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venerdì 20 agosto 2021

Recensioni: "Uno, nessuno e centomila" - "E poi ci sono io" - "Se questo è un uomo"


"Se questo è un uomo" di Primo Levi 

Pagine 219
Genere Narrativa

Originalità 9
Trama 9
Narrazione 7
Personaggi 9
Descrizioni 9
Ambientazione 9
Finale: Quanto dolore 

Voto Finale: 8+

Attraverso questo libro, l'autore ci dona la sua testimonianza, i suoi ricordi su ciò che gli è accaduto ad Aushwitz.
Nel 1943 Primo Levi si era unito a un gruppo di partigiani, aveva ventiquattro anni. Quello stesso anno viene arrestato e in quanto ebreo viene mandato a Fossoli.
Non vi resta per molto però, i tedeschi arrivano e portano via tutti gli ebrei.
Vengono spinti nei vagoni merci. In quello di Levi erano in quarantacinque ... solo quattro di questi faranno ritorno dal campo.
Una volta ad Aushwitz, molti vengono "inghiottiti dalla notte", Levi viene mandato a lavorare alla Buna, una fabbrica di gomma.
A tutti viene tolta la dignità, non hanno più nulla, nemmeno il nome. Levi è ora 174.517.

"Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo."

👉 Molte delle cose che Levi racconta mi sono rimaste impresse perché hanno dell'incredibile, non nel senso che ti stupiscono piacevolmente ma che ti gelano le parole in gola.
Tra queste mi ha colpita il racconto dell'ultima notte a Fossoli: c'erano le madri che lavavano e stendevano sul filo spinato i vestiti dei figli. Così che fossero pronti per il viaggio ... anche se sapevano che probabilmente sarebbero morti.
Un altro racconto impressionante è quello sull'ebreo che ringrazia Dio per non essere stato scelto dai tedeschi come prossima vittima del gas ... e lo fa vicino a uno che invece era stato scelto.

"Se io fossi Dio, sputerei a terra quella preghiera di Kuhn."

O ancora di quelle tedesche che parlano tranquille delle loro vacanza di Natale vicino a Levi, che invece lotta per vivere.
Anche gli ultimi dieci giorni di campo, dopo la partenza dei tedeschi, hanno dell'incredibile.

"Non si può pensare, è come essere già morti."

👉 Levi ci parla della vita nel campo, del lavoro, di cosa era vietato, del rapporto tra i prigionieri e a volte ci racconta di alcune persone in particolare. 
Ci spiega che dopo cinque mesi lì vieni considerato un anziano ... ma a che prezzo.
Questo "traguardo" lo si raggiunge solo rubando, scambiando, "nascondendosi" in infermeria, cercando aiuti, alleati, soprattutto esterni, tra i civili o i soldati. Levi per esempio viene aiutato da Lorenzo, un operaio civile italiano, non solo gli dava da mangiare ma anche speranza, gli ricordava che "esisteva ancora un mondo giusto al di fuori del nostro, qualcosa e qualcuno di ancora puro e intero, di non corrotto e non selvaggio, estraneo all'odio e alla paura ... una remota possibilità di bene."

👉 Levi e gli altri lottano contro i nazisti, l'inverno, la fame, le malattie, il dolore e nonostante tutto non mollano, non si lasciano morire, non si suicidano perché sperano, sempre, in un domani. E fanno di tutto per vivere un altro giorno, un'altra ora. Ed è questo che forse pesa più nei loro cuori: la vergogna, non per quello che hanno subito ma per quello che hanno dovuto fare per sopravvivere. Guardare i ribelli mentre venivano giustiziati mentre loro si piegavano alle sofferenze, resistendo come meglio potevano, rubando anche ai morti o a persone che stavano peggio di loro.
 
👉 Questo libro è senza dubbio una testimonianza preziosa, tuttavia non ho amato molto la narrazione, a volte mi perdevo come quando Levi parla del sistema dei baratti nel campo.

👉 A fine libro c'è un'appendice dove l'autore risponde alle domande che gli ponevano più di frequente. 
Parte che ho trovato interessante forse anche più del libro perché risponde a quesiti davvero difficili.

"C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio."

