Fiori sopra l'inferno" non potevo perdermi il secondo libro di Ilaria Tuti: "Ninfa dormiente".
Questo thriller, però, mi ha emozionata meno del precedente.
In questo volume, il commissario Teresa Battaglia (sessant'anni circa) è sul punto di ritirarsi.
La sua mente è sempre più annebbiata ma, forse, è ancora in grado di occuparsi di un ultimo caso.
Si tratta di una morte antica, una morte avvenuta molti anni fa.

"Il caso non le sarebbe sfuggito di mano, e se anche fosse successo, non ne avrebbe sofferto nessuno, solo il suo amor proprio." 

In una galleria d'arte è stata fatta una scoperta scioccante.
Nel loro laboratorio vengono datate e valutate opere di privati, ed è proprio da una perizia che l'indagine ha inizio.
La "Ninfa dormiente", un quadro di Alessio Andrian che si credeva perduto, è stato ritrovato in una soffitta e portato nel laboratorio per essere autenticato.
Mentre il perito stava valutando la carta su cui il disegno è stato fatto e i colori usati, ha scoperto che il disegno è stato fatto, in parte, con del sangue umano e vi è la presenza di tessuto cardiaco.
Il mistero, però, è più complesso, riguarda anche il pittore stesso.
Alessio è ancora vivo ma non dipinge e non parla più dal 1945, anno in cui ha realizzato il suo ultimo lavoro: la "Ninfa dormiente".
Lui non è malato, ha deciso spontaneamente di morire vivendo, è una tomba che respira.
Cosa gli è accaduto? Di chi era il sangue che ha usato per il suo quadro? Ha ucciso lui quella persona?
Teresa e la sua squadra dovranno rispondere a tutte queste domande. Dovranno retrocedere nel tempo, riportare alla luce storie dimenticate, storie dolorose.

"Il male si tramanda. L'amore era la colpa. L'amore aveva ucciso."

Teresa non è il classico protagonista che siamo abituati a incontrare.
Non è più giovane, non è forte né allenata. Nel libro ha tentato di inseguire un sospettato ... non è finita bene!
Questo libro, poi, mi ha fatto scoprire un nuovo lato di Teresa, un lato materno, protettivo.
La sua non è solo una squadra ma anche una famiglia.
Con Massimo litiga in continuazione, si sfidano, si sfogano l'uno con l'altro ma quando uno dei due è assente, l'altro non può fare a meno di preoccuparsi e se uno di loro ha bisogno d'aiuto, l'altro c'è.

"E poi ho voi della squadra, che mi date solo pensieri. Passo più tempo a fare la mamma, che il commissario."

Proprio per questi aspetti, Teresa è un personaggio affascinante e originale.
In questo volume, ha a che fare non solo con una malattia insidiosa e con ricordi che non smettono di tormentarla, ma anche con antichi diari, leggende affascinanti, patti maledetti.
Le ombre della guerra scivolano viscide nel presente.
Ilaria Tuti ci propone un thriller che serpeggia tra realtà e invenzione, un thriller avvincente che stupisce ad ogni capitolo.
Il mistero del quadro dipinto con il sangue è intrigante, mi ha affascinata fin da subito anche se alcuni particolari non mi hanno convinta fino in fondo.
Il primo libro di Teresa mi ha coinvolta maggiormente ma anche questo seguito, mi ha tenuta incollata alle pagine.
La narrazione è fluida e piena di phatos, la lettura estremamente piacevole e carica di suspense.
Non poso che consigliarvi la lettura di questi thriller italiani.
Assegno al libro:

3 Wonderland su 5

3 commenti:

  1. Ho entrambi i libri, devo decidermi a conoscere il commissario! Bella recensione :)

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  2. Recensione e riasunto molto esaustivi come sempre,il genere giallo o noir italiano affascina sempre.

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  3. Mi hai incuriosito! Leggerò presto anche io questa saga ☺️☺️

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