"E poi ci sono io" di Kathleen Glasgow

Pagine 440
Genere Narrativa

Originalità 9
Trama 9
Narrazione 9
Personaggi 9
Descrizioni 9
Ambientazione 9
Finale: La forza di rialzarsi

Voto Finale: 9+

Charlotte è stata abbandonata davanti all'ospedale, ferita e avvolta solo in una coperta.
Dopo sette giorni lì, viene trasferita al Creeley Center, un manicomio.
Ogni istante lì è programmato, c'è un tempo per ogni cosa: per mangiare, per il tempo libero, per il gruppo, per dormire, tempo della seduta individuale, del silenzio, della telefonata.
Con lei ci sono altre pazienti: Jen. S. (s'incide), Francie (il puntaspilli umano), Sasha (tagliatrice), Isis (si brucia), Blue (ha un po' di tutto, bruciature, tagli, metanfetamine), Linda (il male lo ha dentro), Louisa (piena di bruciature). 
Charlotte ha diciassette anni, è piena di tagli e non parla.

"Io le mie parole le ho tagliate tutte. Non mi ci stavano più nel cuore." 

👉 La vita di Charlotte è un casino totale. Assume pastiglie fin da piccola.
Ha passato di tutto e nonostante questo ancora tenta di rialzarsi, di stare in pieni, di andare avanti anche se barcollando, non si arrende anche se vorrebbe. 

"Istinto di strada (...) significa che potevo stringere i pugni e lottare."

Charlotte è come un pezzo di puzzle sbagliato, non si incastra con gli altri e rimane fuori, viene messo da parte.
Più leggevo e più pensavo che quel pezzo non avrebbe mai trovato il suo posto. Così malridotto, così ammaccato.

"Tutto quello che si rompe, comprese le persone, si può aggiustare."

👉 Il manicomio dove viene ricoverata è pieno di bambole cucite male. 
Le pagine del libro sono macchiate del loro sangue, fiumi che scorrono dai tagli sul loro corpo.

"Questo posto è un universo di ragazze singhiozzanti."

👉 La parte più triste del libro è l'insensibilità umana: nessuno aiuta veramente Charlotte, nessuno ne ha il tempo, la voglia, la pazienza. 
Rimane in manicomio ma fino a quando pagano, poi la mandano via. La madre non se la sente e la scarica a un amico. Questo le offre ospitalità ma non il suo tempo. Nessuno c'è mai veramente per lei. E provo tristezza non tanto per lei ma per quel mondo che la vede e non l'aiuta.

"... e fa male tirare tutto fuori, ma lo do a lei, tutte le parole orribili che ho nel cuore."

👉 Charlotte ha smesso di credere in cose come la gentilezza, non sa come vivere solo come sopravvivere. Cose normali come affittare un appartamento, fare la spesa, lei non le sa fare. 

"Non faccio altro che perdere cose."

👉 Una scrittura tagliente, che ti arriva al cuore.
Le emozioni e le sensazioni che prova Charlotte vengono descritte magnificamente, così bene che mi sono chiesta: come ha fatto l'autrice a immedesimarsi così tanto? Alla fine ho capito, è anche un po' la sua storia.

"Dove li metto questi morti, questi vivi, questa gente che incombe su di me come se fossero fantasmi?"
"Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello 

Pagine 205
Genere Classico

Originalità 9
Trama 9
Narrazione 7
Personaggi 9
Descrizioni 7
Ambientazione 6
Finale: Chi sono veramente?

Voto Finale: 7+

Inizia tutto con un'osservazione disinteressata. 
"Hai il naso che ti pende a destra."
Che rivelazione sconcertante per Vitangelo Moscarda di anni ventotto. Per la prima volta si accorge di avere un difetto al naso ed ora che guarda meglio, trova altre piccole imperfezioni che fino a quel momento ignorava di avere.
Ed ecco che Moscarda inizia a riflettere e a covare dentro di sé un male che lo porta a un passo dalla follia e dalla morte.
Tutto a causa di quel naso.

👉 Vitangelo ha ereditato una banca che lascia gestire ai soci, lui se ne disinteressa completamente. 
Dopo la tremenda scoperta relativa al suo naso diventa paranoico, pensa che tutti fissino i suoi difetti. 
Insomma credeva di essere un Moscarda con il naso dritto invece è un Moscarda con il naso storto.
Diffonde il caos a Richieri, un morbo che si propaga da persona in persona, tutti iniziano a notare i difetti degli altri.
Vitangelo cerca allora la solitudine, perché vuole restare con quell'estraneo che sente di essere. Inizia a riflettere su quella persona che tutti vedono ma che lui non nota se non in attimi fuggenti. Vuole vedere quello che gli altri vedono,.

👉 Il tema trattato è complesso e affascinante. Ci conosciamo davvero? Come ci vedono gli altri? Pirandello riflette e ci fa riflettere sulla nostra o nostre identità.

👉 Ogni tanto però l'autore si ripete.

👉 Nella prima parte sono concentrare le varie riflessioni, nella seconda invece ci sono le azioni che il protagonista commette in conseguenza delle sue constatazioni. 

venerdì 23 luglio 2021

Recensioni: "La funesta finestra" - "Il linguaggio nascosto della vita" - "Hotel Copenaghen"


"Il linguaggio nascosto della vita" di Richard Paul Evans

Pagine 334
Genere Narrativa

Originalità 6
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 7
Descrizioni 6
Ambientazione 6
Finale: L'inizio di un viaggio

Voto Finale: 7+

Alan è un dirigente pubblicitario di Seattle.
Ha successo nel lavoro, una bella casa, ed è sposato con la donna che ama da quando aveva nove anni: McKale.
Lavora senza sosta, per realizzare il sogno di avere dei figli ma ... un giorno McKale ha un incidente, cade da cavallo e rimane paralizzata.
Sono giorni, settimane dure per Alan. Mentre è preoccupato per la moglie, il suo socio gli ruba i clienti e apre una nuova azienda, i debiti si accumulano, gli vengono portate via le auto, e poi ... McKale muore per un'infezione. 
Alan è perso e decide di lasciarsi tutto alle spalle e partire per un viaggio a piedi.

"In fondo al cuore, quello che vogliamo è essere liberi di andare."

👉 Questo è il diario di Alan, per la precisione è il diario del suo viaggio (con tanto di mappa).

👉 La storia è piena di cliché ma la seconda parte, quella sul viaggio li fa passare in secondo piano. 

👉 Durante il viaggio, Alan incontra diversi personaggi singolari che risultano simpatici fin da subito.

"È strano, ma sono riconoscente a queste cicatrici."
"Mi ricordano di vivere."

👉Il viaggio si può riassumere in soste pranzo e persone incontrare. Il resto è solo accennato. 
 
👉 Una narrazione leggera e scorrevole, essenziale, povera di dettagli. I capitoli brevi facilitano la lettura. 

👉 C'è della verità tra queste pagine ma anche molte scene superflue, da tipico romanzo rosa.
Nel complesso, una lettura godibile.

"La funesta finestra" di Lemony Snicket
Vol. 3 Una serie di sfortunati eventi 

Pagine 192
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 7
Narrazione 7
Personaggi 7
Descrizioni 6
Ambientazione 7
Finale: Non è ancora finita

Voto Finale: 7

Gli orfani Baudelaire passano da un tutore all'altro, inseguiti dal Conte Olaf.
Questa volta vengono affidati alla zia Josephine che vive sul lago Lacrimoso.
La casa è alquanto spaventosa, nel senso che è appollaiata su un picco e sporge in parte nel vuoto. La dimora è sostenuta da sbarre apparentemente non molto stabili.
La cosa ironica è che la zia ha il terrore di ... ogni cosa, in particolare degli agenti immobiliari.
A quanto pare l'idea di trasferirsi le fa più paura del cadere giù dal picco.
Ah sotto al picco c'è il lago ... pieno di mignatte magnose, una specie di sanguisuga che divora coloro che entrano in acqua dopo mangiato (ecco perché vi dicono di non fare il bagno dopo mangiato).
Ora la domanda è: il Conte Olaf riuscirà a trovarli anche questa volta?

👉 In questa serie, gli adulti o hanno problemi di vista o non sono capaci di intendere e volere. Possibile che non riescano a riconoscere il conte travestito?

👉 Il conte è uno dei cattivi più spaventosi di sempre proprio per la sua perfidia, che lui prontamente scatena contro i tre fratelli.
Nessun cattivo mi mette i brividi come lui.

👉 Tutti i personaggi del libro sono singolari, hanno stranezze bizzarre che li rendono unici e affascinanti.

👉 La narrazione è perfetta per i più giovani, il narratore si rivolge direttamente al lettore e i termini più complicati vengono prontamente spiegati.

👉 Questa storia non ha nulla a che fare con il divertimento, dimenticatelo proprio. Questa è una storia folle e funesta, triste e pericolosa ... o almeno è quello che il narratore vuole farci intendere, in realtà è anche molto ironica.  

"Hotel Copenaghen" di Gabriella Greison

Pagine 298
Genere Narrativa

Originalità 7
Trama 6
Narrazione 5
Personaggi 7
Descrizioni 6
Ambientazione 6
Finale: Ovvio

Voto Finale: 6

Hotel Copenaghen non è altro che il soprannome che veniva dato alla casa di Niels Bohr e di sua moglie Margrethe.
Veniva chiamata così perché in quella casa venivano ospitate tante persone che spesso si fermavano per discutere con Bohr di quello o quell'altro argomento.
Bohr era un fisico danese, premio Nobel per la fisica nel 1922.
Questo libro parla appunto della sua vita.

👉 La storia inizia tre anni dopo la morte di Bohr con sua moglie che sta aspettando l'arrivo di Heinsenberg. Da qui si va avanti e indietro nel tempo.

👉 Attraverso i racconti della moglie conosciamo meglio Bohr, il suo genio, le sue manie, le sue figuracce e altre innumerevoli curiosità che lo vedono protagonista. 
Si parla in particolare del rapporto tra Bohr e Einstein. 

👉 Nel libro si parla non solo della vita di Bohr ma anche del suo lavoro. Sono capitoli tecnici e complicati per chi non ha familiarità con la fisica.

👉 La moglie era anche la sua segretaria, trascriveva per lui tutto ciò di cui aveva bisogno.

👉 L'autrice si lascia un po' troppo andare con i dettagli, inoltre se non si è appassionati dell'argomento consiglio di lasciare perdere. Non è la classica biografia romanzata che si legge facilmente. Questo testo non è molto scorrevole e nemmeno leggero.

👉 Non tutto ciò che è narrato corrisponde a realtà, alcune cose le ha inventate l'autrice. A fine libro viene specificato tutto.

👉Molto apprezzate le foto e gli appunti che accompagnano il testo. 

venerdì 30 aprile 2021

Recensione: "Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde" - "Grossi guai per Miss Kopp" - "L'ultimo ballo della falena d'oro. I misteri dei Magazzini Sinclair"



"Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde"
di Robert Louis Stevenson

Pagine 134
Genere Classico

Originalità 9
Trama 8
Narrazione 8
Personaggi 9
Descrizioni 8
Ambientazione 8
Finale: Per essere libero

Voto Finale: 9

La nostra storia inizia con l'incontro di due signori: Enfield ed Utterson, amici e parenti.
Un giorno, mentre i due passeggiano per la città, si imbattono in un decadente edificio ed Enfield racconta all'amico avvocato un fatto che gli è successo, legato proprio a quel palazzo.
L'evento riguarda un uomo che ha calpestato una bambina senza battere ciglio. Uomo che è poi stato costretto a risarcire i genitori e qui il fatto interessante, l'assegno portava la firma di un uomo rispettabile, nonché cliente di Utterson e suo amico: il dottor Jekyll.
L'uomo che si è macchiato dell'infamia di calpestare la bambina è invece un certo Mr. Hyde e vive in quel palazzo davanti cui i due parenti erano passati.
Ora, il signor Utterson è estremamente stranito da questa storia, soprattutto perché il dottor Jeckyll ha lasciato tutto in eredità proprio a questo sconosciuto Mr. Hyde. Cosa hanno in comune? Mr. Hyde forse ricatta il dottore?

👉 Affascinante come l'aspetto esteriore dei personaggi rispecchia quello interiore, la loro anima. Hyde sembra deforme anche se effettivamente non lo è. Emana crudeltà e arroganza e incute disprezzo.

👉 Un libro molto breve ma assolutamente accattivante. Una narrazione essenziale che spinge il lettore a riflettere sulla contrapposizione tra bene e male.

👉 SPOILER. L'eterna battaglia tra bene e male che si agita nelle persone viene scissa dal dottore. Ma non per liberarsi del male ma per servirsene e qui l'aspetto che più mi ha fatto riflettere. La società costringe il dottore a comportarsi in un certo modo, a seguire determinate regole, a limitarsi e allora lui crea una nuova figura tramite cui può dare libero sfogo ai suoi impulsi più oscuri. Hyde è la valvola di sfogo di Jekyll, attraverso Hyde, il dottore può fare ciò che vuole, ciò che gli è vietato fare nei suoi panni di stimato gentiluomo. 
Ed ecco il punto: il male è l'altro lato del bene, si possono davvero dividere? Possono fare a meno l'uno dell'altro?


"Grossi guai per Miss Kopp" 
di Amy Stewart
Vol.2

Pagine 333
Genere Giallo

Originalità 8
Trama 8
Narrazione 8
Personaggi 9
Descrizioni 8
Ambientazione 8
Finale: Avvincente

Voto Finale: 8

New Jersey, 1915.
Le donne hanno finalmente ottenuto il diritto di arruolarsi in polizia.
Miss Constance Kopp è la prima vicesceriffo di tutto il New Jersey.
C'è però un problema con il suo distintivo, per alcune problemi burocratici, lo sceriffo non riesce a promuoverla ufficialmente e nel frattempo la nomina direttrice della sezione femminile del carcere.
Sfortunatamente, Miss Kopp si lascia sfuggire uno dei prigionieri e non solo rischia di perdere definitivamente il distintivo ma lo sceriffo, suo amico e sostenitore, rischia di andare in galera.
Miss Kopp deve assolutamente rimediare al suo errore. Che la caccia all'evaso abbia inizio.

👉 La storia non è frutto della fantasia dell'autrice (non completamente almeno) ma è un insieme di fatti e persone reali. Miss Kopp è realmente esistita, così come la disavventura dell'evaso è veramente accaduta. A fine libro, la scrittrice specifica ciò che è reale e cosa no.

👉 Miss Kopp ha tre sorelle e un fratello ... tecnicamente, in pratica non è proprio così. Vive con le sorelle ed è lei che le mantiene grazie al suo lavoro. 
Constance è una donna tenace, che si dà un gran da fare. Non si tira indietro quando c'è da fermare un criminale, ha anche una pistola. Placca i malviventi meglio dei suoi colleghi uomini e si aggira in luoghi malfamati tutta da sola senza temere niente e nessuno. 

👉 Nel libro i casi abbondano, non si parla solo dell'evasione ma anche di un uomo che raggira signorine e di una donna che pare abbia sparato a un suo pensionante.

👉 Descrizioni precise e ricche di dettagli. Una narrazione scorrevole e ambientazioni multiple che si susseguono velocemente. Ci sono alcuni errori nel testo.

👉 Non è un vero e proprio giallo ma è comunque un'avventura intrigante, soprattutto perché realmente successa. 


"L'ultimo ballo della falena d'oro"
di Katherine Woodfine
Vol.2  I misteri dei Magazzini Sinclair

Pagine 341
Genere Giallo

Originalità 8
Trama 8
Narrazione 8
Personaggi 8
Descrizioni 7
Ambientazione 7
Finale: In alto le birre!

Voto Finale: 8

Limehouse, Chinatown.
Mei, quattordici anni, ripensa alla storia che le raccontava il nonno, storia di un diamante dai grandi poteri: il Raggio di Luna. Pietra rubata al loro popolo con delle menzogne e che ora Mei ritrova in una foto su un giornale.

Grandi Magazzini Sinclair.
La Stagione mondana ha avuto inizio e i Grandi Magazzini sono presi d'assalto. Lì, nel Reparto Modisteria, lavora Sophie Taylor, quindici anni, e i suoi amici nonché compagni di avventure: Lil (modella e ballerina), Billy (garzone nell'ufficio di Sinclair) e Joe (lavora nel cortile delle stalle).
Un giorno, Lil e Sophie ricevono una strana lettera: Miss Veronica Whiteley richiede i loro servigi.
Qualcuno ha rubato la sua spilla a forma di falena, dono del suo futuro fidanzato: Lord Beaucastle, uno degli scapoli più ambiti di Londra.

👉 Anche in questo volume ci aspettano un sacco di avventure ed emozioni. I nostri protagonisti si sfidano con un vecchio nemico e nuovi amici si uniranno a loro.

👉 Ad inizio libro credevo che la soluzione del mistero fosse estremamente ovvia ma poi si è rivelata più interessante del previsto.

👉 Sul finale l'avventura si fa estremamente eccitante e pericolosa. Che ansia! 

👉 Tecnicamente è un giallo per ragazzi ma in realtà è fantastico ad ogni età. In alcuni punti è davvero elettrizzante! Segreti, inseguimenti, corse sui tetti, la storia non è mai noiosa, riesce facilmente a conquistare l'attenzione del lettore.

domenica 27 dicembre 2020

Recensioni: "Re Enrico IV e Amleto" - "Di turno la notte di Natale"


"Re Enrico IV-Amleto" di William Shakespeare

Genere Classico
Editore Dalai

Re Enrico IV
Mentre il re è impegnato con dei problemi riguardanti dei prigionieri di guerra, il figlio viene convinto dall'amico Poins, a partecipare a un furto con scherzo ai danni di alcuni ladri ma in particolare di Falstaff.

👉 Lo scherzo è semplice ma abbastanza simpatico, mi sono ritrovata a sorridere mentre leggevo lo scambio di battute tra i personaggi.

👉 Falstaff è un bugiardo cronico, quante ne dice e quante ne inventa! Con che convinzione poi! Poveretto, mi fa anche un po' pena, continua a mentire anche quando lo smascherano. 

👉 Questa opera non è tra le mie preferite, non è all'altezza delle altre. Shakespeare di solito crea trame complesse, dai mille intrecci, questa è fin troppo semplice.

👉 La traduzione non è delle migliori, hanno semplificato molto secondo me.

Amleto
Lo spettro del defunto re di Danimarca continua ad apparire alle sentinelle notturne.
Si pensa che parte del suo tormento sia causato dalla sfida con Fortebraccio padre, di Norvegia.
Amleto, non appena viene a conoscenza di queste apparizioni, va a vedere di persona e si ritrova a parlare con il fantasma del padre.
Il re gli confessa di essere stato assassinato e chiede al figlio di vendicarlo, rivelandogli il nome di chi lo ha ucciso.

👉 Amleto è un personaggio molto interessante. Lui è addolorato profondamente per la morte del genitore ed è in collera per la madre per essersi subito risposata (con lo zio di Amleto, tra l'altro).
A un certo punto, si inizia a vociferare che Amleto è impazzito, forse per amore. Tentano di verificare questa voce e in effetti, Amleto sembra parlare a sproposito ma in realtà, dietro ai suoi discorsi c'è sempre tanta logica.

👉 Questa è un'opera teatrale con all'interno un'altra opera teatrale. Una specie di matrioska molto accattivante. Amleto, infatti, fa mettere in scena l'assassinio del padre, senza però ammetterlo apertamente. Lo fa per far confessare il colpevole, per avere la prova certa della sua colpevolezza.

👉 L'opera trascritta non è la stessa che è stata poi rappresentata da Shakespeare. Quella nel libro è la versione integrale (se venisse rappresentata durerebbe circa quattro ore) mentre lo spettacolo di Shakespeare durava circa due ore, quindi aveva tagliato diverse parti.
Alcune parti nel testo, in effetti, sembrano essere proprio di troppo.


"Di turno la notte di Natale" di Adam Kay

Genere Narrativa
Editore Mondadori

Il libro contiene anni di racconti di esperienze che l'autore ha vissuto a Natale mentre era di turno in ospedale.
Le storie iniziano nel 2004, quando Adam era in urologia e finiscono nel 2009 nel reparto di ginecologia e ostetricia.
Di natali al lavoro ne ha passati tanti, non aveva la scusa "ho famiglia" da giocarsi come biglietto "libera tutti".

👉 L'autore ci parla di ciò che gli è capitato a Natale in ospedale e non sono racconti felici, al massimo ironici. A Natale sembra proprio esserci un incremento di incidenti bislacchi.

👉 Ogni racconto è datato e nel libro ci sono anche alcuni schizzi come la flebo avvolta da una ghirlanda.

👉 Le storie raccontate hanno come protagonisti bastoncini di zucchero, burro d'arachidi, barrette di cioccolato ... e no, non erano parte dei pranzi di Natale.
Alcuni di queste "avventure" hanno dell'incredibile, altre invece sono terribilmente tristi, come "l'abbandono dei nonni", parenti che con qualche scusa di tipo medico, fanno ricoverare gli anziani per godersi le feste senza badare a loro. Lo spirito natalizio arde nei loro cuori, non c'è che dire.

👉 Il tutto è narrato con severa ironia, con umorismo pungente, a volte è proprio brutale, tanto da risultare scortese, motivo per cui ho abbassato un po' il mio voto.

👉 Consiglio di leggere questo libro dopo Natale. Non è decisamente una storia che infonde speranza nei cuori delle persone, forse è proprio il contrario, è un monito a fare di meglio.

" ... per la felicità degli altri. Mi dispiace."